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Decisione

14.2005.30

appello contro la dichiarazione di fallimento

28 aprile 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

B. All’udienza di contraddittorio del 14 ottobre 2004 la parte

convenuta ha chiesto di poter saldare il suo debito con un versamento di fr.

10'000.-- entro il 18 ottobre 2004, un ulteriore importo di fr. 10'000.-- entro

il 25 ottobre 2004 ed il saldo entro il 29 ottobre 2004.

C. In seguito al mancato pagamento delle rate concordate, con scritto

17 novembre 2004 la procedente ha confermato la sua richiesta di fallimento.

D. Con

decisione 16 marzo 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il fallimento

della AP 1 a far tempo dal 16 marzo 2005 alle ore 15.00.

E. Con atto d’appello 22 marzo 2005 la AP 1 ha asserito di avere

versato il 29 novembre 2004 un acconto di fr. 20'000.-- alla procedente, per

cui l’ammontare del suo debito è solo di fr. 8'489.45 oltre accessori,

producendo un estratto 29 novembre 2004 del suo conto corrente presso la Banca __________

di __________, da cui risulta un addebito di fr. 20'000.-- (doc. 1).

L’appellante ha poi versato agli atti ulteriori documenti, asserendo che il 21

dicembre 2004 è stata fondata la ditta __________ (doc. 2), con sede a __________

alla quale sono stati di fatto già trapassati i contratti di lavoro e messo a

disposizione anche il suo inventario (doc. 3). La debitrice ha sostenuto di

vantare pertanto un credito nei confronti della nuova società, credito con il

quale essa sarà in grado di far fronte al pagamento integrale di tutti i suoi

debiti.

Considerato

In diritto 1.a) Secondo

l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

Considerandi

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger

Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dall’estratto 29 novembre 2004

della Banca __________, prodotto dall’appellante, si evince che lo stesso

giorno è stato effettuato a suo carico un addebito di fr. 20'000.-- (doc. 1).

Orbene dal citato estratto non solo non emerge a favore di chi è stato accreditato

l’importo, ma anche ritenendo che sia stato versato a favore della parte appellata,

l’ammontare di fr. 20'000.-- non è sufficiente a estinguere l’importo oggetto

dell’esecuzione in esame di fr. 28'489.45 oltre interessi e spese, risultando

uno scoperto di fr. 8'489.45, tra l’altro ammesso dall’appellante. Di

conseguenza non può essere ritenuto adempiuto il presupposto previsto dall'art.

174.

LEF cpv. 2 cifra 1 LEF, che richiede l’estinzione del debito compresi gli

interessi e le spese. La dichiarazione di fallimento decretata dal Pretore non

può quindi essere annullata.

In

via abbondanziale va comunque osservato che per quel che concerne il requisito

della solvibilità, non vi è sicurezza alcuna in merito all’incasso del credito

che l’appellante pretende di avere nei confronti della nuova società __________,

mentre la debitrice deve rendere verosimile con riscontri oggettivi di disporre

della liquidità necessaria per far fronte ai suoi debiti entro il termine

d’appello.

2.

L'appello 22 marzo 2005 della AP 1 va pertanto respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello

22.

marzo 2005 della AP 1__________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, titolare della

ditta individuale AP 1, a far tempo da

mercoledì 4 maggio

2005.

alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a

carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

3.

Intimazione:

-RA

1;

-RA

2;

- Ufficio __________- Ufficio dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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