14.2006.58
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
23 agosto 2006Italiano7 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.2006.58
Data decisione, Autorità:
23.08.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2006.58
Lugano
23 agosto
2006 /B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
12 aprile 2006 presentata da
AO 1
rappr. dall’ RA 1
contro
AP 1
rappr. dall’ RA 2
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 21 giugno 2006 ha così deciso:
“1. È pronunciato il
fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle
ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1
che con atto 27 giugno 2006 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 27/28
giugno 2006 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'198.65 oltre accessori,
dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 17 maggio 2006 la convenuta ha
dichiarato di voler saldare il suo debito mediante pagamenti rateali.
C. Con sentenza 21 giugno 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il
fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00.
D. Con
l’atto d’appello la AP 1 ha dichiarato di avere saldato l’esecuzione in
oggetto, producendo una ricevuta 23 giugno 2006 __________ relativa al
versamento di fr. 797.70 (doc. B). L’appellante ha poi inoltrato un estratto 22
giugno 2006 (doc. C) delle sue esecuzioni, rilevando che nei suoi confronti
sono pendenti 24 procedure per un importo complessivo di fr. 29'569.20, esclusa
l’esecuzione in oggetto ed un’ulteriore procedura promossa per lo stesso
credito. Contro 9 di queste ha interposto opposizione, mentre altre tre
beneficiano di una dilazione di pagamento. La debitrice ha poi dichiarato di
volere ottenere la cancellazione di altre 7 procedure come pure dell’esecuzione
n. __________ che si trova allo stadio del pignoramento, mentre le procedure
promosse da __________, già in parte pagata, rispettivamente da __________
verranno in breve completamente saldate.
Considerato
Considerandi
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può
annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la
decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che
nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi,
subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso
proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta __________
(doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23
giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui
risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
22.
giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante
sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui
va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere
da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che
in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni
rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato
eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la
debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi
impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere
la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due
altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure
esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il
presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente
verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui
il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato.
2.
L'appello
27.
giugno 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Per
questi motivi,
richiamato
l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello 27 giugno 2006 di
AP 1, __________, è respinto.
1.1
Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da
martedì
29.
agosto 2006 alle ore 10.00.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3.
Intimazione
a:
RA
1AP 1. __________, __________;
–AO 1avv. __________, __________;
– Ufficio __________
–
Ufficio dei registri __________.
Comunicazione alla Pretura __________terzi
implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster