Lexipedia

Decisione

12.2022.62

Notifica di atti giudiziari all'estero; trasmissione per raccomandata o per via elettronica; appello intempestivo, inammissibilità di una restituzione del termine

9 agosto 2022Italiano15 min

la disdetta avrebbe esplicato i suoi effetti solo per la prima scadenza contrattuale

Source ti.ch

Incarto n.

12.2022.62

Lugano

9 agosto 2022/jh

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dal giudice:

Stefani,

vicepresidente

vicecancelliera:

Bellotti

sedente

per statuire nella causa - inc. n. SE.2020.27 della Pretura della giurisdizione

di Mendrisio-Sud - promossa con petizione 22 giugno 2020 da

AO

1

patrocinata dall’ PA 2

contro

AP

1

patrocinato dall’ PA 1

chiedente in via principale di accertare che la disdetta del

rapporto di locazione

trasmessale dal convenuto per la fine del mese di febbraio 2020 avrebbe

esplicato i

suoi effetti solo per il 30 aprile 2021 e che non erano adempiuti i

presupposti per una

disdetta per gravi motivi, nonché di condannare il convenuto al

pagamento di fr.

26'950.- oltre interessi (importo poi

ridotto in sede di prime arringhe a fr. 19'600.-) e di

fr. 3'177.60, e in via subordinata di accertare che la disdetta straordinaria ha esplicato

i suoi effetti solo per il 26 maggio

2020 come pure di condannare la controparte al

pagamento di fr. 25'300.-, fr. 24'500.-

oltre interessi (importo poi ridotto in sede di

prime arringhe a fr. 17'150.-) e fr. 3'177.60;

domande sulle quali il convenuto non ha preso posizione e che il

Pretore ha accolto

con decisione 12 novembre 2020;

appellante il convenuto con appello 17 maggio 2022, con cui

chiede l’annullamento

della sentenza impugnata e il rinvio dell’incarto al Pretore allo

scopo di fissare una

nuova udienza di discussione, con protesta di spese e ripetibili;

mentre con risposta 28

giugno 2022 l’attrice chiede di dichiarare il gravame irricevibile o

subordinatamente di respingerlo nel merito, pure con protesta di spese e

ripetibili;

vista altresì la replica

spontanea 15 luglio 2022 dell’appellante;

letti ed esaminati gli

atti e i documenti di causa,

ritenuto

in fatto:

Fatti

A.

Fra AO 1 (locatrice) e AP 1 (conduttore) vigeva un rapporto di

locazione relativo a un’abitazione sita in via __________, __________, disdetto

da quest’ultimo con effetto al 29 febbraio 2020, con contestuale riconsegna

delle chiavi. AP 1 ha abbandonato definitivamente la Svizzera e si è trasferito

a __________ (IT).

B.

La locatrice si è opposta a tale disdetta ritenendola prematura e

irrispettosa dei termini e delle scadenze contrattuali. Previo esperimento

infruttuoso del tentativo di conciliazione, con petizione 22 giugno 2020 la

medesima ha dunque convenuto la sua controparte innanzi alla Pretura della

giurisdizione di Mendrisio-Sud, chiedendo: in via principale, di accertare che

la disdetta avrebbe esplicato i suoi effetti solo per la prima scadenza contrattuale

del 30 aprile 2021 e che non erano dati i presupposti per una disdetta per

gravi motivi ex art. 266g CO, come pure di condannare la controparte al

versamento di fr. 26'950.- oltre interessi a titolo di pigioni e spese maturate

sino al mese di giugno 2020 e di fr. 3'177.60 a titolo di risarcimento delle

spese preprocessuali; in via subordinata, di accertare che la disdetta straordinaria

aveva esplicato i suoi effetti solo per il 26 maggio 2020 e di condannare la

controparte al pagamento di fr. 25'300.- (risarcimento per anticipata

rescissione contrattuale), fr. 24'500.- oltre interessi (pigioni e spese

maturate sino al 26 maggio 2020) e fr. 3'177.60 (spese preprocessuali).

