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Decisione

14.2004.103

appello contro dichiarazione di fallimento

11 novembre 2004Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell'ambito

dell'esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della

AP 1 per fr. 17'320.70 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

B. All'udienza

di contraddittorio del 25 agosto 2004 nessuno è comparso.

C. Con

sentenza 13 settembre 2004 __________ __________, ha dichiarato il fallimento

della AP 1 a far tempo da lunedì 13 settembre 2004 alle ore 14.00.

D. Con

atto d'appello 21 settembre 2004 la AP 1 ha postulato la declaratoria di

nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato il debito nei

confronti dell'appellata e producendo una ricevuta 21 settembre 2004 __________

__________ (doc. P plico) relativa al pagamento di fr. 19'017.-- a saldo

dell'esecuzione n. 986'330 che ha portato al fallimento. L'appellante ha poi

asserito di avere saldato tutte le ulteriori esecuzioni promosse nei suoi

confronti, presentando un estratto __________ 21 settembre 2004 in cui appaiono

15 esecuzioni (doc. E) e diversi ulteriori documenti relativi alla richiesta di

annullamento di alcune di esse e al pagamento delle altre, ossia:

- Doc. G:

PE n. __________ (pagamento)

- Doc. I:

PE n. __________i

(annullamento)

- Doc. L

e M: PE n. __________ (annullamento)

- Doc. N:

PE n. __________ (annullamento)

- Doc. O:

PE n. __________ (annullamento)

- Doc. P

plico: PE n. __________j

__________ (pagamento

a saldo)

- doc. P

plico: PE n__________o

(pagamento

a saldo)

- Doc. P

plico: PE n. __________o

(pagamento

a saldo)

- doc. P

plico: PE n. __________ (pagamento a saldo)

- doc. P

plico: PE n. __________1 __________ (pagamento a saldo)

- doc. P

plico: PE n. __________

(pagamento

a saldo)

- doc. P

plico: PE n. __________G

(pagamento

a saldo).

L'appellante

ha poi prodotto un secondo e più recente estratto delle sue esecuzioni __________

(doc. F), sul quale appare una sola esecuzione n. __________6 promossa dalla __________

il 3 giugno 2002 per fr. 3'197.35 e la relativa documentazione a comprova

dell'avvenuto pagamento, effettuato il 6 giugno 2002 (doc. H plico), anche di

questo debito.

Considerato

In diritto: 1.a) Ex

art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il debito,

compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici

non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente

far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità

giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di

debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.

L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare

i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di

una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs-

und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und

Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.

446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;

SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta 21 settembre 2004 __________

(doc. P plico) si evince che l'appellante con il versamento di fr. 19'017.-- ha

saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in

oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il

presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dai documenti

prodotti dall'appellante (cfr. narrativa fattuale sub D.) così come dal secondo

estratto 21 settembre 2004 (doc. F) risulta che le esecuzioni pendenti nei suoi

confronti sono state annullate o saldate, atteso che l'unica esecuzione che

ancora vi appare è pure stata saldata (doc. H). Dal predetto estratto si

evince inoltre che a carico della AP 1 non vi sono attestati di carenza di

beni. Orbene il fatto che l'appellante sia stata in grado di saldare

rispettivamente di far annullare tutte le esecuzioni pendenti nei suoi

confronti, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che in

grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità

appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto

adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP

1 può essere annullato.

2. L'appello 21 settembre 2004 della AP 1 va quindi accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo

le

sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento risp. l'annullamento delle esecuzioni

essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata

presentato

osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Le

spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello

21 settembre 2004 della __________, __________, è accolto.

"1. La

dichiarazione di fallimento 13 settembre 2004 pronunciata __________, inc.

FA.2004.1721 nei confronti della AP 1,__________, è annullata.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr.

80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.

3. Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano,

da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1."

Considerandi

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1.

Non

si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

– RA

1.

__________;

– AO

1;

– Ufficio

__________ – Ufficio __________;

– Ufficio

dei registri __________.

Comunicazione

alla __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il

presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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