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Decisione

12.2012.215

Contratto di assicurazione LCA, interpretazione di clausola assicurativa e di CGA (condizioni generali di assicurazione), capacità di guadagno in una professione sportiva, calcolo delle prestazioni in

12 novembre 2013Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

i premi benché, dopo il 1° gennaio 2008 (compimento dei 35 anni), fosse invece

tenuto a corrisponderli almeno in parte, in misura dell'11.5%. Accertato un

saldo di fr. 55'452.- a favore dell'assicurato, il Pretore aggiunto ha in tale

misura accolto la sola azione di condanna e attribuito interessi moratori su

ogni pagamento trimestrale (di fr. 5'310.- [88.5% di fr. 6'000.-]), la prima

volta solo dal 1° febbraio 2009 poiché così postulato dall'attore. Stabilito un

valore di causa di fr. 844'886.- (di cui: fr. 84'000.- relativi all'azione

condannatoria per le rendite maturate fino al 30 aprile 2012 e fr. 760'886.-

relativi all'azione di accertamento dopo capitalizzazione delle prestazioni dal

1° maggio 2012 al 1° novembre 2037), egli ha infine posto le spese di fr. 178.-

e la tassa di giustizia di fr. 13'000.- integralmente a carico dell'attore

obbligandolo a rifondere alla convenuta fr. 30'000.- a titolo di ripetibili.

6. Con appello 10 dicembre 2012 l'attore chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per l'importo precisato in

sede di conclusioni con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo

grado. Con risposta e appello incidentale 5 febbraio 2013 la convenuta chiede

la reiezione del gravame di parte avversa e la riforma della sentenza di primo

grado nel senso di riconoscere all’attore il solo importo di fr. 663.85. Chiede

inoltre l'attribuzione di spese e ripetibili di entrambe le sedi, quantificando

queste ultime in fr. 15'000.- per la procedura di appello. Con risposta 11

marzo 2013 l'attore postula la reiezione dell'appello incidentale.

7. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo codice di diritto

processuale civile svizzero (CPC; RS 272). Ritenuto che la procedura innanzi al

Pretore è stata avviata prima di quella data, la stessa, fino alla sua

conclusione, resta disciplinata dal diritto cantonale previgente (art. 404 cpv.

1 CPC) e meglio dal codice di procedura civile ticinese (CPC/TI; RL 3.3.2.1).

Non così invece la procedura ricorsuale in rassegna, che, avendo preso avvio a

seguito di una decisione pretorile comunicata dopo quella data, è retta dalle

nuove disposizioni federali (art. 405 cpv. 1 CPC).

8. Preliminarmente, l'attore lamenta l'assenza, nel dispositivo

della sentenza pretorile, di un'indicazione relativa alla richiesta di

accertamento. A tal proposito è tuttavia sufficiente il rilievo che il Pretore

aggiunto, al consid. 10 della sua sentenza, ha chiaramente indicato di

accogliere parzialmente la sola azione di condanna, lasciando così chiaramente

intendere di non ammettere o comunque di respingere la domanda di accertamento.

Anche il dispositivo che accoglie parziamente la petizione limitatamente alla

sola domanda di condanna per l'importo di fr. 55'452.- oltre interessi non

lascia dubbi al riguardo. Del resto l'azione di accertamento è sussidiaria,

essendo ammissibile unicamente quando la constatazione positiva o negativa di

un diritto o di un rapporto giuridico sia l'unico mezzo processuale a

disposizione per la tutela di questo diritto o rapporto giuridico; non si

giustifica invece quando è possibile far valere questo diritto con un'azione

condannatoria o di ripristino (cfr. ad esempio II CCA 6 giugno 2003, inc. n.

12.2002.126 con riferimenti, pubb. in NRCP 2003 pag. 461). Orbene, nella misura

in cui aveva per oggetto le medesime prestazioni della domanda condannatoria,

la domanda di accertamento era chiaramente inammissibile. Per quanto concerneva

invece eventuali pretese future, la domanda è stata (implicitamente) respinta

perché dopo il 31 agosto 2011 non sussisteva più una incapacità di guadagno.

9. L'attore incentra il proprio appello sull'interpretazione del

contratto assicurativo fornita dal Pretore aggiunto che contesta e reputa

errata. Dopo avere ricordato le regole di interpretazione dei contratti di

assicurazione, ribadisce la propria tesi, ovvero che la compagnia assicurativa

si sarebbe impegnata a versargli una rendita trimestrale fino al 2037, quindi

anche oltre il 35esimo anno di età, qualora l'incapacità fosse subentrata durante

la copertura assicurativa speciale ed egli non fosse stato più in grado di

giocare a hockey a titolo professionistico. La disposizione A3 delle Condizioni

generali sarebbe per contro stata applicabile a partire dai 35 anni unicamente

qualora in quel momento non fosse già nato il diritto alle prestazioni secondo

le Condizioni particolari. Per l'appellante principale la pattuizione specifica

non permetteva di adattare le prestazioni in corso di incapacità. Il tenore

della clausola era chiaro. Lo scopo perseguito dalle parti era inoltre quello

di garantire all'assicurato uno standard di vita pari a quello raggiunto come

giocatore professionista, nel senso che la copertura gli avrebbe dovuto

garantire un complemento reddituale sino al 2037 che avrebbe integrato la

diminuzione del reddito che l'inserimento in una nuova attività avrebbe

inevitabilmente comportato. Anche in considerazione delle circostanze concrete

e semmai in applicazione del principio "in dubio contra

assicuratorem" il contratto andava interpretato nel senso che in caso di

sua incapacità di guadagno, intesa quale impossibilità di esercitare la

professione di giocatore di hockey prima del compimento dei 35 anni, egli

avrebbe avuto diritto a una rendita di fr. 24'000.- annui sino al 1° novembre

2037.

9.1 L’interpretazione di un contratto assicurativo segue i principi

che valgono generalmente per qualsiasi altro contratto, a meno che la legge non

preveda disposizioni particolari. Le condizioni generali di assicurazione (CGA)

che sono state esplicitamente incorporate nel contratto vanno interpretate come

le altre clausole contrattuali (DTF 135 III 1 consid. 2 pag. 6, 133 III 675

consid. 3.3 pag. 681). In presenza di divergenze sul contenuto di una clausola

contrattuale il giudice deve dapprima determinare la reale e comune volontà

delle parti, senza limitarsi alle espressioni che le stesse hanno utilizzato

(art. 18 cpv. 1 CO). Se questa - come in concreto - non può essere determinata

o diverge, il giudice deve interpretare le dichiarazioni e i comportamenti

delle parti secondo il principio dell’affidamento; le dichiarazioni delle parti

vengono quindi interpretate come potrebbe comprenderle un terzo di buona fede

che si trovasse nelle medesime circostanze (Brulhart,

Droit des assurances privées, Berna 2008, pag. 125, n. 276). Il principio

dell’affidamento permette quindi di imputare ad una parte il senso oggettivo

della sua dichiarazione o del suo comportamento, anche se non corrisponde alla

sua intima volontà (cfr. DTF 135 III 410, consid. 3.2, pag. 412-413; Brulhart, op. cit., pag. 124, n. 276).

Anche se la giurisprudenza non ammette più di fondarsi esclusivamente sul

tenore letterale di una clausola, questo assume comunque un ruolo prioritario

rispetto agli altri mezzi di interpretazione. Così, se gli ulteriori elementi

di interpretazione non consentono con certezza di concludere diversamente ci si

atterrà al tenore letterale (sentenza del Tribunale federale 5C.21/2007 del 20 aprile 2007 consid. 3.1; Jäggi/Gauch,

Zürcher Kommentar, N. 369 all'art. 18 CO; Franz

Hasenböhler, Zur Auslegung von Versicherungspolicen, in: Festschrift

Ernst A. Kramer, Basilea 2004, pag. 849).

Qualora,

al termine di siffatta operazione, permanga un dubbio sul significato da

attribuire alle clausole contrattuali, di cui fanno ovviamente parte anche le

condizioni particolari di assicurazione (Maurer,

Schweizerisches Privatversicherungsrecht, 3a ed., pag. 161 seg.), queste devono

essere interpretate in sfavore del loro autore (“Unklarheitsregel”, DTF 122 III

118 consid. 2a). Secondo la dottrina e la giurisprudenza, per l'applicazione di

questo principio, non basta che le parti siano in disaccordo sul senso da dare

a una dichiarazione, ma è anche necessario che questa possa essere compresa in

modi diversi e che sia impossibile togliere il dubbio con un'interpretazione

ordinaria (DTF 122 III 118 consid. 2d; 118 III 342 consid. 1a). Ciò che non è

il caso nella fattispecie.

9.2 Come ha rettamente osservato il Pretore aggiunto, le Condizioni

particolari del contratto in esame andavano interpretate, secondo il principio

dell'affidamento, nel senso che in caso di incapacità a svolgere la professione

di giocatore di hockey a causa di malattia o d'infortunio, l'assicurato avrebbe

avuto diritto, sino al compimento dei 35 anni, a una rendita intera di fr.

24'000.-. Successivamente, invece, l'assicuratore avrebbe garantito le proprie

prestazioni soltanto se l'assicurato avesse presentato un'incapacità di

guadagno ai sensi della clausola A3 delle CGA, ovvero qualora non fosse più

stato in grado di esercitare la professione precedente o un'altra attività

lucrativa ragionevolmente esigibile e avesse subito una perdita di guadagno. A

favore di questa interpretazione depone già il chiaro testo delle Condizioni

particolari. Esse stabiliscono infatti che la copertura (particolare) si

estingueva al più tardi dopo avere compiuto i 35 anni, vale a

dire al compimento dell'età alla quale normalmente termina la carriera di un

giocatore, come ha dichiarato la Federazione ticinese di hockey su ghiaccio

all'indirizzo dell'AI (doc. I° rich.) e come poteva peraltro sapere l'attore al

momento della conclusione della polizza. La clausola in questione precisa

inoltre che se l'assicurazione era conclusa per una durata prolungata - ciò che

era pacificamente il caso - si applicava la definizione di incapacità al

guadagno contenuta nelle CGA.

In questo

modo le parti hanno inteso assicurare, fino ai 35 anni, l'incapacità lavorativa

specifica quale giocatore di hockey, mentre per il periodo successivo hanno

stipulato un'assicurazione per incapacità di guadagno qualificabile, in

considerazione del rinvio alle CGA (e in particolare alla disposizione A3)

operato dalle Condizioni particolari, come un’assicurazione contro i danni

(“Schadensversicherung”), la sua erogazione presupponendo non solo l’esistenza

di un’incapacità parziale o totale, dovuta a malattia o infortunio, di

esercitare la propria professione o ogni altra attività ragionevolmente

esigibile, ma anche l’esistenza di un danno concreto derivante da tale incapacità

e consistente in una perdita di guadagno che spettava al beneficiario

dimostrare (II CCA 24 febbraio 2011 inc. n. 12.2009.64 con riferimenti). Il che

è del resto anche del tutto logico. Il contratto, con le sue Condizioni

particolari, teneva conto della situazione particolare dell'attore e intendeva

tutelare, fino ai 35 anni, l'assicurato dal rischio - neppure poi tanto remoto,

considerata la durezza dello sport in questione - di una prematura conclusione

della propria carriera. Dopo questo momento, invece, l'attore che -

indipendentemente dall'esistenza di motivi medici - di norma avrebbe comunque

terminato la propria carriera sportiva, sarebbe diventato un assicurato come

tutti gli altri, ai quali si applica(va)no le CGA (clausola A3). Ciò spiega il

motivo della clausola speciale e del rinvio alle CGA per il periodo successivo

ai 35 anni oltre che l'applicazione di due "regimi" diversi tra loro

per il periodo prima e dopo i 35 anni.

