14.2005.32
diritto alla compensazione in procedura di rigetto definitivo dell'opposizione. Abuso di diritto
12 agosto 2005Italiano18 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
14.2005.32
Data decisione, Autorità:
12.08.2005, CEF
Titolo:
diritto alla compensazione in procedura di rigetto definitivo dell'opposizione. Abuso di diritto
COMPENSAZIONE
art. 321 cpv. 1 let. b CPC-TI
art. 20 cpv. 2 LALEF
art. 80 cpv. 1 LEF
art. 81 cpv. 1 LEF
art. 85a LEF
art. 54 cpv. 2 OG
Incarto n.
14.2005.32
Lugano
12 agosto
2005
EC/sc/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con
istanza 3 febbraio 2005 da
AP 1
(rappr. da RA 2 )
contro
AO 1
(rappr. da RA 1 )
tendente ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione
interposta da AO 1 al PE n. __________ del 28/30 gennaio 2004 dell’UEF di __________,
sulla quale istanza il Segretario assessore della Pretura di __________con
sentenza 24 marzo 2005 ha così deciso:
“1. L’istanza
è parzialmente accolta: l’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UEF
di __________, è respinta in via definitiva, limitatamente all’importo di fr.
126'004.35 oltre interessi al 3% dal 1. gennaio 2002 su fr. 89'770.–, dedotto
l’importo di fr. 74'000.– oltre interessi al 5% dal 22 dicembre 2004.
2. Le
spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 1'000.–, da anticipare come
di rito, sono poste a carico di AO 1 per 2/5 e in ragione di 3/5 a carico di AP
1, la quale rifonderà a controparte fr. 600.– a titolo di indennità.
3. omissis”.
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla procedente che con
atto 5 aprile 2005 ha postulato, con protesta di tasse e ripetibili, il rigetto
definitivo dell’opposizione per fr. 126'004.35 oltre interessi al 3% dal 1.
gennaio 2002 su fr. 89'770.–;
rilevato che la parte appellata ha presentato le proprie
osservazioni il 29 aprile 2005, chiedendo la reiezione del gravame, pure con
protesta di tasse e ripetibili;
ritenuto
in fatto: A. Con
PE n. __________del 28/30 gennaio 2004 dell’ UEF di ____________________AP 1
procede contro AO 1per l’incasso di complessivi fr. 177'296.35 oltre accessori,
indicando quale titolo di credito:
“1–2) Sentenze 10/12
dicembre 2003 della Pretura di __________, pretesa (cfr. inc. n. __________)
tassa di giustizia, spese e ripetibili (cfr. inc. n. __________ e n. __________);
credito in restituzione di donazione nulla di fr. 89'770.–, crediti in
risarcimento di tasse, spese e ripetibili connesse con i procedimenti __________
e __________ in corso.
3) Int. calcolati su
fr. 89'770.– al 10% dal 22.03.96 al 31.12.96, al 5% dal 01.01.97 al 31.12.98,
al 2.5% dal 01.01.99 al 31.12.00, al 3.5% dal 01.01.01 al 31.12.01;
4) Spese
verbale di sequestro no __________ del 14.01.2004;
5) Spese
bolletta Pretura”.
Interposta
tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto
definitivo alla Pretura di __________.
B. La
procedente fonda la propria pretesa nei confronti di __________ sui dispositivi
n. 1.1. e 2. della sentenza 10 dicembre 2003 della Pretura di __________. Il
dispositivo n. 1.1. stabilisce che “__________ è condannata a versare a AP 1 la
somma di fr. 89'770.– oltre interessi
al
10% a partire dal 22 marzo 1996 e fino al 31 dicembre 1996,
al
5% a partire dal 1. gennaio 1997 e fino al 31 dicembre 1998,
al
2.5% a partire dal 1. gennaio 1999 e fino al 31 dicembre 2000,
al
3.5% a partire dal 1. gennaio 2001 e fino al 31 dicembre 2001,
al
3% a partire dal 1. gennaio 2002, e spese”.
Il
dispositivo n. 2. stabilisce invece che “la tassa di giustizia è fissata in fr.
