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Decisione

14.2006.56

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

12 luglio 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

dell’UEF __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 810.--

oltre interessi e spese.

B. All’udienza di contraddittorio del 7 giugno 2006 nessuno è comparso.

C. Con sentenza 7 giugno 2006 il Pretore del Distretto __________ ha

dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dall’8 giugno 2006 alle ore 09.00.

D. Con atto d’appello 12 giugno 2006 AP 1

asserisce

di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo

una ricevuta 9 giugno 2006 (doc. B) relativa al pagamento di fr. 1'167.-- a

saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________. L’appellante dichiara poi la

sua intenzione di saldare le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti,

mentre altre procedure, già liquidate, verranno ritirate. AP 1 rileva infine di

contestare la procedura n. __________, in quanto non debitore, tant’è che

l’escutente non ha mai intentato causa nei suoi confronti.

Il 27

giugno 2006 AP 1 ha inviato un’integrazione all’appello con allegati.

Considerato

Considerandi

1.

a) La

decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità

giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.

In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

Secondo

il tenore dell’art. 174 cpv. 2 LEF i nova autentici (ossia i fatti e le prove

nuovi subentrati dopo la dichiarazione di fallimento) e la solvibilità devono

essere resi verosimili con l’inoltro dell’appello. Secondo la giurisprudenza e

la dottrina la documentazione necessaria deve essere presentata entro il

termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II,

Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 24 e 26 ad art. 174, Cometta, Commentaire Romand,

Poursuite et faillite, Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 3 e 6 ad art. 174).

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,

op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs-

und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,

Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.

174.

E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,

Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Con l’atto

d’appello AP 1 ha dichiarato che la sentenza pretorile di fallimento gli è

stata notificata il 12 giugno 2006. L’appello datato 12 giugno 2006, pervenuto

alla Pretura il 13 giugno 2006, è quindi tempestivo, mentre l’integrazione 27

giugno 2006, con i rispettivi allegati, va estromessa dall’incarto in quanto

tardiva.

d) Dalla

ricevuta della AO 1 (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è

stata saldata il 9 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di

fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv.

2.

n. 1 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle

esecuzioni dell’UEF __________ 11 luglio 2006 risulta che delle 9 procedure

pendenti nei confronti dell’appellante 8 sono state pagate. L’unica esecuzione

ancora aperta, la n. __________, si trova allo stadio di opposizione totale.

Orbene in questo stadio della procedura non può ancora essere ritenuto che il

credito posto in esecuzione sia accertato.

Pertanto,

il fatto che l’appellante sia stato in grado di saldare le ulteriori esecuzioni

pendenti nei suoi confronti porta a concludere che non si trova in uno stato d’illiquidità

e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.

Di

conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile il

presupposto della sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il

fallimento può essere annullato.

2.

L'appello

12.

giugno 2006 di AP 1 va pertanto accolto.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF),

mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta

(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le spese

dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 LEF

pronuncia: I. L'appello

12 giugno 2006 di AP 1, __________, è accolto.

“1. La

dichiarazione di fallimento 8 giugno 2006 pronunciata dal Pretore del Distretto

__________, inc. EF__________, nei confronti di AP 1, __________, è annullata.

2. La

tassa di giustizia di prima sede di fr. 150.--, da anticipare come di rito,

resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Le

spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti __________, da anticipare come di

rito, sono poste a carico di AP 1.”

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 225.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità

III. Intimazione

a:

- AP 1, __________;

- AO 1, __________;

- Ufficio

esecuzione e fallimenti __________;

- Ufficio

Registri __________;

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di __________.

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello

Il presidente:

La segretaria:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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