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Decisione

12.2019.31

Arricchimento indebito

21 aprile 2020Italiano23 min

I. L’appello 1° febbraio 2019 di AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP

Source ti.ch

con cui gli attori hanno chiesto la condanna del

convenuto al pagamento di fr. 129’676.-, somma poi ridotta in sede

conclusionale a fr. 129'618.-, oltre interessi al 5% dal 4 settembre 2012, da

ripartire tra loro in base alla chiave di riparto da loro indicata, nonché il

rigetto in via definitiva, in tale misura, dell’opposizione interposta al PE n.

__________ dell’UEF di Locarno;

domanda avversata dal convenuto, che ha postulato la

reiezione della petizione, e che il Pretore aggiunto con decisione 28 dicembre 2018

ha respinto;

appellanti gli attori AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP

5, AP 6, AP 7, AP 8, AP 9, AP

10, AP 11, AP

12, AP 13, AP 14, AP 15, AP 16, AP 17, AP 18

(e per essa, nel frattempo defunta, i membri della sua comunione ereditaria ,

e ), AP 19 e AP 20, che con appello 1° febbraio 2019 hanno chiesto la riforma

del querelato giudizio nel senso di accogliere (parzialmente) la petizione e di

condannare con ciò il convenuto al pagamento di fr. 102’383.- oltre interessi

al 5% dal 4 settembre 2012, da ripartire tra loro in base alla chiave di

riparto da loro indicata, nonché di rigettare in via definitiva, in tale

misura, l’opposizione al PE, protestando spese e ripetibili di entrambe le

sedi;

mentre il convenuto con scritto 25 marzo 2019

ha postulato la reiezione del gravame;

letti ed esaminati gli atti

e i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto e in diritto:

1. Nel

1990 il Consiglio di Stato, nell’ambito dell’adozione del PR di __________

relativo al territorio del __________, ha conferito il carattere di “zona

industriale di interesse cantonale” (ZIIC) a una superficie di ca. 150'000 mq

situata a sud della ferrovia.

Per

far in modo che l’area in questione, di carattere agricolo, potesse

effettivamente diventare una ZIIC, negli anni successivi la maggior parte dei

proprietari dei fondi situati nella zona - non così i proprietari della part.

n. __________ RFD di __________, che, pur rientrando nella zona, non erano

interessati al progetto e intendevano mantenere il carattere agricolo del loro

fondo -, costituitisi in società semplice e conformandosi al rispetto delle

disposizioni imposte dal Tribunale della pianificazione, hanno raggiunto un

accordo con le autorità, comunale e cantonale, che prevedeva in particolare: il

preventivo riordino fondiario, che permettesse di disporre di particelle di

terreno di grandi dimensioni, frazionabili a seconda delle esigenze del futuro

acquirente; la cessione gratuita al Comune dei terreni necessari per le opere

di urbanizzazione; una loro partecipazione ai costi di dette opere in ragione

del 50%, dedotti i sussidi cantonali; e la fissazione di un futuro prezzo di

vendita di fr. 170.-/mq, per rispondere all’interesse pubblico di attrarre

nella ZIIC nuove aziende produttive.

2. Negli

anni successivi, la procedura per la venuta in essere della ZIIC ha proseguito

il suo corso ed è stata portata a termine.

Per

quanto è qui d’interesse, va ancora evidenziato che con decisione 25/28 aprile

2003 (doc. D) la Sezione del bonifico e del catasto aveva approvato gli atti

della permuta generale allestiti il 15 aprile 2003, che interessava tutti i

fondi situati nella zona - compresa la part. n. __________ RFD di __________ -

e comportava, per i proprietari che si erano costituiti in società semplice,

una deduzione collettiva dei loro rispettivi fondi pari al 10.072690% (in

natura oppure, laddove non era possibile o necessario, in denaro, versando al

Comune un importo pari al 10.072690% del rispettivo fondo e calcolato in base a

fr. 170.-/mq), e che con decisione 12 marzo 2007 (cfr. doc. C e Q) il Consiglio

Comunale di __________ aveva approvato il relativo progetto di urbanizzazione,

fissando il prelievo dei contributi di miglioria in ragione del 50% della spesa

effettiva dell’opera.

3. Con

rogito 6 settembre 2011 AO 1 ha venduto ad A__________ __________, per un

prezzo di fr. 240.-/mq, la part. n. __________ RFD di __________ (costituita da

una superficie di 9'887 mq, di cui 6'855 mq edificabili), che nel formulario

comunale relativo ai dati pianificatori

risultava essere inserita in

“zona industriale” (doc. 6).

A

seguito di questa vendita, il Comune di __________ ha deciso di prelevare i

contributi di miglioria di cui alla decisione 12 marzo 2007. Il prospetto dei

contributi di miglioria (doc. Q), che prevedeva a carico di A__________ __________

un contributo di fr. 95'776.37, è stato pubblicato dal 28 ottobre al 27

novembre 2011. A pagamento avvenuto, nel giugno 2012, tale somma è stata

versata ai proprietari costituiti a suo tempo in società semplice “a

conguaglio di quanto pagato dagli allora proprietari” (doc. P).

4. Con

petizione 14 gennaio 2015 alcuni ex proprietari o eredi di ex proprietari dei

fondi che si erano a suo tempo costituiti in società semplice, e meglio AP 1, AP

2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6, AP 7, AP 8, AP 9,

AP 10, AP 11, AP

12, AP 13, AP 14, AP 15, AP 16, AP 17, PI 1,

PI 2, PI 3, PI 4, AP 18, AP 19, AP 20, PI 5, PI 6, PI 7, PI 8, PI 9,

(e

per esso, defunto nelle more della causa, le 5 predette persone) e

(e

per esso, pure defunto nelle more della causa, i suoi eredi , , , , , , , , , , ,

, , e ), al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire, hanno

convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione di Locarno

Città, per ottenere la sua condanna al pagamento di una somma poi ridotta in

sede conclusionale dagli originari fr. 129’676.- a fr. 129'618.- oltre

interessi al 5% dal 4 settembre 2012, da ripartire tra loro in base alla chiave

di riparto da loro indicata (che non è qui necessario indicare), nonché il

rigetto in via definitiva, in tale misura, dell’opposizione interposta al PE n.

__________ dell’UEF di Locarno. Essi hanno sostenuto che il convenuto, non

intervenuto nella procedura per la venuta in essere della ZIIC, avrebbe

conseguito un indebito arricchimento, a loro spese, in occasione della vendita

del fondo n. __________ RFD di __________, che era nondimeno stato inserito in

“zona industriale”: atteso che essi e gli altri proprietari dei fondi che si

erano a suo tempo costituiti in società semplice avevano in tal modo “dovuto

contribuire”, in natura o in denaro, “con una porzione maggiore di

terreno all’infrastrutturazione della ZIIC, e dunque alla sua edificabilità, a

causa proprio del rifiuto dei proprietari della part. __________ di collaborare”

(petizione p. 7), il suo arricchimento, consistente in fr. 179'280.-, ossia nel

profitto da lui ottenuto

“vendendo, oltretutto a un prezzo superiore

a quello stabilito con il Cantone [di

fr. 240.-/mq], la superficie della

part. 4305 che avrebbe dovuto essere ceduta gratuitamente al Comune [di 747mq] per

ottenere l’urbanizzazione” (petizione

p. 9), doveva essere loro restituito limitatamente alle loro rispettive

interessenze, allora complessivamente pari a circa il 72.3%.

Il

convenuto si è integralmente opposto alla petizione.

5. Con

decisione 28 dicembre 2018 il Pretore aggiunto ha respinto la petizione e ha

posto le spese processuali di complessivi fr. 10'000.- a carico degli attori in

solido, tenuti altresì a rifondere al convenuto, sempre in solido, fr. 8'000.-

per ripetibili.

6. Con

l’appello 1° febbraio 2019 che qui ci occupa, avversato dal convenuto con

risposta 25 marzo 2019, gli attori AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6, AP

7, AP 8, AP 9, AP 10, AP 11, AP 12, AP 13, AP 14, AP 15, AP 16, AP 17, AP 18 (e per essa, defunta nelle more

della procedura ricorsuale, i suoi eredi , e ), AP 19 e AP 20 (in seguito:

appellanti) hanno chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di

accogliere (parzialmente) la petizione e di condannare con ciò il convenuto al

pagamento di fr. 102’383.- oltre interessi al 5% dal 4 settembre 2012, da

ripartire tra loro in base alla chiave di riparto da loro indicata, nonché di

rigettare in via definitiva, in tale misura, l’opposizione al PE, protestando

spese e ripetibili di entrambe le sedi. Essi hanno ribadito il buon fondamento

della petizione, auspicando la restituzione dell’arricchimento del convenuto

limitatamente alle loro rispettive interessenze, ora complessivamente pari a

circa il 57.1%.

