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Decisione

14.2006.17

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

16 maggio 2006Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

__________ La AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 729.20 oltre

accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 1. marzo 2006 il convenuto si è

opposto all’istanza di fallimento, dichiarando che intendeva pagare quanto

dovuto nei giorni successivi.

C. Con sentenza 21 febbraio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato

il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 21 febbraio 2006 alle ore 14.00.

D. Con atto d’appello 22 febbraio 2006 AP 1 ha dichiarato di avere

provveduto a saldare il suo debito nei confronti della creditrice, producendo

una ricevuta 22 febbraio 2006 __________ (doc. A), relativa al pagamento di fr.

636.60 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF

l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento

se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e

prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità

è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.

Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di

estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza

infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,

Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta __________

(doc. A) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________AO 1, è stata saldata

il 22 febbraio 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento,

per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 15

maggio 2006 __________ emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 9

procedure, di cui due risalgono al 2004, tre al 2005, mentre 5 sono state

promosse nel 2006, per un importo complessivo di fr. 34'512.25. Nel caso di

specie determinante è che per tre procedure ammontanti a fr. 326.40

rispettivamente a fr. 521.60 rispettivamente a fr. 5'757.60, nel corso del

2006, sono state emesse le comminatorie di fallimento e che per un’ulteriore

esecuzione, ammontante a fr. 1'214.-- è stata presentata la domanda di proseguimento.

Orbene l’aumento delle esecuzioni e il fatto che per tre procedure si sia già

giunti ad emettere la comminatoria di fallimento rispettivamente per una a

chiedere il proseguimento dell’esecuzione portano a concludere che l’appellante

non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Va

inoltre rilevato che a carico di AP 1 sono stati emessi nel periodo dal 24

febbraio 2005 al 6 febbraio 2006 cinque attestati di carenza di beni per un

importo complessivo di fr. 48'510.85. Il presupposto della solvibilità non

appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF

non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento dAP 1 non può essere

annullato.

2.

L'appello

22.

febbraio 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L'appello

22 febbraio 2006 di AP 1, __________, è respinto.

1.1.

Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP

1, __________, a far tempo da

martedì 23 maggio 2006 alle ore 10.00.

2. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già

anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione a:

RA 1AP

1;

AO 1, __________;

Ufficio __________

– Ufficio

dei registri __________.

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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