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12.2016.4

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22 gennaio 2018Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 27 febbraio 2008 AO 1 ha firmato una proposta di

acquisto immobiliare relativa all'impegno di acquistare da AP 1 un appartamento

sito in un grattacielo in costruzione a D__________, chiamato “__________”, per

l'importo di USD 415'943,95 (cfr. doc. B). L’accordo prevedeva il pagamento di

un primo acconto di USD 124'783,19 da versare sul conto bancario della

venditrice presso la Banca __________ di L__________, importo che AO 1 ha

effettivamente pagato (cfr. doc. D). La consegna dell'appartamento era prevista

per il 30 settembre 2009, ma, come si dirà meglio in seguito, non si è mai

perfezionata.

B. Il 26 marzo 2008 AO 1 e AP 1 hanno sottoscritto un contratto

preliminare di compravendita, anch’esso in forma scritta semplice, con cui è stato

confermato il predetto acquisto immobiliare (cfr. doc. E). In particolare, nello

stesso è stato ribadito il trasferimento della proprietà a AO 1 entro il 30 settembre

2009, con facoltà della venditrice di prorogare questo termine, dapprima per

ulteriori 9 mesi, senza conseguenze finanziarie, e ancora successivamente, ma

con delle penalità (interesse al 5% su base annua; cfr. doc. E paragrafo 4). L’accordo

prevedeva pure che: "Nel caso di differenze superiori al 15% (quindici

per cento) il contratto potrà essere risolto con comunicazione scritta da parte

promissoria acquirente e lo stesso avrà diritto alla restituzione delle somme

versate senza null'altro pretendere a qualsiasi titolo o ragione" (cfr.

doc E paragrafo 1). Inoltre, il contratto prevedeva, oltre all'applicazione del

diritto materiale degli Emirati Arabi Uniti, anche la competenza esclusiva

della Corte di D__________ (Emirati Arabi Uniti; cfr. doc. E paragrafo 9).

C. Con e-mail del 5 marzo 2010 AP 1 ha avvisato AO 1 che

erano intervenuti dei cambiamenti nel progetto edificatorio che avevano

comportato una ridefinizione dell’appartamento oggetto degli accordi precitati.

In particolare, l’appartamento bilocale di 724.62 sq ft che essa intendeva

acquistare era diventato un monolocale di 545.90sq ft. AP 1 ha quindi proposto

a AO 1 di acquistare un appartamento differente, ossia il n. 3005 di 761,86 sq

ft, a un prezzo superiore rispetto a quello convenuto originariamente (cfr. doc.

H). Con scritto di data 9 luglio 2010 (cfr. doc. l) AO 1 ha disdetto il contratto

e chiesto il rimborso immediato dell’acconto di USD 124'783,19 da lei versato,

oltre interessi.

Nel contempo,

essa ha presentato un’istanza di sequestro per il suo credito di USD 124'783.19

corrispondenti al cambio dell’11 febbraio 2008 a fr. 137'710.70, ottenendo il sequestro degli averi di RE 1 presso la banca __________ a L__________

(cfr. doc. J e L). AO 1 ha quindi fatto spiccare in data 12 agosto 2010

dall’UE di Lugano il PE n. __________, a cui RE 1 ha interposto opposizione (cfr.

doc. K e M).

D.

Con petizione 25 agosto 2010 CO 1 ha avviato il presente

procedimento a convalida del sequestro, postulando la condanna di RE 1 al

pagamento di fr. 137'710.70 - importo poi mutato in USD 124'783.19 - oltre

interessi al 5% dall’11 febbraio 2008, nonché il rigetto definitivo

dell’opposizione al PE n. __________ dell’UE di Lugano, il tutto con protesta

delle spese giudiziarie. In sintesi, essa ha posto l’accento, da un canto, sul

mancato rispetto dei termini di consegna e, dall’altro, sulla modifica dei

piani del progetto edificatorio che aveva comportato una modifica importante

delle dimensioni e della struttura dell’appartamento oggetto degli accordi

precitati, “tanto da trasformare l’immobile in un aliud”. Da qui la

decisione di avvalersi della clausola rescissoria relativa alla modifica della

superficie dell’appartamento e di disdire il contratto, esigendo, nel contempo,

la restituzione immediata dell’acconto versato. L’attrice ha sostenuto la

competenza del giudice adito sulla base dell’art. 4 LDIP, la convalida del

sequestro, e ha argomentato che una sentenza emessa da un tribunale delle S__________

