14.2005.50
appello contro la dichiarazione di fallimento
24 giugno 2005Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2005.50
Data decisione, Autorità:
24.06.2005, CEF
Titolo:
appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.50
Lugano
24 giugno 2005/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
16 marzo 2005 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. dall’ RA 1
sulla quale istanza la __________, con sentenza
11 maggio 2005 ha così deciso:
“1. È
pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 11
maggio 2005 ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP
1 che con atto
23 maggio 2005 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 25 maggio
2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 2'253.30 oltre accessori e
dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza
di contraddittorio del 27 aprile 2005 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 11 maggio 2005 la __________, ha dichiarato il
fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledì 11 maggio 2005 alle ore 14.00.
D. Con atto d’appello 23 maggio 2005 AP 1 ha dichiarato di avere
provveduto al pagamento del suo debito nei confronti della creditrice,
producendo un estratto 23 maggio 2005 __________, da cui emerge che
l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata (doc. C). In merito alla
sua solvibilità l’appellante ha prodotto l’estratto delle sue esecuzioni 19
maggio 2005, rilevando che le esecuzioni in corso sono 7, compresa la procedura
promossa dalla parte appellata ormai saldata, per un importo complessivo di fr.
14'027.-- interessi compresi fino alla data di emissione dell’estratto (doc.
D). La AP 1 ha poi allegato che il 20 maggio 2005 è stato effettutato dalla __________,
in nome e per conto suo, un versamento di fr. 15'000.-- sul conto della sua
patrocinatrice a copertura di tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti
(doc. E). Con parte di questo importo è stata saldata appunto l’esecuzione che aveva
portato al fallimento (doc. C). L’appellante ha poi prodotto il verbale di
interrogatorio effettuato dall’Ufficio fallimenti il 20 maggio 2005 (doc. F),
rilevando che da questo documento si evince che l’importo dei suoi crediti
ammonta a fr. 15'158.65. A questo a proposito ha pure prodotto copie di preventivi
e fatture, da cui risultano le sue pretese (doc. G). Essa ha infine presentato
una ricevuta relativa al saldo dell’esecuzione n. 1069461 di fr. 400.--, già
giunta all’emissione della comminatoria di fallimento.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità
deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi
creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una
difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta __________ (doc. C)
emerge che l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________ è
stata saldata il 23 maggio 2005, e quindi posteriormente alla dichiarazione di
fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv.
2.
n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni 19 maggio 2005 (doc. D) emerge che nei confronti dell’appellante
sono pendenti 7 procedure, inclusa quella in oggetto, per un importo
complessivo di fr. 14'027.--, mentre non risultano attestati di carenza di beni.
La AP 1 ha prodotto copia di un versamento di fr. 15'000.--, effettuato il 20
maggio 2005 (doc. E), per suo conto, dalla __________, a favore della sua
patrocinatrice RA 1. Con questo versamento l’appellante ha asserito di avere
saldato due esecuzioni. Infatti da due ricevute __________ 23 maggio 2005 si
deduce che è stata saldata, come già ritenuto in precedenza, l’esecuzione in
oggetto n.__________ (doc. C) rispettivamente la n. __________ (doc. H), già
giunta alla emissione della comminatoria di fallimento. Non risultano invece
essere state pagate le ulteriori 5 esecuzioni, di cui 2, la n. __________
rispettivamente la n. __________, sono già giunte alla domanda di realizzazione
rispettivamente alla domanda di proseguimento (doc. D). Il motivo per cui il
citato versamento è stato effettuato a favore della sua patrocinatrice, che non
appare quale creditrice, non emerge dalla documentazione agli atti. Per quel
che riguarda gli asseriti crediti della AP 1, di cui essa ha prodotto copie di
preventivi e fatture (doc. G), va osservato che non vi è certezza alcuna in
merito al loro incasso, mentre l’appellante deve rendere verosimile con
riscontri oggettivi di disporre della liquidità necessaria per far fronte ai
suoi debiti entro il termine d’appello. Orbene, nel caso di specie, determinante
è che due delle esecuzioni pendenti siano già giunte allo stadio della domanda
di realizzazione, rispettivamente della domanda di proseguire l’esecuzione e
che non sia intervenuto alcun pagamento, il che permette di concludere che AP 1
non è in grado di far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza può essere
ritenuto che essa si trovi in uno stato d’illiquidità.
Non
avendo pertanto l’appellante reso verosimile la sua solvibilità, l’art. 174
cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della AP 1 va quindi
confermato.
2.
L'appello
23.
maggio 2005 della AP 1 va
quindi
respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata
presentato
osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello 23 maggio 2005 della AP 1, __________, è respinto.
1.1
Di
conseguenza è dichiarato il fallimento della
AP 1, __________, a far tempo da
martedì 28 giugno 2005 alle ore 10.00.
2.
La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano
indennità.
3.
Intimazione a:
– RA
1;
– AO
1.
– Ufficio __________
– Ufficio
dei registri __________;
Comunicazione alla Pretura
__________terzi
implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
T
erzi implicati
tzi implicati
T
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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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