Lexipedia

Decisione

14.2006.110

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

15 gennaio 2007Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 16'657.30 compresi interessi e

spese.

B. All’udienza

di contraddittorio del 4 settembre 2006 AP 1 ha asserito di avere difficoltà a

pagare il suo debito e ha chiesto che gli venisse concesso un certo lasso di

tempo per procedere al versamento dell’importo dovuto.

Le

parti hanno pertanto concordato che la decisione venisse emanata non prima del

30 settembre 2006.

C. Trascorso il termine concordato, senza che il convenuto avesse

saldato il suo debito, con sentenza 13 novembre 2006 il Pretore __________ ha

dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 13 novembre 2006 alle

ore 11.00.

D. Con

l’appello AP 1 ha sostenuto di avere provveduto

a versare al creditore,

come concordato, un acconto in contanti di fr. 10'000.-- in relazione

all’esecuzione in oggetto n. __________. In merito all’esecuzione n. __________

l’appellante ha asserito che nella lettera 10 novembre 2006, inviata alla

creditrice, ha confermato il pagamento di un acconto di fr. 10'000.-- e il versamento

di rate a partire da fine anno, mentre per l’esecuzione n. __________ ha affermato

di avere concordato con la creditrice il versamento di fr. 300.-- al mese.

Agli atti

non risultano documenti prodotti dall’appellante.

E.

Con le sue osservazioni AO 1 ha negato di

avere concordato con il debitore il versamento di un importo di fr. 10'000.--

quale acconto in relazione all’esecuzione in oggetto n. __________. Egli ha poi

rilevato che il debito di AP 1 ammonta ancora a fr. 9'816.35 oltre agli interessi,

alle spese esecutive, a quelle giudiziarie e alle ripetibili.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi

impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv.

2.

n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il

debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre

che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in

senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di

evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può

tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,

concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve

impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro

crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore

deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un

indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni

pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute

posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere

in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve

essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi

concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre

semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al

debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere

troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più

verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già

con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione

della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione

dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) L’appellante non ha

dimostrato di avere estinto l’esecuzione in oggetto n. __________ (art. 174

cpv. 2 n. 1 LEF), né di avere depositato presso la scrivente Camera l’importo

dovuto a disposizione del creditore (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) e ancor meno ha

provato che da parte di quest’ultimo sia stata ritirata la domanda di

fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF). Con le sue osservazioni il creditore ha

d’altro canto negato che sia stato effettuato un pagamento da parte

dell’appellante. Di conseguenza non risultando adempiuto nessuno dei

presupposti previsti all’art. 174 cpv. 2 LEF, la dichiarazione di fallimento

non può essere annullata.

d) In

via abbondanziale va ritenuto che dall’estratto 2 gennaio 2007 __________

emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 35 esecuzioni per un

importo complessivo di fr. 342'955.81, di cui 4 promosse nel 2004, 10 nel 2005

e 21 nel 2006. Nel caso di specie determinante è che nel corso del 2006 sono

state emesse 2 comminatorie di fallimento, un avviso di pignoramento e che sono

state presentate 2 domande di realizzazione, il che porta a concludere che la

situazione finanziaria di AP 1 è andata via via deteriorandosi e che non

dispone più della liquidità necessaria per far fronte ai suoi impegni. Dall’estratto

2.

gennaio 2006 risulta inoltre che a carico dell’appellante sono già stati

emessi 4 attestati di carenza di beni per un importo complessivo di fr.

520'747.30. Nemmeno il presupposto della solvibilità appare di conseguenza reso

sufficientemente verosimile.

2.

L'appello

14.

novembre 2006 di AP 1 va quindi respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

Tassa

di giustizia e indennità sono poste a carico dell’appellante (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

14 novembre 2006 di AP 1, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

martedì

16 gennaio 2007 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1

3. Intimazione

a:

RA

1AP 1;

AO 1, __________;

– Ufficio __________

Comunicazione

alla Pretura __________

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30(trenta)

giorni dalla notificazione.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster