14.2005.140
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
2 febbraio 2006Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.140
Data decisione, Autorità:
02.02.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.140
Lugano
2 febbraio 2006
B/sc/lw
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 22 settembre 2005 presentata da
AO 1
Contro
AP 1
rappr. da RA 2
sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza
11 novembre 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________,
a far tempo da venerdì
11 novembre 2005 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
23 novembre 2005 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 28
novembre 2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento AP 1
per fr. 5'861.95 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza
di contraddittorio del 26 ottobre 2005 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 11 novembre 2005 la Pretore del __________, ha dichiarato il
fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 11 novembre 2005 alle ore 14.00.
D.Con atto d’appello 23 novembre 2005 AP
1 ha asserito di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice,
producendo una ricevuta 18 novembre 2005 __________ (doc. B), relativa al
pagamento di fr. 6'701.40 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________.
L’appellante ha poi sostenuto di avere pagato ulteriori esecuzioni per un
importo complessivo di fr. 3'044.95 (doc. C e D), rilevando che il suo debito
residuo ammonta a fr. 16'390.40, di cui fr. 10'299.20 di pertinenza della AO 1.
Il debitore ha affermato di essere in grado di saldare integralmente i restanti
debiti.
Considerato
Considerandi
1.
a) In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile
la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in
oggetto n. 1060982 è stata saldata il 18 novembre 2005, e quindi posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto
previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni __________ 1. febbraio 2006 emerge che le 9 esecuzioni, pendenti nei
confronti dell’appellante, sono state pagate e che a suo carico non vi sono
attestati di carenza beni, il che porta a concludere che l’appellante è in
grado di far fronte ai suoi impegni e che non si trova in uno stato di illiquidità.
Di conseguenza
può essere ritenuto che AP 1 ha reso verosimile il presupposto della sua solvibilità,
per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento va annullato.
2.
L'appello
23.
novembre 2005 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF),
mentre non si assegnano indennità la parte appellata non avendo presentato
osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese
dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 LEF
pronuncia: I. L'appello 23
novembre 2005 di AP 1, __________, è accolto.
“1. La dichiarazione di
fallimento 11 novembre 2005 pronunciata dal __________,
inc. EF. __________ nei
confronti di AP 1, __________, è annullata.
2. La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.
3.
Le spese dell’Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.
II. La tassa di giustizia del presente
giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1.
Non si assegnano indennità
-
III.
Intimazione a:
RA 1
- AO 1, __________,
recapito
__________,
__________;
- Uffico
di __________;
- Ufficio
__________;
- Ufficio
Registri __________
- Comunicazione
alla Pretura __________
terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente:
La segretaria
terzi
implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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