3'000.– e le spese, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AO 1, la
quale rifonderà ad AP 1 fr. 6'500.– a titolo di ripetibili”.
La
procedente produce pure quale doc. B rispettivamente B1 la sentenza 17 dicembre
2004 della seconda Camera civile del Tribunale d’appello, cresciuta in giudicato,
che ha respinto il gravame interposto da __________ contro la sentenza 10 dicembre
2003 della Pretura di __________, condannando l’appellante a rifondere alla
parte appellata fr. 2'000.– per ripetibili.
C. Con
l’istanza la procedente ha chiesto il rigetto definitivo dell’opposizione
limitatamente a:
– fr.
89'770.– oltre interessi al 3% dall’1.1.2002;
– fr. 23'593.85 per gli
interessi calcolati su fr. 89'770.– dal 22.3.1996 al 31.12.2001;
– fr.
6'500.– per le ripetibili di Ia istanza;
– fr.
2'000.– per le ripetibili di appello;
– fr.
3'604.50 per la tassa e le spese di giustizia di I. grado;
– fr.
186.– per le spese del verbale di sequestro;
– fr. 350.– per le
spese della Pretura riferite al decreto di sequestro.
D. All’udienza
di contraddittorio l’escussa ha postulato la parziale reiezione dell’istanza, atteso
che tra le parti sarebbero pendenti ulteriori due procedure. Nella prima di esse
il Tribunale di appello, con sentenza 17/22 dicembre 2004, avrebbe accolto
l’appello dell’escussa e avrebbe condannato la procedente al pagamento di fr.
33'000.– per ripetibili di prima istanza, di fr. 10'000.– per ripetibili di
appello e di fr. 8'000.– per le spese di appello (doc. 1 e 2). Nella seconda il
Tribunale di appello con sentenza 17 dicembre 2004 avrebbe respinto l’appello
della procedente e condannato quest’ultima al pagamento di fr. 18'000.– per
ripetibili di prima istanza e di fr. 5'000.– per ripetibili di appello (doc.
3).
Contro
le menzionate sentenze la procedente avrebbe interposto ricorsi per riforma,
ricorsi per nullità e ricorsi di diritto pubblico (doc. 4 e 5) al Tribunale
federale, il quale non avrebbe concesso effetto sospensivo ai ricorsi di diritto
pubblico e ai ricorsi per nullità. In tutti i ricorsi presentati al Tribunale
federale la procedente avrebbe sollevato la censura secondo cui il Tribunale di
appello avrebbe applicato erroneamente il diritto italiano. Unico mezzo di
ricorso per eccepire l’errata applicazione del diritto estero sarebbe il
ricorso di diritto pubblico. Per questo motivo, a mente di AO 1, i ricorsi per
riforma, unici rimedi di diritto con effetto sospensivo, e i ricorsi per
nullità sarebbero irricevibili e utilizzati dalla procedente unicamente per
impedire la crescita in giudicato delle due sentenze del Tribunale di appello.
Tale attitudine rappresenterebbe un manifesto abuso di diritto: pertanto
l’escussa sarebbe legittimata a porre in compensazione al credito della procedente,
l’importo di complessivi fr. 74'000.–, riconosciutole dal Tribunale di appello
a titolo di rifusione di spese e ripetibili.
E. Con
sentenza 24 marzo 2005 il Segretario assessore della Pretura di __________ ha
riconosciuto la sentenza 10 dicembre 2003 della Pretura di __________ (doc. A)
e la sentenza 17 dicembre 2004 della seconda Camera civile del Tribunale
d’Appello (doc. B e B1) quali titoli di rigetto definitivo dell’opposizione. Tuttavia,
accogliendo l’eccezione di compensazione sollevata dall’escussa, ha poi accolto
l’istanza solo parzialmente.