7. Secondo

l’art. 62 CO, chi senza causa legittima si trovi arricchito a danno dell’altrui

patrimonio, è tenuto a restituire l’arricchimento (cpv. 1), ritenuto che si fa

luogo alla restituzione specialmente di ciò che fu dato o prestato senza valida

causa, o per una causa non avveratasi o che ha cessato di sussistere (cpv. 2).

8. Il

giudice di prime cure ha respinto la petizione rilevando che nel caso di specie

gli attori non avevano innanzitutto dimostrato l’esistenza del requisito

dell’arricchimento del convenuto.

Egli

ha evidenziato che quest’ultimo, diversamente da quanto si erano impegnati a

fare gli altri proprietari dei fondi che si erano a suo tempo costituiti in

società semplice, non poteva essere obbligato a cedere gratuitamente, in natura

o in denaro, una parte del proprio fondo per far sì che potesse venire in

essere un progetto di interesse pubblico e che ciò poteva essergli imposto,

trattandosi di fatto di un’espropriazione (teste __________ p. 3 e 5), solo

dietro il versamento di una piena indennità che sarebbe stata definita dai

periti estimatori, sennonché, nel caso concreto, gli attori non avevano chiesto

al perito giudiziario di quantificare l’indennità di espropriazione a suo

favore, né, tanto meno, di chiarire se vi sarebbe stata la possibilità di

ridurla in ragione dei vantaggi derivanti dall’inserimento nella ZIIC e,

nell’affermativa, in che misura: non era pertanto dato di sapere se il

convenuto, risparmiando la superficie di 747 mq (pari a fr. 126'990.- tenuto

conto di un prezzo di fr. 170.-/mq), si fosse effettivamente arricchito, posto

come, di principio, egli avesse diritto al versamento di un’indennità

corrispondente.

Con

riferimento alla tesi degli attori secondo cui la mancata cessione gratuita dei

terreni avrebbe comportato il prelievo di contributi di miglioria notevolmente

superiori per tutti i proprietari, ivi compreso il convenuto, il primo giudice,

pur avendo confermato che nel messaggio municipale relativo al credito (doc. C)

era stato effettivamente indicato che la percentuale di partecipazione dei

proprietari al contributo di miglioria era stata fissata nella misura media del

50% anche per tener conto dell’avvenuta cessione gratuita dei fondi nell’ambito

della permuta generale, ha rilevato che gli attori non avevano tuttavia

dimostrato in quale misura i contributi di miglioria sarebbero stati superiori

se si fosse dovuto procedere con un’espropriazione per le opere di

urbanizzazione, e non avevano così dimostrato né che il convenuto avrebbe

dovuto corrispondere dei contributi di miglioria notevolmente superiori né che

l’indennità per l’espropriazione sarebbe stata integralmente compensata dal

Comune di __________.

A

suo giudizio, l’arricchimento del convenuto non poteva infine nemmeno essere

ravvisato nel fatto che, a seguito della vendita del fondo n. __________ RFD di

__________, il Comune di __________ da una parte avesse prelevato dei

contributi di miglioria dalla nuova proprietaria anziché da costui e dall’altra

avesse agito in tal modo senza tener conto del valore delle superfici cedute

gratuitamente dai proprietari, un tale modo di procedere, per altro non

contestato a suo tempo dagli attori, che non avevano reclamato contro il

prospetto dei contributi di miglioria, essendo stato del tutto conforme alle

norme di legge applicabili.

8.1. In

questa sede gli appellanti hanno obiettato che “non è corretto tener conto

dell’eventuale indennità di espropriazione per determinare l’esistenza o meno

dell’arricchimento. La concessione di un’indennità di espropriazione

costituisce un’eventualità del tutto ipotetica ed esclusa nel caso concreto in

considerazione della procedura concretamente adottata (e assolutamente

indispensabile) della ricomposizione particellare … L’esistenza o meno

dell’arricchimento deve essere stabilita sulla base delle circostanze concrete,

del sistema adottato e delle conseguenze concrete e effettive sul patrimonio di

attori e convenuto e non può essere determinata sulla base di mere ipotesi. Il

metodo di calcolo di cui alla petizione, su cui si tornerà nel seguito, è quello

corretto …” (appello p. 13).

8.2. Il

rilievo degli appellanti è senz’altro pertinente e fondato.

È in effetti incontestabile che il fondo n. __________

RFD di __________, inizialmente inserito in zona agricola (con un valore

notoriamente solo di qualche fr./mq), risultava essere poi stato inserito in

“zona industriale” (con un valore di vendita di fr. 240.-/mq), con un evidente

arricchimento del convenuto. Ed è parimenti incontestabile che il cambiamento

di zona del fondo è avvenuto a seguito della procedura per la venuta in essere

della ZIIC, la quale prevedeva necessariamente la deduzione gratuita al Comune,

in natura o in denaro, da parte di tutti gli interessati dei terreni necessari

per le opere di urbanizzazione, che il convenuto si è invece “risparmiato”. In

tali circostanze, poco importa se, in generale - ma ciò non poteva valere nel

caso particolare della ZIIC -, la messa a disposizione di una parte del proprio

fondo per far sì che potesse venire in essere un progetto di interesse pubblico

avrebbe dovuto essere oggetto di un’espropriazione con riconoscimento della

piena indennità, oppure ancora se in assenza della cessione gratuita dei

terreni - ipotesi invero non avveratasi - l’eventuale espropriazione da mettere

in atto avrebbe potuto comportare il prelievo di contributi di miglioria

notevolmente superiori per tutti i proprietari.

9. Il

giudice di prime cure ha respinto la petizione rilevando in seguito che nella

presente fattispecie neanche il requisito dell’impoverimento degli attori era a

sua volta dato.

La

mancata partecipazione del fondo n. __________ RFD di __________ alla procedura

per la venuta in essere della ZIIC aveva in effetti fatto sì che nell’ambito

della permuta generale la deduzione collettiva, in natura o in denaro, per

tutti gli altri partecipanti era stata più elevata (teste __________ p. 4

seg.), essendo risultata del 10.072690% anziché del 9.461961% (perizia p. 3

segg.). Ciò aveva comportato, tenuto conto del valore applicato nell’ambito

della permuta generale di fr. 170.-/mq, un impoverimento degli attori di

complessivi fr. 91’818.08 (perizia p. 6). Visto però che il Comune di __________

aveva in seguito provveduto a restituire agli stessi l’importo di circa fr.

95'000.- versato dalla nuova proprietaria del fondo (doc. Q, teste __________

p. 7), il loro impoverimento non poteva dirsi dimostrato.

9.1. In

questa sede gli appellanti hanno obiettato che “i contributi di miglioria

riversati dal Comune di __________ ai proprietari della ZIIC, pari a fr.

95'000.-, non compensano il sacrificio in natura, né avrebbero potuto

compensarlo … Il teste __________ lo ha peraltro confermato in modo chiaro:

“Viene mostrato al teste il doc. P: confermo che il valore dei terreni non è

stato computato. Normalmente quando si esegue un’opera stradale

l’espropriazione dei fondi necessari per eventuali allargamenti o ampliamenti

del campo stradale sono computati nel calcolo che porta al prelievo dei

contributi di miglioria in quanto il fondo deve essere acquistato. In questo

caso avendo svolto una permuta generale dei fondi questi terreni sono stati

ceduti senza compenso pecuniario e quindi non li abbiamo considerati”.

L’importo riversato d’altra parte costituisce una restituzione, una

retrocessione della partecipazione ai costi di infrastrutturazione anticipata

in eccesso dai vari proprietari. Il Comune ha incassato i contributi di

miglioria a carico della particella (ad esclusione dei costi del terreno ceduto

gratuitamente), che ha poi girato agli altri proprietari della zona a conguaglio

di quanto da loro anticipato (in eccesso) in base al precedente calcolo, che

non prendeva in considerazione la part. __________ (doc. O, P e Q). Mal si

comprende quindi come il Pretore possa dedurre dal versamento dell’importo di

fr. 95'000.- l’assenza di un impoverimento. Anche questo ragionamento del

Pretore non tiene. Il versamento di tale importo non ha alcun effetto

sull’impoverimento qui fatto valere …” (appello p. 14).

