14.2006.121
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
13 marzo 2007Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2006.121
Data decisione, Autorità:
13.03.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2006.121
Lugano
13 marzo 2007
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza istanza 18 ottobre 2006 presentata da
AO 1
rappr. dal RA 1
contro
AP 1
rappr. dall’ RA 2
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 4 dicembre 2006 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo da lunedì 4 dicembre 2006 alle ore
14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1
che con atto 12 dicembre 2006 ne postula
l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 15
dicembre 2006 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________
AO 1 ha
chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 5'021.65 oltre accessori, dedotti
eventuali acconti.
B. ll’udienza di contraddittorio del 22 novembre 2006 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 4 dicembre 2006 la Pretore __________, ha pronunciato
il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 4 dicembre 2006 alle ore 14.00.
D. Con atto d’appello 12 dicembre 2006 AP 1 produce una ricevuta 7
dicembre 2006 __________ (doc. C) relativa al pagamento di fr. 5'689.55 a saldo
dell’esecuzione in oggetto n. __________. L’appellante asserisce poi di avere
pagato 7 ulteriori esecuzioni delle 23 pendenti nei suoi confronti (doc. B),
inoltrando 7 ricevute datate 7 dicembre 2006 __________ per un importo complessivo
di fr. 14'981.50 (doc. D). Altre 7 procedure, di cui ai n. __________, __________,
__________, __________, __________, __________ e __________, sono state invece
pagate direttamente ai creditori, i quali non hanno proceduto all’annullamento
delle esecuzioni. Inoltre le esecuzioni n. __________ __________ e __________
sono state parzialmente estinte tramite una rateazione concordata con l’Ufficio
esecuzione. La debitrice rileva che l’11 dicembre 2006 disponeva sui propri
conti di un importo di fr. 4'798.12 e di un ulteriore importo di fr. 10'462.--
(doc. E e F). Il conto sul quale è depositato quest’ultimo importo non ha più
subito movimenti dal 30 novembre 2006, mentre il saldo risultante dall’estratto
è quello dell’11 dicembre 2006 (doc. F). Alla fine di novembre 2006 le fatture
scoperte emesse dal mese di gennaio 2006 ammontavano complessivamente a fr.
66'189.69 (doc. G). L’appellante infine sostiene che il pagamento di fr.
14'981.50 __________, effettuato dopo la dichiarazione di fallimento,
contemporaneamente ai suoi impegni correnti, gli importi depositati sui suoi
conti e quanto prevede di incassare dai suoi debitori rendono verosimile la sua
solvibilità. D’altro canto è sua intenzione saldare a breve termine tutte le
esecuzioni ancora in corso.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174.
E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________
(doc. C) emerge che l’appellante il 7 dicembre 2006 ha pagato fr. 5'689.55 a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________, e quindi posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
c) Per quel che
concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 27
febbraio 2007 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono
pendenti 22 esecuzioni - di cui 6 pagate - per un valore complessivo di fr. 85'057.--.
Di queste procedure 5 sono state promosse nel 2005, 16 nel 2006 e una nel 2007.
L’appellante afferma di avere pagato direttamente ai creditori le esecuzioni n.
__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________
senza tuttavia produrre alcuna ricevuta relativa a questi versamenti, per cui
non può essere ritenuto che queste procedure siano state effettivamente saldate.
Inoltre nessun accordo di rateazione con l’Ufficio esecuzione relativo alla
procedure esecutive n. __________, n. __________ e n. __________ è stato
inoltrato. Determinante è nel caso di specie che il 2 dicembre 2006
nell’esecuzione n. __________ per fr. 15'967.75 rispettivamente il 9 gennaio
2007.
nell’esecuzione n.1__________ per fr. 6'587.-- sono già state emesse le
comminatorie di fallimento, che l’11 settembre 2006 nell’esecuzione n. __________
per fr. 3'276.65 è stata presentata la domanda di realizzazione e che il 12
gennaio 2007 nell’esecuzione n. __________ per fr. 2'831.55 è stato emesso
l’avviso di pignoramento. Ciò porta a concludere che la situazione finanziaria
dell’escussa è andata via via deteriorandosi e che non dispone della liquidità
sufficiente per far fronte nemmeno alle predette 4 esecuzioni ammontanti
complessivamente a fr. 28'662.95 giunte ormai allo stadio di emissione della
comminatoria di fallimento rispettivamente alla realizzazione rispettivamente
al pignoramento. Gli importi depositati sui conti della debitrice di fr.
4'798.12 rispettivamente di fr. 10'462.-- (doc. E e F) non sono infatti sufficienti
a coprire l’importo citato di fr. 28'662.95. Anche i crediti che l’appellante
asserisce di avere nei confronti di suoi clienti ammontanti a fr. 66'189.69 (doc.
G) non portano a ritenere verosimile la liquidità dell’appellante. Infatti in
merito all’incasso di queste fatture non vi è certezza e, se anche verranno pagate,
non è dato sapere quando, mentre la solvibilità deve essere resa verosimile
entro il termine d’appello.
Il
presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente
verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui
il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello
12.
dicembre 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L'appello
12 dicembre 2006 di AP 1, è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da
giovedì
15 marzo 2007 alle ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione
a:
RA
1AP 1avv.
RA 2, __________;
AO 1 lic. iur.
RA 1, __________;
- Ufficio __________
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
rzi implicati
Rimedi giuridici
Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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