Dopo
aver rilevato che per l’art. 54 cpv. 2 OG le decisioni finali non sono
esecutive prima della scadenza del termine di ricorso per riforma e che se
ammissibile, il ricorso per riforma sospende l’esecuzione della decisione nei
limiti delle conclusioni presentate, il primo giudice ha evidenziato che
l’esecutività delle sentenze del Tribunale d’appello, su cui l’escussa fonda la
pretesa da porre in compensazione, “è inficiata dai ricorsi per riforma promossi
dall’istante, che impediscono ope legis l’esecutività di dette sentenze“. Egli
pertanto ha concluso che la pretesa della procedente non potrebbe essere, di
principio, parzialmente compensata con quella dell’escussa.
Il
primo giudice ha evidenziato che il divieto dell’abuso di diritto trova applicazione
quando una parte propone consapevolmente un’azione o un’impugnativa manifestamente
sprovvista di possibilità di vittoria, al solo scopo di procrastinare la procedura.
Dopo aver rilevato che la decisione sulla proponibilità di un motivo di ricorso
spetta esclusivamente all’autorità di ricorso e non al giudice del rigetto,
egli ha argomentato che la dottrina e la giurisprudenza sono unanimi nel
ritenere che nelle contestazioni civili di natura pecuniaria non si può far
valere, mediante ricorso in riforma, che la decisione attaccata ha applicato in
maniera erronea il diritto straniero. A mente del primo giudice, il Tribunale federale
non sembrerebbe volersi scostare da tale principio, atteso che ha deciso di
prescindere dall’assegnazione di un termine per la risposta ai ricorsi in riforma
e per nullità, facendo uso della facoltà concessagli, in caso di manifesta
inammissibilità del ricorso, di dichiarare l’irricevibilità dell’impugnativa,
senza assegnare un termine per la risposta (art. 36 a, 59 e 70 OG). I ricorsi
sarebbero pertanto destinati all’insuccesso senza entrata in materia, per cui
l’effetto sospensivo dei ricorsi per riforma avrebbe un valore puramente
formale. Considerato che l’istante è patrocinata da un legale che deve essere a
consapevole dell’impossibilità di esito favorevole dei ricorsi in riforma, il
suo agire concretizzerebbe, per il primo giudice, un manifesto abuso di
diritto. Egli pertanto, in assenza di una decisione del Tribunale federale
sulla concessione dell’effetto sospensivo ai ricorsi di diritto pubblico, ha ritenuto
esecutive le sentenze di cui ai doc. 1, 2 e 3 e ha ammesso la compensazione
della pretesa posta in esecuzione con il credito di fr. 74'000.– di AO 1 a
titolo di rifusione di spese e ripetibili.
F. Contro
il giudizio pretorile si aggrava tempestivamente AP 1 sostenendo che ella non
aveva il tempo di attendere l’esito delle procedure di ricorso al Tribunale
federale, in quanto per l’art. 279 cpv. 2 LEF doveva chiedere il rigetto
dell’opposizione nel termine di dieci giorni dalla ricezione del precetto
esecutivo. A mente della ricorrente il giudice dell’esecuzione non deve esprimersi
sulle probabilità di esito favorevole di ricorsi pendenti avanti al Tribunale
federale. Avendo il ricorso per riforma effetto sospensivo (art. 54 cpv. 2 OG),
le decisioni impugnate al Tribunale federale non sono definitive e non possono
legittimare una compensazione.
G. Delle
osservazioni 29 aprile 2005 di AO 1, postulanti la reiezione dell’appello, si dirà,
per quanto necessario, in seguito.
Considerato
in diritto: 1. Secondo
l'art. 20 cpv. 2 LALEF "all'udienza le parti possono esporre le loro domande,
le eccezioni d'ordine e di merito e dovranno produrre, sotto pena di
perenzione, i documenti che suffragano le rispettive ragioni e che non fossero
già stati prodotti unitamente all'istanza scritta". In sede di appello è
escluso addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni (cfr. art. 321 cpv. 1 lett. b
CPC; Cometta, Il rigetto
provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese in Rep 1989, p. 333). I documenti prodotti da AP 1 con l’appello,
lo scritto 15 aprile 2005 della procedente nonché quanto allegato a tale
scritto deve quindi essere estromesso dall'incarto e non può venire considerato
al fine del giudizio.
2. a) Per l’art. 80 cpv. 1 LEF quando un credito posto in esecuzione è
fondato su una sentenza esecutiva il creditore può chiedere in giudizio il
rigetto definitivo dell’opposizione. Una sentenza diviene esecutiva quando è cresciuta
in giudicato (vale a dire: non può più essere impugnata con un rimedio ordinario)
e da essa scaturisce per il debitore un obbligo di pagamento o di prestazione
di garanzia (cfr. Jaeger/Walder/
Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed.,
Zurigo 1997, n. 3 s. ad art. 80; Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/
Monaco 1998, vol. I, n. 6 ss. ad art. 80; Gilliéron, Commentaire de la LP,
vol. I, Losanna 1999, n. 35 s. e 38 s. ad art. 80; Stücheli, Die
Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 213 s. e 221 ss.).
b) Il giudice del rigetto deve accertare d’ufficio, in ogni stadio di
causa (quindi pure in sede di appello, e ciò a prescindere dalla
presenza delle parti all’udienza di primo grado e, se presenti, dalle ragioni
da loro sostenute: CEF
30 giugno 1972 in re __________, Rep. 1972, p. 344, cons. 6; CEF 8 aprile 1974 in re __________,
Rep. 1975, p.
101), se la sentenza su cui si fonda l’esecuzione ossequia
tutti i requisiti posti dalla LEF per poterle riconoscere carattere esecutivo (cfr.
Staehelin, op. cit., n. 50 ad art. 84; Gilliéron, op. cit., n.
22 ad art. 80; P. Stücheli, op.
cit., p. 112 ad c), così da permettere il rigetto in via definitiva
dell’opposizione.
c) Nel caso di
specie AP 1 fonda la sua pretesa nei confronti dell’escussa:
– sulla sentenza 10
dicembre 2003 della Pretura di __________, che ha stabilito che AO 1 deve
versarle la somma di fr. 89'770.– oltre interessi al 10% a partire dal 22 marzo
1996 e fino al 31 dicembre 1996, al 5% a partire dal 1. gennaio 1997 e fino al
31 dicembre 1998, al 2.5% a partire dal 1. gennaio 1999 e fino al 31 dicembre
2000, al 3.5% a partire dal 1. gennaio 2001 e fino al 31 dicembre 2001, al 3% a
partire dal 1. gennaio 2002 e che la tassa di giustizia è di fr. 3'000.– e le
spese, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AO 1, la quale le
rifonderà fr. 6'500.– a titolo di ripetibili (doc. A) e
– sulla la sentenza
17 dicembre 2004 della seconda Camera civile del Tribunale d’appello, cresciuta
in giudicato, che ha respinto il gravame interposto da AO 1 contro la sentenza
10 dicembre 2003 della Pretura di __________, condannando l’appellante a
rifondere alla parte appellata fr. 2'000.– per ripetibili (doc. B e B1).
La sentenza 10
dicembre 2003 della Pretura di __________ e la sentenza 17 dicembre 2004 della
seconda Camera civile del Tribunale d’appello costituiscono, in principio,
valido titolo di rigetto definitivo dell'opposizione in favore dell’istante per:
– fr.
89'770.– oltre interessi al 3% dall’1.1.2002,
– fr. 6'932.25
corrispondenti agli interessi al 10% dal 22 marzo 1996 al 31 dicembre 1996,
– fr. 8’977
corrispondenti agli interessi al 5% dal 1. gennaio 1997 al 31 dicembre 1998,
– fr. 4'488.50
corrispondenti agli interessi al 2.5% dal 1. gennaio 1999 al 31 dicembre 2000,
– fr. 3'141.95
corrispondenti agli interessi al 3.5% dal 1. gennaio 2001 al 31 dicembre 2001,
– fr.
6'500.– per le ripetibili di Ia istanza,
– fr.
2'000.– per le ripetibili di appello;
– fr.
3'604.50 per la tassa e le spese di giustizia di I. grado.
Le menzionate
sentenze non possono invece costituire titolo di rigetto definitivo
dell’opposizione per le spese del verbale di sequestro e per le spese della
Pretura riferite al decreto di sequestro, perché dalle stesse nulla emerge a
tal riguardo.
3. a) A norma dell'art. 81 cpv. 1 LEF "se il credito è fondato su una
sentenza esecutiva di un'autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu
promossa l'esecuzione, l'opposizione è rigettata in via definitiva a meno che
l'escusso provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o
il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è
prescritto".
b) Estinzione del debito, proroga del pagamento o prescrizione devono
essere intervenute dopo l'emanazione della sentenza. Se, ad esempio,
l'eccezione di estinzione avesse potuto essere sollevata già nella procedura
che ha portato alla sentenza, non potrebbe più essere avanzata in sede di
rigetto (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 5 ad art. 81 LEF).
c) La prova documentale deve essere rigorosa, non è sufficiente rendere
verosimile un motivo di estinzione, esso va provato tramite documenti
assolutamente chiari ed univoci (cfr. DTF 115 III 100; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, op.
cit. n. 3 ad art. 81 LEF).
d) Quale prova
dell’estinzione del credito per compensazione valgono soltanto documenti che
siano idonei a provare l'esistenza della contropretesa, ossia una sentenza
esecutiva ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 LEF oppure un riconoscimento incondizionato
da parte della controparte attestante una pretesa creditoria liquida e
indiscutibile (“mit völlig eindeutigen Urkunden”, cfr. DTF 115 III 100 cons. 4, con rif.).
e) L’escussa ha
posto in compensazione al credito della procedente l’importo di fr. 74'000.–
che il Tribunale di appello le avrebbe riconosciuto a titolo di rifusione di
spese e ripetibili nelle sentenze 17/22 dicembre 2004 e 17 dicembre 2004 (doc. 1,
2 e 3).
f) Come emerge
dagli atti denominati “Ricorso per riforma subordinatamente ricorso per nullità
e ricorso di diritto pubblico” (doc. 4 e 5) e come pacificamente ammesso dalle
parti, il 21 gennaio 2005 la procedente si è aggravata al Tribunale federale
contro le sentenze del Tribunale di appello con ricorsi per riforma (art. 43 e
ss. OG), ricorsi per nullità (art. 68 ss. OG) e ricorsi di diritto pubblico (art.
84 ss. OG). Per quanto di rilevanza in questa sede, ritenuto che ai ricorsi per
nullità e ai ricorsi di diritto pubblico non è stato concesso l’effetto sospensivo,
l’art. 54 cpv. 2 OG stabilisce che le decisioni finali non sono
esecutive prima della scadenza del termine di ricorso per riforma e che se è
ammissibile, il ricorso per riforma sospende l’esecuzione della decisione. Considerato
che spetta al Tribunale federale e non al giudice del rigetto determinarsi
sulla questione dell’ammissibilità del ricorso per riforma (Poudret, Commentaire de
la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.2. ad art.
54 OG; DTF 110
III 76 consid. 2 p. 79), le sentenze di cui ai doc. 1, 2 e 3 non costituiscono sentenze esecutive ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 LEF che permettano
l’estinzione, perlomeno parziale, del credito della procedente per
compensazione. Ne consegue che l’eccezione di compensazione sollevata
dall’escussa deve essere respinta, irrilevante essendo la circostanza che il Tribunale
federale non abbia concesso effetto sospensivo ai ricorsi di diritto pubblico e
ai ricorsi per nullità.
4. a) L'appellante allega che in tutti i ricorsi presentati al Tribunale
federale la procedente avrebbe sollevato la censura secondo cui il Tribunale di
appello avrebbe applicato erroneamente il diritto italiano. Unico mezzo di
ricorso per eccepire l’errata applicazione del diritto estero sarebbe il
ricorso di diritto pubblico. Per questo motivo, a mente di AO 1, i ricorsi per
riforma, unici rimedi di diritto con effetto sospensivo, e i ricorsi per
nullità sarebbero irricevibili e utilizzati dalla procedente unicamente per
impedire la crescita in giudicato delle due sentenze del Tribunale di appello.