C.

Il termine di 20 giorni assegnato al convenuto con ordinanza 23

giugno 2020 per presentare delle osservazioni è decorso infruttuosamente. Anche

all’udienza dibattimentale del 12 novembre 2020, il medesimo non è comparso,

mentre l’attrice ha ridotto la sua pretesa per pigioni e spese di fr. 26'950.- (subordinatamente

di fr. 24'500.-) a fr. 19'600.- (subordinatamente a fr. 17'150.-).

D.

Al termine dell’udienza il Pretore, a fronte delle assenti

contestazioni del convenuto e non giudicando necessaria una procedura

istruttoria, ha emanato senza indugio la sua decisione accogliendo la petizione

(per quanto non divenuta priva d’oggetto), e meglio accertando che la disdetta

significata da AP 1 in data 25 febbraio 2020 produceva effetto per il 30 aprile

2021 e condannando quest’ultimo a versare all’attrice fr. 19'600.- oltre

interessi del 5% dal 1° gennaio 2020 e ulteriori fr. 3'177.60, a sopportare le

spese processuali di fr. 200.- e a rifondere alla controparte fr. 2'000.- per

ripetibili.

E.

Oltre 18 mesi più tardi, e meglio con appello 17 maggio 2022, AP 1 si

è aggravato contro questa decisione (a suo dire ricevuta solo in data 6 aprile

2022), chiedendone l’annullamento e il rinvio dell’incarto al Pretore affinché

proceda a convocare una nuova udienza di discussione, con protesta di spese e

ripetibili. In sintesi, l’appellante ha invocato la tempestività del suo

gravame e l’inammissibilità della decisione contumaciale pretorile, non essendo

egli stato debitamente convocato all’udienza dibattimentale.

F.

Con risposta 28 giugno 2022 AO 1 si è opposta al gravame chiedendo

di dichiararlo irricevibile o subordinatamente di respingerlo, pure con

protesta di spese e ripetibili.

G. Con

replica spontanea 15 luglio 2022 l’appellante ha ulteriormente approfondito le

proprie tesi.

E considerato

in diritto:

Considerandi

1.

L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC

prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima

istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso

secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr.

10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie il valore litigioso supera la soglia testé

menzionata.

2.

I termini di impugnazione e

risposta sono di 30 giorni (art. 311 e 312 CPC). Nel caso concreto l’appellante,

a sostegno della tempestività del gravame 17 maggio 2022, rimprovera al Pretore

di non avergli notificato la decisione 12 novembre 2020 per il tramite del suo noto

indirizzo di posta elettronica (in precedenza utilizzato dalla Pretura per

l’inoltro di comunicazioni) e di avere invece inaspettatamente optato per la

via postale tradizionale; adduce inoltre di averne preso conoscenza solo il 6

aprile 2022, a seguito dell’atto di precetto 14 febbraio 2022 (annesso al

gravame) con cui AO 1 gli ha notificato la decisione munita di formula

esecutiva, intimandogli di pagare entro 10 giorni i relativi importi oltre

accessori. I problemi di notifica della suddetta decisione sarebbero stati peraltro

imputabili anche al gravissimo incidente stradale occorsogli in quel periodo, al

derivante lungo ricovero e ai relativi molteplici interventi, che gli hanno

permesso di recuperare l’abilità lavorativa solo nel mese di gennaio 2022

(ritenuto che le ultime operazioni sono avvenute nel febbraio 2022). Con la

replica spontanea, l’appellante precisa di non aver mai ricevuto la decisione

per via raccomandata, sostenendo che egli aveva nel frattempo mutato indirizzo

spostandosi __________ a __________ e che tale circostanza era nota alla

Pretura.

