14.2005.44
appello contro la dichiarazione di fallimento
9 giugno 2005Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.44
Data decisione, Autorità:
09.06.2005, CEF
Titolo:
appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.44
Lugano
9 giugno 2005
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
21 febbraio 2005 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. da RA 1
sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza 25 aprile 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato il
fallimento di AP 1__________, a far tempo da lunedì 25 aprile 2005 alle ore
14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
4 maggio 2005 ne postula l’annullamento;
preso atto delle osservazioni 18 maggio 2005 della
parte appellata;
rilevato che con ordinanza presidenziale 10 maggio
2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 884.90 oltre accessori e
dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 13 aprile 2005 nessuno è
comparso.
C. Con decisione 25 aprile 2005 la __________, __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 25 aprile 2005 alle ore
14.00.
D. Con atto d’appello 4 maggio 2005 AP 1 ha dichiarato di avere
provveduto a saldare l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 26 aprile
2005 __________ relativa al pagamento di fr. 989.90 (doc. G). L’appellante ha
poi sostenuto di aver saldato un’ulteriore esecuzione, per la quale è già stata
emessa la comminatoria di fallimento (doc. I) e in data 3 maggio 2005 di avere
pagato tutte le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti (doc. L).
E.
Con le sue osservazioni la parte appellata
ha confermato l’avvenuto pagamento del suo debito da parte dell’appellante.
Considerato
Considerandi
1.
a) In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n.
25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta __________ (doc. G)
si evince che l'appellante ha saldato, il 26 aprile 2005, e pertanto posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________
promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni dell’appellante 3 maggio 2005 (doc. L) risulta che tutte le 21
esecuzione pendenti nei suoi confronti sono state pagate. Dal citato estratto
emerge inoltre che nei confronti di AP 1 non vi sono attestati di carenza di
beni.
Orbene
il fatto che AP 1 sia stato in grado di saldare i suoi debiti, dimostra che egli
non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi
impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso
sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti
dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello
4.
maggio 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.
49.
OTLEF).
Non
si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 2
OTLEF).
Le
spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 4 maggio 2005 di AP 1__________, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 25 aprile 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________
nei confronti di AP 1AP 1, è annullata.
2.
La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.
--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
3.
Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
– RA
1;
– AO
1;
– Ufficio __________
– Ufficio
dei registri __________;
Comunicazione alla Pretura
__________terzi
implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
T
erzi implicati
T
erzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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