Lexipedia

Decisione

14.2004.53

rigetto definitivo dell'opposizione. Sentenza estera. Fatti nuovi. Nova. Trasformazione di società. 3 identità

25 novembre 2004Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con PE n. __________ del 20 febbraio 2004 dell’__________ o (doc.

H), AP 1 ha escusso AO 1 per il pagamento degli importi di: 1) fr. 105'785,80

oltre interessi al 2,5% dal 1° gennaio 2004, 2) fr. 14'810.-- e 3) fr.

4'332.--, più le spese, indicando quali titoli di credito:

“1) Sentenza

no. __________ del Tribunale di __________ di data 22 giugno 2000 (no. __________

G, RG / no. __________ Reg. Dep.) cresciuta in giudicato, Capitale iniziale

Euro 66'323,40 pari a L. 128'420'010 (Cambio 1 Euro = 1'595 fr.).

2) Interessi

calcolati: [omissis]

3) Spese

di giudizio”.

L'escussa ha interposto

tempestiva opposizione di cui la procedente ha chiesto il rigetto definitivo al

Pretore.

B. All'udienza

di contraddittorio 2 aprile 2004, la procedente si è riconfermata nella propria

istanza, mentre l’escussa ne ha chiesto la reiezione, facendo in particolare

valere l'assenza di prova dell'identità tra la parte attrice nella causa in cui

è stata emanata la sentenza prodotta quale titolo di rigetto definitivo (__________)

e l'istante (AP 1).

C. Con sentenza

20 aprile 2004, il Pretore __________ ha respinto l’istanza. Pur ritenendo

sussistere sufficienti elementi per ammettere la legittimazione attiva

dell'istante, ha considerato che l'opposizione non potesse essere rigettata,

siccome la sentenza italiana, in violazione dell'art. 47 CL, non era stata

notificata tramite la competente autorità centrale – nel Ticino il Tribunale

d'appello – in materia di notifica di atti giudiziaria esteri in materia civile

e commerciale ai sensi della Convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965.

D. Contro la sentenza

pretorile si aggrava AP 1, che critica l'interpretazione data in prima istanza

all'art. 47 CL.

Per quanto

concerne la censura di carenza di legittimazione attiva, l'appellante,

abbondanzialmente, produce una "visura" dell'Ufficio del Registro

delle imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di __________

relativa a AP 1

E. Nelle sue

osservazioni, AO 1, tra altri argomenti, ripropone la censura di carenza di

legittimazione attiva, osservando come non sia dato sapere se, a seguito della

presunta trasformazione, la nuova entità abbia ripreso la totalità degli attivi

e passivi della precedente società. Ritiene inoltre irrita la produzione di

mezzi di prova in sede di appello.

Considerato

Considerandi

1.

Giusta l’art. 80 cpv. 1 LEF quando il credito è fondato sopra

una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto

definitivo dell'opposizione.

1.1

Il giudice

del rigetto dell'opposizione, sia definitivo che provvisorio, esamina d'ufficio

se sono date le tre seguenti identità: identità dell'escusso e della persona

indicata nel titolo di rigetto come debitrice; identità dell'escutente e della

persona indicata nel titolo di rigetto come creditore; identità del credito

invocato nell'esecuzione e del credito riconosciuto nel titolo di rigetto (cfr.

Gilliéron, Commentaire de la LP,

vol. I, Losanna 1999, n. 22 ad art. 80, 13 ad art. 81, ed i rif. e n. 74 ad

art. 82).

1.2

Nel caso

concreto, la parte appellata contesta nuovamente in sede d’appello il presupposto

dell’identità tra escutente (AP 1) e persona indicata nel titolo di rigetto

come creditrice (__________).

a) Il fatto che la parte appellata non abbia

impugnato la decisione pretorile, che su questo punto le ha dato torto (cfr.

cons. 1), non può essere considerato come un’acquiescenza, ritenuto che essa

non poteva appellarsi contro una decisione che, nel dispositivo, le dava

ragione, poiché i motivi non crescono in giudicato (cfr. CEF 14 dicembre

2000.

[14.2000.107], cons. 3; 16 dicembre 2002 [14.02.97], cons. 4 in liminis). D’altronde, la questione va esaminata d’ufficio

anche in sede di appello.

b) A sostegno

dell’allegazione secondo la quale AP 1 sarebbe il successore in diritto di __________,

l’appellante ha prodotto in prima sede il verbale di assemblea di __________

del 29 gennaio 2001 (doc. E), dal quale risulta che l’assemblea ha deliberato a

maggioranza la trasformazione della società in società per azioni, sotto la

denominazione “AP 1” (pto 3, a p. 4 s.). Dagli atti prodotti davanti al primo

giudice non si evince invece che tale trasformazione sia stata iscritta nel

registro delle imprese (il timbro “Registrato a __________ [...]” apposto sulla

prima pagina del verbale risulta essere quello del notaio che ha allestito il

verbale, cfr. timbro e firma a p. 11 dello statuto sociale). Orbene, a

prescindere dalla questione – controversa – di sapere se la nuova società

acquista la personalità giuridica con l’iscrizione della deliberazione di

trasformazione nel registro delle imprese (art. 2498 cpv. 3 CCit.) oppure se la

deliberazione comporta solo una modifica del contratto sociale senza estinzione

dell’ente e creazione di uno nuovo al posto dell’estinto (cfr. Cian/Trabucchi, Commentario breve al

Codice civile, 6a ed., Padova 2002, n° I/2 e IV/3 ad art. 2498), gli atti per i

quali il codice prescrive l’iscrizione o il deposito nel registro delle imprese

– tra i quali va annoverata la deliberazione di trasformazione (cfr. Cian/Trabucchi, op. cit., n° III/3 ad

art. 2498) – sono opponibili ai terzi soltanto dopo tale pubblicazione, a meno

che la società non provi che i terzi ne erano a conoscenza (art. 2457ter cpv.

1, al quale rinvia l’art. 2497bis CCit.; Cian/Trabucchi,

op. cit., n° IV/3 ad art. 2498). Poiché l’appellante non ha portato la prova

dell’iscrizione dell’asserita trasformazione nel registro delle imprese né ha

dimostrato che l’escussa ne fosse a conoscenza, essa non le è opponibile.

L’istanza deve pertanto essere respinta.

c)

La produzione della “visura”, compiegata

come doc. L solo con l’appello, è inammissibile. Infatti, in virtù dell'art.

321.

cpv. 1 lett. b CPC (per rinvio dell’art. 25 LALEF) in sede di appello è

esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni, salvo nei

casi di fallimento (art. 174 LEF) e di sequestro (art. 278 cpv. 3 LEF) (art. 22 cpv. 4 LALEF). È superato il riferimento dell’appellante alla

prassi del Tribunale federale, secondo la quale era ammessa la produzione di

nuovi mezzi di prova in sede di ricorso di diritto pubblico per violazione

delle norme di un trattato internazionale, prassi che nel passato aveva

determinato questa Camera ad ammettere nuovi mezzi di prova anche in sede di

appello (cfr. CEF 4 agosto 1998 [14.97.74], cons. 4c, Rep. 1998, n° 79). In

effetti, in una sentenza del 31 maggio 2002 (DTF 128 I 354 ss., cons. 6), il

Tribunale federale ha cambiato giurisprudenza, stabilendo anche in tale ambito

un divieto di fatti nuovi. Ha poi precisato che il suo potere d’esame è

limitato all'arbitrio sui fatti quando con il ricorso viene impugnata la decisione

di un'autorità giudiziaria (DTF 129 I 110 ss.). Non vi è pertanto più motivo di

ammettere un’eccezione all’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC.

2.

Poiché

l’appello va respinto già per la carente identità tra creditrice ed escutente,

non occorre esaminare gli altri argomenti sostenuti dall’appellante.

3.

L’appello va

quindi respinto.

La tassa di

giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza (cfr. art. 48, 49, 61 cpv. 1 e

62.

cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati

gli art. 80 LEF, 321 CPC, 25 LALEF, nonché 48, 49, 61 e

62.

OTLEF;

pronuncia:

1.

L’appello 3 maggio 2004 di AP 1 è respinto.

2.

La tassa di giustizia di fr. 900.--, già anticipata da AP 1

rimane a suo carico. L’appellante rifonderà a AO 1 fr. 800.-- a titolo di indennità.

3.

Intimazione: - __________

__________ RA 1, __________

- __________

__________ RA 2, __________

Comunicazione alla

Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster