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Decisione

14.2006.78

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

7 novembre 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

dell’esecuzione n. __________ __________ gli avvocati AO 2, AO 3, AO 4 e AO 1

hanno chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 982.50 oltre accessori e dedotti

eventuali acconti.

B. All’udienza

di contraddittorio del 23 agosto 2006 la debitrice non è comparsa.

C. Con

sentenza 5 settembre 2006 la Pretore del __________, ha dichiarato il

fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 5 settembre 2006 alle ore 14.00.

D. Con

atto d’appello 18 settembre 2006 AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito

nei confronti degli appellati, producendo una ricevuta 18 settembre 2006 __________

relativa al pagamento di fr. 1'425.30 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________

(doc. 3). L’appellante rileva poi che dall’estratto delle sue esecuzioni 14

settembre 2006 (doc. 4) emerge che nei suoi confronti sono pendenti, oltre a

quella in oggetto, due ulteriori procedure la n. __________ rispettivamente la n.

__________, entrambe promosse dalla __________, contro le quale aveva interposto

opposizione l’8 novembre 1999 rispettivamente il 21 settembre 2000. Le due relative

cause creditorie si sono concluse con due decreti di stralcio, il primo

riferito all’azione principale e datato 2 aprile 2004 è stato pronunciato per

intervenuta perenzione processuale (doc. 8 e 9), mentre il secondo stralcio,

riferito all’azione riconvenzionale promossa dall’appellante (doc. 12) e datato

22 aprile 2004, è stato pronunciato in seguito al raggiungimento tra le parti

di un accordo transattivo sulle reciproche pretese (doc. 10 e 11). D’altro

canto, rileva AP 1, la __________ ha chiesto la cancellazione delle due

esecuzioni con scritto 14 settembre 2006 (doc. 15 e 16).

E. Con le sue osservazioni la parte appellata conferma il pagamento dell’esecuzione

in oggetto da parte dell’appellante.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo dovuto è

stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del

creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi

impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv.

2.

n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il

debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre

che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in

senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di

evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può

tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,

concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve

impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro

crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore

deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un

indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni

pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute

posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere

in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve

essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi

concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre

semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al

debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere

troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più

verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già

con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione

della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione

dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des

Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,

Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________ (doc. 3)

emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata da Giopier Sagl

il 18 settembre 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento,

per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

delle esecuzioni __________ al 30 ottobre 2006 si evince che a carico di Giopier

Sagl è ancora pendente un’unica esecuzione, ossia quella in oggetto, che però

risulta essere stata pagata. Le due ulteriori procedure indicate sull’estratto

al 14 settembre 2006, prodotto dall’appellante quale doc. 4, non vi appaiono

più essendone stata richiesta la cancellazione da parte della Sun Box SA con

scritto 14 settembre 2006 (doc. 15). Pertanto il fatto che la debitrice sia

stata in grado di saldare l’unica esecuzione ancora pendente nei suoi confronti

dimostra che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.

Avendo

pertanto AP 1 reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, ai sensi

dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.

2.

L'appello

18.

settembre 2006 di AP 1 va pertanto accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49

OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone

presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le

spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174

LEF

pronuncia:

I. L'appello

18 settembre 2006 di AP 1 è accolto. Di conseguenza:

“1. La dichiarazione di

fallimento 5 settembre 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. ____________________

nei confronti di AP 1, Gentilino, è annullata.

2. La tassa di giustizia

di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP

1AP 1 Non si assegnano indennità.

3. Le spese dell’Ufficio __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

RA 1

-

__________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente

La segretaria

terzi implicati

erzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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