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Decisione

14.2005.41

appello contro la dichiarazione di fallimento

18 maggio 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

__________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 2'245.65 oltre

accessori e dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 13 aprile 2005 l’escussa non è

comparsa.

C. Con decisione 19 aprile 2005 la Pretore __________, __________, ha

pronunciato il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 19 aprile 2005 alle

ore 14.00.

D. Con atto d’appello 22 aprile 2005 la AP 1 ha asserito di avere

saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta

22 aprile 2005 __________, relativa al versamento di fr. 2'549.-- alla AO 1 a

saldo dell’esecuzione n. __________ (doc. L). L’appellante ha poi rilevato che

la sua costituzione è avvenuta nel settembre 2000. L’incasso del primo anno di

attività è stato di fr. 1'155'008.09 e il bilancio 2002 è stato pressochè in

pareggio (doc. G). La transitoria mancanza di liquidità è dovuta al ritardo nel

pagamento di fatture da parte di diversi suoi debitori, la cui somma ammonta a

fr. 351'399.20 (doc. C, D e E). Inoltre essa dispone di un inventario custodito

in magazzini a __________ e a __________ per un valore di fr. 93'824.50 (doc.

H), oltre ad un’auto del valore di fr. 12'000.-- (doc. G).

E. L’integrazione

all’appello 17 maggio 2005 va estromessa dall’incarto per tardività (art. 308

cpv. 1 CPC).

Considerato

Considerandi

1.

a) Secondo

l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger

Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c)

Dalla ricevuta 22 aprile 2005 __________

(doc. L) si evince che l’appellante, posteriormente alla dichiarazione di

fallimento, ha saldato l’esecuzione in esame n. __________ promossa dalla parte

appellata, adempiendo pertanto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2

cifra 1 LEF, che richiede l’estinzione del debito compresi gli interessi e le

spese.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità, va osservato che

dall’estratto 17 maggio 2005 __________ emerge che nei confronti della AP 1

sono pendenti 43 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 194'845.50, di

cui una promossa nel 2001, 4 nel 2002, 3 nel 2003, 27 nel 2004 e 8 nel 2005.

Nel corso del 2004 per 4 esecuzioni sono state emesse le comminatorie di

fallimento, mentre nei primi mesi del 2005 sono state presentate 3 domande di

realizzazione ed emessi 3 avvisi di pignoramento. Orbene il numero elevato

delle esecuzioni promosse nei confronti della AP 1, il fatto che di anno in

anno la sua situazione debitoria sia andata peggiorando e la constatazione che

nel corso del 2004 rispettivamente 2005 per 4 esecuzioni siano state emesse le

comminatorie di fallimento, per 3 siano state presentate le domande di

realizzazione e per altre 3 sia stato fissato il pignoramento, indicano che la

debitrice non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Per

quel che riguarda gli asseriti crediti della AP 1, per fatture rimaste impagate,

per un valore complessivo di fr. 351'399.20, va osservato che non vi è certezza

alcuna in merito al loro incasso, mentre l’appellante deve rendere verosimile

con riscontri oggettivi di disporre della liquidità necessaria per far fronte ai

suoi debiti entro il termine d’appello. Ciò vale anche per l’inventario della

merce depositata in magazzini a __________ e a __________ per il preteso valore

di fr. 93'824.50, sulla cui realizzazione neppure vi è certezza. La valutazione

di questa merce non costituisce inoltre un riscontro oggettivo essendo stata

allestita dall’appellante stessa. Quanto detto vale pure per l’automobile.

Non

avendo pertanto l’appellante reso verosimile la sua solvibilità, l’art. 174

cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della AP 1 va quindi

confermato.

2.

L'appello 22 aprile 2005 della AP 1 va pertanto respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello

22.

aprile 2005 della AP 1__________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

mercoledì 25 maggio

2005.

alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico

della AP 1. Non si assegnano indennità.

3.

Intimazione:

-RA

1;

-RA

2;

- Ufficio __________- Ufficio dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

terzi implicati

terzi implicati

Te

rzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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