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Decisione

12.2016.5

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

22 gennaio 2018Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Il 15 aprile 2008 AO 1

ha firmato una proposta di acquisto immobiliare relativa all'impegno di

acquistare da AP 1 tre appartamenti (identificati con le sigle SF506, OB703,

SF804) siti nel grattacielo in costruzione a D__________, chiamato “__________”,

per l'importo complessivo di USD 907'000.-. La pattuizione prevedeva il

pagamento di un primo acconto di USD 136'050.- alla sottoscrizione dell’accordo

e di altri acconti successivi in seguito (cfr. doc. F, paragrafo 3), importi che

AO 1 ha effettivamente versato in ragione di USD 450'994.- (cfr. doc. G, H, I,

L). Il contratto prevedeva, oltre all'applicazione del diritto materiale degli

Emirati Arabi Uniti, anche il foro esclusivo alla Corte di D__________ (cfr.

doc. F paragrafo 7). La consegna degli appartamenti era prevista per il 30

settembre 2009, ma, come si dirà meglio in seguito, non si è mai perfezionata.

B.

In data 30 settembre

2009 AP 1 ha comunicato ad AO 1 un ritardo nella consegna dei tre appartamenti

fino, approssimativamente, al quarto trimestre del 2011 (cfr. doc. Q, BB).

Termine che è poi stato nuovamente riportato al primo trimestre 2013 (cfr. doc.

6), ma che già allora appariva come irrealistico in quanto nel marzo 2012 vi

erano unicamente tre - quattro piani fuori terra sui 36 progettati.

In data 11 novembre 2009 AO 1 ha rescisso il

contratto per inadempimento della convenuta rimproverando alla stessa la

mancata consegna gli appartamenti nei termini fissati; nel contempo egli ha richiesto

la restituzione degli acconti pagati. Pretesa ribadita con scritto del 18

novembre 2009 (doc. N) inviato a __________ N__________, direttore di AP 1,

presso gli uffici di L__________ della società. La richiesta non è stata

soddisfatta da AP 1.

C.

AO 1 ha quindi chiesto

ed ottenuto il sequestro dei beni di AP 1 presso la Banca __________ di L__________

sino a concorrenza dell’importo di fr. 448'220.- (doc. A) e, a titolo di

convalida, ha poi fatto spiccare il PE n. __________ dell'UE di Lugano al quale

AP 1 ha interposto opposizione (doc. A1).

D. Con petizione 24 giugno 2011 AO 1 ha avviato

il presente procedimento a convalida del sequestro, postulando la condanna di RE

1 al pagamento di fr. 448'220.- importo poi mutato in USD 450'994.- oltre

interessi al 5% dal 24 novembre 2009, nonché il rigetto definitivo

dell’opposizione al PE n.__________ dell’UE di Lugano, il tutto con protesta

delle spese giudiziarie. In sintesi, egli ha argomentato di esigere la

rescissione del contratto a seguito delle gravi inadempienze contrattuali di AP

1 e più precisamente per il mancato rispetto dei termini di consegna e di

trasferimento della proprietà. Egli ha quindi fatto valere il suo diritto alla

restituzione immediata degli acconti versati.

L’attore ha sostenuto la competenza del giudice

adito sulla base dell’art. 4 LDIP ed ha affermato che la proroga di foro

contenuta nella proposta di acquisto è nulla sia in virtù dell’art. 5 cpv. 2

LDIP, sia dell’art. 4 cpv. 3 della Conv. dell’Aja sugli accordi di proroga di

foro.

Con risposta di causa del 17 ottobre 2011 AP 1 si

è opposta alla petizione ed ha sollevato, tra l’altro, l’eccezione d'incompetenza

territoriale, rilevando che il punto 7 della proposta di acquisto immobiliare prevedeva

la competenza esclusiva della Corte di D__________. La convenuta ha, inoltre, negato

il carattere abusivo della proroga di foro. Parallelamente, essa ha contestato

la ricezione della disdetta e ha sostenuto che la stessa sarebbe giuridicamente

inefficace siccome non conforme alle prescrizioni del diritto applicabile a D__________.

