14.2005.108
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
15 febbraio 2006Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.108
Data decisione, Autorità:
15.02.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.108
Lugano
15 febbraio
2006
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall¿istanza
31 agosto 2005 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. dall¿ RA 2
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 28 ottobre 2005 ha così deciso:
¿1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________,
a far tempo da venerdì 28 ottobre 2005 alle ore 14.00.
2./3./4.
Omissis.¿
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
9 novembre
2005 ne postula l¿annullamento;
preso atto
che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato
che con ordinanza presidenziale 14 novembre 2005 all¿appello è stato concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell¿ambito
dell¿esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP
1 per l¿incasso di fr. 883.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All¿udienza
di contraddittorio del 12 ottobre 2005 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 28 ottobre 2005 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP
1 a far tempo da venerdì 28 ottobre 2005 alle ore 14.00.
D. Con
atto d¿appello 9 novembre 2005 AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a saldare
il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta 9
novembre 2005 __________ relativa al saldo dell¿esecuzione in oggetto n. __________.
L¿appellante ha poi contestato le rimanenti 5 esecuzioni pendenti nei suoi
confronti, asserendo che i relativi importi non sono dovuti.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell¿art. 174 cpv. 2 LEF
l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento
se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e
prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L¿autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia ¿echte
Nova¿, in contrapposizione agli pseudonova, ossia ¿unechte Nova¿), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all¿art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d¿ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell¿autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l¿altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L¿illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità
è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l¿atto di appello, di
estratti dell¿Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell¿effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla
ricevuta __________ (doc. E) emerge che l¿esecuzione in oggetto n. __________
è stata saldata il 9 novembre 2005, e quindi posteriormente alla dichiarazione
di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all¿art. 174
cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall¿estratto delle
esecuzioni 31 ottobre 2005 __________ (doc. C) emerge che nei confronti
dell¿appellante sono pendenti, oltre all¿esecuzione in oggetto, 5 ulteriori procedure
per un importo complessivo di fr. 13'209.15. Contro tre di queste procedure l¿escusso
ha interposto opposizione totale, mentre per due è stato diffidato a ritirare i
precetti esecutivi. Orbene in questi stadi di procedura i relativi debiti non
sono ancora stati accertati, per cui non può essere ritenuto che l¿appellante
sia effettivamente debitore degli importi posti in esecuzione. Di conseguenza
non può essere nemmeno concluso che è egli non disponga della liquidità
sufficiente per far fronte ai suoi impegni finanziari e pertanto che non sia
solvibile.
In
applicazione dell¿art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 può quindi essere
annullato.
2.
L'appello
9.
novembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell¿appellante in entrambe le sedi (art. 49
OTLEF).
Non si
assegnano indennità, non avendo la parte apellata presentato osservazioni (art.
62.
cpv. 1 OTLEF).
Le spese
dell¿Ufficio fallimenti sono caricate all¿appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l¿art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello
9 novembre 2005 di AP 1, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 28 ottobre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________,
nei confronti di AP 1__________, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
3. Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
RA 1;
¿AO
1, __________; recapito: RA 1, __________;
¿ Ufficio
__________
¿ Ufficio
dei registri __________.
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d¿appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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