Quanto alla sua richiesta di annullamento della

decisione di prima sede, egli lamenta la violazione del suo diritto di essere

sentito, avendo la Pretura omesso di informarlo in merito all’udienza prevista

per il 12 novembre 2020, ignorato gli impedimenti notificati e il rinvio da lui

richiesto (a seguito di infortunio, cfr. doc. D ed E annessi all’appello) come

pure ingiustificatamente interrotto la trasmissione di comunicazioni tramite

posta elettronica. Con la replica spontanea, l’appellante aggiunge che

nell’autunno 2020, essendo ricoverato in clinica e non potendo ricevere visite

a causa della pandemia da Covid-19, sarebbe stato impossibilitato a conferire

procura a un avvocato.

3.

Ora, relativamente alla forma

della trasmissione di atti e notifiche giudiziarie, l’appellante non contesta

l’ammissibilità di invii postali da parte dell’autorità svizzera al suo

domicilio italiano. Aggiungasi che detto procedere è conforme alla Convenzione

dell'Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione e alla comunicazione

all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile o

commerciale (CLA65; RS 0.274.131; v. anche IICCA del 4 marzo 2021, inc.

12.2020.99, consid. 5, IICCA del 21 marzo 2016, inc. 12.2014.169, consid. 7 e i

riferimenti ivi citati). Con il consenso della parte interessata il giudice può

altresì (ma non deve) effettuare notificazioni di atti in via elettronica ai

sensi dell’art. 139 CPC. A loro volta, le parti possono trasmettere atti in

forma elettronica (art. 130 CPC). Ciò presuppone tuttavia il rispetto delle

relative esigenze tecniche e formali e segnatamente

l’invio mediante una piattaforma

riconosciuta per la trasmissione sicura e la presenza di una firma elettronica

qualificata (cfr. art. 130 e 139 CPC e l’Ordinanza del Consiglio federale sulla

comunicazione per via elettronica nell’ambito di procedimenti civili e penali

nonché di procedure d’esecuzione e fallimento o “OCE-PCPE”). In particolare,

l’autorità giudiziaria può (e deve) rifiutare la ricezione di comunicazioni, atti

e richieste trasmesse mediante semplice e-mail, in quanto non debitamente

certificate.

4.

Dato che l’appellante riassume

in maniera parziale e lacunosa le numerose interazioni intercorse fra lui e la

Pretura, lamentando carenze informative nonché un mancato riscontro alle sue

comunicazioni, è bene ricordarle qui di seguito.

Dopo la ricezione della petizione 22 giugno 2020, con

ordinanza 23 giugno 2020, inviata all’indirizzo italiano del convenuto (via __________,

IT- __________) tramite invio raccomandato con avviso di ricevimento, la

Pretura gli ha assegnato un termine di 20 giorni per produrre delle

osservazioni. L’invio risulta essere stato notificato in data 29 giugno 2020.

Con una nuova ordinanza 24 agosto 2020 (sempre trasmessa

al convenuto per via raccomandata con avviso di ricevimento, contenente

l’avvertenza sulle conseguenze di una mancata comparsa e notificata il 1°

settembre 2020) la Pretura ha costatato il decorso infruttuoso di tale termine

e ha fissato l’udienza dibattimentale per il 10 settembre 2020.

Con e-mail 9 settembre 2020 il convenuto ha comunicato

alla Pretura di essere appena rientrato in Italia dalla Spagna e di avere solo

in quel momento preso visione delle raccomandate trasmessegli, postulando un rinvio

dell’udienza.

Con ordinanza 9 settembre 2020 (anticipata al

convenuto tramite e-mail lo stesso giorno e altresì trasmessa in via

raccomandata), la Pretura ha conseguentemente rinviato l’udienza al 28

settembre 2020.

Con e-mail 24 settembre 2020 il convenuto, pretendendo

di avere appena preso conoscenza della nuova data, ha chiesto un nuovo rinvio

dell’udienza a fronte del poco preavviso.

