14.2005.83
appello contro la dichiarazione di fallimento in una procedura senza preventiva esecuzione
22 settembre 2005Italiano21 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
14.2005.83
Data decisione, Autorità:
22.09.2005, CEF
Titolo:
appello contro la dichiarazione di fallimento in una procedura senza preventiva esecuzione
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 97 cf. 4 CPC-TI
art. 20 cpv. 1 LALEF
art. 20 cpv. 2 LALEF
art. 174 cpv. 1 LEF
art. 174 cpv. 2 LEF
art. 190 cpv. 1 cf. 2 LEF
art. 194 LEF
Incarto n.
14.2005.83
Lugano
22 settembre 2005 B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza di fallimento senza preventiva esecuzione ai sensi
dell’art. 190 cpv. 1 cifra 2 LEF presentata il 16 agosto 2005 da
1. AO 1
2. AO 2
3. AO 3
4. AO 4
5. AO 5
6. AO 6
7. AO 7
8. AO 8
9. AO 9
10. AO 10
11. AO 11
12. AO 12
13. AO 13
14. AO 14
15. AO 15
16. AO 16
17. AO 17
18. AO 18
19. AO 19
20. AO 20
21. AO 21
22. AO 22
23. AO 23
24. AO 24
25. AO 25
26. AO 26
27. AO 27
28. AO 28
29. AO 29
30. AO 30
31. AO 31
32. AO 32
33. AO 33
34. AO 34
35. AO 35
36. AO 36
37. AO 37
38. AO 38
39. AO 39
40. AO 40
41. AO 41
42. AO 42
43. AO 43
44. AO 44
45. AO 45
46. AO 46
47. AO 47
48. AO 48
49. AO 49
50. AO 50
51. AO 51
52. AO 52
53. AO 53
54. AO 54
55. AO 55
56. AO 56
57. AO 57
58. AO 58
59. AO 59
60. AO 60
61. AO 61
62. AO 62
63. AO.62,
tutti rappr. daRA 3
e patrocinati dall’avv. RA 2, __________
contro
AP 1
rappr. da RA 1 ,
sulla quale istanza la Pretore __________ con
sentenza
5 agosto 2005 ha pronunciato il fallimento senza
preventiva esecuzione di AP 1, __________, segnatamente a far tempo da
venerdì 5 agosto 2005 alle ore
10.00;
sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 AP 1 che con atto
16 agosto 2005 ne ha postulato l’annullamento;
preso atto delle osservazioni 8 settembre 2005
della parte appellata;
rilevato che con ordinanza presidenziale 22/23
agosto 2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. 63
dipendenti della AP 1 hanno chiesto il fallimento senza preventiva esecuzione
della loro datrice di lavoro sostenendo che parte di loro deve ricevere lo
stipendio del mese di maggio 2005, mentre alcuni -retribuiti a ore- non hanno
ricevuto il salario di aprile/maggio 2005 e nessuno ha ricevuto il salario di
maggio/giugno 2005.
B. All’udienza di contraddittorio gli istanti hanno affermato che i
salari scoperti (paghe orarie) per i mesi di maggio e giugno 2005 presso la
sede di __________ ammontano a fr. 130'000.-- lordi circa, mentre gli stipendi (personale
stipendiato) per il mese di giugno ammontano a fr. 20'000.--, per un totale di
fr. 150'000.-- lordi. Per la sede di __________ gli stipendi relativi al mese
di maggio ammontano a fr. 40'000.-- lordi e per il mese di giugno a fr. 68'000.--
lordi, per un totale di salari scoperti per i mesi di maggio e giugno per le
sedi di __________ e __________ di fr. 258'000.--. Per gli anni 2003 e 2004 sono
inoltre rimaste impagate la tredicesima mensilità e le ore straordinarie per un
importo complessivo di fr. 80'000.--. Gli istanti hanno poi prodotto un
estratto __________ aggiornato al 7 luglio 2005 (doc. A), ribadendo che nei
confronti della AP 1 sono pendenti procedure promosse dalla __________ (doc. D),
dalla __________, dalla __________ per canoni di locazione scaduti, dalla __________
(doc. C) e dalla __________. Di quest’ultima è stato prodotto un fax 30 giugno
2005 (doc. B) che conferma la mancanza di copertura assicurativa. A questo
proposito gli istanti hanno rilevato di avere lavorato dal 30 marzo 2005 senza
copertura assicurativa contro la perdita di guadagno in caso di malattia. Sono
infine state richiamate le precedenti istanze 18 gennaio 2005 (inc. __________)
rispettivamente 11 maggio 2005 (inc. __________) di fallimento senza preventiva
esecuzione, promosse sempre dai dipendenti della convenuta e la procedura di
sfratto della conduttrice promossa da __________ (inc. __________).
Con
la risposta la AP 1 ha contestato l’applicabilità dell’art. 190 LEF, rilevando
di avere sempre dimostrato di voler far fronte ai propri impegni, come si
deduce dalle precedenti procedure di fallimento senza preventiva esecuzione. La
convenuta ha osservato che quando ha avuto modo di lavorare correttamente, gli
stipendi sono stati pagati. Anche attualmente essa ha organizzato un flusso di
pagamenti, in modo che vi fosse sempre sufficiente liquidità per pagare gli
istanti. L’ingiustificato blocco della produzione ha causato l’attuale ritardo
nei pagamenti. La debitrice ha poi prodotto diversi documenti (doc. da 1 a 10),
sostenendo che da essi non può essere dedotto un suo stato di insolvenza:
infatti, a fronte di creditori per fr. 900'000.--, essa avrebbe crediti per circa
2 milioni di franchi. Inoltre gli istanti hanno percepito salari in anticipo,
senza che ne ricorressero le condizioni. Essi hanno in seguito bloccato la
produzione, il che ha creato una temporanea illiquidità che tuttavia non può
costituire motivo sufficiente per accogliere la domanda di fallimento.
Con
la replica gli istanti hanno dichiarato che la produzione è stata interrotta in
seguito allo sfratto della convenuta, a cui è seguita la disdetta da parte di
tutto il personale (cfr. lettera 4 luglio 2005, doc. E). I creditori hanno poi rilevato
che controparte non ha contestato la massa di debiti salariali arretrati, a cui
si aggiungono i debiti risultanti dall’estratto dell’UEF (doc. A), il che
dimostra una situazione generalizzata di insolvenza.
Duplicando
la convenuta ha osservato che la momentanea chiusura dei locali è stata di
breve durata. I dipendenti avrebbero lo stesso giorno potuto riprendere il
lavoro. Essi hanno invece preferito licenziarsi senza giusto motivo. Tale
comportamento si ripercuote anche sulle trattative in merito all’immissione di
liquidità da parte degli azionisti.
In
chiusura del contraddittorio la Pretore ha fissato un termine di dieci giorni
alla parte debitrice per saldare il suo debito.
C. Con scritti 21 rispettivamente 29 luglio 2005 la AP 1 ha prodotto una
tabella dei salari dovuti (doc. 11), il contratto di vendita del marchio __________
(doc. 12), 56 conteggi salariali (doc. da 13 a 69), così come un estratto conto
(doc. 70) e due riassunti degli ordini pendenti (doc. 71 e 72) della __________
Il 4
agosto 2005 gli istanti hanno presentato le osservazioni del sindacato __________
agli scritti 21 e 29 luglio 2005 della parte debitrice, allegando copia delle
procure 14 ottobre 2004 da loro conferite al suddetto sindacato (doc. H, I e
L), la procura conferita dalla __________ all’avv. RA 2 (doc. M), così come
ulteriori documenti (da N a R).
D. Con sentenza 5 agosto 2005 la Pretore della __________ ha dichiarato
il fallimento della AP 1 a far tempo da venerdì 5 agosto 2005 alle ore 10.00.
La
prima giudice ha ritenuto data la legittimazione del sindacato __________ di
rappresentare gli istanti, rinviando alla procura doc. A dell’inc. richiamato __________
della stessa Pretura, ratificata dalla partecipazione di parte dei dipendenti
all’udienza di contraddittorio dell’11 luglio 2005. In sede pretorile è stato osservato
che dagli atti non risulta che la AP 1 abbia pagato per tempo gli stipendi di
maggio e giugno 2005 agli istanti. Al contrario, la circostanza secondo cui la
stessa si è trovata più volte in ritardo con i pagamenti, è stata ammessa
proprio dalla convenuta all’udienza di contraddittorio (cfr. verbale p. 4). Secondo
la prima giudice dalla documentazione prodotta dalla convenuta si evince
unicamente un pagamento, non meglio specificato, di pretese salariali (cfr.
estratti 2 e 8 giugno 2005, doc. 71 e 72), nonché un pagamento di fr.
50'000.--, del quale non si conosce tuttavia il destinatario (estratto conto 21
luglio 2005, doc. 70), i quali non dimostrano che i pagamenti, come preteso
dalla debitrice, non sarebbero mai stati interrotti. In sede pretorile è poi
stato ritenuto che le precedenti istanze di fallimento, presentate sempre dagli
istanti, dimostrano che il mancato tempestivo pagamento dei salari si protrae
già da tempo. Del resto dall’estratto dell’UEF __________ (doc. A) emerge una
situazione debitoria della convenuta, con mancato pagamento anche di piccoli
importi, che lascia trasparire una mancanza di liquidità, tale da giustificare
il fallimento della società.
E.
Con atto d’appello 16 agosto 2005 la AP 1
postula l’annullamento del fallimento, chiedendo anzitutto la verifica della
legittimazione dell’__________ a rappresentare gli istanti. Nel merito la
debitrice sostiene di essersi trovata in circostanze eccezionali, per cui
l’art. 190 cpv. 1 cifra 2 non è applicabile. Secondo l’appellante l’illiquidità
è stata causata dalla sospensione della produzione e dalla disdetta dei
rapporti di lavoro da parte dei dipendenti. Nel momento in cui i dipendenti
hanno cessato l’attività, essa vantava nei loro confronti un credito di oltre
fr. 73'000.--. Ciò era dovuto al fatto che essa ha continuato a pagare sotto la
pressione del sindacato il quale ha considerato il pagamento dei salari come
pagamento degli scoperti preesistenti, assunti dall’appellante dalla società __________,
dichiarata in fallimento. La sospensione della produzione e la disdetta dei
rapporti di lavoro avrebbero creato non solo illiquidità, ma sarebbero
all’origine di un credito proprio di oltre fr. 400'000.- nei confronti dei
dipendenti per il danno derivante dalla mancata produzione. La seconda
circostanza eccezionale, argomenta l’appellante, risiede nel fatto che la
società si trovava ancora nella fase di sviluppo iniziale, avendo cominciato
l’attività il 21 settembre 2004. Gli azionisti hanno investito fr. 3'000'000.--
nello sviluppo dell’azienda che prevedeva il trasferimento di talune attività
da __________ a __________ e l’introduzione dell’interfaccia informatica con la
clientela. Questo sistema operativo avrebbe dovuto permettere alla società di
raggiungere quella solidità finanziaria che nella prima fase di sviluppo è
mancata e alla quale hanno dovuto sopperire gli azionisti. La AP 1 rileva
inoltre che controparte, informata già il mattino del 5 agosto 2005
dell’imminente fallimento, avrebbe potuto confermare che i fr. 50'000.-,
risultanti dall’estratto conto doc. 70 della __________, erano stati destinati
ai dipendenti. Afferma di essersi messa a disposizione per produrre la
documentazione che la Pretore avesse ritenuto necessaria, rilevando inoltre che
in prima sede sono state considerate, sulla base degli estratti dell’UEF __________,
le comminatorie di fallimento e gli avvisi di pignoramento emessi nei suoi
confronti, senza tuttavia ritenere come dalla documentazione prodotta risulti
che i suoi crediti eccedono i debiti.
F.
Con le loro osservazioni gli appellati
postulano la reiezione dell’appello ribadendo che la AP 1 non è stata in grado
di fornire alcuna prova relativa ai presunti pagamenti dei salari arretrati
oggetto della pretesa su cui si fonda l’istanza di fallimento. I creditori evidenziano
poi che la notifica di cessazione del rapporto di lavoro avvenuta il 4 luglio
2005 era la sola conseguenza possibile in seguito allo sfratto ordinato nei
confronti della loro datrice di lavoro. Viste le enormi difficoltà economiche di
quest’ultima, che avevano già portato nei mesi precedenti a presentare due
istanze di fallimento senza preventiva esecuzione, il sindacato __________ –per
loro conto- ha inoltrato la terza istanza di fallimento senza preventiva
esecuzione, oggetto della presente procedura. Solo con gli scritti 21 e 29
luglio 2005 l’appellante ha addotto non meglio specificati pagamenti avvenuti
il 2, rispettivamente l’8 giugno 2005, oltre che il versamento di un importo di
fr. 50'000.- di cui non si conosce il destinatario. Gli appellati affermano
inoltre che, considerato che i dipendenti indicati a pag. 5 dell’appello si
sono dissociati dall’azione giudiziaria, i loro nominativi possono essere
stralciati dall’elenco degli istanti, ad eccezione di __________, il quale ha
inoltrato la richiesta d’indennità per insolvenza tramite l’__________. D’altro
canto, se dovessero essere ravvisate lacune nel potere di rappresentanza, la
completazione potrebbe ancora avvenire in sede d’appello. La parte appellata
ribadisce comunque che la situazione d’insolvenza della loro datrice di lavoro
poteva essere ritenuta notoria dalla prima giudice, segnatamente in
considerazione del fatto che nel giro di 6 mesi sono state presentate tre
istanze di fallimento senza preventiva esecuzione e che nelle prime due
procedure il debito salariale è stato estinto con enorme sforzo, per evitare il
fallimento. Negano che la carente liquidità possa essere imputata alla
cessazione della produzione avvenuta il 1. luglio 2005, a causa della chiusura
della fabbrica, in seguito allo sfratto chiesto dalla __________, ritenuto che
l’interruzione della produzione non ha potuto incidere sulla sospensione dei
pagamenti dei salari scoperti ed esigibili per periodi precedenti. Secondo i
resistenti, non è d’altronde seriamente sostenibile che l’eccezionalità
richiesta dalla giurisprudenza per respingere l’istanza di fallimento possa
essere ravvisata nelle difficoltà legate alla fase di sviluppo iniziale della
società, ciò rientrando infatti nella normalità delle cose e non costituendo un
elemento imponderabile che permetta di prescindere dall’applicazione dell’art.
190 LEF.
Considerato
Considerandi
1.
a) Secondo
l’art. 20 cpv. 1 e 2 LALEF nei casi in cui le parti devono essere sentite, come
nel caso dell’art. 190 LEF, esse vengono citate a un’udienza di contraddittorio
dove possono esporre le loro domande, le eccezioni d’ordine e di merito e devono
produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive
ragioni e che non siano già stati prodotti con l’istanza scritta (cfr.
Cocchi/Trezzini, CPC-TI ad art. 20 LALEF m. 5 e 6; Cocchi/Trezzini, CPC-TI App.
ad art. 20 LALEF m. 48, 50 e 52).
Nel
caso concreto, al termine dell’udienza, tenutasi l’11 luglio 2005, la Pretore
ha fissato alla parte debitrice un termine di 10 giorni per saldare il suo
debito. Come già rilevato sub C, l’appellante ha ritenuto –entro quel termine-
di poter formulare ulteriori allegazioni e di poter produrre altra
documentazione. Sennonché, per quanto testé esposto, la produzione è
processualmente irrita e gli atti e i documenti che ne sono oggetto, al di là
della loro irrilevanza sostanziale ai fini del presente giudizio, vanno
estromessi dall’incarto. Lo stesso vale per la presa di posizione dei
resistenti di data 4 agosto 2005.
