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Decisione

14.2004.98

appello contro la dichiarazione di fallimento

4 novembre 2004Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell'ambito

dell'esecuzione n. __________ dell'__________ di __________ la AO 1 ha chiesto

il fallimento della AP 1 per fr. 120.90 oltre accessori e dedotti eventuali

acconti.

B. All'udienza

di contraddittorio dell'8 settembre 2004 nessuno è comparso.

C. Con

sentenza 14 settembre 2004 la Pretore del Distretto di __________, ha

dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 14 settembre 2004 alle ore

14.00.

D. Con

atto d'appello 15 settembre 2004 la AP 1 ha prodotto una ricevuta 16 settembre

2004 dell'__________ __________ relativa al pagamento di fr. 185.90 a saldo

dell'esecuzione n. __________ promossa dall'istante AO 1 che ha portato alla

dichiarazione di fallimento. L'appellante ha poi affermato di avere pagato

ratealmente diverse delle esecuzioni pendenti nei suoi confronti e di essere

intenzionata a saldare le rimanenti.

Considerato

In diritto: 1.a) Ex

art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il debito,

compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Roger Giroud, Basler Kommentar

zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

Considerandi

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta 16 giugno 2004

dell'__________ __________ si evince che l'appellante con il versamento di fr.

185.90

ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento,

l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto

previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall'estratto

delle esecuzioni 3 novembre 2004 dell'__________ __________ risultano pendenti

nei confronti della debitrice 13 procedure per un importo complessivo di fr.

13'274.30, di cui tre promosse nel 2003 e le rimanenti nel corso del 2004. Di

queste esecuzioni 3 sono già giunte alla domanda di realizzazione, in 2 è già

stato eseguito il pignoramento e per una il 19 agosto 2004 è stata emessa la

comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse

nei confronti dell'appellante per un importo complessivo non indifferente, il

fatto che nel corso di quest'anno le procedure esecutive siano aumentate, la

constatazione che 5 siano già giunte al pignoramento rispettivamente alla

domanda di realizzazione e che per una sia già stata emessa la comminatoria di

fallimento, indicano che la debitrice non è più in grado di far fronte

regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che la AP 1 si

trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante reso

verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare

applicazione. Il fallimento della AP 1 va quindi confermato.

2.

L'appello 15 settembre 2004 della AP 1 va quindi respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante

(art.

49.

OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata

presentato

osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L'appello

15.

settembre 2004 della __________ è respinto.

1.1

Di conseguenza è dichiarato il

fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

mercoledì

10.

novembre 2004 alle ore 10.00.

2.

La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata

dall'appellante, resta a carico della AP 1.

Non

si assegnano indennità.

3.

Intimazione a:

– RA

1;

– AO

1;

– Ufficio

__________ – Ufficio __________;

– Ufficio

dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto __________,

__________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il

presidente: La

segretaria:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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