Con ordinanza 24 settembre 2020, anticipata al

convenuto il medesimo giorno tramite e-mail e poi trasmessa in via

raccomandata, la Pretura ha respinto la sua richiesta di rinvio e confermato la

data dell’udienza, dal momento che la convocazione gli era stata anticipata

tramite posta elettronica e che comunque la relativa raccomandata gli era stata

recapitata già il 15 settembre 2020.

Con nuova e-mail 27 settembre 2020 AP 1 ha informato

la Pretura di essere incorso in un infortunio (frattura al femore) che gli

impediva di presenziare all’udienza del giorno successivo (v. anche doc. D

annesso all’appello). Su sollecito della Pretura, con successiva e-mail 28

settembre 2020 egli ha prodotto un certificato medico attestante il suo

ricovero, rilevando peraltro che l’indirizzo ivi riportato (__________) non era

più attuale e che il suo recapito corretto era quello già utilizzato dalla

Pretura (__________).

Con ordinanza 28 settembre 2020, ancora una volta

trasmessagli per raccomandata, la Pretura ha accolto la sua richiesta di

rinvio, fissando una nuova udienza per il 12 novembre 2020.

Con e-mail 11 ottobre 2020 il convenuto ha comunicato

alla Pretura di non poter visionare eventuali raccomandate speditegli a fronte

del suo perdurante ricovero.

Con e-mail 12 ottobre 2020 la Pretura gli ha allora

ribadito che l’udienza si sarebbe tenuta il 12 novembre 2020, avvertendolo nel

contempo che non avrebbe più accettato lo scambio di comunicazioni in via

elettronica e in particolare richieste di rinvio se non trasmesse

tempestivamente per lettera scritta, motivata e corredata da certificato

medico, invitandolo a organizzarsi per il ritiro delle raccomandate e

ricordandogli la facoltà di conferire procura a un legale onde essere

rappresentato in giudizio. Malgrado ciò, il convenuto ha trasmesso un’ulteriore

e-mail 12 ottobre 2020 ove segnalava una temporanea difficoltà nell’invio di

lettere scritte e nel conferimento di una procura a un legale a fronte della

sua degenza, sicché la Pretura gli ha ribadito ancora una volta, con e-mail di

pari data, che non avrebbe più accettato comunicazioni tramite posta

elettronica.

Non risulta che nel periodo successivo AP 1 abbia

ossequiato a tali indicazioni o inviato richieste nelle debite forme. Con l’impugnativa,

egli non lo pretende né tantomeno lo dimostra, ritenuto che la semplice

produzione in questa sede del doc. E (ovvero della semplice fotocopia di un

certificato di malattia telematico) non è evidentemente sufficiente. Anche per

quanto riguarda la questione del cambio d’indirizzo da __________ a __________

(peraltro addotta tardivamente solo con la replica spontanea, che non può

tuttavia servire a colmare lacune del gravame), la censura è in palese

contraddizione con gli atti (v. la summenzionata e-mail 28 settembre 2020), né l’appellante

spiega o dimostra se/quando si sarebbe ritrasferito in Provincia di __________,

e se/quando avrebbe informato di ciò l’autorità giudiziaria.

Non avendo la Pretura più disposto ulteriori rinvii, l’udienza

si è pertanto tenuta, come stabilito, il 12 novembre 2020 (in assenza del

convenuto). La contestuale decisione di pari data gli è stata trasmessa in via

raccomandata al suo usuale indirizzo milanese. Il relativo avviso di

ricevimento attesta che la notifica è avvenuta in data 19 novembre 2020.

5.

Da tutto ciò consegue

innanzitutto che la decisione qui impugnata è stata validamente notificata alla

data summenzionata, che il termine di impugnazione di 30 giorni ha iniziato il

suo decorso il giorno successivo e che esso è pertanto scaduto infruttuosamente

il 4 gennaio 2021 (art. 142 e 145 CPC), con conseguente passaggio in giudicato

della sentenza. L’incidente stradale occorso all’appellante qualche giorno dopo

la notifica della decisione (ovvero, secondo quanto emerge dal doc. F annesso

all’appello, in data 24 novembre 2020), nonché le indubitabili gravose

conseguenze e sofferenze che ne sono derivate, potrebbero tuttalpiù essere

considerate quale motivo di restituzione del termine di appello ex art. 148 CPC

(strumento non esplicitamente invocato nel gravame); sennonché l’art. 148 cpv.