2.
Con
le osservazioni all’appello (pag.7) gli istanti si sono dichiarati d’accordo
con lo stralcio dall’elenco dei loro nominativi delle seguenti persone indicate
a pagina 5 dell’appello: AO 1, AO 10, AO 55, AO 30, AO 31, AO 36, AO 44, AO 46,
AO 57, AO 60, AO 6, AO 20, AO 27, AO 28, AO 29, AO 33, AO 38, AO 40, AO 43, AO
54, e AO 61. Essi vanno quindi estromessi dall’elenco degli istanti.
3.
L’appellante
ha rilevato la mancanza del presupposto processuale della legittimazione del o
della rappresentante degli istanti.
a) In
virtù dell’art. 97 n. 4 CPC, applicabile anche nelle procedure previste
all’art. 20 LALEF (art. 25 LALEF), il giudice esamina d’ufficio, in ogni stadio
di causa, se esistono i presupposti processuali, segnatamente, se ha motivo di
dubbio, la capacità delle parti e la legittimazione dei loro rappresentanti.
b) A
proposito dell’inoltro di documenti, attestanti la legittimazione dei
rappresentanti delle parti, dopo l’udienza di contraddittorio, va osservato che
il Tribunale federale (STF 5P.475/2000 dell’8 febbraio 2001), censurando la
giurisprudenza di questa Camera, ha riconosciuto la facoltà del giudice,
qualora abbia motivo di dubitare della capacità di rappresentare e nel caso la
stessa carenza possa essere sanata entro breve, di fissare un termine alla
parte per produrre i documenti atti ad attestare questo presupposto
processuale.
c)
Come già ricordato, successivamente
all’udienza di contraddittorio, con scritto 4 agosto 2005, l’avv. RA 2 ha
prodotto copia di tre documenti di procura di data 14 ottobre 2004 (doc. H, I e
L) con cui gli istanti hanno incaricato l’OCST di rappresentarli nei confronti
della AP 1, in particolare anche per l’inoltro di una domanda di fallimento,
nonché la procura 8 luglio 2005 conferitagli dall’__________ ai fini del
presente processo (doc. M).
Le procure
mancanti, segnatamente relative a AO 18, AO 52, AO 19 ed AO 56, non risultanti
dai doc. H, I e L, sono state prodotte su invito di questa Camera con plico 19
settembre 2005 dell’avv. RA 2, al quale sono state conferite direttamente. Se
ne deve concludere, contrariamente alla tesi dell’appello, che il presupposto
di cui all’art. 97 n. 4 CPC è dato per tutti gli istanti rimasti in causa.
4.
La dichiarazione di fallimento senza
preventiva esecuzione (art. 190 e segg. LEF) è impugnabile per il rinvio
dell’art. 194 LEF all’art. 174 LEF.
a) Secondo
l’art. 174 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le
parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati
anteriormente alla decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1 LEF).
L’autorità giudiziaria superiore può
annullare la dichiarazione di fallimento anche se il debitore, impugnando la
decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti
che nel frattempo (art. 174 cpv. 2 LEF):
1.
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2.
l’importo dovuto è
stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che
3.
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) Al
di fuori di queste fattispecie, vale la regola secondo cui, in sede d’appello,
è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni, così come
previsto dai combinati art. 321 cpv. 1 lett. b CPC e 25 LALEF.
5.
a) Il
creditore può chiedere al giudice la dichiarazione di fallimento senza
preventiva esecuzione contro il debitore soggetto alla procedura di fallimento
che abbia sospeso i suoi pagamenti (art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF).
b)
Si ha sospensione dei pagamenti quando il
debitore lo dichiara espressamente o se atti concludenti attestano che non è
più in grado di pagare debiti esigibili. Tra le manifestazioni esteriori della
sospensione dei pagamenti vi è il non più pagare debiti incontestati ed
esigibili come pure la reiterazione di opposizioni a precetti esecutivi per
l’incasso di debiti incontestati ed esigibili anche per importi minimi.
Sospensione dei pagamenti è data anche nel caso in cui il debitore si rifiuti
di pagare crediti liquidi riferiti ad una parte essenziale delle sue attività
commerciali. A questo proposito è sufficiente che il debitore sospenda i
pagamenti nei confronti di una categoria di creditori (cfr. STF 5P.91/2003). In
particolare, se la sospensione concerne il pagamento di salari esigibili ai
propri dipendenti, l’applicabilità dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 è data. Sia la
sospensione dei pagamenti, sia l’incapacità di pagare non devono però essere
confuse con l’indebitamento; un debitore incapace di pagare non deve
forzatamente essere indebitato e viceversa. Con l’osservazione –abbondanziale-
che l’indebitamento è una causa indipendente di fallimento, s’intende,
ordinario. La sospensione dei pagamenti o l’incapacità di pagare non è però
nemmeno semplicemente da considerare quale cattiva volontà di pagare: infatti,
l’illiquidità deve sussistere oggettivamente e deve impedire al debitore di
soddisfare i suoi creditori allorquando le loro pretese sono esigibili: in
altre parole, al debitore deve mancare la necessaria liquidità. Tuttavia non
deve nemmeno trattarsi di una difficoltà finanziaria transitoria, ma il
debitore deve trovarsi in questa situazione per un periodo di tempo la cui
durata non è prevedibile (Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7. ed., Berna 2003, § 38 n.
13; Brunner, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, vol. II. N. 11 e 13).
c) Nel
caso in esame si realizza in tutta evidenza la causa materiale del fallimento
prevista dall’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF, ritenuto che la prova della sospensione
del pagamento di una parte cospicua di crediti liquidi ed esigibili riferiti ad
una parte essenziale delle attività commerciali dell’appellante risulta dal
mancato pagamento a suoi dipendenti degli stipendi di aprile/maggio/giugno 2005
per un importo complessivo di fr. 150'000.-- per la sede di __________, mentre
per la sede di __________ non sono stati pagati stipendi per complessivi fr.
108'000.--. Sono inoltre rimaste impagate pretese per tredicesima mensilità e
ore straordinarie riferite agli anni 2003 e 2004 ammontanti a circa fr.
80'000.-.
Ma v’è
altro. Premettendo che della documentazione prodotta dall’appellante con gli
scritti 21 e 29 luglio 2005, ossia posteriormente all’udienza di
contraddittorio, possono essere considerati unicamente – come ordinato dalla
prima giudice - i documenti relativi al pagamento da parte della AP 1 dei
salari arretrati oggetto della pretesa vantata con l’istanza di fallimento, dall’estratto
della __________ al 21 luglio 2005 (doc. 70) risulta un pagamento di fr.
50'000.-, valuta 15 luglio 2005, del quale non si evince il destinatario,
mentre dai riassunti degli ordini pendenti il 2 e 8 giugno 2005 sempre della __________
(doc. 71 e 72) emergono pagamenti avvenuti il 30/31 maggio 2003 (doc. 71),
rispettivamente pagamenti pendenti all’8 giugno 2005 (doc. 72). Ma questi
documenti non permettono –così come descritti- di capire se il flusso dei
salari sia stato ininterrotto o, almeno, se i salari esigibili, vantati dai
resistenti, siano stati effettivamente pagati. Contrariamente a quanto sostenuto
nell’appello è infatti compito della debitrice produrre i documenti necessari a
dimostrare l’avvenuto saldo delle pretese dei creditori. A questo proposito va
osservato che, non essendo stato sufficientemente provato nessun pagamento, il
fatto che 21 istanti siano stati estromessi e che di conseguenza le pretese
fatte valere si siano verosimilmente ridotte, è ininfluente per l’esito della
vertenza.