Ad

avvalorare questa tesi vi è poi anche l'aspetto, giustamente rilevato dal primo

giudice, del rapporto tra premio annuo (di fr. 6'077.-), da un lato - che

comprendeva anche il finanziamento dell'assicurazione sulla vita con, fra

l'altro, un capitale in caso di vita al 1° novembre 2037 di fr. 295'933.- (doc.

C) - e prestazioni in caso di incapacità di guadagno, dall'altro, che non solo

includeva il diritto a una rendita ma anche l'esonero dal pagamento dei premi.

L'attore non poteva in buona fede ritenere che la controparte, in caso di sua

incapacità ad esercitare l'attività di giocatore di hockey prima dei 35 anni,

si sarebbe impegnata a pagargli una rendita piena (fr. 24'000.-), liberandolo

oltretutto dal pagamento dei premi, fino all'età del pensionamento. Dopo i 35

anni, una rendita e l'esonero dal pagamento dei premi sarebbero stati dovuti

soltanto in caso di normale incapacità di guadagno, analogamente a quanto

avviene peraltro nel diritto delle assicurazioni sociali.

9.3 Contrariamente a quanto eccepisce l'attore, il Pretore aggiunto

non ha confuso l'aspetto previdenziale con la parte di puro rischio.

L'appellante pretende che buona parte del premio annuo fosse trattenuta dalla

convenuta quale contributo per il rischio assicurato, ma in realtà non si

avvede che il premio era stato aumentato, passando da fr. 3'600.- nel 1996 a fr. 5'933.- nel 2001 e poi a fr. 6'077.- nel 2003, perché in realtà erano state aumentate le

prestazioni in caso di vita al 1° novembre 2037 (fr. 165'754.- secondo la

polizza del 1996, poi aumentati a, rispettivamente, fr. 288'922.- e 295'933.-

in seguito alle modifiche apportate nel 2001 e nel 2003), mentre le prestazioni

in caso di incapacità di guadagno erano rimaste invariate (cfr. doc. A-C). Ma

vi è di più. L'avvicinarsi del traguardo dei 35 anni (e di riflesso la

riduzione del tempo residuo di copertura speciale) ben difficilmente avrebbe

giustificato un aumento dei premi, rispetto all'inizio, per detto rischio

specifico quale giocatore di hockey. Quanto alla censura secondo cui, dopo la

modifica contrattuale del 2003 - che tuttavia, per quanto appena detto, non

modificava le condizioni e l'estensione delle prestazioni originarie in caso di

incapacità di guadagno -, l'assicurato nella migliore delle ipotesi, in

considerazione del periodo di attesa di 24 mesi, avrebbe potuto beneficiare di

una copertura di neppure due anni, essa non tiene conto del fatto che ciò

valeva comunque solo per la copertura speciale della sua attività sportiva,

come dimostrano peraltro le prestazioni (almeno parziali) che gli sono state

riconosciute secondo le CGA anche dopo il 1° gennaio 2008. Ne segue che il

giudizio pretorile, su questo punto, va pienamente condiviso.

10 Con l'appello incidentale la convenuta contesta il calcolo delle

prestazioni effettuato dal giudice di prime cure. In considerazione del fatto

che la clausola A3 delle CGA riconosceva il diritto a una rendita intera a

partire da un grado uguale o superiore al 66 2/3 %, il Pretore aggiunto ha

stabilito che a un grado d'incapacità di guadagno del 59%, riconosciuto dallo

stesso assicuratore, dovesse corrispondere (dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto

2011) una rendita dell'88.5% ([0.59 x 100] : 66 2/3%). Egli ha inoltre definito

all'11.5% la percentuale di premio da versare dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 in virtù dell'esonero (parziale) garantito dalle stesse CGA. Pur aderendo alla considerazione

secondo cui, in difetto di altri elementi probanti relativi alla perdita di

guadagno, ci si poteva di massima riferire alle conclusioni tratte dal

Tribunale cantonale delle assicurazioni in ambito LAINF, la convenuta lamenta

la mancata applicazione, da parte del Pretore aggiunto, della percentuale

d'incapacità di guadagno del 59% accertata dal giudice delle assicurazioni

sociali per definire l'entità della rendita e dell'esonero dal pagamento dei

premi.

10.1 La censura è fondata. Le CGA prevedono alla clausola A3 che la

rendita e la misura dell'esonero dal pagamento dei premi sono stabiliti in

funzione del grado d'incapacità di guadagno, precisando che un'incapacità di

guadagno del 66 2/3% o superiore dà diritto a prestazioni piene, mentre una

inferiore al 25% non conferisce il diritto ad alcuna prestazione. Il tenore e

il senso di questa clausola, assai diffusa nel settore (v. ad esempio sentenze

del Tribunale federale 5C.21/2007, citata, consid. 3.3 e II CCA 24 febbraio

2011 inc. n. 12.2009.64; Isabelle

Amschwand-Pilloud/Daniel Jungo/ Wolfgang Maute, Assurances-vie et

impôts, 2005, pag. 84), sono chiari. Il parallelo tra incapacità di guadagno di

2/3 (o più) e rendita intera è manifestamente riconducibile all'ordinamento in

materia di AI (art. 28 cpv. 1 LAI, nella versione del 1967; RU 1968 pag. 35) e

si spiega con il fatto che a partire da un certo limite (all'epoca fissato al

66 2/3%, oggi al 70%) diventa molto difficile sfruttare la capacità al guadagno

residua, per cui agli assicurati con un grado d'invalidità uguale o superiore a

questo limite si concede una rendita intera (cfr. ad esempio Messaggio del

Consiglio federale dell'11 maggio 2011 concernente la 6a revisione dell'AI, FF

2011 5133, pag. 5135). Per converso, un'invalidità inferiore al 25% è reputata

essere compensabile siccome non troppo incisiva. Al di fuori di queste due

situazioni (incapacità uguale o superiore al 66 2/3% o inferiore al 25%), la

rendita va invece calcolata in base al grado d'incapacità effettivo (in

casu: 59%) se esso si situa entro questi limiti (cfr. Amschwand-Pilloud/Jungo/Maute, op. cit., pag. 84). Non vi è

quindi motivo per confermare gli adattamenti proporzionali effettuati dal primo

giudice in contrasto con il chiaro senso e tenore delle CGA.

10.2 Fatta questa importante riserva, valida anche per l'esonero dal

pagamento dei premi che va ugualmente concesso nella misura del 59% dopo il 1°

gennaio 2008 - ossia alla scadenza della copertura speciale -, il calcolo del Pretore

aggiunto è per il resto invece sostanzialmente corretto. Per il calcolo delle

rendite, l'attore è stato pienamente incapace al guadagno - secondo le

Condizioni particolari - dal 29 gennaio 2007 (alla scadenza del periodo di

attesa di 24 mesi) al 1° gennaio 2008 (data di compimento dei 35 anni alla

quale si estingueva la copertura speciale). Per detto periodo, stante una

rendita giornaliera di fr. 66.66, calcolata - in maniera incontestata -

sull'arco di un anno commerciale di 360 giorni (fr. 24'000 : 360 = fr. 66.66),

gli vanno riconosciuti fr. 22'131.12 (332 giorni x fr. 66.66). Per contro, per

il periodo dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 (fine della riqualifica

professionale), la convenuta dovrebbe versare fr. 51'880.55 (ovvero 59% di fr.

87'933.14 [rendita per 3 anni, 7 mesi e 29 giorni]). Tenuto conto della somma

già pagata dalla convenuta (fr. 42'133.30; doc. M e P), ne consegue un saldo di

fr. 31'878.37 a favore dell'appellante a titolo di rendite di incapacità di

guadagno. Il diverso calcolo della convenuta non può per contro essere seguito

anche perché è contraddittorio. Da un lato, infatti, riconosce a titolo

preliminare che l'attore aveva diritto a una rendita al 100% dal 29 gennaio

2007 al 1° gennaio 2008, dall'altro però calcola l'importo dovuto sulla base di

un grado d'invalidità del 59% dal 29 gennaio 2007.