9.2. Prima di esaminare la censura, va evidenziato che a

questo stadio della lite è incontestabile ed è per altro pacifico, non essendo

più stato contestato dagli appellanti, che il presunto impoverimento degli

attori (cfr. sul tema consid. 11) a seguito della mancata partecipazione del

fondo n. __________ RFD di __________ alla procedura per la venuta in essere

della ZIIC, consistente nell’aumento, dal 9.461961% al 10.072690%, nell’ambito

della permuta generale, della deduzione collettiva, in natura o in denaro, per

tutti gli altri partecipanti e da calcolarsi in base al valore di fr. 170.-/mq

applicato per l’appunto nell’ambito della permuta generale, poteva tutt’al più

ammontare a complessivi fr. 91’818.08 (perizia p. 6, e dunque non certamente

all’importo di fr. 129'625.52, calcolato in base al prezzo di fr. 240.-/mq

spuntato dal convenuto che è privo di rilevanza sul tema, somma da loro poi

arrotondata a fr. 129'618.- con le conclusioni).

Atteso

che le rispettive interessenze degli appellanti (pari a circa il 57.1% del

totale) sono inferiori di circa il 21% di quelle degli attori (pari a circa il

72.3% del totale), il loro presunto impoverimento sarebbe dunque di circa fr.

72’514.70.

9.3. Ciò

premesso, la censura degli appellanti deve essere accolta.

È in effetti incontestabile che il contributo di

miglioria di circa fr. 95'000.- versato dalla nuova proprietaria del fondo n. __________

RFD di __________ al Comune di __________ e da quest’ultimo poi riversato agli

attori non era tale da far venir meno quel loro eventuale impoverimento,

causato dalla maggior deduzione collettiva, in natura o in denaro, da essi

fornita nell’ambito della permuta generale, trattandosi in realtà della mera

restituzione dei contributi di miglioria che costoro avevano precedentemente

pagato nella loro interezza (senza cioè considerare anche quel fondo) e con ciò

in eccesso: dalla testimonianza dell’__________, menzionata nella stessa

decisione pretorile, si evince in effetti inequivocabilmente che “i

proprietari hanno poi ricevuto dal Comune una retrocessione fra i 90 e i 100

mila franchi, che tuttavia riguardava solo il pagamento del contributo in

denaro e non la cessione di superficie, rispettivamente il maggior pagamento

fatto da chi non aveva superficie da cedere” (p. 7); e anche nella lettera

inviata il 15 giugno 2012 alla rappresentanza degli attori dal Comune di __________

(doc. P) quest’ultimo ha a sua volta confermato a chiare lettere che “nell’ambito

di quest’ultima procedura [N.d.R.

quella relativa al prelievo dei contributi di miglioria] abbiamo pure prelevato il contributo a carico della

part. n. __________ RFD, importo che le verrà versato dai nostri Servizi

finanziari nel corso dei prossimi giorni, a conguaglio di quanto

pagato in eccesso dagli altri proprietari che lei

rappresenta”.

10. Il

giudice di prime cure ha respinto la petizione evidenziando infine come nel

caso di specie difettasse in ogni caso pure il requisito dell’assenza di una

valida causa.

Egli,

a tale proposito, ha rilevato che effettivamente il risultato cui si era giunti

era iniquo, tanto più se si considerava che il convenuto aveva sempre sostenuto

di voler sfruttare il fondo n. __________ RFD di __________ per la sua funzione

agricola e si era a lungo opposto alla sua inclusione nella ZIIC (doc. GG e

PP). La situazione del convenuto era tuttavia tutelata dalla decisione 25/28

aprile 2003 della Sezione delle bonifiche e del catasto (doc. D), che aveva

approvato la maggiorazione della percentuale della deduzione collettiva, in

natura o in denaro, applicata nell’ambito della permuta. Un giudizio in equità

doveva quindi essere escluso, posto come l’ordinamento giuridico garantiva agli

attori, oggetto di quella decisione, il rispetto dei loro diritti mediante

un’impugnativa. In realtà, il motivo per cui non vi era stata alcuna

opposizione da parte loro risiedeva principalmente nel fatto che gli stessi -

come del resto tutte le parti coinvolte - ritenevano erroneamente che il fondo

n. __________ RFD di __________ non avrebbe mai fatto parte della ZIIC e

pertanto non sarebbe mai stato edificabile (doc. MM). Come ammesso dagli stessi

attori (replica p. 6), essi avevano poi accettato volontariamente il versamento

della maggiore deduzione, credendo che il fondo n. __________ RFD di __________

fosse, o comunque sarebbe stato, escluso dalla ZIIC. Tale fattispecie, a ben

vedere, rappresentava tuttavia il pagamento volontario di un indebito ai sensi

dell’art. 63 cpv. 1 CO nei confronti del Comune di __________ e non del

convenuto.