o di D__________, “mancando l’applicazione di una convenzione bilaterale,

non sarebbe riconosciuta in Svizzera per permettere la continuazione del precetto

esecutivo (art. 5 al 2 LDIP)”.

Con risposta di causa del 27 ottobre 2010 la

convenuta si è opposta alla petizione ed ha sollevato, tra l’altro, l’eccezione

d'incompetenza territoriale, rilevando che il punto 9 del contratto preliminare

prevedeva la competenza esclusiva della Corte di D__________. In breve, essa ha

negato il carattere abusivo della proroga di foro ed ha affermato che l’assenza

di una convenzione bilaterale non pregiudicava la possibilità di ottenere un riconoscimento

in base all’art. 25 LDIP. AP 1 ha, inoltre, sostenuto che, in base a quanto

pattuito, la disdetta senza preavviso a seguito della variazione delle

superficie avrebbe potuto essere data solo al momento della consegna dell’unità

abitativa, ovvero dopo la costruzione dell’edificio, e non già sulla sola base

di una planimetria. Essa ha pertanto contestato la validità della disdetta del

contratto data da AO 1. La convenuta ha aggiunto che, sulla base degli accordi,

essa non poteva neppure essere ritenuta responsabile per mancanze o ritardi che

esulavano dal suo controllo ed ha sostenuto di aver adempiuto ai propri

obblighi.

Nei successivi allegati di replica e

duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro antitetiche allegazioni

e richieste. Parte attrice ha ribadito il carattere abusivo della clausola di

proroga di foro ed ha posto l’accento sui legami della convenuta con L__________.

Esperita l'istruttoria, le parti hanno

rinunciato al dibattimento finale producendo dei memoriali conclusivi scritti nei

quali si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.

E. Con sentenza del

23 novembre 2015 il Pretore ha respinto l’eccezione di incompetenza

territoriale e ha accolto la petizione condannando AP 1 al pagamento di USD

124'783.19 oltre interessi. Nel contempo egli ha pronunciato il rigetto

definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano.

In sintesi, il giudice ha ritenuto legittima la disdetta data da AO 1 a seguito

della perdita dell’oggetto contrattuale e la richiesta di ripristino della

statu quo ante. Nel contempo, il magistrato ha ritenuto abusiva la proroga di

foro in considerazione, tra l’altro, dei legami dell’operazione con L__________

e del mancato rispetto della forma pubblica che avrebbe necessitato un simile contratto.

F. Con atto di

appello dell’8 gennaio 2016 AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel

senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile e, in via

subordinata, di respingerla nel merito, e nel contempo di concedere l’effetto

sospensivo, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Mentre l’attrice con

risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con

protesta di tasse, spese e ripetibili.

e considerato,

Considerandi

1.

Il

1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto

processuale civile svizzero (CPC, RS 272). Giusta

l’art. 405 cpv. 1 CPC alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al

momento della comunicazione della decisione intesa come data di intimazione. La

sentenza pretorile del 23 novembre 2015 è stata comunicata alle parti dopo il 1° gennaio 2011.

La procedura d’appello è retta dal CPC.

Per quanto attiene alla

richiesta di concessione dell’effetto sospensivo si ricorda all’appellante che

in virtù dell’art. 315 cpv. 1 CPC l’atto di appello preclude l’efficacia e

l’esecutività della decisione impugnata.

2.

