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Decisione

14.2005.46

appello contro la dichiarazione di fallimento

9 giugno 2005Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

__________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'278.-- oltre

accessori e dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 27 aprile 2005 nessuno è

comparso.

C. Con decisione 11 maggio 2005 la Pretore __________, __________, ha

dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledì 11 maggio 2005

alle ore 14.00.

D. Con appello 12 maggio 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere saldato lo

stesso giorno l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 12 maggio 2005

relativa al versamento di fr. 1'425.05 (doc. A). L’appellante ha poi inoltrato

un’ulteriore ricevuta relativa al pagamento di fr. 415.05 concernente

l’esecuzione n. __________ (doc. A) e uno scritto 13 aprile 2005 della __________

(doc. B), con cui quest’ultima ha concesso alla AP 1, per un debito nei

confronti della __________, una dilazione di pagamento.

Considerato

Considerandi

1.

a) Secondo

l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano

adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova

autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità

deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi

creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una

difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta 12 maggio

2005.

__________ (doc. A) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente

alla dichiarazione di fallimento, l’esecuzione in oggetto n. __________

promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto

dall'art. 174 LEF cpv. 2 cifra 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità, va rilevato che dall’estratto

6.

giugno 2005 __________ si evince che nei confronti dell’appellante sono

pendenti 9 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 14'993.90, di cui 5

promosse nel 2004 e 4 nei primi 5 mesi del 2005. Delle procedure promosse nel

2004.

4 risultano essere state pagate, mentre per una l’appellante ha prodotto

una dilazione di pagamento (doc. A e B).

Per

3.

delle procedure promosse nel 2005 per importi di fr. 1'072.65,

rispettivamente di fr. 3'644.55 rispettivamente di fr. 7'543.-- l’appellante

non ha interposto opposizione, mentre per una è stata presentata domanda di

proseguire l’esecuzione. Orbene il fatto che dal 2004 ai primi 5 mesi del 2005 le

procedure esecutive nei confronti della AP 1 siano andate aumentando e la

constatazione che per tre recenti esecuzioni, promosse per importi non

indifferenti, il debitore non abbia nemmeno interposto opposizione e per un’ulteriore

esecuzione sia stata presentata la domanda di proseguimento, indicano che egli

non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza

può essere ritenuto che egli si trovi in uno stato d'illiquidità.

Non

avendo pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174

cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della AP 1 va quindi

confermato.

3.

L'appello 12 maggio 2005 della AP 1 va pertanto respinto.

Di

conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

Non

si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 LEF

pronuncia: 1. L'appello

12.

maggio 2005 della AP 1__________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento della

AP 1AP 1, a far tempo da

mercoledì 15 giugno

2005.

alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a

carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

3.

Intimazione:

- RA

1;

- RA

2__________;

- Ufficio __________;

- Ufficio

dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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