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Decisione

14.2006.71

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

21 settembre 2006Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'137.05 compresi interessi e

spese.

B. All’udienza di contraddittorio del 16 agosto 2006 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 17 agosto 2006 il Segretario assessore della __________

ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 18 agosto 2006 alle

ore 14.30.

D. Con l’atto d’appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione

in oggetto, producendo una ricevuta 25 agosto 2006 dell’UEF __________ relativa

al versamento di fr. 2'139.30 ( doc. C). L’appellante ha poi sostenuto di avere

sanato la sua posizione debitoria, inoltrando un estratto delle sue esecuzioni per

il 25 agosto 2006 (doc. A), quattro ricevute dell’UEF __________ (doc. B, D ed

E) e un accordo 21 agosto 2006 di pagamento rateale con la ricevuta 25 agosto

2006 della prima rata pagata (doc. F e G).

Considerato

Considerandi

1.

a) La decisione del giudice del fallimento può essere deferita

all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.

In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF

l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento

se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e

prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,

vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht

und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,

p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,

Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dalla ricevuta dell’UEF __________

relativa al versamento di fr. 2'135.30 (doc. C) emerge che l’appellante ha

saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ il 25 agosto 2006, ossia

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il

presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle

esecuzioni 25 agosto 2006 __________ (doc. A) si deduce che nei confronti

dell’appellante erano pendenti 7 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 14'526.70.

Di queste esecuzioni, oltre a quella in esame, tre ulteriori, ossia la n. __________

per fr. 76.-- rispettivamente la n. __________ per fr. 803.50 e la n. __________

per fr. 80.-- risultano essere state pagate (doc. B, D ed E), mentre per la

procedura n. __________ è stato concordato il pagamento rateale, di cui la

prima rata di fr. 450.-- è stata versata (doc. G). Nel caso di specie determinante

è tuttavia che per due ulteriori esecuzioni, per importi abbastaza elevati, la

n. __________ per fr. 6'658.80 e la n. __________ per fr. 1'836.85, sono già

state emesse il 19 rispettivamente il 18 maggio 2006 le comminatorie di

fallimento; il che dimostra che l’appellante, in particolare se si tratta di

importi elevati, non riesce a far fronte ai suoi debiti. In base a queste

considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso

sufficientemente verosimile e l’art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare

applicazione. Ne consegue che il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

3.

L'appello

25.

agosto 2006 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La tassa

di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: 1. L'appello

25 agosto 2006 di AP 1, è respinto.

1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

martedì 26 settembre 2006 alle

ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 90.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione a:

RA 1AP

1, __________;

AO 1, __________;

Ufficio __________– Ufficio dei registri __________.

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente: Il

segretario:

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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