È pacifico che la

vertenza riveste carattere internazionale ai sensi dell’art. 1 LDIP in quanto

vede opposti una cittadina svizzera e una società avente la sua sede alle S__________

ed ha per oggetto una pretesa connessa all’acquisto di un appartamento sito in

un immobile in costruzione a D__________ negli Emirati Arabi Uniti.

Pure incontestata è

l’applicabilità al caso di specie della LDIP, ed in particolare degli art. 4 e

5.

LDIP. Non trova invece applicazione la Convenzione di Lugano non avendovi

aderito gli Emirati Arabi Uniti, ai giudici del cui Stato rinvia la clausola in

esame.

Giusta l’art. 4 LDIP se la

presente legge non prevede altro foro in Svizzera, l’azione di convalida del

sequestro può essere promossa nel luogo svizzero del sequestro. Questo foro non

è però esclusivo. Una deroga è possibile a condizione di rispettare le premesse

fissate dall’art. 5 LDIP. In particolare, il cpv. 1 prevede la possibilità per

le parti di pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia

di pretese patrimoniali derivanti da un determinato rapporto giuridico. Il

patto può essere stipulato per scritto, per telegramma, telex, facsimile o

altro mezzo di trasmissione che ne consenta la prova per testo. Salva diversa

stipulazione, il foro prorogato è esclusivo. Il cpv. 2 della stessa norma precisa

però che la proroga di foro è inefficace se una parte si trova

abusivamente privata di un foro previsto dal diritto svizzero.

3.

Nel proprio giudizio

il Pretore ha ritenuto data la propria competenza in virtù del fatto che la

prestazione contrattuale litigiosa andava eseguita in Svizzera e più

precisamente a L__________, questo poiché la banca su cui andavano accreditati gli

acconti - di cui l’attrice chiede la restituzione mentre la convenuta vi si oppone

- era la Banca __________ di L__________. Subordinatamente il primo giudice ha

ritenuto data la sua competenza anche in virtù dell’art. 4 LDIP quale foro del

sequestro.

Il magistrato ha quindi

spiegato come le ragioni della disdetta data da AO 1 siano da ricercare non

solo negli evidenti ritardi di edificazione ma anche nel fatto che

l’appartamento riservato dall’attrice non esisteva più ed era stato variato sia

nella natura che nella superficie. Il magistrato ha quindi ritenuto che,

conformemente ai termini contrattuali e in particolare alla clausola

rescissoria ivi contenuta, l’attrice abbia legittimamente disdetto il contratto

per inadempimento e perdita dell’oggetto contrattuale. Egli ha altresì

precisato che, in base alla perizia di data 13 giugno 2013 dell’ISDC (cfr. inc.

rich. OR.2011.67), detta soluzione rispecchiava quella del diritto applicabile

a D__________.

Relativamente alla

questione della competenza territoriale il magistrato ha osservato che

l’applicazione dell’art. 113 LDIP propugnava a favore della sua competenza. In

merito alla proroga di foro a favore dei tribunali di D__________, il Pretore

ha giudicato non provato il fatto che detti tribunali avrebbero ammesso la loro

competenza con riferimento a un contratto che non era una compravendita immobiliare

bensì un contratto preliminare di riservazione di un immobile, perfezionato in

Svizzera in forma scritta, tra una venditrice che non ha dimostrato di esserne proprietaria

e una potenziale acquirente. Secondo il magistrato di prima sede l’esecuzione

di questa promessa avendo carattere personale poteva essere eseguita ovunque e dagli

atti traspariva l’intenzione delle parti di eseguirla a L__________. Sulla base

delle risultanze istruttorie il Pretore ha ritenuto che il centro di tutta

l’operazione fosse L__________.

Il magistrato ha, inoltre,

osservato come siffatto contratto sarebbe stato nullo dal punto di vista del

diritto svizzero per mancato rispetto della forma pubblica prescritta dall’art.

216.

CO.

