Lexipedia

Decisione

14.2003.85

appello contro dichiarazione di fallimento. fatti nuovi intervenuti dopo la dichiarazione di fallimento

29 settembre 2004Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

B. All'udienza di contraddittorio del 13 ottobre 2003 nessuno è

comparso.

C. Con decisione 14 ottobre 2003 il __________ ha pronunciato il

fallimento della __________ a far tempo dal 14 ottobre 2003 alle ore 14.00.

D. Con atto d'appello 23 ottobre 2003 la __________ ha postulato la

declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo che la creditrice __________

con scritto 17 ottobre 2003 ha ritirato la domanda di fallimento

nell'esecuzione in oggetto n. __________ in seguito a pagamento (doc. 8) e che

in un'ulteriore esecuzione n. __________ ha chiesto __________ l'annullamento

dell'esecuzione sempre in seguito a pagamento (doc. 9). Per quel che concerne

l'esecuzione n. __________ l'appellante ha dichiarato di avere presentato

ricorso (art. 17 LEF) non essendole stato notificato il PE (doc. 7). In merito

alla sua solvibilità la __________ ha prodotto un estratto delle sue esecuzioni

17 ottobre 2003 __________ e un bilancio provvisorio al 31 dicembre 2002 (doc.

6).

Considerato

In diritto: 1.a) In

virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare

la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il debito,

compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione

del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove

nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in

senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte

Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2

n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il

debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre

che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in

senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di

evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può

tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,

concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve

impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro

crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore

deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un

indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni

pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute

posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere

in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve

essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi

concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre

semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al

debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere

troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più

verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già

con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione

della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione

dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.

174 LEF; Amonn/ Walther,

Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p.

294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,

Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.

174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dallo scritto 17 ottobre 2003 della __________, rappresentante della

__________, inviato alla __________ (doc. 8) emerge che nell'ambito della

procedura esecutiva in esame n. __________ è stata ritirata la domanda di

fallimento in seguito a pagamento dopo la dichiarazione di fallimento, per cui

risultano adempiuti i presupposti previsti dall'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF

(estinzione del debito) rispettivamente dell'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF (ritiro

della domanda di fallimento).

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto

17 ottobre 2003 __________, prodotto dall'appellante, risultano 6 esecuzioni.

Per l'esecuzione n. __________, promossa dalla __________, è stato chiesto

dalla sua rappresentante __________, con scritto 17 ottobre 2003 inviato __________,

l'annullamento della procedura in seguito a pagamento (doc. 9). Nell'esecuzione

n. __________ promossa da __________ è stata invece ammessa, con sentenza 12

agosto 2004 di questa Camera (cfr. inc. 15.2003.173), l’opposizione a far tempo

dal 23 ottobre 2003. Nelle rimanenti quattro procedure esecutive la __________

ha pure interposto opposizione totale. Orbene in relazione alle menzionate 5

procedure esecutive, in cui è stata interposta opposizione, non può ancora

essere ritenuto che l'appellante sia effettivamente debitrice degli importi

posti in esecuzione.

Di

conseguenza non può essere affermato che __________ si trovi in uno stato d'illiquidità

e che non è in grado di saldare i debiti accertati. Anche il presupposto della

solvibilità appare quindi come reso sufficientemente verosimile.

Risultando

adempiuti i requisiti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di

fallimento pronunciata dal primo giudice può essere annullata.

2. L'appello 23 ottobre 2003 della __________ va pertanto accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49

OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la pronuncia pretorile.

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello

23 ottobre 2003 della __________, __________, è accolto.

"1. La dichiarazione di fallimento 14

ottobre 2003 pronunciata dal __________, inc. EF. __________, nei confronti

della __________, è annullata.

2. La

tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è

posta a carico della __________.

3. Le

spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona, da anticipare come di

rito, sono poste a carico della __________

Considerandi

II. La

tassa di giustizia di fr. 90.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico della __________. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

-

avv. __________;

-

__________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________.

Comunicazione

alla __________.

zi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente

La segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster