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Decisione

14.2005.143

Sequestro. Ricorso contro la decisione di reiezione dell'istanza di sequestro. Divieto delle nova. Assistenza giudiziaria.

13 marzo 2006Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con

istanza 25 novembre 2005, AP 1 ha chiesto al Pretore __________ nei confronti

di suo marito, AO 1, il sequestro ai sensi dell¿art. 271 cpv. 1 n. 1 e 2 LEF di

49 azioni al portatore della società S__________ depositate presso lo studio

legale dell¿avv. __________, __________, facendo valere, quali cause del

sequestro, che il debitore era fuggito improvvisamente nella metà di luglio

2004 alla volta del Brasile, dove si troverebbe tuttora, senza lasciare alcun

recapito, dopo avere ¿indebitamente¿ prelevato il proprio avere pensionistico,

onde sottrarsi al suo obbligo di versare alimenti all¿istante e alla figlia. A

sostegno dell¿affermazione secondo cui le azioni da sequestrare sarebbero di

proprietà di AO 1, l¿istante ha prodotto un estratto dal registro di commercio

relativo alla società S__________, da cui risulta che egli ne è stato amministratore

nel passato. Per quanto riguarda la verosimiglianza del suo credito, l¿istante

ha affermato di aver a suo tempo inoltrato un¿istanza di misure a protezione

dell¿unione coniugale, tuttora pendente presso la Pretura __________, con la

quale ha richiesto per sé e per la figlia un contributo alimentare mensile

complessivo di fr. 3'000.--, per quest¿ultima già dal 1° febbraio 2004. Precisando

di vantare inoltre un credito di rivalsa nei confronti del marito quale

condebitore solidale per la perdita subita in seguito alla vendita all¿asta

della casa familiare e alla sussistenza di un credito residuale, AP 1 ritiene

che le sue pretese siano di importo superiore a fr. 200'000.--.

B. Dopo aver ritornato l¿istanza a AP 1 in quanto non firmata,

avvertendola nel contempo che così come proposto l¿atto non adempiva i

requisiti materiali posti dalla legge, il Pretore __________ il 15 novembre

2005, ha respinto l'istanza di sequestro, ritenendo che nessuno dei presupposti

materiali per la concessione del sequestro appariva adempiuto.

C. Con appello 25 novembre 2005, AP 1 chiede l'accoglimento della

sua istanza e l¿ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria più ampia, producendo

5 nuovi documenti.

D. Il

12 dicembre 2005, l¿appellante ha comunicato a questa Camera che il debitore

risiedeva ora presso la di lui sorella __________ a __________.

Considerandi

in diritto:

1.

Per

crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni

del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1

a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2¿000.-- competente per

la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da

sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5

cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è

retta dall¿art. 19 LALEF che non prevede contraddittorio.

2.

Contro

la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro

è dato il rimedio di diritto cantonale dell¿appello, a

condizione che emani dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr.

8'000.-- (art. 18 cpv. 1 e 19 LALEF, e il rinvio all¿art. 272 LEF; CEF 26

giugno 1998 in re I. Spa c/ P. Spa; 29 maggio 2000 [14.99.83], cons.

1.

-1.6). In tale ipotesi, il legislatore federale ha infatti rinunciato a

istituire un rimedio di diritto federale (in particolare la via dell¿opposizione

ai sensi dell¿art. 278 LEF), lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni (cfr.

Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul

fallimento dell¿8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Stoffel, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. I Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 53 ad art. 272).

3.

Nell¿ambito dell¿appellazione contro il rifiuto parziale o integrale

del sequestro, conformemente alla regola generale in materia di appello (cfr.

art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), non sono ammessi allegazioni e mezzi di prova nuovi

¿ cosiddetti ¿nova¿ (CEF 29 maggio 2000 [14.99.83], cons. 1.9): l¿art. 22 cpv.

4.