In particolare, la convenuta ha aggiunto che in

base alle leggi di D__________ l’attore non ha il diritto di risoluzione del contratto

quando, come nel caso di specie, un’azione di forza maggiore ha reso

l’adempimento da parte della convenuta temporaneamente impossibile.

Nei successivi allegati di replica e duplica le

parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro antitetiche allegazioni e

richieste. Parte attrice ha posto l’accento sui legami della convenuta con L__________

ed ha aggiunto di non condividere l’applicazione del diritto di D__________.

Esperita l'istruttoria, le parti sono

state convocate per l’arringa finale nella quale si sono riconfermate nelle

rispettive posizioni.

E. Con

sentenza del 23 novembre 2015 il Pretore ha respinto l’eccezione d’incompetenza

territoriale e ha accolto la petizione condannando AP 1 al pagamento di USD 450'994.-

oltre interessi. Nel contempo, egli ha pronunciato il rigetto definitivo

dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano. In sintesi, il

giudice ha ritenuto legittima la disdetta data da AO 1 e la richiesta di

ripristino della statu quo ante. Parallelamente, il magistrato ha ritenuto

abusiva la proroga di foro in considerazione, tra l’altro, dei legami

dell’operazione con L__________ e del mancato rispetto della forma pubblica che

avrebbe necessitato un simile contratto.

F. Con

atto di appello dell’8 gennaio 2016 AP 1 chiede la riforma del querelato

giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile

e, in via subordinata, di respingerla nel merito, e nel contempo di concedere

l’effetto sospensivo, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Mentre

l’attrice con risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame

pure con protesta di tasse, spese e ripetibili.

e considerato,

Considerandi

1.

Il

1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale

civile svizzero (CPC) che trova applicazione in entrambe le sedi siccome la

procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 seg.

CPC).

Per quanto attiene alla

richiesta di concessione dell’effetto sospensivo si ricorda all’appellante che

in virtù dell’art. 315 cpv. 1 CPC l’atto di appello preclude l’efficacia e

l’esecutività della decisione impugnata.

2.

È pacifico che la

vertenza riveste carattere internazionale ai sensi dell’art. 1 LDIP in quanto

vede opposti un cittadino italiano residente in Italia e una società avente la

sua sede alle S__________ ed ha per oggetto una pretesa connessa all’acquisto

di un appartamento sito in un immobile in costruzione a D__________ negli

Emirati Arabi Uniti.

Pure incontestata è

l’applicabilità al caso di specie della LDIP, ed in particolare degli art. 4 e

5.

LDIP. Non trova invece applicazione la Convenzione di Lugano non avendovi

aderito gli Emirati Arabi Uniti, ai giudici del cui Stato rinvia la clausola in

esame.

Giusta l’art. 4 LDIP se la

presente legge non prevede altro foro in Svizzera, l’azione di convalida del

sequestro può essere promossa nel luogo svizzero del sequestro. Questo foro non

è però esclusivo. Una deroga è possibile a condizione di rispettare le premesse

fissate dall’art. 5 LDIP. In particolare, il cpv. 1 prevede la possibilità per

le parti di pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia

di pretese patrimoniali derivanti da un determinato rapporto giuridico. Il

patto può essere stipulato per scritto, per telegramma, telex, facsimile o

altro mezzo di trasmissione che ne consenta la prova per testo. Salva diversa

stipulazione, il foro prorogato è esclusivo. Il cpv. 2 della stessa norma precisa

però che la proroga di foro è inefficace se una parte si trova

abusivamente privata di un foro previsto dal diritto svizzero.

3.

Nel proprio giudizio

il Pretore ha ritenuto data la propria competenza in virtù del fatto che la

prestazione contrattuale litigiosa andava eseguita in Svizzera e più

precisamente a L__________, questo poiché la banca su cui andavano accreditati

gli acconti - di cui l’attore chiede la restituzione mentre la convenuta vi si

oppone - era la Banca __________ di L__________. Subordinatamente il primo

giudice ha ritenuto data la sua competenza anche in virtù dell’art. 4 LDIP

quale foro del sequestro.

Il magistrato ha quindi

spiegato come le ragioni della disdetta data da AO 1 siano da ricercare negli

evidenti ritardi di edificazione e nelle conseguenti inadempienze contrattuali

della convenuta. Il magistrato ha ritenuto la rescissione del contratto

legittima e, sulla base delle risultanze peritali, ha precisato che la stessa è

conforme anche alle leggi di D__________. Relativamente alla questione della

competenza territoriale il magistrato ha osservato che l’applicazione dell’art.

113.

LDIP propugnava a favore della sua competenza. In merito alla proroga di

foro a favore dei tribunali di D__________, il Pretore ha giudicato non provato

il fatto che detti tribunali avrebbero ammesso la loro competenza con

riferimento a un contratto che non era una compravendita immobiliare bensì una

proposta di acquisto di un immobile perfezionata in Svizzera, in forma scritta,

tra una venditrice che non ha dimostrato di esserne proprietaria e un

potenziale acquirente. Secondo il magistrato di prima sede l’esecuzione di

questa promessa avendo carattere personale poteva essere eseguita ovunque e dagli

atti traspariva l’intenzione delle parti di eseguirla a L__________. Sulla base

delle risultanze istruttorie il Pretore ha ritenuto che il centro di tutta

l’operazione fosse L__________.

Il magistrato ha, inoltre,

osservato come siffatto contratto sarebbe stato nullo dal punto di vista del

diritto svizzero per mancato rispetto della forma pubblica prescritta dall’art.

216.

CO.

Il primo giudice ha

inoltre ritenuto non provato che in base alle leggi di D__________ sarebbe

bastata la sola forma scritta e non ufficiale per ammettere la validità di un

simile accordo.

In forza di queste carenze

allegatorie e probatorie il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro.

Da ultimo, egli ha ritenuto giustificato anche l’invocazione dell’abuso di

diritto da parte dell’attore.

4.

Con l’appello AP 1

censura un erroneo apprezzamento dei fatti e delle prove come pure un’erronea

applicazione del diritto. Più nel dettaglio, l’appellante contesta la

competenza territoriale del Pretore di Lugano e ribadisce la validità della

proroga di foro, negando tra l’altro che l’avvalersi della stessa possa essere

qualificato di abusivo. In questo ambito essa rinvia a due sentenze di questa

Camera emesse, a suo dire, in fattispecie identiche, dove sarebbe stata

riconosciuta la validità di una proroga identica a quella qui in esame. AP 1

prosegue enunciando i principi che reggono il riconoscimento in Svizzera di

sentenze estere. L’appellante contesta, inoltre, i legami della fattispecie con

la Svizzera. Essa continua rimproverando al Pretore di aver applicato solo

parzialmente, e in modo errato, alla fattispecie le leggi degli Emirati Arabi

Uniti e cita alcuni articoli del codice civile degli EAU che, sempre secondo

l’appellante, escluderebbero la possibilità per AO 1 di rescindere validamente

il contratto.

Nel contempo AP 1 parrebbe

invocare una violazione del proprio diritto di essere sentita lamentando, in

più punti, una carente motivazione della sentenza pretorile (cfr. appello pag. 8

in fine, 9 e 21).

A questo

stadio della procedura la ricezione della disdetta da parte di AP 1 non è più

contestata.

5.

La censura dell’appellante

relativa alla violazione del diritto di essere sentito va trattata

preliminarmente. Come accennato sopra, in questa sede, AP 1 rimprovera al

Pretore una carente motivazione della decisione. Il diritto di ottenere una

decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito sancito dall’art.

29.

cpv. 2 Cost., impone all’autorità giudicante di indicare le ragioni che

l’hanno portata a decidere in un senso piuttosto che in un altro, in modo tale

da permettere al destinatario di capire la portata della decisione e di

proporre i rimedi adeguati con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1;

II CCA 8 agosto 2014 inc. n. 12.2012.185).

Nel caso concreto la

motivazione addotta dal giudice di prime cure a sostegno della propria

competenza territoriale e della non validità della proroga di foro, riassunta

sopra, era decisamente chiara e permetteva alla convenuta di capire le ragioni

di fatto e di diritto alla base della decisione pretorile e di presentare il

rimedio giuridico appropriato con cognizione di causa, come per altro la stessa

ha fatto trasmettendo a questa Camera un lungo e finanche prolisso atto di

appello (TF 11 agosto 2010 4A_585/2009 consid. 7.1). La censura è pertanto

infondata.

6.

Fatta

questa premessa è necessario ora ricordare che per sua natura l’atto di appello

deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere

motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L‘appellante deve pertanto confrontarsi

criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali motivi di fatto e

di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare (v. Reetz/Theiler in:

Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36

ad art. 311; ZPO-Rechtsmittel, Kunz,

n. 92 ad art. 311; sentenza TF del 7 dicembre 2011, inc. n.4A_659/2011,

consid. 4; sentenza II CCA del 18 aprile 2013, inc. n. 12.2011.119 e

riferimenti). L’appello in esame in alcuni punti non contiene una critica

puntuale al giudizio di prima istanza ma si limita a fornire una propria tesi e

una propria lettura dei fatti. L’appello in oggetto viene quindi

esaminato nella misura in cui rispetta i principi sopraindicati e espone

critiche circostanziate al giudizio pretorile, mentre non verranno analizzati e

sono irricevibili quei passaggi che non contengono alcuna critica al giudizio

impugnato.

7.

Come

accennato sopra, l’appello verte essenzialmente sulla competenza del giudice

adito, che l’appellante nega, e sulla validità o meno della proroga di foro,

che per l’appunto AP 1 ritiene data. Al riguardo essa ribadisce che la proroga

in esame adempie perfettamente i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP. In

sintesi, AP 1 critica la decisione pretorile nella misura in cui il magistrato

ha ritenuto detta proroga abusiva e ha rimproverato alla qui appellante di non

aver adempiuto al proprio obbligo probatorio dimostrando che i tribunali di D__________

avrebbero effettivamente ammesso la loro competenza in relazione alla

fattispecie qui in esame.

7.1

A questo stadio della

procedura è pacifico che la proroga in esame adempie i presupposti dell’art. 5

cpv. 1 LDIP.

Più complessa si

presenta invece l’analisi della questione dal punto di vista dell’art. 5 cpv. 2

LDIP, invocato dall’attore che sostiene l’abusività della proroga.

Prima di addentrarsi in

questa problematica è necessario ricordare che, diversamente da quanto traspare

dall’atto di appello, la contestazione concerne un contratto di riservazione,

ossia una promessa di compravendita, di un immobile e non già una compravendita

immobiliare.

Dagli atti risulta che la

prestazione contrattuale dovuta da AO 1, ovvero il pagamento degli acconti,

doveva realizzarsi in Svizzera, a L__________. Essendo questa la prestazione

litigiosa la competenza del foro di L__________ sarebbe data sia quale foro di

esecuzione che, sussidiariamente, quale foro del sequestro (art. 4 LDIP).

Parallelamente l’esecuzione della promessa di compravendita, prestazione dovuta

dalla qui appellante, avendo natura personale, poteva essere eseguita ovunque.

Nello specifico, a prescindere da quello che sostiene ora in sede giudiziaria AP

1, dagli atti traspaiono diversi elementi che rivelano l’intenzione

dell’appellante di realizzare detta prestazione proprio a L__________, luogo

dove - è utile sottolinearlo - lavorava __________ N__________, direttore di AP

1.

Suffraga ulteriormente questa intenzione anche il fatto che il documento di

accettazione annesso al doc. F (“accettazione di proposta d’acquisto

immobiliare di data 15/04/08”) è stato sottoscritto dal direttore

dell’appellante proprio a L__________ e indica quale conto su cui versare gli

acconti quello che AP 1 detiene presso la Banca __________ di L__________.

Alla luce di queste

considerazioni, l’affermazione del Pretore secondo cui pure l’art. 113 LDIP

propugna a favore del foro di L__________ non può essere ritenuta errata.

E’ innegabile che i legami

della fattispecie con L__________ sono molteplici, infatti, come accennato

sopra, a L__________ lavorava __________ N__________, direttore di AP 1,

proprio sul conto di una banca di L__________ sono stati versati - su richiesta

dell’appellante - gli acconti e, inoltre, su vari scritti agli atti figura

quale recapito di AP 1 quello del suo ufficio di rappresentanza sito in via __________

a L__________. A questo vada aggiunto che il doc. F è stato redatto in lingua

italiana e che il documento “accettazione di proposta d’acquisto immobiliare

di data 15/04/08”) ad esso annesso è stato sottoscritto dal direttore della

qui appellante proprio a L__________, in data 29 maggio 2008.

7.2

AP 1, per dimostrare

l’infondatezza della tesi di AO 1 secondo cui la proroga di foro la priverebbe

abusivamente della protezione conferitale dal foro svizzero del sequestro,

avrebbe dovuto, come rettamente osservato dal Pretore, provare che i giudici di

D__________ avrebbero certamente ammesso la propria competenza; ciò non è però

avvenuto. Infatti, la perizia del 21 maggio 2012 redatta dall’ISDC (cfr. inc.

rich. OR.2010.598 della Pretura di Lugano sez. 1, qui data per trascritta)

indica che secondo l’art. 21 al. 1 ch. 3 CPC degli EAU “les tribunaux sont

competents pour juger d’une action introduite à l’encontre d’un étranger qui

n’a ni son domicile ni sa résidence aux EAU lorsque l’action se fonde sur une

obligation conclue, exécutée ou qui doit être exécutée aux EAU”; ciò che

non è però il caso della prestazione qui in discussione, che - come visto sopra

- avendo carattere personale può essere eseguita ovunque. La

perizia precisa altresì che “L’état des sources accessibles ne permet

toutefois pas une détermination définitive sur le principe de la force

obligatoire d’une prorogation en faveur des tribunaux des EAU” (cfr.

perizia cit. pag. 3 paragrafo 1 a metà).

Non

è qui condivisa ed esula comunque dall’analisi peritale la considerazione

giuridica espressa nel referto - e poi ripresa dall’appellante nel proprio

ricorso a sostegno della propria tesi - secondo cui la promessa di vendita

relativa a un immobile sito negli EAU avrebbe dovuto essere eseguita negli EAU.

Parallelamente, come

giustamente osservato dal primo giudice, non risulta neppure provato che

secondo la legge in vigore a D__________ basterebbe la sola forma scritta - e

non quella ufficiale - per ammettere la validità dell’accordo qui in esame,

carenza probatoria che va posta a carico dell’appellante. Relativamente a

questo aspetto è utile ricordare che in base al diritto svizzero il predetto

contratto sarebbe nullo per mancanza della prescritta forma pubblica prevista

dall’art. 216 CO.

Per quanto attiene alle

due sentenza di questa Camera del 18 settembre 2012 menzionate da AP 1 (inc.

12.2011.192

e inc. 12.2011.193) a sostegno delle proprie argomentazioni, si

osserva che pur essendo le fattispecie analizzate simili le questioni

giuridiche trattate divergono sensibilmente. Infatti, nelle sentenze citate la

validità della proroga di foro è stata analizzata a titolo pregiudiziale, senza

entrata nel merito, e unicamente nell’ottica dell’art. 5 cpv. 1 LDIP mentre che

la problematica dell’art. 5 cpv. 2 LDIP non è stata sollevata dalle parti. Nel

caso ora in esame, invece, il Pretore è entrato nel merito analizzando, tra

l’altro, anche la problematica dal punto di vista della variabile dell’abuso di

diritto di cui all’art. 5 cpv. 2 LDIP, argomentazione correttamente sollevata

dal patrocinatore di AO 1. Ne consegue, pertanto, che la presente analisi si

rivela più approfondita e tratta questioni che non erano state valutate nelle

sentenze del 18 settembre 2012 citate dall’appellante.