3.

CPC stabilisce che se vi è già stata pronuncia del giudice, la restituzione

del termine non può più essere domandata trascorsi sei mesi dal passaggio in

giudicato (termine che nel frattempo è già abbondantemente trascorso). Del

resto, neppure è dimostrato che dopo la fine del suo ricovero in ospedale (che,

secondo la documentazione trasmessa, è perdurato sino al 21 gennaio 2021),

l’appellante fosse impossibilitato a inoltrare con sollecitudine una relativa

istanza. Anche volendo presumerlo, e ipotizzare che l’impossibilità sia cessata

solo con il recupero della sua abilità lavorativa (asseritamente avvenuto nel

gennaio 2022), l’appellante ha comunque sia ancora atteso sino al maggio 2022

prima di avanzare le sue contestazioni. Ne consegue che un’eventuale istanza di

restituzione nemmeno sarebbe rispettosa delle tempistiche imposte dall’art. 148

cpv. 2 CPC (secondo cui la domanda deve essere presentata entro dieci giorni

dalla cessazione del motivo dell’inosservanza). L’impugnativa in esame è pertanto

pacificamente e irreversibilmente intempestiva. Di qui la sua irricevibilità.

6.

In ogni caso, quanto sopra

riassunto al considerando 4 permette di confermare che AP 1 era informato della

procedura di prima sede, che egli doveva attendersi comunicazioni dalla Pretura

in via postale e organizzarsi al fine di poterne prendere conoscenza, che tali

comunicazioni sono avvenute nella debita forma e al suo corretto recapito, che

la convocazione all’udienza del 12 novembre 2020 (a lui ben nota), era

perfettamente valida e che egli è responsabile per la sua inosservanza. Ne

deriva che l’agire del giudice di prima sede è esente da critica. Infine, il

riferimento dell’appellante alla situazione pandemica (contenuto solo nella

replica spontanea e dunque tardivo) è insufficientemente motivato e dettagliato

e non permette di accertare la sua impossibilità di fare capo a un

Dispositivo

rappresentante o di presenziare all’udienza. Per questi motivi, come pure a

causa del mancato ossequio dei termini di cui all’art. 148 CPC, anche a tal

riguardo una richiesta di restituzione sarebbe stata infondata. In definitiva,

l’appello non avrebbe avuto possibilità di successo neppure nel merito.

7.

Per tutti questi motivi,

l’appello dev’essere dichiarato irricevibile. Le spese giudiziarie di seconda

sede, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 22'777.60, seguono la

soccombenza (art. 106 CPC). Le spese processuali ammontano a fr. 500.- (art. 2,

8 cpv. 1 e 13 LTG). Le ripetibili, quantificate sulla base dell’art. 11 cpv. 1,

cpv. 2 lett. a e cpv. 5 RTar, tenuto pure conto delle spese e dell’IVA,

ammontano a fr. 1’700.-.

8.

Non ponendo la causa questioni

di principio o di rilevante importanza e terminando con un esito di manifesta

inammissibilità, il presente giudizio può essere emanato da questa Camera nella

composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a n. 2 e lett. b n. 3

LOG).

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il

RTar

decide:

1. L’appello

17 maggio 2022 di AP 1 è irricevibile.

2. Le

spese processuali della procedura d’appello, pari a fr. 500.-, sono a carico

dell’appellante, che rifonderà alla controparte

fr. 1’700.- per ripetibili di seconda sede.

3. Notificazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Sud

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

vicepresidente La

vicecancelliera

Rimedi

giuridici (pagina seguente)

Nelle

cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso

superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per valori inferiori il ricorso è ammissibile

se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2

LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre

negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,

117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso

ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi

i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).