Tale attitudine rappresenterebbe un manifesto abuso di diritto.
b) L'art. 81 cpv. 1 LEF non menziona siffatta eccezione, che appare
difficilmente compatibile con il rigore formale voluto dal legislatore, rigore
che dal 1. gennaio 1997 si giustifica tanto più che con l'introduzione
dell'azione di annullamento o di sospensione dell'esecuzione ex art. 85a LEF,
la concessione del rigetto definitivo non determina più per l'escusso
conseguenze giuridiche irreparabili.
Certo, è oggi
ammesso che il divieto dell'abuso di diritto vale anche in ambito esecutivo
(cfr. CEF 22 aprile 2004
[14.04.1], cons. 2.1.a, con rif.; DTF
105 III 83, con rif.; Cometta,
Il giudice del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991,
p. 297 ss., in particolare p. 299–300; Baumann,
Zürcher Kommentar, 3. ed., Zurigo 1998, n. 33 e 36 ad art. 2 CC, con rif.; Gilliéron, n. 36 ss. ad art. 38–45),
compresa la procedura di rigetto (cfr. CEF
19 aprile 1982; Rep. 1983,
130 s., cons. 8; TF II CC
16 giugno 1987; Rep. 1988,
294; LU SchKK 25 marzo
2002; BlSchK 2003, 172,
cons. 4.3). Esso può tuttavia essere invocato solo in casi eccezionali, quando
si verificano le condizioni particolari seguenti: l'abuso deve essere manifesto
(art. 2 cpv. 2 CC; DTF 102
III 5, cons. 1b i.f.; 115 III 21, cons. 3b; CEF 22 aprile 2004 [14.04.1], cons. 2.1.a) e i fatti
costitutivi dell'abuso devono essere comprovati, nella procedura sommaria ex
art. 80 s. LEF con prova documentale (cfr. DTF
118 II 237 ss. e Gilliéron,
op. cit., n. 62 ad art. 81).
c) La procedente, diversamente da quanto preteso dall'escussa e
avallato dal primo giudice, non ha commesso manifesto abuso di diritto quando ha avviato la procedura di sequestro e quando ha chiesto
l’emissione del precetto esecutivo n. __________. Questo
perché le sentenze 17/22 dicembre 2004 e 17 dicembre
2004 della seconda Camera civile del Tribunale di appello non erano a quel
momento esecutive, avendo la procedente interposto contro le stesse ricorsi per
riforma in data 21 gennaio 2005.
La procedente
inoltre, dopo aver ottenuto il sequestro, doveva proseguire l’esecuzione nei
tempi imposti dall’art. 279 cpv. 2 LEF e dunque senza poter attendere l’esito
delle procedure di ricorso al Tribunale federale.
5. L’appello
5 aprile 2005 di AP 1 va quindi parzialmente accolto.
Tassa
di giustizia e indennità seguono la pressoché totale soccombenza dell’appellata
(art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Per
Fatti
i quali motivi,
richiamato l’art. 80 cpv. 1, 81 cpv. 1, 85 a, 279 cpv. 2 LEF; 54
cpv. 2 OG; 20 cpv. 2 LALEF; 321 cpv. 1 lett. b CPC; 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv.
1 OTLEF
pronuncia: I. L’appello
5 aprile 2005 di __________, __________, è parzialmente accolto.
I.1. Di
conseguenza i dispositivi n. 1. e n. 2. della sentenza 24 marzo 2005 della
Pretura del Distretto di __________ vengono riformati come segue:
“1. L’istanza
3 febbraio 2005 di AP 1, __________, è parzialmente accolta.
1.1. L’opposizione interposta da __________, __________,
al precetto esecutivo n. __________ del 28/30 gennaio 2005 dell’UEF di __________
è rigettata in via provvisoria per fr. 125'414.20 oltre interessi al 3%
dall’1.1.2002 su fr. 89'770.–.
1.2. La
tassa di giustizia per complessivi fr. 1’000.–, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AO 1, la quale rifonderà a AP 1 fr. 600.– di indennità.
Considerandi
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 1000.–, già anticipata
dall'appellante, è a carico di __________, la quale rifonderà a AP 1 fr. 800.–
di indennità.
III. Intimazione:
– avv. __________, __________;
– avv.
RA 1, __________.
Comunicazione alla Pretura
di __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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