14.2005.95
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
30 novembre 2005Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2005.95
Data decisione, Autorità:
30.11.2005, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2005.95
Lugano
30 novembre 2005
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
10 giugno 2005 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. da RA 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 6 settembre 2005 ha così deciso:
“1. È
pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da martedì 6
settembre 2005 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis”;
sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
16 settembre 2005 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 22
settembre 2005 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 3'727.90 oltre accessori e
dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 24 agosto 2005 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 6 settembre 2005 la Pretore del __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 6 settembre 2005 alle
ore 14.00.
D. Con atto d’appello 16 settembre 2005 AP 1 ha asserito di avere
saldato tutti i suoi debiti nei confronti della creditrice, producendo una
ricevuta postale 15 settembre 2005 (doc. F) relativa al pagamento di fr.
9'397.95 all’istante e diversi scritti inviati da quest’ultima __________ (doc.
G, H, I e M), in cui chiede di annullare, tra le altre, pure l’esecuzione in
oggetto n. __________ (doc. L). L’appellante ha poi affermato di essere in
grado con il suo stipendio di far fronte ai suoi impegni finanziari.
considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n.
25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, §
36.
n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p.
172).
c) Dalla ricevuta __________ __________
(doc. L) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui
risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
22.
novembre 2005 __________ risulta che nei confronti dell’appellante sono
pendenti 2 esecuzioni, una, per un importo di fr. 337.--, è giunta allo stadio
di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura il debito non può
ancora essere ritenuto accertato. Per la seconda esecuzione, per l’importo esiguo
di fr. 424.--, l’11 febbraio 2005 è stata emessa la comminatoria di fallimento,
senza tuttavia che la rispettiva creditrice abbia chiesto il fallimento di AP 1.
Orbene il fatto che l’appellante sia stata in grado di saldare con un
versamento unico di fr. 9'397.-- tutti i suoi debiti nei confronti della AO 1,
dimostra che essa dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi
impegni. Dal citato estratto emerge inoltre che nei confronti dell’appellante
non vi sono attestati di carenza di beni. __________, ritenuto che AP 1 è ora
domiciliata a Stabio, ha poi confermato che nei confronti di quest’ultima non
sono pendenti né esecuzioni, né attestati di carenza di beni. Il presupposto della
solvibilità appare reso sufficientemente verosimile
. Di
conseguenza risultando adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF,
il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello
16.
settembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art.
49.
OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le
spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 16 settembre 2005 di AP 1 __________, è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 6 settembre 2005 pronunciata __________ inc. EF.__________
nei confronti di AP 1, __________, è annullata.
2.
La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--,
da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
3.
Le spese dell'Ufficio __________, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.
II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già
anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
– RA
1;
– AO
1;
– Ufficio __________
– Ufficio dei registri __________;
Comunicazione
alla Pretura __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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