Il primo giudice ha

inoltre ritenuto non provato che in base alle leggi in vigore a D__________

sarebbe bastata la sola forma scritta e non ufficiale per ammettere la validità

di un simile accordo.

In forza di queste carenze

allegatorie e probatorie il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro. Da

ultimo, egli ha ritenuto giustificato anche l’invocazione dell’abuso di diritto

da parte dell’attrice.

4.

Con l’appello AP 1

censura un erroneo apprezzamento dei fatti e delle prove come pure un’erronea

applicazione del diritto. Più nel dettaglio, l’appellante contesta la

competenza territoriale del Pretore di L__________ e ribadisce la validità

della proroga di foro, negando tra l’altro che l’avvalersi della stessa possa

essere qualificato di abusivo. In questo ambito essa rinvia a due sentenze di

questa Camera emesse, a suo dire, in fattispecie identiche, dove sarebbe stata

riconosciuta la validità di una proroga identica a quella qui in esame. AP 1

prosegue enunciando i principi che reggono il riconoscimento in Svizzera di

sentenze estere. L’appellante contesta, inoltre, i legami della fattispecie con

la Svizzera. Essa continua rimproverando al Pretore di non aver applicato alla

fattispecie le leggi degli Emirati Arabi Uniti e cita alcuni articoli del

codice civile degli EAU che, sempre secondo l’appellante, escluderebbero la

possibilità per AO 1 di rescindere validamente il contratto.

Nel contempo, AP 1

parrebbe invocare una violazione del proprio diritto di essere sentita

lamentando, in più punti, una carente motivazione della sentenza pretorile

(cfr. appello pag. 9 in fine, 10 e 18).

5.

La censura dell’appellante

relativa alla violazione del diritto di essere sentito va trattata

preliminarmente. Come accennato sopra, in questa sede, AP 1 rimprovera

al Pretore una carente motivazione della decisione. Il diritto di ottenere una

decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito sancito dall’art.

29.

cpv. 2 Cost., impone all’autorità giudicante di indicare le ragioni che

l’hanno portata a decidere in un senso piuttosto che in un altro, in modo tale

da permettere al destinatario di capire la portata della decisione e di

proporre i rimedi adeguati con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1;

II CCA 8 agosto 2014 inc. n. 12.2012.185).

Nel caso concreto la

motivazione addotta dal giudice di prime cure a sostegno della propria

competenza territoriale e della non validità della proroga di foro, riassunta

sopra, era decisamente chiara e permetteva alla convenuta di capire le ragioni

di fatto e di diritto alla base della propria decisione e di presentare il

rimedio giuridico appropriato con cognizione di causa, come per altro la stessa

ha fatto trasmettendo a questa Camera un lungo e finanche prolisso atto di

appello (TF 11 agosto 2010 4A_585/2009 consid. 7.1). La censura è pertanto

infondata.

6.

Fatta

questa premessa è necessario ora ricordare che per sua natura l’atto di appello

deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere

motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L‘appellante deve pertanto confrontarsi

criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali motivi di fatto e

di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare (v. Reetz/Theiler in: Sutter-Somm/Hasenböhler/

Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36 ad art. 311;

ZPO-Rechtsmittel, Kunz, n. 92 ad

art. 311; sentenza TF del 7 dicembre 2011, inc. n.4A_659/2011, consid. 4;

sentenza II CCA del 18 aprile 2013, inc. n. 12.2011.119 e riferimenti). L’appello

in esame in alcuni punti non contiene una critica puntuale al giudizio di prima

istanza ma si limita a fornire una propria tesi e una propria lettura dei

fatti. L’appello in oggetto viene quindi esaminato nella misura in cui

rispetta i principi sopraindicati e espone critiche circostanziate al giudizio

pretorile, mentre non verranno analizzati e sono irricevibili quei passaggi che

non contengono alcuna critica al giudizio impugnato.

7.

