13.2021.29
Reclamo in materia di prove. Va reso verosimile il rischio di pregiudizio difficilmente riparabile
16 agosto 2021Italiano6 min
dicembre 2018 AO 1 ha chiesto la condanna di AP 1 al pagamento di fr. 221'406.60
Source ti.ch
Incarto n.
13.2021.29
Lugano
16 agosto 2021
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La terza Camera civile del Tribunale d'appello
composta del giudice:
Walser,
presidente,
vicecancelliera:
Locatelli
sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. OR.2018.248 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 11 dicembre 2018 da
AO
1
patrocinato dall’ PA 2
contro
AP
1
patrocinato dall’ PA 1
e
ora sull’“appello” 29 marzo 2021 di AP 1 contro l’ordinanza sulle prove 17
marzo 2021;
ritenuto
in fatto:
Fatti
A. Con petizione 11
dicembre 2018 AO 1 ha chiesto la condanna di AP 1 al pagamento di fr. 221'406.60
oltre accessori a titolo di risarcimento del danno.
Con risposta 14 febbraio
2019 il convenuto ha chiesto la reiezione della petizione chiedendo, in via
riconvenzionale, la condanna dell’attore al pagamento di fr. 51'049.59 oltre
accessori.
Con gli ulteriori allegati
le parti hanno confermato le rispettive domande, l’attore postulando la
reiezione della domanda riconvenzionale.
B. Al dibattimento di
prime arringhe le parti hanno indicato le prove, tra cui la perizia. Con
ordinanza 27 ottobre 2020 il Pretore ha quindi assegnato alle parti un termine
per presentare i rispettivi quesiti peritali. Con ordinanza 17 marzo 2021 il
Pretore ha stralciato i quesiti peritali di parte convenuta rilevando che i
medesimi esulavano dal tema per il quale il convenuto medesimo aveva chiesto la
perizia.
C. Con “appello” 29
marzo 2021 AP 1 insorge contro la citata decisione, chiedendone l’annullamento
e postulando che siano ammessi i quesiti peritali rifiutati dal primo giudice.
Il gravame non è stato
notificato alla controparte.
Considerato
in diritto:
Considerandi
1.
La decisione con cui
il Pretore ha statuito sui quesiti peritali è una disposizione ordinatoria
processuale (art. 124 e 154 CPC). In applicazione dell’art. 319 lett. b cifra 2
e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, essa è impugnabile con reclamo alla
terza Camera civile del Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni.
La decisione impugnata è
pervenuta al reclamante il 18 marzo 2021. Rimesso alla posta il 29 marzo 2021
il gravame - per effetto dell’art. 142 cpv. 3 CPC - risulta tempestivo e, da
questo punto di vista, ammissibile.
2.
AP 1 ha impugnato la
decisione del Pretore mediante appello. Considerato che contro le decisioni
ordinatorie processuali non è dato il rimedio dell’appello bensì, come illustrato,
del reclamo, l’impugnativa appare d’acchito inammissibile.
3.
Comunque sia, in
applicazione del CPC con il rimedio del reclamo possono essere censurati
l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento
manifestamente errato dei fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non
espressamente previsti dalla legge il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è
ammissibile solo quando vi è il rischio di un pregiudizio difficilmente
riparabile (cifra 2).
3.1
L’impugnabilità delle decisioni
in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è espressamente prevista
dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio
difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio,
ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (Verda Chiocchetti, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed.,
2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale
rilievo per l’andamento del processo e non deve poter - interamente o
parzialmente - essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale
favorevole.
3.2
Va qui ricordato che, di
regola, le decisioni in materia di prove non provocano un danno difficilmente
riparabile e l’errata o mancata amministrazione di una prova va contestata
tramite l’impugnazione principale contro la decisione finale (sentenza del
Tribunale federale 4A_425/2014 dell’11 settembre 2014 consid. 1.3.2; Messaggio
n. 06.062 del Consiglio federale concernente il codice di diritto processuale
civile svizzero del 28 giugno 2006, pag. 6748 i. f.), non quindi con reclamo ai
sensi dell’art. 319 lett. b CPC. In effetti, fino al momento dell’emanazione
della decisione di merito non è dato di sapere se l’ammissione e la conseguente
assunzione di una specifica prova, rispettivamente la sua non ammissione, abbia
recato pregiudizio alla posizione complessiva di una parte in relazione al
processo (III CCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901
segg. n. 47c).
3.3
Nel caso in esame il
reclamante non ha reso verosimile e neppure ha sostenuto l’esistenza del
rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile, né lo stesso può essere
considerato evidente. Anche qualora si volesse trattare il gravame quale
reclamo, in mancanza di una premessa fondamentale esso sarebbe quindi comunque inammissibile.
4.
Le spese processuali
del presente giudizio, fissate in fr. 300.– in applicazione degli art. 2 cpv. 1
LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia che
si situa tra fr. 100.– e fr. 10'000.– per le decisioni su reclamo), sono poste
a carico del reclamante, soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone la
questione delle ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato alla
controparte.
5.
Il presente “appello”,
che stante il giudizio di inammissibilità non è stato notificato alla
controparte per osservazioni, viene evaso da questa Camera nella composizione a
giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cifra 2 LOG).
Per i quali motivi,
pronuncia: 1. L’“appello” 29 marzo 2021 di AP
1.
è inammissibile.
2.
Le spese processuali
del presente giudizio, fissate in fr. 300.–, sono poste a carico del
reclamante.
3.
Notificazione
(unitamente all’“appello” 29 marzo 2021 alla controparte):
- ;
- .
Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3.
Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello
Il
presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000.
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione con i limiti dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il
ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze
in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri
casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende
impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in
materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).