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Decisione

12.2022.64

Contratto di consluenza. Procedura sommaria nei casi manifesti, premesse non date

9 settembre 2022Italiano13 min

in esame presenta delle manifeste carenze argomentative. Per sua natura, infatti,

Source ti.ch

Incarto n.

12.2022.64

Lugano

9 settembre 2022/jh

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Fiscalini,

presidente,

Stefani

e Grisanti

vicecancelliera:

Federspiel

Peer

sedente

per statuire nella causa - inc. n. SO.2022.1628 della Pretura del Distretto di

Lugano, sezione 2 - promossa con istanza 30 marzo 2022 da

AP

1

rappr. da: PA 1

contro

AO

1

rappr. da: PA 2

con cui ha chiesto nella

procedura di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) la

condanna della controparte al pagamento di fr. 100'000.- oltre interessi,

domanda a cui si è opposto

il convenuto e che il Pretore ha dichiarato irricevibile con sentenza del 6

maggio 2022, ponendo le spese processuali di fr. 850.- a carico dell'istante,

tenuto a rifondere alla controparte fr. 2'500.- per ripetibili,

appellante l’attrice

con atto di appello del 20 maggio 2022 con cui postula la riforma del querelato

giudizio nel senso di accogliere l’istanza, con protesta di tasse, spese e

ripetibili,

mentre il convenuto, con

risposta del 20 giugno 2022 chiede la reiezione dell’appello anch’egli con

protesta di tasse, spese e ripetibili,

letti ed esaminati gli atti e i

documenti prodotti,

ritenuto,

in fatto e in diritto:

1. AP 1 è presidente con firma individuale di S__________

SA, società che gestisce l’omonima boutique sita in Piazza __________.

Negli ultimi anni il negozio ha subito una

riduzione del proprio giro d’affari ragion per cui AP 1 si è rivolta a G__________

SA - società attiva, tra l’altro, nell’ambito della fornitura di servizi e

consulenze nel campo della comunicazione, delle ricerche di mercato,

dell’organizzazione di eventi e della pubblicità e di cui AO 1 è amministratore

unico - con l’intento di rilanciare la propria impresa commerciale.

2. Il 18 agosto 2021 AP 1 e G__________ SA hanno concluso

un contratto di consulenza avente per fine proprio il rilancio della Boutique __________.

Mediante questo accordo G__________ SA si è impegnata a supportare AP 1 con una

serie di prestazioni e attività contro il pagamento di un corrispettivo di

complessivi fr. 200'000.-, pagabili in quattro rate, e meglio

fr. 100'000.- entro il 1° settembre 2021, fr. 50'000.- entro il 30

gennaio 2022, fr. 25'000.- entro il 30 giugno 2022 e ulteriori

fr. 25'000.- entro il 30 settembre 2021 (trattasi verosimilmente del 30

settembre 2022; doc. B). Il contratto prevedeva che questo importo “dovrà

essere corrisposto a mezzo di bonifico bancario su conto corrente intestato a G__________”

(doc. B, art. 4).

3. L’11 ottobre 2021 AO 1 ha fatto pervenire a AP

1 una “NOTA-RICEVUTA” facente riferimento “al PIANO DI RILANCIO S__________

SA” e chiesto il versamento di fr. 100'000.- sul conto a lui intestato presso __________

(doc. D). AP 1 ha effettuato il pagamento con valuta 13 ottobre 2021 (doc. E).

Nel

prosieguo sono sorte delle divergenze tra le parti in relazione all’esecuzione

del contratto e a pretesi inadempimenti di entrambe. AP 1 non ha più proceduto

al pagamento dei successivi acconti, ciò che ha indotto la controparte ad

avviare la procedura esecutiva. Presso la Sezione 5 della Pretura di Lugano è

pendente una procedura di rigetto promossa da G__________ SA per l’incasso

della seconda rata (SO.2022.1156; doc. 5).

