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Decisione

12.2014.182

Locazione

23 ottobre 2015Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

I. Con “reclamo” 22 agosto

2014 la conduttrice è insorta contro il giudizio 12 agosto 2014 di cui all’inc.

SE.2011.88 (sopra, lett. D), chiedendone la sua riforma nel senso di accogliere

la richiesta formulata con le conclusioni di prima istanza e l’assegnazione di

fr. 1'000.- quali ripetibili di appello. Con decisione 5 settembre 2014 la

Camera civile dei reclami ha dichiarato irricevibile il gravame in quanto

reclamo e lo ha trasmesso per competenza a questa Camera. Con risposta 28

gennaio 2015 l’attrice postula la reiezione dell’appello. Con replica spontanea

3 febbraio 2015 la conduttrice ha confermato il proprio punto di vista.

considerato

in diritto: 1. Il 1° gennaio 2011 è

entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero che

trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la procedura innanzi al Pretore

aggiunto è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC). Giusta l’art. 308

cpv. 1 CPC sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali

di prima istanza (lett. a) e quelle di prima istanza in materia di

provvedimenti cautelari (lett. b). Nella fattispecie il primo giudice ha

fissato il valore di causa in fr. 7'995.- (decisione impugnata, consid. 1).

Come indicato dalla Camera dei reclami, determinante per stabilire il valore

litigioso dinanzi all’autorità giudiziaria superiore è quello dell’ultima

conclusione riconosciuta nella decisione (cfr. art. 308 cpv. 2 CPC). Come

indicato nelle conclusioni dall’attrice esso ammonta a fr. 53'807.- (pag. 11).

Ne consegue la competenza di questa Camera a statuire sul gravame 22 agosto

2014 interposto dall’attrice.

2. Il Pretore aggiunto ha accolto

integralmente la petizione, spiegando, tra l’altro, che i depositi della pigione

sono avvenuti tardivamente e, quindi, in violazione di quanto previsto all’art.

259g CO. L’appellante afferma che tale motivazione è “ingiusta, poiché era

stato comunicato che fintanto i difetti non venivano eliminati, tutte le

pigioni venivano depositate, ciò che è avvenuto tramite ordine bancario all’UC”

(memoriale, pag. 7 in alto), che la locatrice sarebbe in malafede poiché “era

perfettamente al corrente che tutte le pigioni venivano depositate presso l’UC

e mese per mese” (memoriale, pag. 7 in mezzo e pag. 8 in alto) e che “anche nel

2012 sono state pagate tutte le mensilità” (appello, pag. 7 in basso). Essa fa poi

riferimento a un passaggio dottrinale secondo il quale in mancanza di

contestazioni da parte della locatrice le pigioni possono essere depositate

anche poco dopo la scadenza contrattuale. Questa Camera ha già avuto modo di

spiegare che, come correttamente evidenziato dal Pretore aggiunto, il deposito

delle pigioni ha effetto liberatorio solo per le pigioni non ancora scadute ed

esigibili (II CCA, sentenza inc. 12.2013.112 del 16 dicembre 2013; Lachat, Le bail à loyer, Lausanne 2008,

pag. 278, 7.4.7). Un deposito effettuato anche un solo giorno dopo la scadenza

delle pigioni non è conforme all’art. 259g cpv. 1 CO (Higi, Zürcher Kommentar, n. 55 e segg. ad art. 259g CO:

SVIT-Kommentar, 2ͣ ed., n. 17 ad art. 259g CO; Lachat, Die Hinterlegung des Mietzinses (art. 259g bis 259i

OR), in mp 1993 p. 12; Rep. 1998 p. 224). Una delle conseguenze della tardività

del deposito è che il locatore può esercitare la facoltà accordatagli dall’art.

259h cpv. 2 CO e chiedere l’immediata liberazione in suo favore delle pigioni

così depositate (Higi, op. cit.,

n. 57 e seg. ad art. 259g CO; SVIT-Kommentar, op. cit., n. 25 ad art. 259g CO;

Rep. citato). Le censure dell’appellante menzionate sopra sono quindi inconferenti

ai fini del giudizio. Nella fattispecie determinante è, infatti, la questione

di sapere se i canoni di locazione sono stati depositati prima della loro

Considerandi

scadenza contrattuale. Dall’estratto UC a cui il primo giudice fa riferimento

emerge che tutte le pigioni sono state depositate dopo la loro scadenza. Il

contratto di locazione prevedeva, infatti, che i canoni di locazione dovevano

essere versati all’inizio di ogni mese (doc. G, clausola n. 3.1). La

conduttrice afferma, al riguardo, di non essere a conoscenza di tale documento

e che lo stesso è successivo alle conclusioni, sicché non potrebbe essere

tenuto in considerazione ai fini del giudizio (appello, pag. 7 in mezzo).

Sennonché, esso è stato prodotto con l’istanza cautelare 15 ottobre 2013 della

locatrice e il 14 novembre 2013 si è tenuta la relativa discussione, sicché la

conduttrice non si può dire ignara dell’esistenza del medesimo. La produzione è

avvenuta, poi, prima dell’inoltro delle conclusioni. Inoltre, l’appellante non

contesta quanto emerge dal tale documento, ossia la circostanza che il deposito

è sempre stato effettuato dopo la scadenza delle pigioni. Pertanto, questo

elemento non muterebbe nemmeno qualora il documento in questione fosse

estromesso dagli atti come auspicato dalla conduttrice. La censura appellatoria

è quindi ancora una volta inconferente.

3.

A pag. 3 in alto del

proprio gravame la conduttrice sembra contestare anche il giudizio sulle spese

giudiziarie di prima sede. Infatti, essa afferma che sarebbero stati violati

gli art. 243 e segg. LTG. A parte il fatto che tale disposto non è pertinente

alla normativa indicata, nelle richieste di giudizio l’appellante non si

discosta dall’ammontare stabilito dal Pretore aggiunto. Nell’ipotesi, inoltre,

che la convenuta abbia voluto intendere gli art. 243 segg. CPC (procedura

semplificata), la censura non è sostanziata e, in quanto tale, in ogni caso irricevibile

(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC).

4.

Nella misura in cui è

ricevibile l’appello è quindi respinto. Le spese giudiziarie di secondo grado

seguono la soccombenza dell’appellante (art. 106 cvp.1 CPC). La tassa di

giustizia di appello è stabilita in base ai criteri degli art. 2, 7 e 13 LTG

(nella versione in vigore dal 10 febbraio 2015, Bollettino ufficiale delle

leggi e degli atti esecutivi, pag. 38 e 39) e le ripetibili in funzione dell’art.

11.

Rtar. Il valore di causa ai fini di un eventuale ricorso in materia civile

al Tribunale federale supera la soglia di fr. 15'000.- prevista all’art. 74

cpv. 1 lett. a LTF.

Per i quali motivi,

decide: 1. L’appello 22 agosto 2014 di AP 1

è respinto nella misura in cui è ricevibile.

2.

Le spese processuali della

procedura di appello di fr. 3'000.- sono poste a carico dell’appellante, che

rifonderà alla controparte fr. 1'500.- per ripetibili di appello.

3.

Notificazione:

-;

-.

Comunicazione alla Pretura del

Distretto di Bellinzona.

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi

giuridici (pagina seguente)

Nelle

cause a carattere pecuniario in materia di locazione è dato ricorso in materia

civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il

valore litigioso è superiore a fr. 15'000.-; per valori inferiori il ricorso è

ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza

fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia

civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una

decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia

costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima

istanza (art. 119 LTF).