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Decisione

14.2004.138

appello contro la dichiarazione di fallimento

21 febbraio 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ la

AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 581.50 oltre interessi e spese.

B. All’udienza di contraddittorio dell’8 novembre 2004 nessuno è

comparso.

C. Con decisione 13 dicembre 2004 il Pretpre __________ ha dichiarato

il fallimento di AP 1 a far tempo dal 13 dicembre 2004 alle ore 14.00.

D. Con atto d’appello 24 dicembre 2004 AP 1 ha postulato la sospensione

del fallimento fino al 31 marzo 2005, giorno in cui il suo negozio dovrebbe

venire venduto. Con il ricavato egli intende saldare i suoi debiti.

Considerato

Considerandi

1.

a) Secondo l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del

fallimento può essere deferita all'autorità giudiziaria superiore entro dieci

giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se

questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.

b)

L’appellante non si è avvalso di alcun fatto

nuovo intervenuto anteriormente alla dichiarazione di fallimento. L’art. 174

cpv. 1 LEF non può quindi essere applicato.

2.

a) Secondo

l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger

Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) L'appellante non ha provato con

documenti di avere, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, estinto

l'esecuzione in oggetto che ha portato alla dichiarazione di fallimento, né di

avere depositato il relativo importo. D'altro canto la creditrice non ha

ritirato la domanda di fallimento in esame, per cui, non risultando adempiuto

alcuno dei presupposti previsti dall'art. 174 LEF cpv. 2 cifra 1-3 LEF, il

fallimento non può essere annullato.

In via abbondanziale

va rilevato che nemmeno il requisito della solvibilità è stato reso verosimile

dall'appellante. Dall'estratto 8 febbraio 2005 dell'UEF __________ risulta che

nei suoi confronti sono pendenti 44 esecuzioni per un importo complessivo di

fr. 48'248.60, di cui 3 promosse nel 2003, 34 nel 2004 e le rimanenti 7 nel 2005.

Per 14 esecuzioni è già stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene

l'elevato numero delle esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante, il

fatto che da anno in anno la sua situazione debitoria sia andata peggiorando e

la constatazione che per un elevato numero di esecuzioni si sia già giunti all’emissione

della comminatoria di fallimento, indicano che il debitore non è più in grado

di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto

che egli si trovi in uno stato d'illiquidità.

All’appellante,

che intende pagare i suoi debiti dopo la vendita del suo negozio prevista per

il 31 marzo 2005, va ricordato che la prova del pagamento dell’esecuzione in oggetto

così come la documentazione atta a rendere verosimile la sua solvibilità vanno

prodotte entro il termine di 10 giorni fissato per presentare appello e che

tale termine non può essere sospeso (cfr. Giroud, op. cit. n. 11 e 24 ad art.

174.

LEF).

Non

avendo pertanto l'appellante adempiuto i requisiti previsti dall'art. 174 cpv.

2.

LEF cifra 1-3 e ancor meno reso verosimile la sua solvibilità, nemmeno l'art.

174.

cpv. 2 LEF può essere applicato. Il fallimento di __________ va quindi

confermato.

3.

L'appello 24 dicembre 2004 di __________ va pertanto respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

Non si

assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello 24 dicembre 2004 di __________, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da

martedì

22 febbraio 2005 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a

carico di __________. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione:

- RA

1, __________;

- RA

2;

- Ufficio

__________;

- Ufficio

dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello

Il presidente: La

segretaria:

Terzi implicati

PI 1

tzi

implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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