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Decisione

12.2017.38

Sospensione eccezione dell'esecuzione di provvedimenti cautelari

18 aprile 2017Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti per l’adozione del provvedimento cautelare (art. 261 CPC) e

l’appellante ha potuto quindi in questa sede contestare le relative

argomentazioni, sicché è garantito il principio del doppio grado di

giurisdizione;

che per quanto concerne il

requisito del fumus boni iuris il primo giudice ha rilevato che

l’istante non aveva ossequiato al suo onere di allegazione e di specificazione,

dato che si sarebbe limitata ad affermare che la tutela giurisdizionale di

merito riguarderebbe il diritto del protector di veder adempiuti gli

obblighi gravanti sul trustee in forza del Deed of trust (osservazioni

2 dicembre 2016, punto 18, pag. 4), senza precisare quali siano tali obblighi e

in particolare se siano quelli che il trustee ha (eventualmente) nei

confronti dei beneficiari del trust (segnatamente della figlia __________) o

del protector medesimo (decisione impugnata, pag. 2 in fondo e 3 in

alto);

che l’appellante afferma di aver

specificato tale aspetto nell’istanza supercautelare e cautelare, laddove ha riferito

che in qualità di protector ha in particolare il diritto di ottenere

informazioni e documenti dal trustee in virtù della clausola 14 (III)

dell’atto di costituzione (appello, pag. 5 in fondo);

che effettivamente l’istante ha

addotto tali ragioni già con l’istanza supercautelare e cautelare (pag. 5

seg.);

che in tale sede essa ha altresì

spiegato che senza il provvedimento supercautelare e cautelare vi sarebbe il

rischio che la documentazione sia occultata o distrutta, sicché diventerebbe

impossibile esercitare le proprie funzioni di protector, tra le quali

figura quella di obbligare il trustee all’adempimento degli obblighi nei

confronti dei beneficiari del trust (pag. 6);

che al contrario di quanto

indicato dal Pretore aggiunto, risulta chiaro che in un eventuale processo di

merito essa vorrebbe far valere i suo diritti di protector nei confronti

del trustee [che evidentemente non si limitano alla richiesta di

informazioni e documentazione; vedi doc. B e 8, punto 14 (III)], senza

necessità che essa debba a questo stadio specificare nel dettaglio quali dei

suoi diritti vorrebbe far valere;

che, va precisato, la richiesta

cautelare formulata dinanzi al primo giudice non si identifica con un’eventuale

azione di rendiconto, cosa che comporterebbe la sovrapposizione completa della

cautelare all’oggetto di merito, nel senso che con l’accoglimento dell’istanza

cautelare l’eventuale azione di merito verrebbe depauperata dell’oggetto

litigioso;

che, infatti, nella fattispecie

la richiesta d'informazione (se riveste ancora funzione di trustee e, in

caso negativo, la produzione della documentazione relativa a un’eventuale

cessazione del mandato, così come dove sia conservata la documentazione

relativa al trust) costituisce lo strumento imprescindibile per potere dare

effettività alla tutela cautelare richiesta, ossia quella di non disporre in

alcun modo di tale documentazione e di depositarla in Pretura, dato il timore

dell’istante che la documentazione sia occultata o distrutta (istanza 19

ottobre 2016, pag. 6);

che nemmeno si può dire che con

la produzione dei doc. 1-3 (con la richiesta di segretare i doc. 2-3) la

convenuta abbia adempiuto alla richiesta di informazione in questione, così

come che essa non abbia la legittimazione passiva poiché non più trustee;

che, infatti, posto che come

detto l’appellante conserva la sua qualità di protector, la nomina di un

eventuale nuovo trustee avrebbe dovuto sottostare all’approvazione di

entrambi i protectors, vale a dire anche dell’appellante;

che ciò si evince dal tenore

Considerandi

della clausola 12 (i) dell’atto di costituzione (doc. C e 8), che recita: “The

power of appointing new or additional Trustees hereof up to any number subject

to such limit (in any) as may for the time being be imposed by law shall be

exercisable by deed by the Trustees hereof or the Personal Representative or

Liquidator of the last surviving Trustee, in each case with the approval of the

Protectors”;

che per quanto riguarda gli

ulteriori requisiti previsti all’art. 261 cpv. 1 CPC, il Pretore aggiunto ha

rilevato che l’istante non ha spiegato alcunché e men che meno ha reso

verosimile la loro esistenza nel caso concreto (decisione impugnata, pag. 3 in

fondo);

che in relazione alla condizione

della lesione o della minaccia di una lesione di un diritto, l’appellante

critica, a ragione, l’argomentazione pretorile testé menzionata, affermando che

si tratta proprio dei suoi diritti di richiesta di informazioni e documenti in

qualità di protector (appello, pag. 5);

che per quanto concerne il

presupposto del rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile, essa

ribadisce il serio timore che la documentazione sia occultata o distrutta, con

la conseguenza che essa non potrebbe far valere i propri diritti di protector

nei confronti del trustee (appello, pag. 6);

che effettivamente in assenza di

tale documentazione essa non potrebbe approvare o disapprovare “any

distributions under the trust” [doc. C e 8, clausola 14 (III)];

che ciò comporterebbe senz’altro

un pregiudizio difficilmente riparabile;

che per quanto concerne il

rischio che tale pregiudizio si avveri, va rilevato che i timori

dell’appellante emergono oggettivamente e concretamente dagli atti di causa,

ove la convenuta non ha dato seguito alle richieste di informazioni

dell’istante adducendo di non essere più trustee (doc. F), così come

dall’agire procedurale della controparte, che dopo aver negato di disporre

ancora di documentazione (osservazioni 27 ottobre 2016, pag. 4) ha prodotto il

doc. 8 con la duplica spontanea, affermando peraltro la sua completezza, salvo

poi produrre un nuovo documento in appello senza nemmeno spiegare il motivo per

cui non avrebbe potuto farlo dinanzi al primo giudice;

che in relazione al requisito

dell’urgenza, l’appellante assevera che il trascorrere del tempo aumenta il

rischio che a causa di iniziative del trustee la documentazione sia

occultata o distrutta, o comunque in altro modo impedito l’accesso alla

medesima (appello, pag. 7);

che sbaglia, quindi, la

controparte laddove afferma che non vi sia alcuna urgenza data la situazione

finanziaria dell’istante e di sua figlia (osservazioni, pag. 7), dato che

confonde un asserito agio finanziario con il rischio, sostenuto dall’istante,

che il trascorrere del tempo aumenti la possibilità di occultazione,

distruzione o in altro modo irreperibilità della documentazione in questione;

che effettivamente, per le

ragioni addotte dall’istante – a un giudizio di mera verosimiglianza come

dev’essere quello cautelare – in concreto solo l’emanazione del provvedimento cautelare

auspicato è atto a contrarre il rischio che ella subisca un pregiudizio

difficilmente riparabile;

che per quanto concerne il

presupposto della proporzionalità della misura cautelare, l’appellante afferma

che si tratta dello strumento meno incisivo per la posizione della convenuta e

non comporta conseguenze invalidanti per quest’ultima (appello, pag. 7);

che la misura proposta

dall’istante è adeguata a svolgere il compito di tutela provvisoria richiesto,

così come non è lesiva per la parte convenuta, che per i motivi suesposti

riveste la figura di trustee, tenuta quindi a dare seguito alle

richieste qui formulate dalla protector;

che la querelata decisione

dev’essere pertanto riformata nel senso che l’istanza di provvedimenti

cautelari 19 ottobre 2016 è accolta e il provvedimento supercautelare di

medesima data è confermato;

che alla luce di quanto testé

indicato, non vi è motivo di chinarsi sulle censure dell’appellante in

relazione al dispositivo sulle spese giudiziarie di prima sede (appello, pag.

7);

che, in sintesi, l’appello è

accolto;

che le spese procedurali e le

ripetibili della procedura di secondo grado seguono la soccombenza (art. 106

cpv. 1 CPC).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati la TG e il Regolamento sulle ripetibili

decide:

I. L’appello 2 marzo 2017 di AP

1 è accolto. Di conseguenza, la decisione cautelare 16 febbraio 2017 della

Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, è così riformata, invariati gli

altri dispositivi:

2. L’istanza

di provvedimenti cautelari 19 ottobre 2016 è accolta.

3. Il

provvedimento supercautelare ordinato il 19 ottobre 2016 è confermato.

4. La

tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 450.-, incluse quelle di cui

alla decisione supercautelare 19 ottobre 2016, sono poste a carico della

convenuta, che rifonderà all’istante fr. 3'000.- a titolo di ripetibili.

II. Gli oneri processuali della

procedura di appello, di complessivi

fr. 1'000.-, sono posti a carico di AO 1, che rifonderà all’appellante fr. 3'000.-

per ripetibili di appello.

III. Notificazione:

-;

-.

Comunicazione alla Pretura del

Distretto di Lugano, sezione 1.

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi

giuridici

Nelle

cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è

dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1

e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è

possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una

decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia

costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima

istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni in materia di misure cautelari il

ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali

(art. 98 LTF).