14.2006.59
rigetto definitivo dell'opposizione: carenza di capacità di stare in lite della procedente, che pone in esecuzione premi dovuti in applicazione della LAINF
6 novembre 2006Italiano8 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.2006.59
Data decisione, Autorità:
06.11.2006, CEF
Titolo:
rigetto definitivo dell'opposizione: carenza di capacità di stare in lite della procedente, che pone in esecuzione premi dovuti in applicazione della LAINF
ATTO NULLO / ATTI NULLI
PRESUPPOSTI O ECCEZIONI PROCESSUALI
RAPPRESENTANZA PROCESSUALE
art. 97 cf. 4 CPC-TI
art. 142 cpv. 1 let. a CPC-TI
art. 321 CPC-TI
art. 61 cpv. 1 LAINF
art. 62 LAINF
art. 20 LALEF
art. 25 LALEF
Incarto n.
14.2006.59
Lugano
6 novembre
2006
LS/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Locatelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 11 maggio 2006 da
AO 1,
(rappr. dall' RA 2 )
contro
AP 1
(rappr. dall' RA 1 )
tendente ad ottenere il rigetto definitivo
dell'opposizione interposta da AP 1 al PE n. __________ del 8/9 maggio 2006
dell'UEF __________;
sulla quale istanza il Pretore del Distretto __________,
con sentenza 8 giugno 2006 (EF.2006.117), ha così deciso:
“1. L'istanza è accolta.
§ Di conseguenza l'opposizione
interposta dalla AP 1, __________, al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti __________ notificato 9 maggio 2006, è
respinta in via definitiva.
2. La tassa di giustizia globale di fr. 200.–, da
anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte convenuta, la
quale rifonderà a controparte fr. 100.– a titolo di indennità.
3. omissis.”.
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'escussa che con
atto 21 giugno 2006 chiede di dichiarare nulla l'istanza e -in via subordinata-
di respingerla, con protesta di spese, tasse e ripetibili di prima e di seconda
sede;
viste le osservazioni 21 luglio 2006 della parte appellata,
chiedente la reiezione del gravame, con protesta di spese e ripetibili;
richiamato il decreto presidenziale del 28 giugno 2006 con cui
all'appello è stato concesso effetto sospensivo;
esaminati atti e
documenti;
ritenuto
in fatto: A. Con PE n. __________ dell'8/9 maggio 2006 dell'UEF __________, AO 1,
ha escusso AP 1 per l'incasso della somma capitale di fr. 35'688.90, indicando
quale titolo di credito: “(1) Fattura dei premi provvisori 2006, in scad.
01.04.2006, (2) Fattura d'interesse di mora, in scad. 01.03.2006 e (3) Fattura
d'interesse di mora, in scad. 01.03.2006”. Interposta tempestiva opposizione, la
procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo.
B. La
procedente fonda la sua pretesa sulla fattura 10 novembre 2005 relativa al
conteggio per l'anno 2006 dei premi provvisori dovuti in applicazione della
legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF) (doc. B), oltre
a due fatture 8 febbraio 2006 concernenti interessi di mora dovuti per i premi
provvisori 2005 scaduti in data 01.01.2005 (doc. C) e rispettivamente 01.07.2005
(doc. D).
C. All'udienza
di contraddittorio del 7 giugno 2006, cui l'istante non ha partecipato, l'escussa
ha postulato la conferma dell’opposizione al precetto esecutivo. Essa ha
altresì contestato il tasso applicato per determinare gli importi relativi ai premi
e agli interessi rivendicati da AO 1, si è dichiarata disposta a trovare una
soluzione bonale alla vertenza e, infine, ha proposto l'audizione di un teste.
D. Con
sentenza 8 giugno 2006 il Pretore del Distretto __________ ha accolto l'istanza
di rigetto definitivo dell'opposizione, riconoscendo le tre fatture, provviste dell'attestato
di crescita in giudicato, quali validi titoli esecutivi per l'importo posto in
esecuzione. Nulla indicava poi che il debito fosse stato altrimenti estinto,
prorogato o prescritto, uniche eccezioni proponibili davanti al giudice del
rigetto.
E. Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1, chiedendo di dichiarare
nulla l'istanza per carenza della capacità di stare in lite dell'istante. Contesta
poi l'esistenza di un valido titolo di rigetto definitivo per l'importo posto
in esecuzione. Sostiene infine che l'obbligo legale al pagamento esisterebbe solo
riguardo ai conteggi definitivi, ma non per i premi provvisori e i relativi interessi
di mora.
F. Con
le sue osservazioni 21 luglio 2006, AO 1 chiede la reiezione del gravame con
argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.
Considerato
in diritto: 1. L'appellante
contesta la capacità di stare in lite della procedente in quanto l'istanza di
rigetto è stata sottoscritta da tale __________, senza che egli possedesse un
diritto di firma o la qualità di organo o ancora stesse agendo quale
patrocinatore legale.
