14.2005.121
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
15 dicembre 2005Italiano7 min
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Numero d'incarto:
14.2005.121
Data decisione, Autorità:
15.12.2005, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.121
Lugano
15 dicembre
2005
B/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
25 agosto 2005 presentata da
AO 1
RA 2
contro
AP 1
RA 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza
14 ottobre 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a
far tempo da venerdì
14 ottobre 2005 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis”;
sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto 27 ottobre 2005
ne postula l’annullamento;
preso atto delle osservazioni 11 novembre 2005
della parte appellata;
rilevato che con ordinanza presidenziale 28
ottobre 2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha
chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 6'079.40 oltre accessori, dedotti
eventuali acconti.
Fatti
B. All’udienza
di contraddittorio del 5 ottobre 2005 l’escussa non è comparsa.
C. Con
sentenza 14 ottobre 2005 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP
1 a far tempo da venerdì 14 ottobre 2005 alle ore 14.00.
D. Con
atto d’appello 27 ottobre 2005 la AP 1 ha asserito di avere saldato il suo
debito nei confronti dell’istante, producendo uno scritto 21 ottobre 2005 del
rappresentante legale della creditrice (doc. E), in cui questi conferma
l’avvenuto saldo del credito vantato dalla sua cliente. L’appellante ha poi inoltrato
uno scritto pure datato 21 ottobre 2005 inviato __________ (doc. F), con cui il
rappresentante legale della creditrice ha ritirato l’esecuzione in oggetto n. __________,
un estratto delle sue esecuzioni 26 ottobre 2005 (doc. G) e uno scritto 27
ottobre 2005 della __________ (doc. O) del seguente tenore:
“
Spettabile
Camera
di esecuzione e Falimenti
c/o Tribunale d’Appello
via Pretorio 16
6900
Lugano
Lugano, 27.10.2005
Decreto
di fallimento AP 1 – __________ del 14.10.2005
Egregi
Signori
Con
riferimento al ricorso contro la pronuncia del fallimento della società
menzionata in epigrafe, inoltratovi in data odierna dallo Studio legale e
notarile avv. RA 1 – __________, ed al fine di garantire il pagamento dei
creditori in esecuzione, noi __________, ci impegnamo con la presente in modo
irrevocabile a pagare direttamente all’Ufficio Esecuzione e Fallimenti di
Lugano a semplice richiesta la somma di massimi CHF 250'000.-- da considerare
quale finanziamento del correntista Sig. __________ per la liquidazione delle
esecuzioni pendenti al momento del fallimento.
Il
nostro impegno è condizionato all’accoglimento del predetto ricorso e alla
conseguente revoca definitiva del fallimento decretato in data 14.10.2005.
__________
(firma)
(firma)
__________
__________ “
E. Con
le sue osservazioni la parte appellata si è rimessa al giudizio di questa
Camera.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore
a disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità
è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.
174.
LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.
172).
c) Dallo scritto 21 ottobre 2005
inviato dal rappresentante legale della creditrice a controparte (doc. E) si
evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di
fallimento l’esecuzione in oggetto, mentre dallo scritto pure 21 ottobre 2005
(doc. F) inviato __________ emerge che la creditrice ha ritirato l’esecuzione
in oggetto, per cui risultano adempiuti i presupposti previsti all'art. 174
cpv. 2 n. 1 e 3 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni 26 ottobre 2005 (doc. G) risulta che nei confronti della AP 1 sono
pendenti 39 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 245'666.75.
LAP 1 ha però prodotto lo scritto 27 ottobre 2005
della __________ (doc. O), indicato nella narrativa fattuale sub D., da cui
emerge l’impegno irrevocabile della citata banca di pagare __________ l’importo
di fr. 250'000.-- a copertura delle esecuzioni pendenti nei confronti di AP 1.
Questa dichiarazione permette di ritenere che l’appellante, tramite la __________,
che agisce in seguito al finanziamento dell’amministratore unico e correntista
della AP 1, dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure
pendenti nei suoi confronti. Il presupposto della solvibilità appare pertanto
reso sufficientemente verosimile.
Risultando
di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il
fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello
27.
ottobre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49
OTLEF).
Non si
assegnano indennità, non essendo state richieste dalla parte appellata (art. 62
cpv. 2 OTLEF).
Le spese
dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 27 ottobre 2005 di AP 1 __________, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 14 ottobre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________
nei confronti di AP 1AP 1, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
3. Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
RA 1;
– Studio legale __________,
__________;
– Ufficio
__________
– Ufficio
dei registri __________.
Comunicazione
alla Pretura __________
terzi
implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente La
segretaria
T
erzi
implicati
T
erzi
implicati
terzi
implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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