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Decisione

14.2004.102

appello contro dichiarazione di fallimento

18 novembre 2004Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell'ambito

dell'esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della

AP 1 per fr. 1'828.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

B. All'udienza di contraddittorio dell'8 settembre 2004 nessuno è

comparso.

C. Con

decisione 17 settembre 2004 la Pretore __________ ha dichiarato il fallimento

della AP 1 a far tempo da venerdì 17 settembre 2004 alle ore 14.00.

D. Con

atto d'appello 21 settembre 2004 la AP 1 ha postulato la declaratoria di

nullità del decreto di fallimento asserendo di avere pagato il suo debito e

producendo una ricevuta postale 20 settembre 2004 relativa al versamento alla AO

1 di fr. 1'828.90 (doc. A). L'appellante ha poi sostenuto di essere

intenzionata a pagare gli arretrati AVS e IVA così come le imposte ancora

scoperte.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Roger Giroud, Basler Kommentar

zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta postale 20

settembre 2004 (doc. A) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente

alla dichiarazione di fallimento, il suo debito nei confronti della creditrice,

per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 cpv. 2 cifra 1

LEF.

Per quel

che riguarda il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto delle

esecuzioni 16 novembre 2004 __________ risulta che nei confronti della AP 1

sono pendenti 28 esecuzioni per un importo complessivo, esclusa la procedura in

oggetto, di fr. 62'227.35, di cui tre promosse nel 2002 (tutte giunte alla

domanda di realizzazione), 13 nel 2003 (di cui 12 giunte alla domanda di

realizzazione e una all'emissione della comminatoria di fallimento) e 12 nel

corso del 2004. Di queste ultime procedure 2 sono giunte alla domanda di

realizzazione, per 5 sono stati emessi gli avvisi di pignoramento e per una la

comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse

nei confronti dell'appellante per un importo complessivo ragguardevole, il

fatto che le procedure siano andate via via aumentando e che la maggior parte

sia giunta alla domanda di realizzazione rispettivamente all'emissione

dell'avviso di pignoramento rispettivamente della comminatoria di fallimento

indicano che la debitrice non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi

impegni e che questa situazione si protrae già da tempo. Di conseguenza può

essere ritenuto che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo

pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF

non può essere applicato. Il fallimento della AP 1 va quindi confermato.

3.

L'appello 22 aprile 2004 della AP 1 va pertanto respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

Non si

assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello 21 settembre 2004 della __________, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

mercoledì

24 novembre 2004 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a

carico della AP 1 Non si assegnano indennità.

3. Intimazione a:

- RA

1, __________;

- RA

2;

- Ufficio

__________ - Ufficio __________;

- Ufficio

__________.

Comunicazione

alla Pretura __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello

Il presidente: La

segretaria:

Terzi implicati

PI 1

Tzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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