12.2018.141
Provvedimenti cautelari, sospensione della procedura di iscrizione di un logo/marchio societario; causa divenuta priva d'oggetto; prognosi sull'esito dell'appello
18 dicembre 2018Italiano14 min
Source ti.ch
Incarto n.
12.2018.141
Lugano
18 dicembre 2018/jh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente della seconda Camera civile del
Tribunale d’appello
quale
giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 1 LOG)
Visto l’appello 29 ottobre 2018 presentato da
AP
1
rappr. dall’avv. PA 1
contro la decisione cautelare intermedia 16 ottobre 2018 del
Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 1, nella causa
- inc. n. CA.2018.382/383 - da lei promossa con istanza
supercautelare e cautelare 9 ottobre 2018 nei confronti di
1. AO 1
rappr. dall’avv. PA 2 e dall’avv. ,
2. AO 2
volta a ordinare in via supercautelare e cautelare all’Istituto
Federale della Proprietà
Intellettuale di sospendere la procedura relativa all’iscrizione
del logo “__________
” come marchio, avviata da M__________ con domanda n.
__________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto
in fatto e in diritto:
1.
__________ Sagl è una società a garanzia limitata della quale N__________
è socia e gerente, mentre A__________ è presidente della gerenza (doc. C). La
società è detenuta al 50% da AO 1, e per il restante 50% da __________ SA, il
cui amministratore unico, come si evince dal relativo estratto RC, risulta essere
proprio A__________, ruolo che egli ricopre altresì nell’ulteriore società
anonima __________ SA.
2.
In data 8 gennaio 2018 rispettivamente 12 gennaio 2018, AO 1 ha
inoltrato all’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale una richiesta di
iscrizione in proprio nome del logo “__________” (doc. G) rispettivamente del
marchio “__________” (doc. H). Con scritto 23 marzo 2018 A__________, per il
tramite del suo legale, contestava detta richiesta, in quanto a suo dire
avanzata da AO 1 senza alcun diritto e a discapito degli interessi della AP 1
(doc. I).
3.
Giusta quanto riferito dall’istante nella richiesta cautelare qui in
esame, essa il 1. giugno 2016 ha avviato una prima procedura cautelare e
supercautelare contro AO 1 presso la Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1,
onde sospendere le summenzionate procedure di iscrizione del logo
rispettivamente del marchio (inc. CA.2018.199/200), sospensione
provvisoriamente ordinata con decisione supercautelare dello stesso giorno.
4.
In data 14 giugno 2018 M__________ ha inoltrato in proprio nome
all’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale una richiesta di iscrizione
del logo “__________” (doc. B).
5.
Con l’istanza 9 ottobre 2018 qui in esame, AP 1 ha convenuto innanzi
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, sia M__________, sia N__________,
sostenendo che in realtà dietro l’agire della prima si celasse ancora la
seconda, con l’asserito intento di raggirare la decisione supercautelare 1.
giugno 2018. Con l’istanza, AP 1 ha postulato in via supercautelare e cautelare
la sospensione pure di detta richiesta di iscrizione, accordata dal Pretore
aggiunto con decisione supercautelare 10 ottobre 2018.
6.
Con scritto 11 ottobre 2018, AO 1 ha chiesto al primo giudice la
revoca del provvedimento supercautelare 10 ottobre 2018, contestando
l’adempimento del necessario requisito dell’urgenza, osservando che, in effetti,
la richiesta di iscrizione del logo avanzata da M__________ risaliva già al 14
giugno 2018 e che l’istante, pur essendo al corrente di ciò già dal 15 giugno
2018 (doc. 1), aveva atteso sino al 9 ottobre 2018 per presentare la propria
istanza. __________ ha pure eccepito l’incompetenza per materia del primo
giudice nonché sostenuto che, a suo dire, il patrocinatore di controparte, avv.
__________, opererebbe in una situazione di grave conflitto d’interessi.
7.
Con decisione cautelare intermedia 16 ottobre 2018, il Pretore
aggiunto ha negato l’adempimento del requisito dell’urgenza e ha revocato il
provvedimento supercautelare 10 ottobre 2018.
8.
Con appello 29 ottobre 2018, l’istante è insorta contro tale
decisione, postulando in via preliminare la concessione dell’effetto sospensivo
al gravame e conseguentemente il ripristino del provvedimento supercautelare di
sospensione, osservando in particolare che la sua istanza cautelare non era
tardiva, in quanto solo nel mese di ottobre 2018 disponeva dei sufficienti
strumenti processuali per fondare la propria richiesta e dimostrare con
sufficiente verosimiglianza il legame fra M__________ e N__________.
9.
Con osservazioni 12 novembre 2018, limitate alla richiesta di
effetto sospensivo, N__________ si è opposta alla stessa, contestando l’esistenza
di una decisione suscettibile di effetto sospensivo nonché l’adempimento dei
requisiti dell’urgenza e del pregiudizio difficilmente riparabile, e ribadendo
l’eccezione di incompetenza per materia del primo giudice, trattandosi di una
vertenza in materia di proprietà intellettuale assegnata per legge all’istanza
cantonale unica. Nella successiva risposta di merito 19 novembre 2018, ella ha
ulteriormente approfondito le proprie tesi e contestato la capacità di
postulazione dell’avv. __________, poiché viziata da conflitto d’interessi,
producendo quale doc. 4 (recte: doc. 5) la decisione 12 novembre 2018
con la quale il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città ha accertato, in
una parallela procedura cautelare promossa questa volta da N__________ nei
confronti di __________ Sagl, un rischio concreto di conflitto d’interessi e
l’incapacità di postulazione dell’avv. __________ (inc. CA.2017.39). Con
scritto 19 novembre 2018 M__________ si è associata alla risposta di N__________.
Con scritto 22 novembre 2018, l’avv. __________ ha comunicato la sua intenzione
di impugnare la summenzionata decisione del Pretore di Locarno-Città. Il
relativo appello 23 novembre 2018 è attualmente pendente presso cod. Camera
(inc. 12.2018.152).
10.
Con scritto 27 novembre 2018 N__________, oltre a rimarcare che la
problematica del conflitto d’interessi attiene anche alla presente procedura,
ha notificato l’avvenuta iscrizione, a nome di M__________ del logo “__________”,
postulando lo stralcio della procedura in quanto divenuta priva d’oggetto,
mentre l’appellante non ha formulato osservazioni allo scritto in questione.
11.
Secondo l’art. 241 CPC, il giudice stralcia la causa dai ruoli in
caso di transazione fra le parti, desistenza o acquiescenza. Giusta l’art. 242
CPC, la causa viene pure stralciata dai ruoli se essa diviene priva d’oggetto
per altri motivi, segnatamente qualora a causa della scomparsa dell’oggetto
litigioso o della pretesa litigiosa, il giudizio su tale pretesa è divenuto
oggettivamente impossibile, come pure in caso di perdita di un interesse degno
di protezione all’emanazione di una decisione di merito (Trezzini in: Commentario pratico al
Codice di diritto processuale civile svizzero, IIa ed., Vol. 2, n. 1 seg. ad
art. 242 CPC).
12. Nella
fattispecie, l’appellante ha chiesto, in via preliminare e nel merito, la
sospensione in via cautelare di un’iscrizione in effetti avvenuta in pendenza
di appello, e meglio il 22 novembre 2018, ciò che rende conseguentemente priva
d’oggetto la suddetta richiesta, nel senso che è divenuta di impossibile
attuazione, il che comporta una decisione di stralcio in applicazione dell’art.
242 CPC.
13. L’emanazione
di questa decisione rende altresì priva d’oggetto la domanda di concessione
dell’effetto sospensivo all’appello.
14. Giusta
l’art. 106 cpv. 1 CPC, le spese giudiziarie (spese processuali e ripetibili) sono
poste a carico della parte soccombente. Detto principio non è però assoluto,
prevedendo gli art. 107 e 108 CPC delle eccezioni allo stesso. In particolare,
l’art. 107 CPC conferisce al giudice un margine di apprezzamento in merito alla
ripartizione delle spese che questi può decidere di ripartire secondo equità,
quando il criterio di ripartizione secondo la soccombenza si rileva troppo severo
e ingiusto. Questo è in particolare il caso quando la causa è stata stralciata
dal ruolo in quanto priva di oggetto (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC).
Secondo l’art. 21 LTG,
se la causa diviene priva d’oggetto, le spese processuali sono fissate in base
alla tariffa applicabile e in proporzione degli atti compiuti. Nella
quantificazione delle ripetibili torna invece applicabile l’art. 13 cpv. 2 RTar,
il quale prevede che se la causa non termina con un giudizio di merito, esse
possono essere ridotte in misura adeguata.
Questa latitudine di
equità va intesa quale moderazione del principio di soccombenza ma, fatto salvo
casi eccezionali, non deve avere per conseguenza di svuotare detto principio
del suo contenuto permettendo di fare completa astrazione dall’esito del processo
(cfr. DTF 139 III 358, consid 3; DTF 5A_657/2015 del 14 marzo 2017, consid.
