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Decisione

14.2005.121

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

15 dicembre 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

B. All’udienza

di contraddittorio del 5 ottobre 2005 l’escussa non è comparsa.

C. Con

sentenza 14 ottobre 2005 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP

1 a far tempo da venerdì 14 ottobre 2005 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 27 ottobre 2005 la AP 1 ha asserito di avere saldato il suo

debito nei confronti dell’istante, producendo uno scritto 21 ottobre 2005 del

rappresentante legale della creditrice (doc. E), in cui questi conferma

l’avvenuto saldo del credito vantato dalla sua cliente. L’appellante ha poi inoltrato

uno scritto pure datato 21 ottobre 2005 inviato __________ (doc. F), con cui il

rappresentante legale della creditrice ha ritirato l’esecuzione in oggetto n. __________,

un estratto delle sue esecuzioni 26 ottobre 2005 (doc. G) e uno scritto 27

ottobre 2005 della __________ (doc. O) del seguente tenore:

Spettabile

Camera

di esecuzione e Falimenti

c/o Tribunale d’Appello

via Pretorio 16

6900

Lugano

Lugano, 27.10.2005

Decreto

di fallimento AP 1 – __________ del 14.10.2005

Egregi

Signori

Con

riferimento al ricorso contro la pronuncia del fallimento della società

menzionata in epigrafe, inoltratovi in data odierna dallo Studio legale e

notarile avv. RA 1 – __________, ed al fine di garantire il pagamento dei

creditori in esecuzione, noi __________, ci impegnamo con la presente in modo

irrevocabile a pagare direttamente all’Ufficio Esecuzione e Fallimenti di

Lugano a semplice richiesta la somma di massimi CHF 250'000.-- da considerare

quale finanziamento del correntista Sig. __________ per la liquidazione delle

esecuzioni pendenti al momento del fallimento.

Il

nostro impegno è condizionato all’accoglimento del predetto ricorso e alla

conseguente revoca definitiva del fallimento decretato in data 14.10.2005.

__________

(firma)

(firma)

__________

__________ “

E. Con

le sue osservazioni la parte appellata si è rimessa al giudizio di questa

Camera.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

superiore

a disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità

è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.

Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di

estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza

infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.

174.

LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §

36.

n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des

Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.

172).

c) Dallo scritto 21 ottobre 2005

inviato dal rappresentante legale della creditrice a controparte (doc. E) si

evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di

fallimento l’esecuzione in oggetto, mentre dallo scritto pure 21 ottobre 2005

(doc. F) inviato __________ emerge che la creditrice ha ritirato l’esecuzione

in oggetto, per cui risultano adempiuti i presupposti previsti all'art. 174

cpv. 2 n. 1 e 3 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle

esecuzioni 26 ottobre 2005 (doc. G) risulta che nei confronti della AP 1 sono

pendenti 39 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 245'666.75.

LAP 1 ha però prodotto lo scritto 27 ottobre 2005

della __________ (doc. O), indicato nella narrativa fattuale sub D., da cui

emerge l’impegno irrevocabile della citata banca di pagare __________ l’importo

di fr. 250'000.-- a copertura delle esecuzioni pendenti nei confronti di AP 1.

Questa dichiarazione permette di ritenere che l’appellante, tramite la __________,

che agisce in seguito al finanziamento dell’amministratore unico e correntista

della AP 1, dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure

pendenti nei suoi confronti. Il presupposto della solvibilità appare pertanto

reso sufficientemente verosimile.

Risultando

di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il

fallimento di AP 1 può essere annullato.

2.

L'appello

27.

ottobre 2005 di AP 1 va quindi accolto.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49

OTLEF).

Non si

assegnano indennità, non essendo state richieste dalla parte appellata (art. 62

cpv. 2 OTLEF).

Le spese

dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello 27 ottobre 2005 di AP 1 __________, è accolto.

"1. La

dichiarazione di fallimento 14 ottobre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________

nei confronti di AP 1AP 1, è annullata.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr.

80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.

3. Le spese dell'Ufficio __________, da

anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

RA 1;

– Studio legale __________,

__________;

– Ufficio

__________

– Ufficio

dei registri __________.

Comunicazione

alla Pretura __________

terzi

implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello

Il presidente La

segretaria

T

erzi

implicati

T

erzi

implicati

terzi

implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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