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Decisione

14.2005.69

appello contro decreto di fallimento. Solvibilità. Rappresentanza. Indennità

22 agosto 2005Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

dell’esecuzione n__________ __________ la AO 1ha chiesto il fallimento diAP 1per

fr. 1'917.35 oltre accessori.

B. All’udienza

di contraddittorio del 15 giugno 2005 nessuno è comparso.

C. Con decisione

23 giugno 2005 il Pretore del Distretto di __________ ha dichiarato il

fallimento diAP 1a far tempo da giovedì 23 giugno 2005 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 4 luglio 2005 AP 1ha postulato la declaratoria di nullità del

decreto di fallimento. Essa ha dichiarato di aver provveduto a pagare il suo

debito verso la AO 1, producendo la ricevuta 4 luglio 2005__________ relativa

al saldo dell’esecuzione in esame n__________ (doc. C).

L’appellante

ha prodotto inoltre lo scritto 4 luglio 2005 mediante il quale la procedente ha

ritirato l’esecuzione n. __________ (doc. F).

L’appellante

ha sostenuto che l’istanza di fallimento sarebbe stata sottoscritta da due

collaboratori di AO 1, il cui diritto di firma non sarebbe stato documentato.

Per questo motivo, mancando il presupposto processuale della legittimazione dei

rappresentanti della procedente, l’istanza di fallimento del 9 maggio 2005

sarebbe nulla.

E. Con

osservazioni 11 agosto 2005 AO 1 ha postulato l’accoglimento del gravame,

osservando che, come risulta dall’estratto del registro di commercio prodotto

con l’appello, __________ e __________ la potevano validamente rappresentare.

Considerato

Considerandi

1.

L’escusso ha eccepito la nullità

dell’istanza di fallimento per carenza di legittimazione dei rappresentanti

della AO 1 che l’hanno sottoscritta.

a) In

virtù dell’art. 97 n. 4 CPC, applicabile anche nelle procedure previste

all’art. 20 LALEF (art. 25 LALEF), se ha motivo di dubbio il giudice esamina

d’ufficio, in ogni stadio di causa, se esistono i presupposti processuali,

segnatamente la capacità delle parti e la legittimazione dei loro

rappresentanti.

b) Dalla

decisione impugnata si deduce che il primo giudice non ha avuto alcun motivo di

dubbio in merito alla legittimazione dei rappresentanti della procedente. Il

suo agire è stato corretto in quanto egli poteva legittimamente ritenere, in

assenza anche di una qualsiasi contestazione del convenuto, non presentatasi

all’udienza di contraddittorio, che __________ e __________ nella loro qualità

di responsabile del reparto finanze e controlling rispettivamente di

responsabile della contabilità, fossero legittimati a rappresentare la Cassa

malattia procedente.

c) Con le osservazioni all’appello la procedente, a seguito della

censura sollevata dall’escussa, ha prodotto l’estratto del registro di

commercio di Berna Mittelland di data 30 maggio 2005 dal quale emerge che __________

e __________ sono entrambi iscritti a RC con diritto di firma collettiva a due.

Essi sono pertanto legittimati a rappresentare la Cassa malattia procedente,

atteso che una persona giuridica esercita la capacità processuale tramite gli

organi autorizzati a rappresentarla (art. 54 e 55 CC).

La

censura sollevata in merito alla carente legittimazione dei rappresentanti

della creditrice deve essere pertanto respinta.

2.

a) In

virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare

la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il creditore

ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.

174.

LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §

36.

n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des

Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.

172).

c) Dalla ricevuta dell’__________ (doc.

C) si evince che l'appellante ha saldato, il 4 luglio 2005, e pertanto

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n__________

promossa dallaAO 1, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art.

174.

cpv. 2 n. 1 LEF. Avendo la creditrice con scritto

del 4 luglio 2005 ritirato l’esecuzione n. __________, essa ha implicitamente

ritirato ogni atto esecutivo successivo alla domanda di esecuzione e quindi

pure la domanda di fallimento. Ne consegue che anche il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF risulta adempiuto.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal raffronto

dell’estratto delle esecuzioni dell’appellante del 1. luglio 2005 con quello

dell’11 agosto 2005 risulta che delle 12 esecuzioni pendenti nei suoi confronti

per l’importo di complessivi fr. 33'560.65, 11 sono state pagate e solo una di

fr. 574.60 (esecuzione n. __________) risulta ancora pendente. E’ ben vero che

nel frattempo nei confronti dell’appellante è stato emesso un nuovo precetto

esecutivo (esecuzione n. __________) per fr. 787.05. In merito a questa nuova

procedura esecutiva e all’esecuzione n. __________ va comunque osservato che

dall’estratto delle esecuzioni risulta che contro le stesse è stata interposta

opposizione. A questo stadio di procedura non si può pertanto ritenere che

l’appellante sia effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione. Dagli

estratti emerge inoltre che nei confronti di AP 1 non vi sono attestati di

carenza di beni. Orbene il fatto che l’appellante sia stata in grado di saldare

la totalità dei suoi debiti in poco più di un mese, dimostra che ella non si

trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi

impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso

sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti

dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.

3.

L'appello

4.

luglio 2005 di AP 1 va quindi accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.

49.

OTLEF).

Le indennità di seconda sede sono poste a carico dell'appellante, il

pagamento del credito dedotto in esecuzione essendo

avvenuto dopo il pronunciato pretorile (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Non si assegnano

invece indennità di prima sede, non essendo state protestate dalla creditrice.

Le

spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate

all'appellante.

Per

questi motivi,

richiamato

l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello 4 luglio 2005 di AP 1__________, è accolto.

"1. La

dichiarazione di fallimento 23 giugno 2005 pronunciata dal Pretore del

Distretto di __________, inc. __________ nei confronti di AP 1, __________, è

annullata.

2.

La tassa di giustizia di prima sede di fr.

80.

--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1. Non si assegnano

indennità.

3.

Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1, che rifonderà a AO 1 fr.

200.

-- a titolo di indennità.

III. Intimazione a:

– RA

1;

– AO

1, Berna;

– __________ – __________;

– Ufficio

dei registri __________;

Comunicazione

alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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