D’altro canto non è
sostenibile l’argomentazione dell’appellante secondo cui la cessazione della
produzione, avvenuta il 1. luglio 2005 a causa della chiusura dell’azienda,
seguita al mancato pagamento dei canoni di locazione (e quindi allo sfratto) e
la conseguente disdetta dei contratti di lavoro, ha causato la sua insolvenza:
infatti, sia stipendi di aprile/maggio/giugno 2005, sia tredicesime mensilità ed
ore straordinarie per gli anni 2003 e 2004, erano esigibili ben prima del 1°
luglio 2005 e non sono tuttavia stati pagati. Determinante non è infatti che la
debitrice interrompa tutti i suoi pagamenti per un lungo periodo e che sia
confrontata con una mancanza durevole di liquidità, bensì che abbia smesso di
pagare anche solo una parte di crediti incontestati ed esigibili, in
particolare i salari esigibili dei suoi dipendenti che rappresentano tra l’altro
i suoi creditori più privilegiati. __________
Per quel che riguarda in
particolare i pretesi crediti dell’appellante nei confronti di terzi, che
supererebbero i suoi debiti, va osservato che in merito al loro incasso non vi
è certezza alcuna, per cui la loro sussistenza sarebbe comunque irrilevante al
fine di fornire qualsivoglia riscontro oggettivo in merito alla liquidità
dell’appellante. Va infine rilevato che la parte appellata, nel corso del 2005,
ha già presentato due istanze di fallimento senza preventiva esecuzione (cfr.
inc. __________ e __________ della Pretura __________), il che dimostra che già
da alcuni mesi la AP 1 è confrontata con problemi di liquidità.
Tutto
quanto fin qui esposto porta a dover concludere che l’appellante si trova in
uno stato d’illiquidità che non le permette di soddisfare nemmeno i suoi
creditori più privilegiati e che non si tratta di una difficoltà finanziaria
transitoria.
Gli
appellati sono pertanto legittimati a chiedere il fallimento della AP 1 senza
preventiva esecuzione ai sensi dell’art. 190 LEF.
6.
Per
quel che riguarda i fatti nuovi di cui l’appellante può avvalersi ex art. 174
LEF, va rilevato che essa non ha fatto valere né fatti subentrati anteriormente
alla dichiarazione di fallimento (art. 174 cpv. 1 LEF), né posteriormente (art.
174.
cpv. 2 LEF), ritenuto che in quest’ultimo caso non solo occorre rendere
verosimile la propria solvibilità – requisito peraltro nel caso concreto già
disatteso, vista l’impossibilità di pagare i salari ai suoi dipendenti – ma
cumulativamente deve essere provato per mezzo di documenti – anche se in questo
caso solo in via alternativa – che il debito è stato estinto, oppure che
l’importo è stato depositato presso questa Camera a disposizione della
creditrice, oppure ancora che la creditrice ha ritirato la domanda di
fallimento. Non risultando pertanto ossequiati i presupposti di cui all’art.
174.
LEF, il fallimento della AP 1 non può essere annullato.
7.
L’appello
dello AP 1 va quindi respinto. Essendo stato concesso effetto sospensivo
parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente dichiarato.
Tassa
di giustizia e indennità sono poste a carico dell’appellante (art. 49 e 62 cpv.
1.
OTLEF).
Motivi per i quali,
richiamati gli
art. 174 e 190 LEF
pronuncia: 1. L’appello
16.
agosto 2005 della AP 1, __________, è respinto.
1.1
Di
conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da
mercoledì
28.
settembre 2005 alle ore 10.00.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 750.--, già anticipata dall’appellante, resta a
carico della AP 1, la quale rifonderà complessivamente fr. 2'000.- agli
appellati a titolo di indennità.
3.
Intimazione:
AP
1;
RA
1;
– Ufficio
__________;
– Ufficio
dei registri di __________.
Comunicazione
alla Pretura __________
In sede d’appello è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti,
prove ed eccezioni ai sensi dell’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, applicabile per
il rinvio dell’art. 25 LALEF, con i limiti imposti dall’art. 22 cpv. 4 LALEF,
che non rientrino nelle ipotesi previste dall’art. 174 LEF.
rzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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