4. In data 30 marzo 2022 AP 1 ha inoltrato un’istanza

ai sensi dell’art. 257 CPC alla Pretura di Lugano con cui ha chiesto la

restituzione dell’importo da lei versato di fr. 100'000.-. In breve, essa ha

sostenuto che in base all’accordo doc. B quanto di spettanza di G__________ SA avrebbe

dovuto essere versato sul conto della società medesima sennonché, al momento

della fatturazione AO 1 avrebbe comunicato le coordinate bancarie di un suo

conto personale che lei avrebbe poi utilizzato. Poiché AO 1 si sarebbe trovato arricchito

senza giusta causa, egli sarebbe tenuto alla restituzione di questo importo.

In sede di risposta il convenuto ha contestato

integralmente la pretesa e chiesto che l’istanza fosse dichiarata irricevibile.

In sintesi, AO 1 ha eccepito la carenza dell’interesse degno di protezione e

osservato come tanto la fattura quanto il bonifico facessero esplicito

riferimento al contratto in parola. L’attrice avrebbe volontariamente pagato il

suo debito verso G__________ SA sul conto dell’amministratore unico in base a

un accordo che G__________ SA ha accettato. Egli ha inoltre negato che i

presupposti di un caso manifesto fossero dati, la situazione giuridica non essendo

per nulla chiara. Le parti si sarebbero accordate per modificare il conto

bancario da utilizzare per pagare la prima rata di quanto dovuto come

proverebbero la fattura (doc. D) e il bonifico (doc. E). La controparte avrebbe

effettuato il versamento nella piena consapevolezza di soddisfare il proprio

obbligo contrattuale ed è per questo che fino a marzo 2022 non avrebbe mai eccepito

alcunché; di riflesso, G__________ SA, ritenutasi tacitata, non ha mai inviato

alcun sollecito di pagamento benché la prima rata dovutale fosse scaduta il 1°

settembre 2021.

5. Con

sentenza del 6 maggio 2022 il Pretore ha dichiarato irricevibile l’istanza. In

breve, sulla base degli atti, egli ha giudicato, da un canto, che per entrambe

le parti fosse chiaro che l’importo bonificato era stato versato a saldo della

prima rata, il conto di AO 1 fungendo unicamente da “Zahstelle” e,

dall’altro, che le divergenze tra le parti in merito al contratto fossero tali

da necessitare di essere acclarate nel merito. Ciò rendeva inammissibile la

procedura scelta.

6. Con

l’appello che qui ci occupa, avversato da AO 1 con risposta del 20 giugno 2022,

AP 1 rimprovera al Pretore un errato accertamento dei fatti e un’erronea

applicazione del diritto per aver ritenuto che le parti avessero convenuto una

modifica contrattuale quo alle modalità di pagamento della mercede. Essa

ribadisce la tesi secondo cui, essendo stata indotta con premeditazione a

versare i soldi sul conto del convenuto invece che su quello societario,

quest’importo le andrebbe restituito in quanto AO 1 ne sarebbe risultato arricchito

indebitamente. Essa richiama altresì gli art. 15 e 17 DPA

Fatti

7.

Contro una decisione emanata nella

procedura sommaria a tutela dei casi manifesti e il cui valore è di almeno fr.

10'000.-, è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art.

314 CPC), che per legge ha effetto sospensivo (art. 315 cpv. 1 CPC).

Nella

fattispecie la decisione impugnata è

stata recapitata in data 10 maggio 2022 e l’appello del 20 maggio successivo è

pertanto tempestivo. Parimenti tempestive - in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC -

sono le osservazioni del 20 giugno 2022 del convenuto, a fronte della

comunicazione dell’appello notificata il 7 giugno 2022 e ricevuta l’8 giugno

2022. Ciò posto, nulla osta alla trattazione del gravame.

8. Preliminarmente è necessario rilevare che l’appello

in esame presenta delle manifeste carenze argomentative. Per sua natura, infatti,

