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Decisione

14.2005.83

appello contro la dichiarazione di fallimento in una procedura senza preventiva esecuzione

22 settembre 2005Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

A. 63

dipendenti della AP 1 hanno chiesto il fallimento senza preventiva esecuzione

della loro datrice di lavoro sostenendo che parte di loro deve ricevere lo

stipendio del mese di maggio 2005, mentre alcuni -retribuiti a ore- non hanno

ricevuto il salario di aprile/maggio 2005 e nessuno ha ricevuto il salario di

maggio/giugno 2005.

B. All’udienza di contraddittorio gli istanti hanno affermato che i

salari scoperti (paghe orarie) per i mesi di maggio e giugno 2005 presso la

sede di __________ ammontano a fr. 130'000.-- lordi circa, mentre gli stipendi (personale

stipendiato) per il mese di giugno ammontano a fr. 20'000.--, per un totale di

fr. 150'000.-- lordi. Per la sede di __________ gli stipendi relativi al mese

di maggio ammontano a fr. 40'000.-- lordi e per il mese di giugno a fr. 68'000.--

lordi, per un totale di salari scoperti per i mesi di maggio e giugno per le

sedi di __________ e __________ di fr. 258'000.--. Per gli anni 2003 e 2004 sono

inoltre rimaste impagate la tredicesima mensilità e le ore straordinarie per un

importo complessivo di fr. 80'000.--. Gli istanti hanno poi prodotto un

estratto __________ aggiornato al 7 luglio 2005 (doc. A), ribadendo che nei

confronti della AP 1 sono pendenti procedure promosse dalla __________ (doc. D),

dalla __________, dalla __________ per canoni di locazione scaduti, dalla __________

(doc. C) e dalla __________. Di quest’ultima è stato prodotto un fax 30 giugno

2005 (doc. B) che conferma la mancanza di copertura assicurativa. A questo

proposito gli istanti hanno rilevato di avere lavorato dal 30 marzo 2005 senza

copertura assicurativa contro la perdita di guadagno in caso di malattia. Sono

infine state richiamate le precedenti istanze 18 gennaio 2005 (inc. __________)

rispettivamente 11 maggio 2005 (inc. __________) di fallimento senza preventiva

esecuzione, promosse sempre dai dipendenti della convenuta e la procedura di

sfratto della conduttrice promossa da __________ (inc. __________).

Con

la risposta la AP 1 ha contestato l’applicabilità dell’art. 190 LEF, rilevando

di avere sempre dimostrato di voler far fronte ai propri impegni, come si

deduce dalle precedenti procedure di fallimento senza preventiva esecuzione. La

convenuta ha osservato che quando ha avuto modo di lavorare correttamente, gli

stipendi sono stati pagati. Anche attualmente essa ha organizzato un flusso di

pagamenti, in modo che vi fosse sempre sufficiente liquidità per pagare gli

istanti. L’ingiustificato blocco della produzione ha causato l’attuale ritardo

nei pagamenti. La debitrice ha poi prodotto diversi documenti (doc. da 1 a 10),

sostenendo che da essi non può essere dedotto un suo stato di insolvenza:

infatti, a fronte di creditori per fr. 900'000.--, essa avrebbe crediti per circa

2 milioni di franchi. Inoltre gli istanti hanno percepito salari in anticipo,

senza che ne ricorressero le condizioni. Essi hanno in seguito bloccato la

produzione, il che ha creato una temporanea illiquidità che tuttavia non può

costituire motivo sufficiente per accogliere la domanda di fallimento.

Con

la replica gli istanti hanno dichiarato che la produzione è stata interrotta in

seguito allo sfratto della convenuta, a cui è seguita la disdetta da parte di

tutto il personale (cfr. lettera 4 luglio 2005, doc. E). I creditori hanno poi rilevato

che controparte non ha contestato la massa di debiti salariali arretrati, a cui

si aggiungono i debiti risultanti dall’estratto dell’UEF (doc. A), il che

dimostra una situazione generalizzata di insolvenza.

Duplicando

la convenuta ha osservato che la momentanea chiusura dei locali è stata di

breve durata. I dipendenti avrebbero lo stesso giorno potuto riprendere il

lavoro. Essi hanno invece preferito licenziarsi senza giusto motivo. Tale

comportamento si ripercuote anche sulle trattative in merito all’immissione di

liquidità da parte degli azionisti.