10.1. In questa sede gli appellanti hanno contestato che

la decisione della Sezione delle bonifiche e del catasto potesse essere

considerata una valida causa per l’arricchimento del convenuto, rilevando che

il vantaggio di cui quest’ultimo avrebbe beneficiato non risultava affatto

dalla stessa. A trarne beneficio non era poi stato il Comune di __________, che

di fatto aveva provveduto a incassare quanto complessivamente gli spettava, ma

proprio il convenuto, che aveva “risparmiato”, a spese degli attori, di corrispondere

la propria quota.

10.2. La

censura è anche in questo caso fondata. Visto che al momento in cui la Sezione

delle bonifiche e del catasto aveva reso la decisione 25/28 aprile 2003 (doc.

D) gli attori - come del resto tutte le parti coinvolte - ritenevano che il

fondo n. __________ RFD di __________ non avrebbe mai fatto parte della ZIIC

(doc. H) e pertanto non sarebbe mai stato edificabile, non si vede proprio per

quale ragione essi avrebbero dovuto opporsi alla stessa, dalla quale non

risultava in alcun modo che quel fondo sarebbe invece divenuto edificabile

anche senza che il convenuto avesse partecipato alla deduzione collettiva

applicata nell’ambito della permuta. Ritenuto poi che a trarre vantaggio da

quella situazione non era certo stato il Comune di __________, che di fatto

aveva incassato quanto complessivamente gli spettava, era poi escluso che agli

stessi, che oltretutto non avevano effettuato alcun pagamento ma solo un

conferimento in natura a titolo gratuito, possa essere rimproverato di aver

effettuato il pagamento volontario di un indebito ai sensi dell’art. 63 cpv. 1

CO, tale da non poter essere restituito, a favore di quell’ente pubblico.

11. Nonostante

l’accoglimento di tutte le censure d’appello, il giudizio con cui il Pretore

aggiunto ha concluso per la reiezione della petizione deve nondimeno essere

confermato, e ciò per il fatto che, come si dirà qui di seguito, gli attori, e

con loro gli appellanti, non possono in realtà pretendere di essere stati

indebitamente impoveriti a spese del convenuto giusta l’art. 62 cpv. 1 CO.

11.1. Essi

avevano in effetti partecipato alla procedura per la venuta in essere della

ZIIC, che come detto prevedeva tra le altre cose l’istituzione di una società

semplice tra gli interessati e la conseguente deduzione gratuita al Comune da

parte loro, in natura o in denaro, dei terreni necessari per le opere di

urbanizzazione (con una deduzione collettiva concretamente pari al 10.072690%),

per far in modo che i loro rispettivi fondi potessero poi essere inseriti in

zona industriale. Ed è quello che hanno poi effettivamente ottenuto dall’ente

pubblico.

In

tali circostanze, nonostante sia vero che la partecipazione del convenuto alla

procedura (sin dall’inizio o anche solo in seguito) avrebbe fatto sì che la

deduzione collettiva al Comune, in natura o in denaro, sarebbe stata per tutti

inferiore (ossia del 9.461961%), è però altrettanto vero che quest’ultimo non

ha mai ritenuto di partecipare alla stessa e con ciò di contribuire alla

deduzione gratuita (cfr. pure appello p. 9), che non può dunque essergli imposta,

senza il suo consenso, nemmeno a posteriori.

