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Decisione

14.2005.131

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

9 gennaio 2006Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

B. All’udienza

di contraddittorio del 12 ottobre 2005 nessuno è comparso.

C. Con

sentenza 31 ottobre 2005 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP

1 a far tempo da lunedì 31 ottobre 2005 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 9 novembre 2005 AP 1 ha dichiarato di avere saldato sia il

debito oggetto dell’esecuzione in esame sia le ulteriori esecuzioni pendenti

nei suoi confronti, producendo una ricevuta postale 7 novembre 2005 relativa al

pagamento __________ di fr. 7'020.20 (doc. D) e un estratto 2 novembre 2005 delle

sue esecuzioni (doc. E).

Considerato

In diritto: 1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

superiore a disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile

la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.

174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §

36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des

Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.

172).

c) Dall’estratto

delle esecuzioni 2 novembe 2005 (doc. E), in cui appare anche l’esecuzione in

oggetto n. __________, risulta che le procedure pendenti nei confronti

dell’appellante ammontavano a fr. 7'020.20. Dalla ricevuta postale 7 novembre

2005 (doc. D) si evince che l’appellante ha versato __________ il citato

importo di fr. 7'020.20. Da questi documenti emerge pertanto che l’esecuzione

in oggetto è stata saldata posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per

cui risulta adempiuto l'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che con il citato

pagamento di fr. 7'020.20 l’appelllante tutte le esecuzionAP 1enti nei suoi

confronti, il che dimostra che essa

dispone della

liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della

solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile.

Risultando

di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il

fallimento di AP 1 può essere annullato.

Considerandi

2.

L'appello

9.

novembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.

49.

OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Le

spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174

cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello 9 novembre 2005 di AP 1, __________, è accolto.

"1. La

dichiarazione di fallimento 31 ottobre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________

nei confronti di AP 1, __________, è annullata.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr.

80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.

3. Le spese dell'Ufficio __________, da

anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

RA

1;

AO 1, __________;

– Ufficio __________

Ufficio dei registri __________.

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente La

segretaria

T

erzi implicati

T

erzi implicati

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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