4.2.5).
15. In
concreto si impone pertanto una prognosi sul verosimile esito dell’appello, e
meglio una sommaria analisi sulle sue probabilità di successo.
15.1 Innanzitutto,
da un sommario esame dei presupposti per l’emanazione del richiesto
provvedimento supercautelare e cautelare, si rileva che l’appellante sarebbe
stata verosimilmente soccombente, la tesi del primo giudice riguardo
all’assenza di un’urgenza reggendo alle critiche contenute nell’appello, se si
considera che effettivamente AP 1, pur essendo già dal 15 giugno 2018 (doc. 1)
al corrente della richiesta di iscrizione del logo avviata da M__________, ha
atteso sino al 9 ottobre 2018 per presentare la propria istanza. Le spiegazioni
dell’appellante non rendono in effetti plausibile un’attesa di quasi quattro
mesi. Aggiungasi che nemmeno il presupposto del pregiudizio difficilmente
riparabile risulta adeguatamente sostanziato, non avendo l’istante sufficientemente
spiegato in che modo l’iscrizione del logo le causerebbe un pregiudizio di
difficile riparabilità.
15.2 Come
già in più occasioni contestato da N__________ si pone inoltre il problema
della competenza materiale del primo giudice, e di conseguenza anche di cod.
Camera, a fronte di un’istanza cautelare con chiari riferimenti al diritto dei
marchi, ambito che prevede la competenza della Terza Camera Civile quale
istanza cantonale unica giusta l’art. 5 cpv. 1 lett. a CPC in connessione con
il relativo cpv. 2 e l’art. 48 lett. c cifra 4 LOG.
15.2.1 L’ambito
applicativo dell’art. 5 cpv. 1 lett. a CPC è vasto e generalmente interpretato
in maniera estensiva dai tribunali, e riguarda tutte le controversie in materia
di proprietà intellettuale, in particolare le azioni che riguardano
l’esistenza, la nullità, la titolarità, l'utilizzazione su
licenza, il trasferimento e la violazione di diritti immateriali, come pure le
azioni di risarcimento dei danni derivanti da tali violazioni, e ciò anche se
esse vengono sollevate indipendentemente, dunque non in connessione con una
delle azioni specifiche previste dagli art. 52 seg. LPM (Wey in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger,
Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung [ZPO], 3a ed., n. 10 seg. ad
art. 5 CPC).
15.2.2 In effetti, per le relative valutazioni, sono determinanti gli
argomenti di merito contenuti nell’istanza. In sostanza, AP 1 ha chiesto di
sospendere la procedura di iscrizione di un logo avviata da M__________, a suo
dire agente per conto di N__________, e ha menzionato in modo generico, quale
futura pretesa di merito, un’azione risarcitoria contro N__________ quale
gerente della società, per violazione dei suoi doveri di diligenza e fedeltà.
Ora, se si considerasse M__________ come una semplice persona terza, non vi
sarebbe alcuna connessione con il diritto societario, e l’incompetenza del
primo giudice sarebbe evidente. Tuttavia, anche volendo ammettere una
connessione di M__________ con la gerente della società, l’istanza non avrebbe
verosimilmente goduto di migliore sorte.
15.2.3 Per l’emanazione di un provvedimento cautelare è infatti necessario
che fra esso e la procedura di merito vi sia una sufficiente connessione:
occorre che vi sia un rapporto di dipendenza reciproca, poiché per definizione
le misure cautelari servono ad assicurare una certa pretesa di merito. Ad
esempio, non è possibile chiedere a livello cautelare l’adempimento del contratto,
se nella procedura di merito si avanzerà una richiesta risarcitoria in denaro.
Detta connessione ha natura di presupposto processuale (Trezzini, op. cit., n. 32 seg. ad Osservazioni preliminari
agli art. 261-269 CPC). Nella fattispecie, la sospensione della procedura di
iscrizione del logo non sembra affatto assicurare la pretesa di merito, laddove
essa è una ventilata richiesta di risarcimento dei danni. Da un sommario esame,
mancando la sufficiente connessione di cui si è detto, l’istanza sarebbe dunque
stata con ogni verosimiglianza dichiarata irricevibile per mancanza di un interesse
degno di protezione.
15.2.4 Si può aggiungere che la stessa istante, nella procura doc. A,
specifica di avere incaricato l’avv. __________ per rappresentarla nella pratica
a protezione del marchio e del logo “__________” risp. “__________”, e
che nello scritto 22 novembre 2018 a cod. Camera viene ribadito che la
procedura qui in esame è volta a impedire “la sottrazione del proprio logo”.
