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Decisione

12.2023.71

Locazione, sfratto; uscita dall'appartamento in pendenza di appello, perdita dell'interesse

2 agosto 2023Italiano9 min

Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 18 ad art. 107; Jenny in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, Kommentar

Source ti.ch

Incarto n.

12.2023.71

12.2023.73

Lugano

2 agosto 2023/jh

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta del giudice:

Grisanti,

giudice delegato,

vicecancelliera:

Bellotti

visto

l'appello 5 giugno 2023 presentato da

AP

1 già in

patrocinata dall'avv. PA 1

contro

la decisione 24 maggio 2023 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4,

nella causa SO.2023.1980 promossa nei suoi confronti con istanza 21 aprile

2023 da

AO

1

ora patrocinata dall'avv. PA

2

esaminati

gli atti,

ritenuto

in fatto e in diritto:

1. Dal 1° febbraio 2010

AO 1 ha concesso in locazione ad AP 1 un appartamento di 2 locali al secondo

piano dello stabile "__________" in via __________ a __________ (doc.

A).

2. Con raccomandata 9

gennaio 2023 la locatrice ha diffidato AP 1 a pagare entro 30 giorni l'importo

di fr. 1'190.- per pigione scoperta (art. 257d CO), con l'avvertenza

che, scaduto infruttuoso quel termine, avrebbe disdetto il contratto di

locazione (doc. C).

3. Decorso infruttuoso

il termine, la locatrice ha notificato il 24 febbraio 2023 alla conduttrice,

mediante modulo ufficiale, la disdetta del contratto per il 31 marzo 2023 (doc.

D).

4. Non avendo la

conduttrice riconsegnato per tale scadenza l'ente locato, con istanza di

sfratto 21 aprile 2023 AO 1 ha convenuto in giudizio AP 1 dinanzi alla Pretura

del Distretto di Lugano, sezione 4, per ottenere – sotto comminatoria dell'art.

292 CP – la sua espulsione immediata dall'appartamento nella procedura di

tutela giurisdizionale nei casi manifesti, protestando spese e ripetibili.

5. Il 24 aprile 2023 il

Pretore ha assegnato alla convenuta un termine di 10 giorni – prorogato di

ulteriori cinque giorni il 15 maggio 2023 su richiesta del suo patrocinatore –

per presentare le proprie osservazioni all'istanza di espulsione, con

l'avvertenza che decorso infruttuoso tale termine egli avrebbe emesso la

propria decisione sulla scorta degli atti. Nemmeno nel termine prorogato sono

tuttavia state presentate osservazioni.

6. Con decisione 24

maggio 2023 il Pretore ha accolto l'istanza e ordinato ad AP 1 – sotto

comminatoria dell'art. 292 CP – di mettere a libera disposizione dell'istante

l'ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione con l'avvertenza che l'inesecuzione

dell'ordine avrebbe comportato il diritto per la medesima di postulare il

risarcimento dei danni. Contestualmente egli ha ordinato agli organi di polizia

preposti di prestare man forte nell'esecuzione della decisione, compresa la

possibilità di fare depositare

gli oggetti non sgomberati a spese della convenuta. Le spese

processuali di fr. 100.- sono state poste a carico della convenuta, tenuta a

rifondere alla controparte fr. 100.- a titolo di indennità.

7. Contro la decisione

appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello 5 giugno 2023 in

cui – previa concessione del gratuito patrocinio (inc. 12.2023.73) – chiede di

prorogare al 31 luglio 2023 il termine per liberare l'appartamento adducendo

l'esacerbazione di una sua patologia psichiatrica reattiva alla decisione di

sfratto che le impedirebbe di rispettare il termine stabilito. Al proprio

memoriale la convenuta ha accluso un certificato medico 2 giugno 2023 dello

psichiatra __________ __________ (inc. 12.2023.71).

8. Con risposta 16

giugno 2023 l'istante ha proposto di respingere l'appello e l'istanza di

gratuito patrocinio della controparte. L'appellata rileva che la decisione di

espulsione non può di principio essere ritardata dall'autorità di appello anche

perché, nelle more della procedura di ricorso, l'appellante beneficia del tempo

necessario per organizzare l'uscita dall'ente locato. Quanto alla rilevanza del

certificato medico prodotto in questa sede, essa osserva come i disturbi

accusati sarebbero preesistenti, di modo che la convenuta non può richiedere, a

beneplacito, una dilazione dei tempi per organizzare la liberazione e la

riconsegna dell'appartamento.

9. Il 5 luglio 2023

l'appellata ha comunicato (sulla scorta di una lettera 28 giugno 2023 di AP 1,

prodotta agli atti) l'avvenuta riconsegna dell'ente locato da parte della

conduttrice e ha chiesto di stralciare la procedura di appello siccome divenuta

senza oggetto, protestando spese e ripetibili. Il 12 luglio 2023 il

patrocinatore della convenuta ha confermato la circostanza e ha aderito alla

richiesta di stralcio della procedura, pur sollecitando una decisione positiva in

merito al gratuito patrocinio.

10. Con la liberazione

dell'ente locato l'appello è effettivamente divenuto privo di oggetto (DTF 131

Fatti

I 242 consid. 3.3; più recentemente: II CCA del 26 febbraio 2021, inc.

12.2020.135). E qualora una causa diventi senza

oggetto o senza interesse il giudice toglie il procedimento dal ruolo (art. 242

CPC), limitandosi a statuire sulle spese processuali e le ripetibili dello

stralcio. In tale caso, giusta l’art. 107 cpv. 1 lett. e CPC, il giudice

può ripartire le spese giudiziarie secondo equità se il criterio di

ripartizione secondo la soccombenza si rileva troppo severo e ingiusto, ma non

può fare completa astrazione dall’esito del processo, dovendo in particolare

considerare “quale parte abbia

provocato la proposizione dell'azione, quale sarebbe presumibilmente stato

l'esito della causa e quale parte è all'origine dei motivi che hanno reso il

procedimento privo d'oggetto” (FF 2006 pag. 6669; v. anche in: Commentaire

romand, CPC, 2ª edizione, n. 25 ad art. 107; Rüegg

in: Basler Kommentar, ZPO, 3ª edizione, n.

8 ad art. 107; Sterchi in: Berner

Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 18 ad art. 107; Jenny in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, Kommentar

zur Schweizerischen ZPO, 3ª edizione, n. 16 ad art. 107 CPC). Per

decidere chi e in che misura debba sopportare le spese e le ripetibili egli

valuta quindi sommariamente – di regola – quale sarebbe stato il presumibile

risultato del procedimento. Se tuttavia la caducità del procedimento è stata

provocata da una parte, tale parte va rimessa alle proprie responsabilità e

chiamata, per principio, a rispondere dei costi (analogamente: sentenza del

Tribunale federale 5D_126/2012 del 26 ottobre 2012 consid. 3.2; II CCA del 26

febbraio 2021, inc. 12.2020.135).

11. Nella

fattispecie non fa dubbio che la causa è divenuta senza oggetto e interesse

proprio per il comportamento della convenuta, la quale ha effettuato lo

sgombero dei locali in questione in pendenza di appello (analogamente: II CCA

del 24 aprile 2019, inc. 12.2019.34). Ciò posto, la caducità della lite non si

deve nel caso specifico a circostanze fortuite che giustificherebbero un

riparto dei costi in base a una prognosi sul verosimile esito della lite. Si

deve al comportamento della convenuta, la quale va rimessa alle proprie

responsabilità e chiamata a sopportare gli oneri processuali di secondo grado

da lei resi inutili. Avesse reputato fondato il proprio appello, per altro,

essa avrebbe lasciato che questa Camera statuisse (analogamente: I CCA del 24

settembre 2021, inc. 11.2021.77 consid. 5). Ne segue che – riservato quanto si

Considerandi

dirà in appresso sul gratuito patrocinio – le spese processuali vanno poste a

carico dell'appellante, la quale (a prescindere dalla decisione sul gratuito

patrocinio: art. 118 cpv. 3 CPC) è tenuta a rifondere alla controparte, che ha

presentato una risposta all'appello tramite il proprio patrocinatore, un

congruo importo (commisurato alla stringatezza del memoriale) a titolo di

ripetibili. Comunque sia, la tassa di giustizia in appello dev'essere

sensibilmente moderata per tenere conto del fatto che la procedura termina

senza sentenza (art. 21 LTG). Similmente, l'art. 13 cpv. 2 RTar prevede la

possibilità di ridurre adeguatamente le ripetibili se la causa non termina con

un giudizio di merito.

12.

Per

quanto attiene alla richiesta di gratuito patrocinio avanzata in questa sede

dall'appellante, essa risulta ugualmente senza interesse. Il diritto all'assistenza giudiziaria è,

in effetti, di natura altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in: RtiD II-2006 pag. 614 in

basso). Di conseguenza, qualora una parte in causa perda – per un motivo

qualsiasi – tale sua qualità durante il processo, l'eventuale diritto al

gratuito patrocinio si estingue (sentenza

del Tribunale federale 5P.220/2003 del 23 dicembre 2003 consid. 3.1; più

recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25 giugno 2018 consid. 3.1 con richiami;

RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi rinvii). Tale principio vale a maggior ragione ove al momento di

perdere la qualità di parte il richiedente non abbia ancora ottenuto il gratuito

patrocinio, poiché in simili

condizioni viene meno addirittura un interesse alla decisione sul conferimento

del beneficio (ancora recentemente: I CCA del 20 gennaio 2022, inc. 11.2021.176

consid. 4 con rinvii). Nella fattispecie AP 1

ha perduto la qualità di parte nella procedura in esame allorché l'appello è

divenuto senza oggetto, ovvero con la sua uscita dall'ente locato. E a quel

momento l'appellante non beneficiava del gratuito patrocinio, ragione per cui è venuto meno un interesse a ottenere una decisione

in proposito.

13.

Il

valore litigioso della presente controversia, determinante anche ai fini di un

eventuale ricorso al Tribunale federale, è stato quantificato dal Pretore in

fr. 43'920.-, corrispondente all'ammontare di tre anni di pigioni, senza che

tale accertamento sia stato contestato in questa sede.

14.

La

decisione di stralcio di una procedura divenuta priva d'oggetto o senza

interesse nel senso dell'art. 242 CPC è una decisione finale nel senso

dell'art. 90 LTF e dunque impugnabile mediante ricorso al Tribunale federale

(v. anche DTF 148 III 186). L'impugnabilità della questione legata al gratuito

patrocinio – di natura incidentale –

segue la via giudiziaria

dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF).

15.

Siccome

la procedura termina con lo stralcio della causa, il presente giudizio viene emanato

da questa Camera nella composizione di un giudice unico giusta l'art. 48b

cpv. 1 lett. a n. 1 LOG.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 117 segg. e 242 CPC,

la LTG e il RTar,

decide:

1. L’appello

5 giugno 2023 di AP 1 è dichiarato privo di oggetto ed è stralciato dai

ruoli.

2. Le

spese processuali di fr. 200.- sono poste a carico dell'appellante, che rifonderà

alla controparte fr. 200.- per ripetibili.

3. La

richiesta di gratuito patrocinio formulata dall'appellante è dichiarata senza

interesse.

4. Notificazione:

- ;

- .

Comunicazione alla Pretura

del Distretto di Lugano, sezione 4.

Per

la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il

giudice delegato La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle

cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso

superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia

civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una

decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia

costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima

istanza (art. 119 LTF).