14.2006.56
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
12 luglio 2006Italiano7 min
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Numero d'incarto:
14.2006.56
Data decisione, Autorità:
12.07.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2006.56
Lugano
12 luglio
2006/B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
28 aprile 2006 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza il Pretore del Distretto __________
con sentenza 7 giugno 2006 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a
far tempo
dall’8 giugno 2006 alle ore 09.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 12 giugno 2006 ha postulato
l’annullamento del fallimento;
rilevato che
con ordinanza presidenziale 16 giugno 2006 all’appello è stato concesso effetto
sospensivo parziale;
visto lo
scritto 10 luglio 2006 della parte appellata che conclude, chiedendo “di
accogliere il ricorso inoltrato dal signor AP 1”;
ritenuto
In
fatto:
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
dell’UEF __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 810.--
oltre interessi e spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 7 giugno 2006 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 7 giugno 2006 il Pretore del Distretto __________ ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dall’8 giugno 2006 alle ore 09.00.
D. Con atto d’appello 12 giugno 2006 AP 1
asserisce
di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo
una ricevuta 9 giugno 2006 (doc. B) relativa al pagamento di fr. 1'167.-- a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________. L’appellante dichiara poi la
sua intenzione di saldare le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti,
mentre altre procedure, già liquidate, verranno ritirate. AP 1 rileva infine di
contestare la procedura n. __________, in quanto non debitore, tant’è che
l’escutente non ha mai intentato causa nei suoi confronti.
Il 27
giugno 2006 AP 1 ha inviato un’integrazione all’appello con allegati.
Considerato
Considerandi
1.
a) La
decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità
giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
Secondo
il tenore dell’art. 174 cpv. 2 LEF i nova autentici (ossia i fatti e le prove
nuovi subentrati dopo la dichiarazione di fallimento) e la solvibilità devono
essere resi verosimili con l’inoltro dell’appello. Secondo la giurisprudenza e
la dottrina la documentazione necessaria deve essere presentata entro il
termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II,
Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 24 e 26 ad art. 174, Cometta, Commentaire Romand,
Poursuite et faillite, Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 3 e 6 ad art. 174).
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud,
op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs-
und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174.
E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Con l’atto
d’appello AP 1 ha dichiarato che la sentenza pretorile di fallimento gli è
stata notificata il 12 giugno 2006. L’appello datato 12 giugno 2006, pervenuto
alla Pretura il 13 giugno 2006, è quindi tempestivo, mentre l’integrazione 27
giugno 2006, con i rispettivi allegati, va estromessa dall’incarto in quanto
tardiva.
d) Dalla
ricevuta della AO 1 (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è
stata saldata il 9 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di
fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv.
2.
n. 1 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni dell’UEF __________ 11 luglio 2006 risulta che delle 9 procedure
pendenti nei confronti dell’appellante 8 sono state pagate. L’unica esecuzione
ancora aperta, la n. __________, si trova allo stadio di opposizione totale.
Orbene in questo stadio della procedura non può ancora essere ritenuto che il
credito posto in esecuzione sia accertato.
Pertanto,
il fatto che l’appellante sia stato in grado di saldare le ulteriori esecuzioni
pendenti nei suoi confronti porta a concludere che non si trova in uno stato d’illiquidità
e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.
Di
conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile il
presupposto della sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il
fallimento può essere annullato.
2.
L'appello
12.
giugno 2006 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF),
mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 LEF
pronuncia: I. L'appello
12 giugno 2006 di AP 1, __________, è accolto.
“1. La
dichiarazione di fallimento 8 giugno 2006 pronunciata dal Pretore del Distretto
__________, inc. EF__________, nei confronti di AP 1, __________, è annullata.
2. La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 150.--, da anticipare come di rito,
resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Le
spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti __________, da anticipare come di
rito, sono poste a carico di AP 1.”
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 225.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità
III. Intimazione
a:
- AP 1, __________;
- AO 1, __________;
- Ufficio
esecuzione e fallimenti __________;
- Ufficio
Registri __________;
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.
terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente:
La segretaria:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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