Pertanto, anche limitatamente allo stadio cautelare, l’esame della parvenza di
buon fondamento della causa di merito, del pregiudizio difficilmente riparabile
e dell’urgenza avrebbero implicato la valutazione di questioni relative alla
proprietà intellettuale, come la titolarità del logo e del marchio, come
pure la tempistica e gli effetti di un’eventuale iscrizione.
A fronte di queste
circostanze e del principio iura novit curia, che si oppone alla
suddivisione di una causa civile in processi distinti, a seconda degli
argomenti giuridici invocati, e dunque a fronte dell’opportunità di un’attrazione
di competenza, in relazione a tutte le questioni che derivano dal medesimo
complesso di fatti (DTF 92 II 305 consid. 5; IICCA del 10 febbraio 2017, inc.
12.2015.122, consid. 4), come pure dello scopo perseguito dall’art. 5 CPC
(specializzazione dell’istanza cantonale unica), vi sarebbero state diverse
ragioni per favorire la competenza dell’istanza cantonale unica quale tribunale
speciale (Rüetschi/Roth, in:
Hilty/Arpagaus [ed.], Basler Kommentar, Bundesgesetz gegen den unlauteren
Wettbewerb [UWG], 2013, n. 20 e 21 vor Art. 9-13a UWG; Wey, op. cit, n. 8 ad art. 5 CPC e riferimenti ivi citati). Ciò
avrebbe quindi verosimilmente condotto a un giudizio di irricevibilità
dell’istanza e così dell’appello per assenza di competenza di questa Camera.
15.3 Sia in ragione di quanto precede, sia in ragione della procedura di
appello di cui all’inc.12.2018.152 (v. sopra), non appare opportuno,
oltre a non essere necessario, esprimersi sul tema del possibile conflitto
d’interessi dell’avv. __________ anche in questa procedura, N__________
essendosi peraltro limitata a sollevare la problematica, senza particolari
spiegazioni (la produzione di una decisione sul medesimo tema relativa ad altra
causa non essendo sufficiente) e senza chiedere una decisione a questa Camera
(contrariamente a quanto avvenuto nella causa inc. CA.2017.39 della Pretura
della Giurisdizione di Locarno-Città).
16. Alla
luce di quanto sopra, considerando sia l’esito della procedura (stralcio) che
la prognosi di esito negativo dell’appello, si giustifica in concreto di porre
una tassa di giustizia ridotta a carico dell’istante cautelare pari a fr.
1'000.-, in applicazione dei principi esposti al considerando 14.
In merito alle ripetibili,
alla luce del contenuto dell’appello, delle questioni controverse e della
presentazione, da parte di N__________, sia di osservazioni limitate alla
richiesta di effetto sospensivo, sia della risposta all’appello, considerando
altresì che la medesima, oltre a prendere posizione sull’adempimento dei
presupposti cautelari, ha sollevato contestazioni non prive di pertinenza in
merito alla competenza per materia, nuovamente in applicazione dei principi
esposti al considerando 14, appare adeguato fissare l’importo per il suddetto
titolo in fr. 2'000.-.
A M__________, parte
non patrocinata, non si assegnano né ripetibili né indennità, non avendole
peraltro rivendicate.
17. La
decisione di stralcio di una procedura divenuta priva d’oggetto ai sensi
dell’art. 242 CPC è una decisione processuale sui generis, qualificabile
quale decisione finale ex art. 90 LTF e dunque impugnabile mediante ricorso al
Tribunale Federale (DTF 4A_249/2018 del 12 luglio 2018, consid. 1.1 e
riferimenti ivi citati).
Per questi motivi,
richiamati gli art. 106 e 107 CPC, la LTG e il RTar
decide:
1. L’appello 29 ottobre 2018 di AP 1 è stralciato
dai ruoli in quanto divenuto privo d’oggetto.
2. Le
spese processuali di complessivi fr. 1’000.- sono poste a carico
dell’appellante, che verserà a AO 1 fr. 2’000.- a titolo di ripetibili. A M__________
non vengono assegnate ripetibili né indennità.
3. Notificazione:
-
- e ,
-
Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1
Per
la seconda Camera civile del Tribunale di appello
Il
presidente
A.
Fiscalini
Rimedi giuridici
Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le
decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure
ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se
queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine
al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure
ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e
concernenti la competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In
presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è
ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art.
93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
Fatti
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni
in materia di misure cautelari il ricorrente può far valere soltanto la
violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).