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Decisione

14.2005.101

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

9 dicembre 2005Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 2'428.15 oltre accessori,

dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 28 settembre 2005 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 3 ottobre 2005 la Pretore del Distretto di Lugano,

Sezione 5, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da lunedì 3

ottobre 2005 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 5 ottobre 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a

saldare il debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta

postale 5 ottobre 2005 relativa al versamento di fr. 2'708.40 __________ (doc.

A). L’appellante ha poi asserito di essere intenzionata a proseguire la sua

attività commerciale, la quale le permette di far fronte alle pretese dei suoi

creditori.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF

l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento

se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e

prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità

è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.

Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di

estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza

infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,

Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta postale

(doc. A) emerge che l’esecuzione in oggetto è stata saldata il 5 ottobre 2005,

e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta

adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che

concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle

esecuzioni 22 novembre 2005 __________ emerge che nei confronti dell’appellante

sono pendenti 12 esecuzioni, di cui 6 sono state pagate, per un importo

complessivo di fr. 10'606.60. Determinante è che per 3 esecuzioni per importi

di fr. 1'313.75, di fr. 1'414.45 rispettivamente fr. 1'804.60 recentemente,

ossia il 21 ottobre 2005 per una procedura, rispettivamente l’11 novembre 2005 per

le due altre procedure, sono state presentate domande di proseguire

l’esecuzione, il che induce a concludere che l’appellante non è più in grado di

pagare nemmeno importi relativamente modesti e che pertanto si trova in uno

stato d’illiquidità. Di conseguenza può essere ritenuto che l’appellante non ha

reso verosimile il presupposto della sua solvibilità.

Il fallimento della AP

1.

va quindi confermato.

2.

L'appello

5.

ottobre 2005 della AP 1 va pertanto respinto. Essendo stato concesso effetto

sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), mentre non

si assegnano indennità la parte appellata non avendo presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello 5

ottobre 2005 della AP 1, __________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

martedì 13 dicembre

2005.

alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico della AP 1AP 1

3.

Intimazione

a:

– RA 1

– AO

1;

– Ufficio __________

– Ufficio

dei registri __________

Comunicazione

alla Pretura __________

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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