Alla luce di tutto quanto

precede è pertanto a giusta ragione che il Pretore ha ritenuto non valida la

proroga di foro prevista nell’accordo qui in esame.

8.

L’appellante

prosegue rimproverando al Pretore di aver applicato in maniera solo parziale il

diritto applicabile a D__________ e comunque di averlo applicato in maniera

errata.

8.1

La censura si rivela

infondata. Contrariamente a quanto sostiene l’appellante, dalla sentenza

impugnata traspare in maniera chiara che il Pretore si è chinato sulla

legislazione di D__________, si è confrontato con le risultanze dei referti

peritali ed ha correttamente ripreso le stesse nel proprio giudizio. In

particolare, il primo giudice, sulla base della perizia di data 13 marzo 2013

allestita dall’ISDC (qui data per trascritta) ha ritenuto legittima la disdetta

del contratto per inadempimento. Infatti, contrariamente a quanto sostenuto da AP

1, la fattispecie in esame pare rientrare proprio tra quelle che legittimano

una risoluzione del contratto, in particolare sulla base degli art. 271 e 272

CC degli EAU. La tesi appellatoria secondo cui AO 1 non avrebbe potuto

legittimamente chiedere la rescissione del contratto, in quanto, da un canto,

il ritardo nell’esecuzione dei lavori sarebbe stato giustificato e, dall’altro,

una volta terminati gli eventi di forza maggiore AP 1 avrebbe adempiuto agli

obblighi che le spettavano per contratto avanzando con la costruzione

dell’immobile, non convince. Nel caso in esame, infatti, non si può ignorare

che i ritardi nell’edificazione sono stati considerevoli (v. consid. B). A

queste condizioni anche secondo il diritto e il buon senso di D__________, come

giustamente rilevato dal primo giudice, non può essere precluso all’investitore

di recedere dal contratto esigendo la restituzione degli acconti versati.

Al riguardo è

indispensabile rinviare agli esempi illustrati nella perizia e nella

delucidazione peritale dell’ISDC e dai quali traspare che, di regola, conformemente

alla giurisprudenza delle Corti degli EAU è ammessa la risoluzione contrattuale

in presenza di ritardi superiori a un anno, termine che nel caso concreto è

stato largamente superato (cfr. perizia del 13 giugno 2013 pag. 9 seg. e

delucidazioni perizia del 14 marzo 2014, pag. 7, qui date per trascritte).

A giusta ragione il

Pretore ha pertanto riconosciuto il diritto di AO 1 di rescindere l’accordo in

parola e di esigere la rifusione degli acconti versati. Anche su questo punto

la sentenza pretorile merita pertanto conferma.

9.

In virtù di quanto

esposto sopra, si può prescindere dall’entrare nel merito delle altre

argomentazioni sollevate dall’appellante.

10.

In definitiva,

l’appello deve essere respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza

dell’appellante la quale rifonderà a controparte un’adeguata indennità per

ripetibili. Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale

federale è superiore a fr. 30'000.-.

L’importo di fr.

8'700.- versato dall’appellante a titolo di cauzione per le ripetibili in base

alla decisione 12 aprile 2016 del presidente della Camera sarà riversato ad AO

1.

ad avvenuta crescita in giudicato di questa sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

richiamati gli art 96 e 106 CPC e la LTG,

decide: 1. L’appello 8 gennaio 2016 di

AP 1 è respinto.

2. Le spese processuali

d’appello di complessivi fr. 12’000.-, sono poste a carico di AP 1.

L’appellante rifonderà alla controparte fr. 8’700.- per ripetibili di appello.

3. Notificazione:

-

-

Comunicazione alla Pretura

del Distretto di Lugano, sezione 1

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici (pagina

seguente)

Contro

la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso

è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in

materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.

Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale

prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato

il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso

sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che

intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso

in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e

medesima istanza (art. 119 LTF).