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Decisione

14.2006.70

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

28 settembre 2006Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

B. All’udienza di

contraddittorio del 26 giugno 2006 l’escussa ha ribadito la sua proposta

contenuta nello scritto 11 maggio 2006 precisando che lo stesso giorno avrebbe

versato all’UEF un primo acconto di fr. 8'000.--.

Presone

atto il primo giudice ha fissato alla parte debitrice un ultimo termine

scadente il 25 luglio 2006 per saldare il suo debito.

C. Avendo

la creditrice con scritto 11 agosto 2008 comunicato alla Pretura il mancato

pagamento da parte dell’escussa, con sentenza 22 agosto 2008 il Segretario

assessore della Pretura di __________ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far

tempo da giovedì 22 agosto 2006 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 24 agosto 2006 AP 1 ha prodotto un telefax 23 agosto 2006 della

creditrice, da cui risulta che l’importo residuo ammontava a fr. 18'200.65

(doc. 2), e una ricevuta postale 24 agosto 2006 relativa al versamento del

predetto importo a __________ in favore dell’appellata (doc. 3).

E. Con

scritto 7 settembre 2006 la creditrice ha confermato il pagamento del suo

debito da parte di AP 1.

Considerato

in diritto: 1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

Considerandi

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,

Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und

Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.

446.

ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;

SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dal fax 23

agosto 2006 della creditrice inviato all’appellante indicante l’importo residuo

ammontante a fr. 18'200.65 (doc. 2) e dalla ricevuta __________relativa al

pagamento del predetto importo a favore della creditrice (doc. 3) emerge che

l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 24 agosto 2006, e

quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta

adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

2.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

26.

settembre 2006 __________ emerge che nei confronti dell’appellante sono

pendenti 40 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 203'713.95, di cui 7

promosse nel 2004, 14 nel 2005 e ben 19 nel 2006. Nel caso di specie

determinante è che nell’anno in corso sono già state presentate 3 domande di

proseguire l’esecuzione, che due pignoramenti sono già stati eseguiti e che

sono stati già emessi 2 ulteriori avvisi di pignoramento e 4 comminatorie di

fallimento. Ciò porta a concludere che la situazione finanziaria dell’escussa è

andata via via deteriorandosi e che non dispone della liquidità sufficiente per

far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della solvibilità non appare di

conseguenza sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi

trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

3.

L'appello

24.

agosto 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

24 agosto 2006 di AP 1, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

martedì

3 ottobre 2006 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione

a:

RA

1AP 1;

AO

1__________;

– Ufficio __________

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente La

segretaria

rzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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