14.2005.46
appello contro la dichiarazione di fallimento
9 giugno 2005Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.46
Data decisione, Autorità:
09.06.2005, CEF
Titolo:
appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.46
Lugano
9 giugno 2005
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 14 marzo 2005 presentata da
AO 1,
contro
AP 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 11 maggio 2005 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo
da mercoledì 11 maggio 2005 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP
1 che
con atto 12 maggio 2005 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 13 maggio
2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
__________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'278.-- oltre
accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 27 aprile 2005 nessuno è
comparso.
C. Con decisione 11 maggio 2005 la Pretore __________, __________, ha
dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledì 11 maggio 2005
alle ore 14.00.
D. Con appello 12 maggio 2005 la AP 1 ha dichiarato di avere saldato lo
stesso giorno l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 12 maggio 2005
relativa al versamento di fr. 1'425.05 (doc. A). L’appellante ha poi inoltrato
un’ulteriore ricevuta relativa al pagamento di fr. 415.05 concernente
l’esecuzione n. __________ (doc. A) e uno scritto 13 aprile 2005 della __________
(doc. B), con cui quest’ultima ha concesso alla AP 1, per un debito nei
confronti della __________, una dilazione di pagamento.
Considerato
Considerandi
1.
a) Secondo
l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità
deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi
creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una
difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta 12 maggio
2005.
__________ (doc. A) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, l’esecuzione in oggetto n. __________
promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
dall'art. 174 LEF cpv. 2 cifra 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità, va rilevato che dall’estratto
6.
giugno 2005 __________ si evince che nei confronti dell’appellante sono
pendenti 9 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 14'993.90, di cui 5
promosse nel 2004 e 4 nei primi 5 mesi del 2005. Delle procedure promosse nel
2004.
4 risultano essere state pagate, mentre per una l’appellante ha prodotto
una dilazione di pagamento (doc. A e B).
Per
3.
delle procedure promosse nel 2005 per importi di fr. 1'072.65,
rispettivamente di fr. 3'644.55 rispettivamente di fr. 7'543.-- l’appellante
non ha interposto opposizione, mentre per una è stata presentata domanda di
proseguire l’esecuzione. Orbene il fatto che dal 2004 ai primi 5 mesi del 2005 le
procedure esecutive nei confronti della AP 1 siano andate aumentando e la
constatazione che per tre recenti esecuzioni, promosse per importi non
indifferenti, il debitore non abbia nemmeno interposto opposizione e per un’ulteriore
esecuzione sia stata presentata la domanda di proseguimento, indicano che egli
non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza
può essere ritenuto che egli si trovi in uno stato d'illiquidità.
Non
avendo pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174
cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della AP 1 va quindi
confermato.
3.
L'appello 12 maggio 2005 della AP 1 va pertanto respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 LEF
pronuncia: 1. L'appello
12.
maggio 2005 della AP 1__________, è respinto.
1.1
Di
conseguenza è dichiarato il fallimento della
AP 1AP 1, a far tempo da
mercoledì 15 giugno
2005.
alle ore 10.00.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico della AP 1. Non si assegnano indennità.
3.
Intimazione:
- RA
1;
- RA
2__________;
- Ufficio __________;
- Ufficio
dei registri di __________.
Comunicazione
alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
Il presidente La
segretaria
terzi implicati
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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