Come

accennato sopra, l’appello verte essenzialmente sulla competenza del giudice

adito, che l’appellante nega, e sulla validità o meno della proroga di foro,

che per l’appunto AP 1 ritiene data. Al riguardo essa ribadisce che la proroga

in esame adempie perfettamente i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP. In sintesi,

AP 1 critica la decisione pretorile nella misura in cui il magistrato ha

ritenuto detta proroga abusiva e ha rimproverato alla qui appellante di non

aver adempiuto al proprio obbligo probatorio dimostrando che i tribunali di D__________

avrebbero effettivamente ammesso la loro competenza in relazione alla

fattispecie qui in esame.

7.1

E’ pacifico che la

proroga in esame adempie i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP, circostanza di

cui ha dato atto anche il Pretore nella propria sentenza del 15 settembre 2011

relativa alla trattazione dell’eccezione d’incompetenza territoriale.

Più complessa si

presenta invece l’analisi della questione dal punto di vista dell’art. 5 cpv. 2

LDIP, invocato dall’attrice che sostiene l’abusività della proroga.

Prima di addentrarsi in

questa problematica è necessario ricordare che, diversamente da quanto traspare

dall’atto di appello, la contestazione concerne un contratto di riservazione,

ossia una promessa di compravendita, di un immobile e non già una compravendita

immobiliare.

Dagli atti risulta che la

prestazione contrattuale dovuta dall’attrice, ovvero il pagamento degli

acconti, doveva realizzarsi in Svizzera, a L__________; essendo questa la

prestazione litigiosa la competenza del foro di L__________ sarebbe data sia

quale foro di esecuzione che, sussidiariamente, quale foro del sequestro (art.

4.

LDIP). Parallelamente l’esecuzione della promessa di compravendita,

prestazione dovuta dalla qui appellante, avendo natura personale, poteva essere

eseguita ovunque. Nello specifico, a prescindere da quello che sostiene ora in

sede giudiziaria AP 1, dagli atti traspaiono diversi elementi che rivelano l’intenzione

dell’appellante di realizzare detta prestazione proprio a L__________, luogo

dove - è utile sottolinearlo - lavorava __________ N__________, direttore di AP

1.

Suffraga ulteriormente questa intenzione anche il fatto che sia il doc. E

che il doc . F fanno riferimento al recapito luganese di AP 1 ed indicano quale

conto su cui versare gli acconti quello che l’appellante detiene presso la

Banca __________ di L__________ (cfr. doc. E pag. 3 a metà e in fine e doc. F

pag. 3).

Alla luce di queste

considerazioni l’affermazione del Pretore secondo cui pure l’art. 113 LDIP

propugna a favore del foro di L__________ non può essere ritenuta errata.

E’ innegabile che i legami

della fattispecie con L__________ sono molteplici, infatti, come accennato

sopra, a L__________ lavorava __________ N__________, direttore di AP 1, proprio

sul conto di una banca di L__________ sono stati versati - su richiesta

dell’appellante - gli acconti, su vari documenti figura quale recapito di AP 1

quello del suo ufficio di rappresentanza sito in via __________ a L__________

(cfr. doc. E, doc. F) e, inoltre, il doc. E è stato redatto in lingua italiana

e sottoscritto proprio a L__________.

7.2

AP 1, per dimostrare

l’infondatezza della tesi di AO 1 secondo cui la proroga di foro la priverebbe

abusivamente della protezione conferitale dal foro svizzero del sequestro,

avrebbe dovuto, come rettamente osservato dal Pretore, provare che i giudici di

D__________ avrebbero certamente ammesso la propria competenza; ciò non è però

avvenuto. Infatti, la perizia del 21 maggio 2012 redatta dall’ISDC indica che

secondo l’art. 21 al. 1 ch. 3 CPC degli EAU “les tribunaux sont competents

pour juger d’une action introduite à l’encontre d’un étranger qui n’a ni son domicile

ni sa résidence aux EAU lorsque l’action se fonde sur une obligation conclue,

exécutée ou qui doit être exécutée aux EAU”; ciò che non è però il caso

della prestazione qui in discussione, che - come visto sopra - avendo carattere

personale può essere eseguita ovunque. La perizia precisa

altresì che “L’etat des sources accessibles ne permet toutefois pas une

détermination définitive sur le principe de la force obligatoire d’une

prorogation en faveur des tribunaux des EAU” (cfr. perizia cit. pag. 3

paragrafo 1 a metà).

