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Decisione

14.2006.121

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

13 marzo 2007Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

dell’esecuzione n. __________ __________

AO 1 ha

chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 5'021.65 oltre accessori, dedotti

eventuali acconti.

B. ll’udienza di contraddittorio del 22 novembre 2006 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 4 dicembre 2006 la Pretore __________, ha pronunciato

il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 4 dicembre 2006 alle ore 14.00.

D. Con atto d’appello 12 dicembre 2006 AP 1 produce una ricevuta 7

dicembre 2006 __________ (doc. C) relativa al pagamento di fr. 5'689.55 a saldo

dell’esecuzione in oggetto n. __________. L’appellante asserisce poi di avere

pagato 7 ulteriori esecuzioni delle 23 pendenti nei suoi confronti (doc. B),

inoltrando 7 ricevute datate 7 dicembre 2006 __________ per un importo complessivo

di fr. 14'981.50 (doc. D). Altre 7 procedure, di cui ai n. __________, __________,

__________, __________, __________, __________ e __________, sono state invece

pagate direttamente ai creditori, i quali non hanno proceduto all’annullamento

delle esecuzioni. Inoltre le esecuzioni n. __________ __________ e __________

sono state parzialmente estinte tramite una rateazione concordata con l’Ufficio

esecuzione. La debitrice rileva che l’11 dicembre 2006 disponeva sui propri

conti di un importo di fr. 4'798.12 e di un ulteriore importo di fr. 10'462.--

(doc. E e F). Il conto sul quale è depositato quest’ultimo importo non ha più

subito movimenti dal 30 novembre 2006, mentre il saldo risultante dall’estratto

è quello dell’11 dicembre 2006 (doc. F). Alla fine di novembre 2006 le fatture

scoperte emesse dal mese di gennaio 2006 ammontavano complessivamente a fr.

66'189.69 (doc. G). L’appellante infine sostiene che il pagamento di fr.

14'981.50 __________, effettuato dopo la dichiarazione di fallimento,

contemporaneamente ai suoi impegni correnti, gli importi depositati sui suoi

conti e quanto prevede di incassare dai suoi debitori rendono verosimile la sua

solvibilità. D’altro canto è sua intenzione saldare a breve termine tutte le

esecuzioni ancora in corso.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,

Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.

174.

E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________

(doc. C) emerge che l’appellante il 7 dicembre 2006 ha pagato fr. 5'689.55 a

saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________, e quindi posteriormente alla

dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto

all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

c) Per quel che

concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 27

febbraio 2007 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono

pendenti 22 esecuzioni - di cui 6 pagate - per un valore complessivo di fr. 85'057.--.

Di queste procedure 5 sono state promosse nel 2005, 16 nel 2006 e una nel 2007.

L’appellante afferma di avere pagato direttamente ai creditori le esecuzioni n.

__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________

senza tuttavia produrre alcuna ricevuta relativa a questi versamenti, per cui

non può essere ritenuto che queste procedure siano state effettivamente saldate.

Inoltre nessun accordo di rateazione con l’Ufficio esecuzione relativo alla

procedure esecutive n. __________, n. __________ e n. __________ è stato

inoltrato. Determinante è nel caso di specie che il 2 dicembre 2006

nell’esecuzione n. __________ per fr. 15'967.75 rispettivamente il 9 gennaio

2007.

nell’esecuzione n.1__________ per fr. 6'587.-- sono già state emesse le

comminatorie di fallimento, che l’11 settembre 2006 nell’esecuzione n. __________

per fr. 3'276.65 è stata presentata la domanda di realizzazione e che il 12

gennaio 2007 nell’esecuzione n. __________ per fr. 2'831.55 è stato emesso

l’avviso di pignoramento. Ciò porta a concludere che la situazione finanziaria

dell’escussa è andata via via deteriorandosi e che non dispone della liquidità

sufficiente per far fronte nemmeno alle predette 4 esecuzioni ammontanti

complessivamente a fr. 28'662.95 giunte ormai allo stadio di emissione della

comminatoria di fallimento rispettivamente alla realizzazione rispettivamente

al pignoramento. Gli importi depositati sui conti della debitrice di fr.

4'798.12 rispettivamente di fr. 10'462.-- (doc. E e F) non sono infatti sufficienti

a coprire l’importo citato di fr. 28'662.95. Anche i crediti che l’appellante

asserisce di avere nei confronti di suoi clienti ammontanti a fr. 66'189.69 (doc.

G) non portano a ritenere verosimile la liquidità dell’appellante. Infatti in

merito all’incasso di queste fatture non vi è certezza e, se anche verranno pagate,

non è dato sapere quando, mentre la solvibilità deve essere resa verosimile

entro il termine d’appello.

Il

presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente

verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui

il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

3.

L'appello

12.

dicembre 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

12 dicembre 2006 di AP 1, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

giovedì

15 marzo 2007 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione

a:

RA

1AP 1avv.

RA 2, __________;

AO 1 lic. iur.

RA 1, __________;

- Ufficio __________

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

rzi implicati

Rimedi giuridici

Contro la

presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione

(art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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