Il

fatto che, nonostante la sua mancata partecipazione alla procedura e alla

deduzione gratuita al Comune, egli abbia per finire ottenuto, contro ogni

aspettativa di tutte le parti coinvolte (cfr. infra consid. 10) e “probabilmente

anche sfruttando una svista nella compilazione del formulario comunale relativo

ai dati pianificatori (doc. 6)” (appello p. 3), l’inserimento del proprio

fondo nella zona industriale senza alcun obbligo di contribuire alla deduzione

gratuita, il tutto senza che gli attori, pur non avendo in un primo tempo

condiviso l’atto amministrativo - comunale e/o cantonale - in tal senso (tanto

da aver chiesto “un riscontro sul principio di aprire o meno una discussione

transattiva”, cfr. scritto 14 maggio 2012, doc. RR), abbiano in seguito

contestato nelle sedi opportune, accettandola così implicitamente, la posizione

con cui il Comune di __________ “con questo versamento ritiene che non vi

siano ulteriori pendenze con i suoi clienti” e che “di conseguenza …,

essendo tutte le procedure concluse, non ravvisa la possibilità di avviare

ulteriori discussioni in merito” (cfr. lettera 15 giugno 2012, doc. P), non

è in definitiva tale da migliorare la posizione degli attori, e con loro degli

appellanti: ciò non ha in effetti comportato alcun loro impoverimento, non

essendovi a quel momento stato né un trasferimento di patrimonio dagli attori

al convenuto, né un comportamento attivo di quest’ultimo o del Comune di __________

nei confronti degli attori (cfr., per analogia, TF 4C.337/2002

del 3 marzo 2003 consid. 2.1 e 2.2, secondo cui la pretesa ex art. 62 CO

presuppone un trasferimento di patrimonio dall’impoverito all’arricchito oppure

un comportamento attivo dell’arricchito o di un terzo nei confronti

dell’impoverito); rispettivamente, se per ipotesi così non fosse e si volesse

ammettere l’esistenza di un comportamento attivo del Comune di __________ nei

confronti degli attori, resterebbe in ogni caso il fatto che l’arricchimento

del convenuto, risultante da un atto amministrativo rimasto inimpugnato, non

era indebito (cfr., per analogia, TF 4C.337/2002 del 3 marzo 2003 consid. 2.1 e

2.2, in cui la pretesa ex art. 62 CO era stata respinta siccome il

comportamento attivo di un terzo nei confronti dell’impoverito era comunque

fondato su un valido titolo giuridico).

11.2. Nella

loro impugnativa (appello p. 10) gli appellanti, facendo riferimento a quanto

deposto dal teste __________ (p. 6), hanno invero accennato al fatto che il

Comune di __________ non avrebbe in realtà ancora deciso definitivamente se il

fondo n. __________ RFD di __________, che, come detto, risultava essere stato

inserito in “zona industriale” nel formulario comunale relativo ai dati

pianificatori

(doc. 6), facesse effettivamente parte di quella zona, e

avrebbe approfondito la questione solo al momento in cui la nuova proprietaria

avesse inoltrato una domanda di costruzione per lo sfruttamento industriale

dello stesso, che però non è ancora stata presentata. Ammesso - ma non concesso

- che la circostanza, addotta per la prima volta e con ciò irritualmente solo

in sede conclusionale (art. 229 cpv. 1 e 2 e contrario e 232 CPC; II CCA

2 ottobre 2017 inc. n. 12.2016.96, 15 novembre 2018 inc. n. 12.2017.94),

potesse essere considerata per il giudizio, se ne dovrebbe in ogni caso

concludere che a tutt’oggi gli attori, e con loro gli appellanti, nemmeno

avrebbero dimostrato il carattere industriale di quel fondo, presupposto per

poter concretamente far valere una pretesa volta alla rifusione dell’indebito

arricchimento.

12. Visto

quanto precede, l’appello in esame dev’essere respinto nella misura in cui è

ricevibile.

Le

spese processuali della procedura di secondo grado, calcolate sulla base del

valore qui ancora litigioso di fr. 102'383.-, seguono la soccombenza (art. 106

cpv. 1 CPC). Al convenuto appellato, ancorché vincente, non vengono attribuite

ripetibili, non essendo egli stato patrocinato in questa sede da un avvocato e

non avendole per altro neppure protestate.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 106 CPC e la LTG

decide:

Fatti

I. L’appello 1° febbraio 2019 di AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP

5, AP 6, AP 7, AP 8, AP 9, AP

10, AP 11, AP

12, AP 13, AP 14, AP 15, AP 16, AP 17, AP 18

(e per essa, defunta, , e ), AP 19 e AP 20 è respinto nella misura in cui è

ricevibile.

Considerandi

II. Le spese processuali di fr. 7'000.- sono poste a

carico degli appellanti in solido. Non si attribuiscono ripetibili.

III. Notificazione:

-

- ,

Comunicazione

all’, , , e alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

presidente Il vicecancelliere

Rimedi giuridici

Nelle

cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è

dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1

e 100 cpv. 1 LTF).