l’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si

fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante

deve pertanto confrontarsi criticamente con la decisione impugnata spiegando

per quali motivi di fatto e di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da

riformare. Il gravame qui in esame in vari punti non contiene una critica

puntuale al giudizio di prima istanza ma si limita a riprendere quanto allegato

in prima sede, a fornire una propria tesi e una propria lettura dei fatti,

senza approfondire o debitamente comprovare le tematiche sollevate. Problematica che concerne, tra l’altro, la pretesa illegittimità

del bonifico, l’asserita malafede e spregiudicatezza della controparte nonché l’adempimento

delle premesse dell’art. 257 CPC. Non

può inoltre che essere giudicata tardiva la presa di posizione inerente alle

osservazioni di prima sede di AO 1.

L’appello in esame viene quindi esaminato nella misura

in cui rispetta i principi sopraindicati ed espone critiche circostanziate al

giudizio pretorile, mentre non verranno analizzati e sono irricevibili quei

passaggi che non contengono alcuna critica al giudizio impugnato.

9.

La procedura sommaria di

tutela giurisdizionale nei casi manifesti dell’art. 257 CPC offre alla parte

istante la possibilità di seguire una via giudiziaria semplice e rapida nei

casi in cui la situazione di fatto e di diritto è chiara, in alternativa alle procedure

ordinarie o semplificate normalmente a disposizione. Affinché si possa agire in

tal senso, è necessario che i fatti siano incontestati o immediatamente

comprovabili (lett. a) e che la situazione giuridica sia chiara (lett. b).

Sono fatti incontestati, quelli che non sono stati

confutati dal convenuto e sono immediatamente comprovabili, se essi possono

essere accertati senza indugio e senza troppe spese. Di regola la prova è

addotta mediante la produzione di documenti conformemente all'art. 254 cpv. 1

CPC. Se il convenuto fa valere delle obiezioni motivate e concludenti, che non

possono essere subito scartate e che sono di natura tale da far vacillare il convincimento del giudice, la

procedura dei casi manifesti è inammissibile

(144 III 462 consid. 3.1; 141 III 23 consid. 3.2; 138 III 620 consid. 5.1.1).

La

situazione giuridica è chiara se l'applicazione della norma al caso concreto si

impone in modo evidente con riguardo al testo legale o in base a una dottrina e

una giurisprudenza affermate. Per contro la situazione giuridica non è di

regola chiara se la parte convenuta oppone delle obiezioni o eccezioni motivate

su cui il giudice non può statuire immediatamente o se l'applicazione di una

norma richiede l'emanazione di una decisione di apprezzamento o in equità con

una valutazione di tutte le circostanze del caso (DTF 144 III 462 consid. 3.1;

Considerandi

141.

III 23 consid. 3.2; 138 III 123 consid. 2.1.2; STF 4A_383/2018

del 6 giugno 2019 consid. 3).

Per

impedire l'accoglimento di una domanda fondata sull'art. 257 CPC non basta

tuttavia che la parte convenuta sostenga semplicemente che ci si trova in

presenza di una simile situazione o che la stessa potrebbe remotamente entrare

in linea di conto (STF 4A_383/2018 del 6 giugno 2019

consid. 3; 4A_329/2013 del 10 dicembre 2013 consid. 6.1). Non è nemmeno

possibile vanificare la procedura in discussione invocando degli argomenti

speciosi (STF 4A_415/2013 del 20 gennaio 2014 consid. 7).

La fattispecie non è per contro chiara e non vi è

spazio per una procedura sommaria giusta l’art. 257 CPC quando invece la parte

convenuta oppone all’azione delle obiezioni o delle eccezioni, in fatto o in

diritto, motivate sulle quali in giudice non può immediatamente statuire. Il

fallimento della procedura di tutela nei casi manifesti non presuppone che la

parte convenuta renda verosimile l’inesistenza, l’inesigibilità o l’estinzione

della pretesa fatta valere nei suoi confronti: basta che gli argomenti proposti

siano atti a comportare il rigetto dell’azione, che non appaiano di primo

acchito inconsistenti e che non si prestino a un esame in procedura sommaria

(STF 4A_571/2018 del 14 gennaio 2019 consid. 6).

