14.2006.63
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
23 agosto 2006Italiano7 min
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Numero d'incarto:
14.2006.63
Data decisione, Autorità:
23.08.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 3 LEF
Incarto n.
14.2006.63
Lugano
23 agosto
2006
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 22 maggio 2006 presentata da
AO 1
rappr. dall’ RA 1
contro
AP 1
rappr. dall’ RA 2
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 4 luglio 2006 ha così deciso:
“1. È pronunciato il
fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 4 luglio 2006 alle
ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
10 luglio 2006 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 12/13
luglio 2006 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
__________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 4'669.85 oltre
accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 21 giugno 2006 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 4 luglio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il
fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 4 luglio 2006 alle ore 14.00.
D. Con l’atto d’appello AP 1 ha asserito di avere concordato un
pagamento rateale dell’esecuzione in oggetto n. __________ con la creditrice
(doc. C e D) e che quest’ultima ha ritirato la domanda di fallimento (doc. E).
Per quel che riguarda la sua solvibilità l’appellante ha prodotto un estratto 5
luglio 2006 delle sue esecuzioni (doc. F), rilevando che da tale documento
emerge che nei suoi confronti non sono stati emessi attestati di carenza di beni.
Inoltre i lavori in corso su quattro cantieri le permettono di poter contare su
entrate per un importo di fr. 119'000.-- (doc. G), mentre l’incasso dei
debitori scoperti (doc. H) le consentirà di superare le momentanee difficoltà di
liquidità. La debitrice ha poi rilevato di non avere debiti nei confronti dei
suoi fornitori rispettivamente dei suoi dipendenti, mentre è sua intenzione
pagare nel breve periodo, attingendo alle sue entrate, i debiti d’imposta e per
le assicurazioni sociali.
Considerato
Considerandi
1.
a) La
decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità
giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF
l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento
se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e
prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
Secondo
il tenore dell’art. 174 cpv. 2 LEF i nova autentici (ossia i fatti e le prove
nuovi subentrati dopo la dichiarazione di fallimento) e la solvibilità devono
essere resi verosimili con l’inoltro dell’appello. Secondo la giurisprudenza e
la dottrina la documentazione necessaria deve essere presentata entro il
termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco,
1998, n. 24 e 26 ad art. 174; Cometta, Commentaire Romand, Poursuite et faillite,
Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 3 e 6 ad art. 174).
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile
la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Con scritto 10 luglio 2006 la creditrice (doc. E) ha ritirato la
domanda di fallimento, e quindi posteriormente alla dichiarazione di
fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv.
2.
n. 3 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni 5 luglio 2006 __________ emerge che nei confronti dell’appellante
sono pendenti 35 procedure, di cui due pagate, per un importo complessivo di fr.
327'968.33. Di queste esecuzioni due sono state promosse nel 2004, 20 nel 2005
e 13 nel 2006. Nel caso di specie determinante è che per quattro procedure sono
già stati emessi il 18 maggio rispettivamente il 16 agosto 2006 gli avvisi di
pignoramento, per due sono già state emesse il 22 giugno rispettivamente il 3
luglio 2006 le comminatorie di fallimento e per cinque ulteriori esecuzioni è
già stata presentata la domanda di realizzazione, il che dimostra che
l’appellante non riesce a far fronte ai suoi impegni. L’appellante sostiene di
essere tuttavia solvibile, potendo contare su prossime entrate per lavori in
corso o in fase di ultimazione (doc. G) e sull’incasso di debiti ancora scoperti
(doc. H), per un importo complessivo di fr. 312'191.05. Il fatto che
l’appellante abbia crediti per lavori eseguiti o in fase di ultimazione non è
tuttavia sufficiente a rendere verosimile la sua solvibilità, ritenuto che non
vi è certezza alcuna che gli importi elencati nei doc. G e H vengano anche
effettivamente pagati e, se del caso, quando. A questo proposito va osservato
che la debitrice deve rendere verosimile di disporre di liquidità per far
fronte ai suoi impegni entro il termine d’appello. In base a queste
considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente
verosimile e l’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione. Ne
consegue che il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello
10.
luglio 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello
10 luglio 2006 di AP 1__________, è respinto.
1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far
tempo da
martedì 29 agosto 2006 alle
ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
RA 1AP
1;
–
AO 1 __________;
Ufficio __________
– Ufficio
dei registri __________.
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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