Ora,
la capacità di una parte di stare in lite e la legittimazione dei suoi rappresentanti
al patrocinio, costituiscono un presupposto processuale che il giudice esamina
d'ufficio, in ogni stadio di causa (art. 97 n. 4 CPC, applicabile anche nelle
procedure previste all'art. 20 LALEF, per rinvio dell'art. 25 LALEF): quindi
anche in sede di appello. Di conseguenza, ancorché l’appellante non abbia
eccepito nulla al proposito in prima sede, l’AO 1 è ora malvenuto sostenendo l'impossibilità
di controparte ad addurre fatti nuovi e nuove eccezioni in virtù dell'art. 321
CPC.
2. In
concreto, l'istanza in esame è stata firmata in
nome e per conto di AO 1 da __________, suo dipendente presso il Team __________
(istanza, pag. 2). L'istante invero osserva che la ricorrente non ha mai
contestato il ruolo di questa persona all'intero dell'istituto e, anzi, che essa
medesima lo aveva riconosciuto quale “responsabile in questo settore” (verbale,
pag. 2 e 3). Ora, è ben vero che, oltre alle affermazioni della convenuta, questa
circostanza trova riscontro nell'intestazione dell'istanza (pag. 1). Ma, il solo
fatto di essere stato -quale impiegato- “persona di riferimento e quindi
perfettamente cognita della materia” (appello, pag. 3), non è certo sufficiente
per ritenere __________ abilitato a rappresentare l'istituto verso terzi e
nell'ambito di una procedura giudiziaria.
3. Pacifico
che il firmatario dell’istanza non abbia agito come patrocinatore legale
ai sensi dell'art. 64 CPC, agli atti non v'è alcun elemento che indichi che questa
persona sia stata altrimenti autorizzata ad agire negli interessi di AO 1. Simile
potere di rappresentanza non può nemmeno essere dedotto dalla legge. Quale
persona giuridica di diritto pubblico in effetti, l'istituto AO 1 agisce
tramite i propri organi, fra cui vanno appunto enumerate le
singole agenzie circondariali (art. 61 cpv. 1 e 62 LAINF). Esse sono incaricate
di gestire gli affari nel loro raggio d'azione e nei limiti
delle competenze loro attribuite (art. 15 del Regolamento sull'organizzazione
dell'__________ del 14 giugno 2002, in: RS 832.207). Ma,
nella domanda di rigetto, l'istante non ha mai fatto riferimento a eventuali disposizioni
interne da cui si potesse dedurre la legittimazione a rappresentare di __________.
Nemmeno di fronte all'esplicita contestazione formulata dall'escussa in appello,
essa non ha dimostrato alcunché, limitandosi ad affermare di poter “in ogni
momento fornire la prova dell'abilitazione del signor __________ a
rappresentarlo se fosse ciò richiesto” (osservazioni, pag. 3).
Per
contro l'istante, produce in questa sede procura relativa al mandato conferito
al legale incaricato di redigere le osservazioni all'appello che nulla ha a che
vedere con i presupposti dell’istanza 11 maggio 2006.
4. Il
difetto di un presupposto processuale determina la nullità degli atti del
rappresentante indebito e dell'intero procedimento da essi originato (art. 97
n. 4 CPC combinato con l'art. 142 cpv. 1 lett. a). Di
conseguenza, l'istanza 11 maggio 2006 dev'essere dichiarata nulla, così come
tutti gli atti processuali che ne sono seguiti, fino e compresa la sentenza 8
giugno 2006. Diviene così inutile esaminare la sostanza dell’appello.
5. L'appello 21 giugno 2006 di AP 1, __________, va di conseguenza
accolto. La tassa di giustizia segue la soccombenza dell'istante, che rifonderà
all'appellante un'equa indennità (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Per
Fatti
i quali motivi,
richiamato l'art. 20 e 25 LALEF; 97 n. 4, 142 cpv. 1 lett. a
e 321 CPC; 61 cpv. 1, 62 LAINF; 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF;
pronuncia: 1. L'appello
21 giugno 2006 di AP 1, __________, è accolto. Di conseguenza la sentenza 8
giugno 2006 del Pretore del Distretto __________, è riformata come segue:
“1. L'istanza 11 maggio 2006 di rigetto definitivo
dell'opposizione introdotta da AO 1 (EF.2006.117) nei confronti di AP 1, così
come tutti gli atti successivi, compresa la sentenza 8 giugno 2006 del Pretore
del Distretto __________ sono dichiarati nulli.
2. La
tassa di giustizia globale di fr. 200.–, da anticipare dalla parte istante, resta
a suo carico, con l'obbligo di rifondere alla convenuta fr. 100.– a titolo di
indennità.”
Considerandi
2.
La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 300.–, già anticipata
dall'appellante, è posta a carico di AO 1, con l'obbligo di rifondere a AP 1, __________,
fr. 400.– a titolo di indennità.
3.
Intimazione a: – RA 1, __________;
–
RA 2, __________.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto __________.
terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster