14.2005.130
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
30 novembre 2005Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.130
Data decisione, Autorità:
30.11.2005, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.130
Lugano
30 novembre 2005
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 14 settembre 2005 presentata da
AO 1
rappr. da RA 1
contro
AP 1
rappr. da RA 2
sulla quale
istanza la Pretore del __________, con sentenza 2 novembre 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato
il fallimento della AP 1, Lugano, a far tempo da mercoledì
2 novembre
2005 alle ore 14.00.
2./3./4.
Omissis”;
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 7 novembre 2005 ne postula
l’annullamento;
preso atto delle osservazioni 25 novembre 2005
della parte appellata;
rilevato che con ordinanza presidenziale 8
novembre 2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento della AP
1 per fr. 3'349.20 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza
di contradittorio la convenuta non è comparsa.
C. Con
sentenza 2 novembre 2005 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento
della AP 1 a far tempo da mercoledì 2 novembre 2005 alle ore 14.00.
D. Con
atto d’appello 7 novembre 2005 la AP 1 ha asserito di avere saldato
l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 3 novembre 2005 __________
(doc. C) relativa al saldo dell’esecuzione n. __________ promossa dall’istante.
L’appellante ha poi sostenuto di essere solvibile, inoltrando un estratto delle
esecuzioni __________ datato 7 novembre 2005 (doc. G).
E. Delle
osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.
172).
c) Dalla ricevuta __________ si evince
che l'appellante ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione
in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni 7 novembre 2005 __________ (doc. G) risulta che tutte le 14
procedure ancora pendenti nei confronti dell’appellante sono state pagate. Orbene
il fatto che l’appellante sia stata in grado di saldare tutte le esecuzioni
pendenti nei suoi confronti dimostra che essa dispone di liquidità sufficiente
per far fronte ai suoi impegni, per cui il presupposto della solvibilità appare
come reso sufficientemente verosimile
. Dal citato estratto
delle esecuzioni emerge AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Di
conseguenza risultando adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF,
il fallimento della AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello
7.
novembre 2005 della AP 1 va quindi accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.
49.
OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non essendo state richieste dalla parte appellata (art.
62.
cpv. 2 OTLEF).
Le
spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 7 novembre 2005 della AP 1, __________, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 2 novembre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________
nei confronti della AP 1, __________, è annullata.
2.
La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.
--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.
3.
Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano
indennità.
III. Intimazione a:
– RA
1.
– AO 1;
– Ufficio __________
– Ufficio dei registri __________;
Comunicazione
alla Pretura del __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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