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Decisione

14.2006.58

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

23 agosto 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'198.65 oltre accessori,

dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 17 maggio 2006 la convenuta ha

dichiarato di voler saldare il suo debito mediante pagamenti rateali.

C. Con sentenza 21 giugno 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il

fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00.

D. Con

l’atto d’appello la AP 1 ha dichiarato di avere saldato l’esecuzione in

oggetto, producendo una ricevuta 23 giugno 2006 __________ relativa al

versamento di fr. 797.70 (doc. B). L’appellante ha poi inoltrato un estratto 22

giugno 2006 (doc. C) delle sue esecuzioni, rilevando che nei suoi confronti

sono pendenti 24 procedure per un importo complessivo di fr. 29'569.20, esclusa

l’esecuzione in oggetto ed un’ulteriore procedura promossa per lo stesso

credito. Contro 9 di queste ha interposto opposizione, mentre altre tre

beneficiano di una dilazione di pagamento. La debitrice ha poi dichiarato di

volere ottenere la cancellazione di altre 7 procedure come pure dell’esecuzione

n. __________ che si trova allo stadio del pignoramento, mentre le procedure

promosse da __________, già in parte pagata, rispettivamente da __________

verranno in breve completamente saldate.

Considerato

Considerandi

1.

a)

In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può

annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la

decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che

nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b)

L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi,

subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso

proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte

Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2

n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il

debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre

che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in

senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di

evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può

tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,

concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve

impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro

crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore

deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un

indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni

pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute

posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere

in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve

essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi

concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre

semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al

debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere

troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più

verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già

con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione

della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione

dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo

1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta __________

(doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23

giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui

risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

22.

giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante

sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui

va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere

da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che

in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni

rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato

eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la

debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi

impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere

la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due

altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure

esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il

presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente

verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui

il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato.

2.

L'appello

27.

giugno 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamato

l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L'appello 27 giugno 2006 di

AP 1, __________, è respinto.

1.1

Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da

martedì

29.

agosto 2006 alle ore 10.00.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3.

Intimazione

a:

RA

1AP 1. __________, __________;

–AO 1avv. __________, __________;

– Ufficio __________

Ufficio dei registri __________.

Comunicazione alla Pretura __________terzi

implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il

presidente: Il

segretario:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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