LALEF concerne infatti solo i ricorsi in tema di fallimento (art. 174 LEF) e

di opposizione al decreto di sequestro (art. 278 LEF), quest¿ultima norma ¿

come visto (cons. 2) ¿ non essendo applicabile al ricorso contro la reiezione

dell¿istanza di sequestro. Le allegazioni nuove contenute nell¿atto di appello

e i documenti nuovi prodotti con quell¿ atto (doc. F-L) sono pertanto

inammissibili.

4.

Giusta

l¿art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene

concesso dal giudice del luogo in

cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

1.

del credito;

2.

di una causa di sequestro;

3.

di beni appartenenti al debitore.

5.

A

sostegno della sua affermazione secondo cui le 49 azioni al portatore della

società __________ depositate presso lo studio legale dell¿avv. __________ sono

di proprietà di AO 1, l¿appellante, in prima sede, si è limitata a produrre un

estratto dal registro di commercio relativo a questa società (doc. D), da cui

risulta che il debitore ne è stato amministratore nel passato. Tale fatto è

ovviamente insufficiente a rendere verosimile che tutte le azioni appartengono

a AO 1, a fortiori se si considera che il medesimo non ha mai avuto un potere

di firma individuale. Le allegazioni formulate in sede di appello e il

documento G sulle quali esse si fondano sono nuovi e pertanto inammissibili

(cfr. supra ad cons. 3).

A titolo

abbondanziale, occorre d¿altronde rilevare che la sequestrante, in prima sede,

non ha nemmeno reso verosimile l¿esistenza di una causa di sequestro, poiché se

si può effettivamente dedurre dal decreto di accusa del 9 maggio 2005 (doc. B)

che AO 1 si è trasferito in Brasile dopo il 13 luglio 2004, risulta dallo

stesso decreto che egli ha fatto ritorno in Svizzera il 13 ottobre 2004, dove è

stato detenuto dal 3 all¿11 novembre 2004. Non è dato di sapere, né dalle

allegazioni della sequestrante in prima sede né ¿ soprattutto ¿ dai documenti

prodotti con l¿istanza dove il debitore si è poi stabilito. Dalla comunicazione

12.

dicembre 2005 della stessa AP 1 risulta comunque che il suo marito dimora

attualmente a __________.

Va infine

evidenziato che l¿istanza di sequestro non indica in modo dettagliato né

l¿importo del credito vantato dalla sequestrante né la sua causa (cfr. prima

pagina dell¿istanza). Vi sono sì alcune indicazioni al punto 5 dell¿istanza, ma

sono imprecise. Inoltre, i documenti A e C sui quali si fonda AP 1 sono atti di

parte senza valore probatorio rilevante. Quanto al doc. B, costituirebbe un

indizio a favore dell¿esistenza di un credito della moglie nei confronti del

marito al massimo per la metà dell¿importo (pari a fr. 82'828.--) della

prestazione di libero passaggio prelevata dal debitore.

6.

L¿appello

va pertanto respinto.

La tassa

di giustizia è a carico dell¿appellante.

La

richiesta di beneficio dell¿assistenza giudiziaria è da respingere, siccome la procedura

di appello non presentava probabilità di esito favorevole. Infatti, una persona

ragionevole e di condizioni agiate avrebbe sicuramente rinunciato alla

procedura a causa delle spese che questa comporta (cfr. art. 14 cpv. 1 Lag a

contrario), dal momento che, per correggere le evidenti carenze dell¿istanza,

era sufficiente ripresentare una nuova istanza completata.

Richiamati gli art. 271 ss. LEF, 18 LALEF, 321

CPC, 14 Lag, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

pronuncia:

1.

L¿appello

25.

novembre 2005 di AP 1, __________, è respinto.

2.

La

tassa di giustizia della presente decisione di fr. 200.--, già anticipata

dall¿appellante, rimane a suo carico.

3.

L¿istanza

di ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria è respinta.

4.

Intimazione

all¿avv. RA 1, __________.

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d¿appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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