Non

è qui condivisa ed esula comunque dall’analisi peritale la considerazione

giuridica espressa nel referto - e poi ripresa dall’appellante nel proprio

ricorso a sostegno della propria tesi - secondo cui la promessa di vendita

relativa a un immobile sito negli EAU avrebbe dovuto essere eseguita negli EAU.

Parallelamente, come

giustamente osservato dal primo giudice, non risulta neppure provato che

secondo la legge in vigore a D__________ basterebbe la sola forma scritta - e

non quella ufficiale - per ammettere la validità dell’accordo qui in esame,

carenza probatoria che va posta a carico dell’appellante. Relativamente a

questo aspetto è utile ricordare che in base al diritto svizzero predetto

contratto sarebbe nullo per mancanza della prescritta forma pubblica prevista

dall’art. 216 CO.

Per quanto attiene alle

due sentenza di questa Camera del 18 settembre 2012 menzionate da AP 1 (inc.

12.2011.192

e inc. 12.2011.193) e che, a detta della stessa, confermerebbero la

legittimità della proroga qui in esame, si osserva che, pur essendo le fattispecie

analizzate simili, le questioni giuridiche trattate divergono sensibilmente.

Infatti, nelle sentenze citate la validità della proroga di foro è stata

analizzata a titolo pregiudiziale, senza entrata nel merito, e unicamente

nell’ottica dell’art. 5 cpv. 1 LDIP mentre che la problematica dell’art. 5 cpv.

2.

LDIP non è stata sollevata dalle parti. Nel caso ora in esame, invece, il

Pretore è entrato nel merito analizzando, tra l’altro, anche la problematica dal

punto di vista della variabile dell’abuso di diritto di cui all’art. 5 cpv. 2

LDIP, argomentazione correttamente sollevata dal patrocinatore di AO 1. Ne

consegue, pertanto, che la presente analisi si rivela più approfondita e tratta

questioni che non erano state valutate nelle sentenze del 18 settembre 2012

citate dall’appellante.

Alla luce di tutto quanto

precede è pertanto a giusta ragione che il Pretore ha ritenuto non valida la

proroga di foro prevista nell’accordo qui in esame.

A titolo abbondanziale, si

osserva che se, da un canto, in astratto, la designazione del foro di D__________

quale foro competente a dirimere controversie connesse al (previsto ma, in

concreto, mai realizzatosi) acquisto di un appartamento ubicato in quella città

non può essere ritenuto sorprendente, dall’altro, nel caso specifico, i deboli

- per non dire inesistenti - legami delle parti con gli EAU e la natura del

contratto in esame (come visto non di compravendita ma solo di riservazione) fanno

nascere più di un dubbio sulla buona fede della convenuta nel voler sottrarre

questa vertenza al giudizio del Pretore di L__________ per sottoporla a quello

della Corte di D__________.

8.

L’appellante

prosegue rimproverando al Pretore di non aver tenuto conto dell’elezione di

diritto a favore del diritto in vigore a D__________, a dire della stessa, mai

contestata dall’attrice, e di aver interpretato l’accordo e giudicato la

fattispecie “secondo i canoni del diritto svizzero” invece che sulla

base del diritto applicabile a D__________ (cfr. appello pag. 22).

8.1

La censura si rivela

infondata. Vero è che il Pretore ha affermato che “il presente contenzioso

può essere risolto semplicemente in applicazione dei termini contrattuali

sottoscritti dalle parti, senza scomodare il diritto materiale citato”

(ovvero il diritto di D__________; cfr. sentenza pag. 4), d’altro canto, però,

il magistrato, sulla base della perizia di data 13 marzo 2013 allestita

dall’ISDC nell’ambito dell’inc. rich. OR.2011.67, ha precisato che l’esito

sarebbe stato lo stesso anche applicando il diritto invocato dall’appellante,

opinione che merita di essere condivisa. Infatti, contrariamente a quanto

sostenuto da AP 1, la fattispecie in esame pare rientrare proprio tra quelle

che legittimano una risoluzione del contratto, in particolare sulla base degli

art. 271 e 272 CC degli EAU. La tesi appellatoria a secondo cui AO 1 non avrebbe

potuto legittimamente chiedere la rescissione del contratto, in quanto, da un

canto, il ritardo nell’esecuzione dei lavori sarebbe stato giustificato e,

dall’altro, una volta terminati gli eventi di forza maggiore AP 1 avrebbe

adempiuto agli obblighi che le spettavano per contratto avanzando con la

costruzione dell’immobile, non convince. Nel caso in esame, infatti, non si può

ignorare che i ritardi nell’edificazione sono stati considerevoli (cfr. consid.

A-C). A queste condizioni anche secondo il diritto e il buon senso di D__________,

come giustamente rilevato dal primo giudice, non può essere precluso all’investitore

di recedere dal contratto esigendo la restituzione degli acconti versati.

Al riguardo è

indispensabile rinviare agli esempi illustrati nella perizia e nella

delucidazione peritale dell’ISDC e dai quali traspare che, di regola, conformemente

alla giurisprudenza delle Corti degli EAU è ammessa la risoluzione contrattuale

in presenza di ritardi superiori a un anno, termine che nel caso concreto è

stato largamente superato (cfr. perizia del 13 giugno 2013 pag. 9 seg. e

delucidazioni perizia del 14 marzo 2014, pag. 7 in inc. rich. OR.2011.67, qui

date per trascritte).

Si può, inoltre,

aggiungere che proprio il cambiamento del progetto (ridefinizione

dell’appartamento oggetto dell’accordo) consentiva all’attrice di rescindere

dal contratto, sempre in base ai termini dell’accordo sottoscritto.

A giusta ragione il

Pretore ha pertanto riconosciuto il diritto di AO 1 di rescindere l’accordo in

parola ed esigere la rifusione degli acconti versati. Anche su questo punto la

sentenza pretorile merita pertanto conferma.

9.

In virtù di quanto

esposto sopra, si può prescindere dall’entrare nel merito delle altre argomentazioni

sollevate dall’appellante.

10.

In definitiva,

l’appello deve essere respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza

dell’appellante; nella fissazione delle ripetibili da attribuire a parte

appellata si terrà conto del fatto che la stessa ha formulato unicamente una

richiesta di cauzione processuale (cfr. evasa con decisione incidentale del 12

aprile 2016) mentre che ha rinunciato ad entrare nel merito dell’appello (cfr.

risposta all’appello pag. 2). Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso

al Tribunale federale è superiore a fr. 30'000.-.

L’importo delle ripetibili

sarà prelevato dalla cauzione versata dall’appellante una volta cresciuta in

giudicato questa sentenza; la differenza sarà restituita.

Per i quali motivi

richiamati gli art 96 e 106 CPC e la LTG,

decide: 1. L’appello 8 gennaio 2016 di

AP 1 è respinto.

2.

Le spese processuali

d’appello di complessivi fr. 7’000.-, sono poste a carico di AP 1. L’appellante

rifonderà alla controparte fr. 500.- per ripetibili di appello.

3.

Notificazione:

-

-

Comunicazione alla Pretura

del Distretto di Lugano, sezione 1

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Contro

la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000.

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso

è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in

materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.

Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale

prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato

il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso

sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che

intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso

in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e

medesima istanza (art. 119 LTF).