Per

quanto concerne invece l'esonero dal pagamento dei premi, è pacifico che

l'attore non li ha più pagati dal 29 luglio 2005, ossia trascorso il relativo

periodo di attesa (doc. A, Condizioni particolari). Per il resto, dato un

premio annuo di fr. 6'077.-, ovvero di fr. 506.41 al mese o di fr. 16.88 al

giorno, e tenuto conto - sempre in virtù delle Condizioni particolari - del

diritto a un esonero completo dal 29 luglio 2005 al 1° gennaio 2008, ma poi

solo parziale (del 59%) dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 (3 anni, 7 mesi e

29 giorni), ne discende una differenza di fr. 9'128.81 a favore della convenuta (fr. 22'265.39 [premio al 100%, non pagato] ./. fr. 13'136.58 [59%

di fr. 22'265.39, pari all'importo che andava esonerato]). Anche su questo

punto il diverso calcolo della convenuta non può essere condiviso perché

quantomeno contraddittorio. Pur riconoscendo una liberazione totale del premio

dal 1° settembre 2006 (correttamente: dal 29 luglio 2005) al 1° gennaio 2008,

essa calcola poi l'esonero effettivo sulla base del 59% anche per questo

periodo.

In esito

a quanto precede, la convenuta deve ancora versare all'attore l'importo, arrotondato,

di fr. 22'749.55 (fr. 31'878.37 ./. fr. 9'128.81), oltre interessi al 5% su

ogni rata trimestrale di fr. 3'540.- (59% di fr. 6'000.-) a partire - per

quanto ha accertato in maniera incontestata il giudice di prime cure - dal 1°

febbraio 2009. La petizione andava dunque - relativamente alla sola azione

condannatoria - ammessa in questa limitata misura. Di conseguenza l'appello

incidentale va parzialmente accolto.

11. L'appellante principale censura infine il giudizio pretorile

sulle spese e sulle ripetibili. La contestazione è manifestamente infondata

nella misura in cui è rivolta contro la determinazione del valore litigioso da

parte del Pretore aggiunto il quale ha, fra l'altro, capitalizzato le

prestazioni fino al 2037. Se è vero che la questione centrale della

controversia verteva sull'interpretazione della clausola speciale della polizza

assicurativa, ciò non toglie che l'attore ha comunque fondato su di essa ben

precise domande di condanna e di accertamento per prestazioni passate e future

(così la richiesta di accertamento del diritto alla rendita annua di fr.

24'000.- e all'esonero dei premi fino al 1° novembre 2037; cfr. Sterchi, in Berner Kommentar,

Schweizerische Zivilprozessordnung, pag. 992 all'art. 91 CPC). Da qui la

conferma della decisione pretorile che ha ritenuto un valore di causa

complessivo di fr. 844'886.- (di cui: fr. 84'000.- relativi all'azione

condannatoria per le rendite maturate fino al 30 aprile 2012 e fr. 760'886.-

relativi all'azione di accertamento dopo capitalizzazione delle prestazioni dal

1° maggio 2012 al 1° novembre 2037), peraltro non contestato in quanto tale nel

suo calcolo, ma solo nel suo principio.

L'attore censura inoltre il fatto che il primo giudice gli ha

caricato interamente le spese e le ripetibili, sancendo così di fatto la sua

piena soccombenza. La procedura di prima istanza è retta dal CPC/TI (v. sopra

consid. 9). Il giudice non è rigidamente legato ad un riparto strettamente

numerico delle tasse, delle spese e delle ripetibili ma può anzi ripartirle

parzialmente o per intero fra le parti in caso di soccombenza reciproca o se

concorrono altri giusti motivi (art. 148 cpv. 2 CPC/TI; II CCA 7 giugno 1996

inc. n. 12.1996.1). Nella fissazione degli oneri processuali e nella loro

ripartizione il giudice fruisce così di ampia latitudine e la sua decisione può

essere impugnata solo per eccesso o per abuso del potere di apprezzamento (II

CCA 15 novembre 2012 inc. n. 12.2011.25). A parte che l'attore non rimprovera

al Pretore aggiunto un simile comportamento, dal momento in cui l'art. 148 cpv.