10.

Nel

concreto caso la fattispecie si rivela tutt’altro che chiara e liquida. Come

correttamente rilevato dal Pretore il procedimento in esame solleva infatti

problematiche di natura procedurale ma soprattutto di merito che necessitano un

maggiore approfondimento e che risultano inconciliabili con la procedura di cui

all’art. 257 CPC.

In primis andrebbero

meglio acclarate le circostanze che hanno portato AP 1 a versare l’importo oggetto

del contendere sul conto personale di AO 1 in luogo di quello societario

concordato inizialmente ma a far nondimeno ritenere a entrambe le parti che

tale pagamento estinguesse la prima rata del noto contratto di consulenza con G__________

SA. La tesi attorea - ripresa nell'appello - secondo cui tale versamento

sarebbe avvenuto per errore e a seguito di macchinazioni orchestrate dal

convenuto si scontra infatti con le emergenze istruttorie di segno opposto che

inducono a ipotizzare una modifica consensuale degli accordi originari.

A questo vada aggiunto

che l’appellante medesima menziona nei propri allegati l’esistenza di importanti

divergenze tra le parti in relazione al contratto di consulenza, contrasti che

emergono pure dagli atti di causa e che necessitano di essere ulteriormente

vagliati nel merito. Appare evidente l’inconciliabilità di questi approfondimenti

con le esigenze di chiarezza e immediatezza poste dalla procedura in oggetto.

Dal punto di vista

procedurale non può neppure essere giudicata aprioristicamente speciosa

l’obiezione sollevata da AO 1 relativa all’assenza di un interesse degno di protezione

da parte dell’appellante (osservazioni, pag. 3).

11.

Ininfluente

ai fini di causa si rivela di contro l’indicazione - errata - figurante nel

giudizio di prima sede (pag. 3) e riconducibile a un lapsus calami che

attribuisce il “conto __________” a AO 1 quando in realtà trattasi di un

conto di pertinenza dell’attrice. Con ogni evidenza questo refuso non ha

influito sulla valutazione pretorile.

12.

Da

ultimo, non può che essere definito inconferente il richiamo dell’appellante

agli art. 15 e 17 DPA

13.

Alla

luce di tutto quanto precede, ritenuto il non adempimento delle premesse per

far capo alla procedura di tutela dei casi manifesti di cui all’art. 257 CPC, la

decisione pretorile che dichiara irricevibile l’istanza presentata da AP 1 si

rivela corretta. La stessa ha la facoltà di riproporre le proprie pretese nelle

debite forme e seguendo la procedura appropriata (Trezzini in: Commentario pratico al Codice di diritto

processuale civile svizzero, IIª ed., Vol. 2, n. 44 segg. ad art. 257 CPC).

14.

Ne discende che l’appello deve essere respinto e la sentenza pretorile

confermata. Le spese processuali, calcolate sulle basi di un valore litigioso

di fr. 100'000.- e tenuto conto di quanto prevede l'art. 9 cpv. 2 LTG, seguono

la soccombenza dell’appellante, la quale rifonderà alla controparte un’equa

indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 96 e 106 CPC, la LTG

e il RTar,

decide:

1. L’appello 20 maggio 2022 di AP 1 è respinto.

2. Le spese processuali di fr. 1’000.-, già anticipate

dall’appellante, restano a suo carico con obbligo di versare alla controparte

fr. 1’500.- a titolo di ripetibili d’appello.

3. Notificazione:

-

-

Comunicazione alla Pretura

del Distretto di Lugano, sezione 2

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Contro

la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso

è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in

materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.

Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale

prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato

il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso

sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende

impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in

materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e

medesima istanza (art. 119 LTF).