In

chiusura del contraddittorio la Pretore ha fissato un termine di dieci giorni

alla parte debitrice per saldare il suo debito.

C. Con scritti 21 rispettivamente 29 luglio 2005 la AP 1 ha prodotto una

tabella dei salari dovuti (doc. 11), il contratto di vendita del marchio __________

(doc. 12), 56 conteggi salariali (doc. da 13 a 69), così come un estratto conto

(doc. 70) e due riassunti degli ordini pendenti (doc. 71 e 72) della __________

Il 4

agosto 2005 gli istanti hanno presentato le osservazioni del sindacato __________

agli scritti 21 e 29 luglio 2005 della parte debitrice, allegando copia delle

procure 14 ottobre 2004 da loro conferite al suddetto sindacato (doc. H, I e

L), la procura conferita dalla __________ all’avv. RA 2 (doc. M), così come

ulteriori documenti (da N a R).

D. Con sentenza 5 agosto 2005 la Pretore della __________ ha dichiarato

il fallimento della AP 1 a far tempo da venerdì 5 agosto 2005 alle ore 10.00.

La

prima giudice ha ritenuto data la legittimazione del sindacato __________ di

rappresentare gli istanti, rinviando alla procura doc. A dell’inc. richiamato __________

della stessa Pretura, ratificata dalla partecipazione di parte dei dipendenti

all’udienza di contraddittorio dell’11 luglio 2005. In sede pretorile è stato osservato

che dagli atti non risulta che la AP 1 abbia pagato per tempo gli stipendi di

maggio e giugno 2005 agli istanti. Al contrario, la circostanza secondo cui la

stessa si è trovata più volte in ritardo con i pagamenti, è stata ammessa

proprio dalla convenuta all’udienza di contraddittorio (cfr. verbale p. 4). Secondo

la prima giudice dalla documentazione prodotta dalla convenuta si evince

unicamente un pagamento, non meglio specificato, di pretese salariali (cfr.

estratti 2 e 8 giugno 2005, doc. 71 e 72), nonché un pagamento di fr.

50'000.--, del quale non si conosce tuttavia il destinatario (estratto conto 21

luglio 2005, doc. 70), i quali non dimostrano che i pagamenti, come preteso

dalla debitrice, non sarebbero mai stati interrotti. In sede pretorile è poi

stato ritenuto che le precedenti istanze di fallimento, presentate sempre dagli

istanti, dimostrano che il mancato tempestivo pagamento dei salari si protrae

già da tempo. Del resto dall’estratto dell’UEF __________ (doc. A) emerge una

situazione debitoria della convenuta, con mancato pagamento anche di piccoli

importi, che lascia trasparire una mancanza di liquidità, tale da giustificare

il fallimento della società.

E.

Con atto d’appello 16 agosto 2005 la AP 1

postula l’annullamento del fallimento, chiedendo anzitutto la verifica della

legittimazione dell’__________ a rappresentare gli istanti. Nel merito la

debitrice sostiene di essersi trovata in circostanze eccezionali, per cui

l’art. 190 cpv. 1 cifra 2 non è applicabile. Secondo l’appellante l’illiquidità

è stata causata dalla sospensione della produzione e dalla disdetta dei

rapporti di lavoro da parte dei dipendenti. Nel momento in cui i dipendenti

hanno cessato l’attività, essa vantava nei loro confronti un credito di oltre

fr. 73'000.--. Ciò era dovuto al fatto che essa ha continuato a pagare sotto la

pressione del sindacato il quale ha considerato il pagamento dei salari come

pagamento degli scoperti preesistenti, assunti dall’appellante dalla società __________,

dichiarata in fallimento. La sospensione della produzione e la disdetta dei

rapporti di lavoro avrebbero creato non solo illiquidità, ma sarebbero

all’origine di un credito proprio di oltre fr. 400'000.- nei confronti dei

dipendenti per il danno derivante dalla mancata produzione. La seconda

circostanza eccezionale, argomenta l’appellante, risiede nel fatto che la

società si trovava ancora nella fase di sviluppo iniziale, avendo cominciato

l’attività il 21 settembre 2004. Gli azionisti hanno investito fr. 3'000'000.--

nello sviluppo dell’azienda che prevedeva il trasferimento di talune attività

da __________ a __________ e l’introduzione dell’interfaccia informatica con la

clientela. Questo sistema operativo avrebbe dovuto permettere alla società di

raggiungere quella solidità finanziaria che nella prima fase di sviluppo è

mancata e alla quale hanno dovuto sopperire gli azionisti. La AP 1 rileva

inoltre che controparte, informata già il mattino del 5 agosto 2005

dell’imminente fallimento, avrebbe potuto confermare che i fr. 50'000.-,

risultanti dall’estratto conto doc. 70 della __________, erano stati destinati

ai dipendenti. Afferma di essersi messa a disposizione per produrre la

documentazione che la Pretore avesse ritenuto necessaria, rilevando inoltre che

in prima sede sono state considerate, sulla base degli estratti dell’UEF __________,

le comminatorie di fallimento e gli avvisi di pignoramento emessi nei suoi

confronti, senza tuttavia ritenere come dalla documentazione prodotta risulti

che i suoi crediti eccedono i debiti.

F.

Con le loro osservazioni gli appellati

postulano la reiezione dell’appello ribadendo che la AP 1 non è stata in grado

di fornire alcuna prova relativa ai presunti pagamenti dei salari arretrati

oggetto della pretesa su cui si fonda l’istanza di fallimento. I creditori evidenziano

poi che la notifica di cessazione del rapporto di lavoro avvenuta il 4 luglio

2005 era la sola conseguenza possibile in seguito allo sfratto ordinato nei

confronti della loro datrice di lavoro. Viste le enormi difficoltà economiche di

quest’ultima, che avevano già portato nei mesi precedenti a presentare due

istanze di fallimento senza preventiva esecuzione, il sindacato __________ –per

loro conto- ha inoltrato la terza istanza di fallimento senza preventiva

esecuzione, oggetto della presente procedura. Solo con gli scritti 21 e 29

luglio 2005 l’appellante ha addotto non meglio specificati pagamenti avvenuti

il 2, rispettivamente l’8 giugno 2005, oltre che il versamento di un importo di

fr. 50'000.- di cui non si conosce il destinatario. Gli appellati affermano

inoltre che, considerato che i dipendenti indicati a pag. 5 dell’appello si

sono dissociati dall’azione giudiziaria, i loro nominativi possono essere

stralciati dall’elenco degli istanti, ad eccezione di __________, il quale ha

inoltrato la richiesta d’indennità per insolvenza tramite l’__________. D’altro

canto, se dovessero essere ravvisate lacune nel potere di rappresentanza, la

completazione potrebbe ancora avvenire in sede d’appello. La parte appellata

ribadisce comunque che la situazione d’insolvenza della loro datrice di lavoro

poteva essere ritenuta notoria dalla prima giudice, segnatamente in

considerazione del fatto che nel giro di 6 mesi sono state presentate tre

istanze di fallimento senza preventiva esecuzione e che nelle prime due

procedure il debito salariale è stato estinto con enorme sforzo, per evitare il

fallimento. Negano che la carente liquidità possa essere imputata alla

cessazione della produzione avvenuta il 1. luglio 2005, a causa della chiusura

della fabbrica, in seguito allo sfratto chiesto dalla __________, ritenuto che

l’interruzione della produzione non ha potuto incidere sulla sospensione dei

pagamenti dei salari scoperti ed esigibili per periodi precedenti. Secondo i

resistenti, non è d’altronde seriamente sostenibile che l’eccezionalità

richiesta dalla giurisprudenza per respingere l’istanza di fallimento possa

essere ravvisata nelle difficoltà legate alla fase di sviluppo iniziale della

società, ciò rientrando infatti nella normalità delle cose e non costituendo un

elemento imponderabile che permetta di prescindere dall’applicazione dell’art.

190 LEF.

Considerato

Considerandi

1.

a) Secondo

l’art. 20 cpv. 1 e 2 LALEF nei casi in cui le parti devono essere sentite, come

nel caso dell’art. 190 LEF, esse vengono citate a un’udienza di contraddittorio

dove possono esporre le loro domande, le eccezioni d’ordine e di merito e devono

produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive

ragioni e che non siano già stati prodotti con l’istanza scritta (cfr.

Cocchi/Trezzini, CPC-TI ad art. 20 LALEF m. 5 e 6; Cocchi/Trezzini, CPC-TI App.

ad art. 20 LALEF m. 48, 50 e 52).

Nel

caso concreto, al termine dell’udienza, tenutasi l’11 luglio 2005, la Pretore

ha fissato alla parte debitrice un termine di 10 giorni per saldare il suo

debito. Come già rilevato sub C, l’appellante ha ritenuto –entro quel termine-

di poter formulare ulteriori allegazioni e di poter produrre altra

documentazione. Sennonché, per quanto testé esposto, la produzione è

processualmente irrita e gli atti e i documenti che ne sono oggetto, al di là

della loro irrilevanza sostanziale ai fini del presente giudizio, vanno

estromessi dall’incarto. Lo stesso vale per la presa di posizione dei

resistenti di data 4 agosto 2005.

2.

Con

le osservazioni all’appello (pag.7) gli istanti si sono dichiarati d’accordo

con lo stralcio dall’elenco dei loro nominativi delle seguenti persone indicate

a pagina 5 dell’appello: AO 1, AO 10, AO 55, AO 30, AO 31, AO 36, AO 44, AO 46,

AO 57, AO 60, AO 6, AO 20, AO 27, AO 28, AO 29, AO 33, AO 38, AO 40, AO 43, AO

54, e AO 61. Essi vanno quindi estromessi dall’elenco degli istanti.

3.

L’appellante

ha rilevato la mancanza del presupposto processuale della legittimazione del o

della rappresentante degli istanti.

a) In

virtù dell’art. 97 n. 4 CPC, applicabile anche nelle procedure previste

all’art. 20 LALEF (art. 25 LALEF), il giudice esamina d’ufficio, in ogni stadio

di causa, se esistono i presupposti processuali, segnatamente, se ha motivo di

dubbio, la capacità delle parti e la legittimazione dei loro rappresentanti.

b) A

proposito dell’inoltro di documenti, attestanti la legittimazione dei

rappresentanti delle parti, dopo l’udienza di contraddittorio, va osservato che

il Tribunale federale (STF 5P.475/2000 dell’8 febbraio 2001), censurando la

giurisprudenza di questa Camera, ha riconosciuto la facoltà del giudice,

qualora abbia motivo di dubitare della capacità di rappresentare e nel caso la

stessa carenza possa essere sanata entro breve, di fissare un termine alla

parte per produrre i documenti atti ad attestare questo presupposto

processuale.

c)

Come già ricordato, successivamente

all’udienza di contraddittorio, con scritto 4 agosto 2005, l’avv. RA 2 ha

prodotto copia di tre documenti di procura di data 14 ottobre 2004 (doc. H, I e

L) con cui gli istanti hanno incaricato l’OCST di rappresentarli nei confronti

della AP 1, in particolare anche per l’inoltro di una domanda di fallimento,

nonché la procura 8 luglio 2005 conferitagli dall’__________ ai fini del

presente processo (doc. M).

Le procure

mancanti, segnatamente relative a AO 18, AO 52, AO 19 ed AO 56, non risultanti

dai doc. H, I e L, sono state prodotte su invito di questa Camera con plico 19

settembre 2005 dell’avv. RA 2, al quale sono state conferite direttamente. Se

ne deve concludere, contrariamente alla tesi dell’appello, che il presupposto

di cui all’art. 97 n. 4 CPC è dato per tutti gli istanti rimasti in causa.

4.

La dichiarazione di fallimento senza

preventiva esecuzione (art. 190 e segg. LEF) è impugnabile per il rinvio

dell’art. 194 LEF all’art. 174 LEF.

a) Secondo

l’art. 174 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita

all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le

parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati

anteriormente alla decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1 LEF).

L’autorità giudiziaria superiore può

annullare la dichiarazione di fallimento anche se il debitore, impugnando la

decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti

che nel frattempo (art. 174 cpv. 2 LEF):

1.

il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2.

l’importo dovuto è

stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del

creditore; o che

3.

il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) Al

di fuori di queste fattispecie, vale la regola secondo cui, in sede d’appello,

è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni, così come

previsto dai combinati art. 321 cpv. 1 lett. b CPC e 25 LALEF.

5.

a) Il

creditore può chiedere al giudice la dichiarazione di fallimento senza

preventiva esecuzione contro il debitore soggetto alla procedura di fallimento

che abbia sospeso i suoi pagamenti (art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF).

b)

Si ha sospensione dei pagamenti quando il

debitore lo dichiara espressamente o se atti concludenti attestano che non è

più in grado di pagare debiti esigibili. Tra le manifestazioni esteriori della

sospensione dei pagamenti vi è il non più pagare debiti incontestati ed

esigibili come pure la reiterazione di opposizioni a precetti esecutivi per

l’incasso di debiti incontestati ed esigibili anche per importi minimi.

Sospensione dei pagamenti è data anche nel caso in cui il debitore si rifiuti

di pagare crediti liquidi riferiti ad una parte essenziale delle sue attività

commerciali. A questo proposito è sufficiente che il debitore sospenda i

pagamenti nei confronti di una categoria di creditori (cfr. STF 5P.91/2003). In

particolare, se la sospensione concerne il pagamento di salari esigibili ai

propri dipendenti, l’applicabilità dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 è data. Sia la

sospensione dei pagamenti, sia l’incapacità di pagare non devono però essere

confuse con l’indebitamento; un debitore incapace di pagare non deve

forzatamente essere indebitato e viceversa. Con l’osservazione –abbondanziale-

che l’indebitamento è una causa indipendente di fallimento, s’intende,

ordinario. La sospensione dei pagamenti o l’incapacità di pagare non è però

nemmeno semplicemente da considerare quale cattiva volontà di pagare: infatti,

l’illiquidità deve sussistere oggettivamente e deve impedire al debitore di

soddisfare i suoi creditori allorquando le loro pretese sono esigibili: in

altre parole, al debitore deve mancare la necessaria liquidità. Tuttavia non

deve nemmeno trattarsi di una difficoltà finanziaria transitoria, ma il

debitore deve trovarsi in questa situazione per un periodo di tempo la cui

durata non è prevedibile (Amonn/Walther,

Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7. ed., Berna 2003, § 38 n.

13; Brunner, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, vol. II. N. 11 e 13).

c) Nel

caso in esame si realizza in tutta evidenza la causa materiale del fallimento

prevista dall’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF, ritenuto che la prova della sospensione

del pagamento di una parte cospicua di crediti liquidi ed esigibili riferiti ad

una parte essenziale delle attività commerciali dell’appellante risulta dal

mancato pagamento a suoi dipendenti degli stipendi di aprile/maggio/giugno 2005

per un importo complessivo di fr. 150'000.-- per la sede di __________, mentre

per la sede di __________ non sono stati pagati stipendi per complessivi fr.

108'000.--. Sono inoltre rimaste impagate pretese per tredicesima mensilità e

ore straordinarie riferite agli anni 2003 e 2004 ammontanti a circa fr.

80'000.-.

Ma v’è

altro. Premettendo che della documentazione prodotta dall’appellante con gli

scritti 21 e 29 luglio 2005, ossia posteriormente all’udienza di

contraddittorio, possono essere considerati unicamente – come ordinato dalla

prima giudice - i documenti relativi al pagamento da parte della AP 1 dei

salari arretrati oggetto della pretesa vantata con l’istanza di fallimento, dall’estratto

della __________ al 21 luglio 2005 (doc. 70) risulta un pagamento di fr.

50'000.-, valuta 15 luglio 2005, del quale non si evince il destinatario,

mentre dai riassunti degli ordini pendenti il 2 e 8 giugno 2005 sempre della __________

(doc. 71 e 72) emergono pagamenti avvenuti il 30/31 maggio 2003 (doc. 71),

rispettivamente pagamenti pendenti all’8 giugno 2005 (doc. 72). Ma questi

documenti non permettono –così come descritti- di capire se il flusso dei

salari sia stato ininterrotto o, almeno, se i salari esigibili, vantati dai

resistenti, siano stati effettivamente pagati. Contrariamente a quanto sostenuto

nell’appello è infatti compito della debitrice produrre i documenti necessari a

dimostrare l’avvenuto saldo delle pretese dei creditori. A questo proposito va

osservato che, non essendo stato sufficientemente provato nessun pagamento, il

fatto che 21 istanti siano stati estromessi e che di conseguenza le pretese

fatte valere si siano verosimilmente ridotte, è ininfluente per l’esito della

vertenza.

D’altro canto non è

sostenibile l’argomentazione dell’appellante secondo cui la cessazione della

produzione, avvenuta il 1. luglio 2005 a causa della chiusura dell’azienda,

seguita al mancato pagamento dei canoni di locazione (e quindi allo sfratto) e

la conseguente disdetta dei contratti di lavoro, ha causato la sua insolvenza:

infatti, sia stipendi di aprile/maggio/giugno 2005, sia tredicesime mensilità ed

ore straordinarie per gli anni 2003 e 2004, erano esigibili ben prima del 1°

luglio 2005 e non sono tuttavia stati pagati. Determinante non è infatti che la

debitrice interrompa tutti i suoi pagamenti per un lungo periodo e che sia

confrontata con una mancanza durevole di liquidità, bensì che abbia smesso di

pagare anche solo una parte di crediti incontestati ed esigibili, in

particolare i salari esigibili dei suoi dipendenti che rappresentano tra l’altro

i suoi creditori più privilegiati. __________

Per quel che riguarda in

particolare i pretesi crediti dell’appellante nei confronti di terzi, che

supererebbero i suoi debiti, va osservato che in merito al loro incasso non vi

è certezza alcuna, per cui la loro sussistenza sarebbe comunque irrilevante al

fine di fornire qualsivoglia riscontro oggettivo in merito alla liquidità

dell’appellante. Va infine rilevato che la parte appellata, nel corso del 2005,

ha già presentato due istanze di fallimento senza preventiva esecuzione (cfr.

inc. __________ e __________ della Pretura __________), il che dimostra che già

da alcuni mesi la AP 1 è confrontata con problemi di liquidità.

Tutto

quanto fin qui esposto porta a dover concludere che l’appellante si trova in

uno stato d’illiquidità che non le permette di soddisfare nemmeno i suoi

creditori più privilegiati e che non si tratta di una difficoltà finanziaria

transitoria.

Gli

appellati sono pertanto legittimati a chiedere il fallimento della AP 1 senza

preventiva esecuzione ai sensi dell’art. 190 LEF.

6.

Per

quel che riguarda i fatti nuovi di cui l’appellante può avvalersi ex art. 174

LEF, va rilevato che essa non ha fatto valere né fatti subentrati anteriormente

alla dichiarazione di fallimento (art. 174 cpv. 1 LEF), né posteriormente (art.

174.

cpv. 2 LEF), ritenuto che in quest’ultimo caso non solo occorre rendere

verosimile la propria solvibilità – requisito peraltro nel caso concreto già

disatteso, vista l’impossibilità di pagare i salari ai suoi dipendenti – ma

cumulativamente deve essere provato per mezzo di documenti – anche se in questo

caso solo in via alternativa – che il debito è stato estinto, oppure che

l’importo è stato depositato presso questa Camera a disposizione della

creditrice, oppure ancora che la creditrice ha ritirato la domanda di

fallimento. Non risultando pertanto ossequiati i presupposti di cui all’art.

174.

LEF, il fallimento della AP 1 non può essere annullato.

7.

L’appello

dello AP 1 va quindi respinto. Essendo stato concesso effetto sospensivo

parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente dichiarato.

Tassa

di giustizia e indennità sono poste a carico dell’appellante (art. 49 e 62 cpv.

1.

OTLEF).

Motivi per i quali,

richiamati gli

art. 174 e 190 LEF

pronuncia: 1. L’appello

16.

agosto 2005 della AP 1, __________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

mercoledì

28.

settembre 2005 alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 750.--, già anticipata dall’appellante, resta a

carico della AP 1, la quale rifonderà complessivamente fr. 2'000.- agli

appellati a titolo di indennità.

3.

Intimazione:

AP

1;

RA

1;

– Ufficio

__________;

– Ufficio

dei registri di __________.

Comunicazione

alla Pretura __________

In sede d’appello è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti,

prove ed eccezioni ai sensi dell’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, applicabile per

il rinvio dell’art. 25 LALEF, con i limiti imposti dall’art. 22 cpv. 4 LALEF,

che non rientrino nelle ipotesi previste dall’art. 174 LEF.

rzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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