2 CPC/TI non comporta necessariamente una ripartizione di spese e ripetibili,

può ben concludersi che se il primo giudice le ha addebitate interamente

all'attore non ha, avuto riguardo delle concrete circostanze di specie e in

particolare dell'esiguità del successo di causa ancor più evidenziata dal

presente giudizio (circa 1/40), abusato del potere di apprezzamento che il

codice di procedura ticinese gli ha espressamente conferito (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura

civile massimato e commentato, Lugano 2000, m. 26 ad art. 148 CPC/TI).

12. L'appello principale deve pertanto essere respinto, mentre

l'appello incidentale può essere parzialmente accolto nel senso di una

riduzione delle pretese riconosciute a favore di controparte. Gli oneri

processuali e le ripetibili di prima sede rimangono invariati, mentre quelli di

appello seguono la rispettiva soccombenza e sono calcolati su un valore

litigioso di fr. 789'434.- (ossia fr. 844'886.- ./. fr. 55'452.-) per la

procedura d'appello principale e di fr. 54'788.15 (fr. 55'452.-./. fr. 663.85)

per quella di appello incidentale. La convenuta ha postulato per la sede

d'appello il riconoscimento di fr. 15'000.- a titolo di ripetibili, senza però

presentare una nota d’onorario e spese (art. 14 cpv. 2 Regolamento sulla tariffa

per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la

fissazione delle ripetibili: RL 3.1.1.7.1). L’indennità ripetibile viene

pertanto stabilita secondo l’importanza della lite, le sue difficoltà e il

presumibile tempo impiegato dall’avvocato (art. 11 cpv. 5 Regolamento sulle

ripetibili).

Il valore litigioso giusta l'art. 51 cpv. 1 lett. a LTF è

determinato da tutte le conclusioni ricevibili rimaste controverse davanti

all'autorità cantonale (sentenza del Tribunale federale 5A_765/2008 del 29

giugno 2009 consid. 1.2.1 e rif.). Qualora siano fatte valere domande in via

principale e adesiva, i rispettivi valori vanno sommati, senza riguardo a

quanto l'autorità cantonale ha aggiudicato, né al valore della pretesa della

parte che agisce davanti al Tribunale federale (sentenza inc.5A_500/2009 del

19 novembre 2009, consid. 1). Ne discende che il valore litigioso nella

prospettiva dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera la soglia di fr. 30’000.– ai

fini di un ricorso in materia civile.

Per i

quali motivi, richiamati per le spese l’art. 148 CPC/TI, l'art. 106 CPC, la LTG

e il Regolamento sulle ripetibili

decide:

I. L'appello

10 dicembre 2012 di AP 1 è respinto.

Considerandi

II. Gli oneri processuali della procedura d’appello di complessivi

fr. 5'000.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr.

9’500.- per ripetibili di appello.

III. L’appello

incidentale 5 febbraio 2013 di AO 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza

la sentenza 12 novembre 2012 della Pretura della giurisdizione di

Locarno-Città, invariati gli altri dispositivi, è così riformata:

1.

La

petizione è parzialmente accolta.

§ Di conseguenza

AO 1 è condannata a versare a AP 1 l'importo di fr. 22'749.55 oltre interessi

al 5% dal 1° febbraio 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2009 su fr. 3'540.-,

dal 1° agosto 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° novembre 2009 su fr. 3'540.-, dal 1°

febbraio 2010 su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2010 su fr. 3'540.-, dal 1°agosto

2010.

su fr. 3'540.-, dal 1° novembre 2010 su fr. 3'540.-, dal 1° febbraio

2011.

su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2011 su fr. 3'540.- e dal 1° agosto 2011 su

fr. 1'180.-.

IV. Gli oneri processuali della procedura d’appello incidentale di complessivi

fr. 1'500.- sono a carico dell'attore per 4/7 e per 3/7 sono a carico

dell'appellante incidentale, a cui l’attore rifonderà fr. 300.- per ripetibili.

V. Notificazione:

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Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il

vicecancelliere

Rimedi

giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a

fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia

civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una

decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia

costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima

istanza (art. 119 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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