14.2005.42
appello contro la dichiarazione di fallimento
22 agosto 2005Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.42
Data decisione, Autorità:
22.08.2005, CEF
Titolo:
appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.42
Lugano
22 agosto
2005
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
15 aprile 2005 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. da RA 1
sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza
13 giugno 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato il
fallimento della AP 1, __________, a far tempo dal giorno lunedì 13 giugno 2005
alle ore 15.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP
1
che con atto 23 giugno 2005 ne postula
l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 28 giugno
2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'428.55 compresi interessi
e spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 3 maggio 2005 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 13 giugno 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il
fallimento della AP 1 a far tempo dal 13 giugno 2005 alle ore 15.00.
D. Con atto d’appello 23 giugno 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere
provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 14 giugno
2005 __________ relativa al versamento di fr. 1'500.-- (doc. C). L’appellante
ha poi rilevato di avere versato sempre __________ fr. 6'000.-- a copertura
delle ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. E e F), asserendo
inoltre di non avere debiti nei confronti dei fornitori e di dovere ancora
incassare importi rilevanti per lavori eseguiti.
considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la
sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo ( Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.
172).
c) Dalla ricevuta __________ (doc. C)
si evince che l'appellante ha saldato, il 14 giugno 2005, e pertanto posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________
promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni dell’appellante 13 giugno 2005 (doc. E) risultano, esclusa
l’esecuzione che ha portato al fallimento, 7 ulteriori procedure. Di queste, 2,
promosse dalla __________, sono state ritirate in seguito a pagamento (doc. G).
Un’ulteriore procedura, promossa dallo del __________, è giunta allo stadio di
notifica del PE, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere
ritenuto accertato. A copertura delle rimanenti esecuzioni l’appellante ha
depositato presso __________ fr. 6'000.-- (doc. E e F).
Orbene
il fatto che AP 1 sia stata in grado di depositare presso __________ un importo
sufficiente a coprire i suoi debiti accertati, dimostra che essa non si trova
in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Dal
citato estratto delle esecuzioni emerge inoltre che nei confronti della AP 1
non vi sono attestati di carenza di beni. Il presupposto della sua solvibilità
appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti
i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può
essere annullato.
2.
L'appello
23.
giugno 2005 della AP 1 va quindi accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.
49.
OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le
spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all'appellante.
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 23 giugno 2005 della AP 1l__________, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 13 giugno 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________
nei confronti della AP 1AP 1, è annullata.
2.
La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--,
da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.
3.
Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano
indennità.
III. Intimazione a:
– RA
1;
– AO
1;
– Ufficio __________Ufficio dei registri __________;
Comunicazione alla Pretura
__________terzi
implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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