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Decisione

14.2006.63

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

23 agosto 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

__________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 4'669.85 oltre

accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 21 giugno 2006 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 4 luglio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il

fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 4 luglio 2006 alle ore 14.00.

D. Con l’atto d’appello AP 1 ha asserito di avere concordato un

pagamento rateale dell’esecuzione in oggetto n. __________ con la creditrice

(doc. C e D) e che quest’ultima ha ritirato la domanda di fallimento (doc. E).

Per quel che riguarda la sua solvibilità l’appellante ha prodotto un estratto 5

luglio 2006 delle sue esecuzioni (doc. F), rilevando che da tale documento

emerge che nei suoi confronti non sono stati emessi attestati di carenza di beni.

Inoltre i lavori in corso su quattro cantieri le permettono di poter contare su

entrate per un importo di fr. 119'000.-- (doc. G), mentre l’incasso dei

debitori scoperti (doc. H) le consentirà di superare le momentanee difficoltà di

liquidità. La debitrice ha poi rilevato di non avere debiti nei confronti dei

suoi fornitori rispettivamente dei suoi dipendenti, mentre è sua intenzione

pagare nel breve periodo, attingendo alle sue entrate, i debiti d’imposta e per

le assicurazioni sociali.

Considerato

Considerandi

1.

a) La

decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità

giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.

In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF

l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento

se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e

prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

Secondo

il tenore dell’art. 174 cpv. 2 LEF i nova autentici (ossia i fatti e le prove

nuovi subentrati dopo la dichiarazione di fallimento) e la solvibilità devono

essere resi verosimili con l’inoltro dell’appello. Secondo la giurisprudenza e

la dottrina la documentazione necessaria deve essere presentata entro il

termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco,

1998, n. 24 e 26 ad art. 174; Cometta, Commentaire Romand, Poursuite et faillite,

Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 3 e 6 ad art. 174).

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile

la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,

Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Con scritto 10 luglio 2006 la creditrice (doc. E) ha ritirato la

domanda di fallimento, e quindi posteriormente alla dichiarazione di

fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv.

2.

n. 3 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle

esecuzioni 5 luglio 2006 __________ emerge che nei confronti dell’appellante

sono pendenti 35 procedure, di cui due pagate, per un importo complessivo di fr.

327'968.33. Di queste esecuzioni due sono state promosse nel 2004, 20 nel 2005

e 13 nel 2006. Nel caso di specie determinante è che per quattro procedure sono

già stati emessi il 18 maggio rispettivamente il 16 agosto 2006 gli avvisi di

pignoramento, per due sono già state emesse il 22 giugno rispettivamente il 3

luglio 2006 le comminatorie di fallimento e per cinque ulteriori esecuzioni è

già stata presentata la domanda di realizzazione, il che dimostra che

l’appellante non riesce a far fronte ai suoi impegni. L’appellante sostiene di

essere tuttavia solvibile, potendo contare su prossime entrate per lavori in

corso o in fase di ultimazione (doc. G) e sull’incasso di debiti ancora scoperti

(doc. H), per un importo complessivo di fr. 312'191.05. Il fatto che

l’appellante abbia crediti per lavori eseguiti o in fase di ultimazione non è

tuttavia sufficiente a rendere verosimile la sua solvibilità, ritenuto che non

vi è certezza alcuna che gli importi elencati nei doc. G e H vengano anche

effettivamente pagati e, se del caso, quando. A questo proposito va osservato

che la debitrice deve rendere verosimile di disporre di liquidità per far

fronte ai suoi impegni entro il termine d’appello. In base a queste

considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente

verosimile e l’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione. Ne

consegue che il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

3.

L'appello

10.

luglio 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L'appello

10 luglio 2006 di AP 1__________, è respinto.

1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far

tempo da

martedì 29 agosto 2006 alle

ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione a:

RA 1AP

1;

AO 1 __________;

Ufficio __________

– Ufficio

dei registri __________.

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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