14.2006.71
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
21 settembre 2006Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2006.71
Data decisione, Autorità:
21.09.2006, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento.
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2006.71
Lugano
21 settembre 2006
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 14 luglio 2006 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza il Segretario assessore della
Pretura __________ con sentenza 17 agosto 2006 ha così deciso:
“1. È
pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo dal giorno di
venerdì 18 agosto 2006 alle ore 14.30.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
25 agosto 2006 ne postula l’annullamento;
preso atto delle osservazioni 7 settembre 2006
della parte appellata;
rilevato che con ordinanza presidenziale 29 agosto
2006 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'137.05 compresi interessi e
spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 16 agosto 2006 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 17 agosto 2006 il Segretario assessore della __________
ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 18 agosto 2006 alle
ore 14.30.
D. Con l’atto d’appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione
in oggetto, producendo una ricevuta 25 agosto 2006 dell’UEF __________ relativa
al versamento di fr. 2'139.30 ( doc. C). L’appellante ha poi sostenuto di avere
sanato la sua posizione debitoria, inoltrando un estratto delle sue esecuzioni per
il 25 agosto 2006 (doc. A), quattro ricevute dell’UEF __________ (doc. B, D ed
E) e un accordo 21 agosto 2006 di pagamento rateale con la ricevuta 25 agosto
2006 della prima rata pagata (doc. F e G).
Considerato
Considerandi
1.
a) La decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF
l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento
se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e
prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta dell’UEF __________
relativa al versamento di fr. 2'135.30 (doc. C) emerge che l’appellante ha
saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ il 25 agosto 2006, ossia
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il
presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel
che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle
esecuzioni 25 agosto 2006 __________ (doc. A) si deduce che nei confronti
dell’appellante erano pendenti 7 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 14'526.70.
Di queste esecuzioni, oltre a quella in esame, tre ulteriori, ossia la n. __________
per fr. 76.-- rispettivamente la n. __________ per fr. 803.50 e la n. __________
per fr. 80.-- risultano essere state pagate (doc. B, D ed E), mentre per la
procedura n. __________ è stato concordato il pagamento rateale, di cui la
prima rata di fr. 450.-- è stata versata (doc. G). Nel caso di specie determinante
è tuttavia che per due ulteriori esecuzioni, per importi abbastaza elevati, la
n. __________ per fr. 6'658.80 e la n. __________ per fr. 1'836.85, sono già
state emesse il 19 rispettivamente il 18 maggio 2006 le comminatorie di
fallimento; il che dimostra che l’appellante, in particolare se si tratta di
importi elevati, non riesce a far fronte ai suoi debiti. In base a queste
considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso
sufficientemente verosimile e l’art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare
applicazione. Ne consegue che il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello
25.
agosto 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La tassa
di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: 1. L'appello
25 agosto 2006 di AP 1, è respinto.
1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da
martedì 26 settembre 2006 alle
ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 90.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
RA 1AP
1, __________;
–
AO 1, __________;
Ufficio __________– Ufficio dei registri __________.
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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