14.2006.114
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
15 gennaio 2007Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2006.114
Data decisione, Autorità:
15.01.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2006.114
Lugano
15 gennaio
2007
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
2 ottobre 2006 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza la Pretore del Distretto __________,
con sentenza 21 novembre 2006 ha così deciso:
“1. È
pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 21
novembre 2006 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
23 novembre 2006 e integrazione 1. dicembre 2006 ne
postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP
1 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 15 novembre 2006 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 21 novembre 2006 la Pretore __________, ha dichiarato
il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 21 novembre 2006 alle ore 14.00.
D. Con
atto d’appello 23 novembre 2006 e integrazione 1. dicembre 2006 AP 1 ha
asserito di avere saldato l’esecuzione in oggetto n. __________, producendo
copia di una ricevuta postale 22 novembre 2006 relativa al versamento alla AO 1
di fr. 9'027.30 (doc. B). L’appellante ha poi prodotto un avviso 23 novembre
2006 del __________ (doc. G), da cui risulta un saldo a favore di AP 1 di fr.
31'795.21. Con l’integrazione all’appello la debitrice ha presentato un
estratto dell’Ufficio __________ al 1. dicembre 2006 (doc. H), da cui emerge
che nei suoi confronti sono pendenti 7 esecuzioni, per un importo complessivo
di fr. 41'454.05, rilevando che diverse procedure sono state nel frattempo
saldate (doc. da I a P e da R a T) e che l’esecuzione n. __________, promossa
dalla __________, sarebbe stata saldata entro il 31 marzo 2007. In relazione a
questa esecuzione l’appellante ha prodotto un suo scritto 1. dicembre 2006
(doc. Q) inviato alla predetta __________, con cui ha chiesto di pagare il suo
debito in tre rate, la prima il 15 gennaio, la seconda il 15 febbraio e la
terza il 15 marzo 2007. AP 1 ha infine inoltrato una relazione in merito ai
contratti commerciali in essere per il 30 novembre 2006 (doc. U) e una
relazione relativa alle sue prospettive per il 2007 (doc. V).
E. Con
scritto 23 novembre 2006 la AO 1 ha confermato il pagamento della procedura in
oggetto da parte dell’appellante.
considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi impropri),
solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3
LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che
li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda
verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio
da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare
fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra
l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti,
così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della
solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto
sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla copia della
ricevuta postale 22 novembre 2006 (doc. B) emerge che l’appellante,
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, ha versato fr. 9'027.30 alla AO
1.
Quest’ultima, con scritto 23 novembre 2006, ha confermato l’estinzione del
debito oggetto dell’esecuzione in esame, per cui risulta adempiuto il
presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
d) Per quel che
concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 9 gennaio
2007.
__________ emerge che nei confronti dell’appellante è aperta ancora l’esecuzione
n. __________ per un valore di fr. 38'374.55 promossa dalla __________. In
relazione a questa procedura l’appellante ha prodotto un suo scritto 1.
dicembre 2006, inviato alla creditrice, in cui chiede la concessione di una
dilazione di pagamento in 3 rate, la prima per il 15 gennaio, la seconda per il
15.
febbraio e la terza per il 15 marzo 2007, il che porta a ritenere che l’appellante
ha riconosciuto il debito oggetto della menzionata esecuzione. Determinante è
tuttavia che AP 1 non ha prodotto alcun documento a comprova della concessione
della dilazione di pagamento da parte della creditrice, per cui il suo debito
nei confronti della __________ ammonta attualmente a fr. 38'374.55. Il saldo
positivo del suo conto corrente di fr. 31'795.21, confermato dal __________ con
avviso 23 novembre 2006 (doc. G), è però insufficiente a estinguerlo. Queste
considerazioni portano di conseguenza a concludere che l’escussa non dispone
della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. I documenti
prodotti da AP 1 relativi ai contratti commerciali in essere per il 30 novembre
2006.
e la relazione relativa alle sue prospettive commerciali per il 2007 (doc.
U e V) non forniscono certezza in merito alla sua disponibilità finanziaria ritenuto
che non può essere accertato che le relative fatture verranno anche
effettivamente pagate e se del caso quando, mentre la liquidità della debitrice
deve essere resa verosimile entro il termine d’appello. Il presupposto della
solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art.
174.
cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP
1.
non può essere annullato.
2.
L'appello
23.
novembre 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L'appello
23 novembre 2006 di AP 1, è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da
martedì
16 gennaio 2007 alle ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione
a:
RA
1AP 1AP 1,
__________;
AO 1 AO 1, Lugano;
- __________ __________
Comunicazione
alla Pretura __________
terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30(trenta)
giorni dalla notificazione.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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