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Decisione

14.2005.42

appello contro la dichiarazione di fallimento

22 agosto 2005Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'428.55 compresi interessi

e spese.

B. All’udienza di contraddittorio del 3 maggio 2005 nessuno è comparso.

C. Con sentenza 13 giugno 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il

fallimento della AP 1 a far tempo dal 13 giugno 2005 alle ore 15.00.

D. Con atto d’appello 23 giugno 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere

provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 14 giugno

2005 __________ relativa al versamento di fr. 1'500.-- (doc. C). L’appellante

ha poi rilevato di avere versato sempre __________ fr. 6'000.-- a copertura

delle ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. E e F), asserendo

inoltre di non avere debiti nei confronti dei fornitori e di dovere ancora

incassare importi rilevanti per lavori eseguiti.

considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la

sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;

Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §

36.

n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des

Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.

172).

c) Dalla ricevuta __________ (doc. C)

si evince che l'appellante ha saldato, il 14 giugno 2005, e pertanto posteriormente

alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________

promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto

all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

delle esecuzioni dell’appellante 13 giugno 2005 (doc. E) risultano, esclusa

l’esecuzione che ha portato al fallimento, 7 ulteriori procedure. Di queste, 2,

promosse dalla __________, sono state ritirate in seguito a pagamento (doc. G).

Un’ulteriore procedura, promossa dallo del __________, è giunta allo stadio di

notifica del PE, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere

ritenuto accertato. A copertura delle rimanenti esecuzioni l’appellante ha

depositato presso __________ fr. 6'000.-- (doc. E e F).

Orbene

il fatto che AP 1 sia stata in grado di depositare presso __________ un importo

sufficiente a coprire i suoi debiti accertati, dimostra che essa non si trova

in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Dal

citato estratto delle esecuzioni emerge inoltre che nei confronti della AP 1

non vi sono attestati di carenza di beni. Il presupposto della sua solvibilità

appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti

i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può

essere annullato.

2.

L'appello

23.

giugno 2005 della AP 1 va quindi accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.

49.

OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Le

spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all'appellante.

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1l__________, è accolto.

"1. La

dichiarazione di fallimento 13 giugno 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________

nei confronti della AP 1AP 1, è annullata.

2.

La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--,

da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.

3.

Le spese dell'Ufficio __________, da

anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano

indennità.

III. Intimazione a:

– RA

1;

– AO

1;

– Ufficio __________Ufficio dei registri __________;

Comunicazione alla Pretura

__________terzi

implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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