Lexipedia

Decisione

14.2006.80

opposizione al sequestro: esistenza del credito - onorario pattuito nell'ambito di un contratto che le parti qualificano di mandato - fatti nuovi

3 aprile 2007Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti

alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse

devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro

nei documenti che considerano determinanti.

3. In

virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso

contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la

giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], consid.

1.5.e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia fatti,

prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della sentenza

di primo grado (cosiddetti "nova" in senso proprio), sia quelli

verificatisi prima ("nova" in senso improprio). La

possibilità di addurre fatti nuovi comprende quella di produrre nuovi mezzi di

prova (Vogel/Spühler, op. cit., n.

42 ad cap. 13), ciò tuttavia solo fino alla fase dello scambio degli allegati

in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3], consid. 3). Le limitazioni

di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in materia di

sequestro (cfr. art. 22 cpv. 4 LALEF).

Nel

caso concreto, diversamente da quanto sostiene l'opponente, i documenti prodotti

in questa sede, sono pertanto ammissibili.

4. Giusta

l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene

concesso dal giudice del luogo in

cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

1. del credito;

Considerandi

2.

di una causa di sequestro;

3.

di beni appartenenti al

debitore.

In

concreto, litigiosa è unicamente l'esistenza del credito posto a fondamento del

sequestro.

5.

L'appellante

reputa di avere reso verosimile il credito di fr. 22'433.–, fondandosi sulla propria

fattura 28 novembre 2005 (doc. A) e sullo scritto 11 gennaio 2006 del debitore (doc.

B), nonché sulla promozione da parte sua della causa di merito nei confronti

dell'opponente, intesa al riconoscimento e all'incasso del medesimo credito nel

suo importo complessivo, ovvero oggetto della fattura menzionata.

Orbene,

che le parti fossero legate da un contratto -da loro stesse qualificato come mandato-

non è mai stato in discussione: alla richiesta di onorario di fr. 22'430.–

contenuta in quella fattura denominata “Ristrutturazione villa in __________, mappale

n° __________ – Propr. __________”, con risposta 11 gennaio 2006 il debitore si

è opposto, evidenziando che in rapporto a quanto eseguito quell'importo era eccessivo.

E, nessun documento agli atti fornisce indicazioni sulle modalità di

calcolo dell'onorario di un architetto. Certo, nel conteggio 28 novembre 2005,

il sequestrante ha suddiviso le ore di lavoro e la tariffa oraria a dipendenza di

chi fra i suoi collaboratori, aveva prestato il proprio contributo lavorativo.

Ma, nemmeno ciò consente un raffronto utile con l'elenco delle prestazioni che a

detta del creditore sono state effettuate (doc. A e N). Ancor meno con quanto egli

dice gli venne commissionato (doc. L) e, rispettivamente, con

l'incarico che il debitore sostiene di avergli realmente affidato (“Ermittlung

des Aufmasses, für die Erstellung einiger Pläne (ohne Schnitt und Ansicht), für

drei alternative Umbauskizzen, für zwei Besprechungen vor Ort und für eine

grobe Kostenschätzung der Baumassnahmen”: doc. B). In assenza di

altri dettagli, considerato che l'incarico era stato anzitempo interrotto (doc.

A), è altresì di poco aiuto sapere che, a suo tempo, il sequestrante aveva

preventivato un onorario complessivo (quindi fino a ristrutturazione conclusa)

di fr. 85'520.– (doc. B).

In

definitiva, il conteggio dell'onorario si basa unicamente sulle affermazioni

del creditore: di fronte alla specifica contestazione dell'opponente e,

ancorché limitato alla verosimiglianza, l'onere della prova di una mercede di

fr. 22'430.– non può ritenersi raggiunto.

6.

A

ulteriore sostegno della sua tesi e avvalendosi della facoltà di addurre fatti

nuovi rispetto alle allegazioni prodotte in prima sede, l'appellante produce

ora una copia della petizione 28 giugno 2006, presentata in Pretura contro AO 1

con cui chiede che questi sia condannato a versargli fr. 22'433.- oltre

interessi sulla base del medesimo contratto d'architetto (doc. I), una distinta

dei contenuti progettuali che afferma allestita dalla controparte (doc. L), una

distinta delle prestazioni annessa alla fattura 28 novembre 2005 (doc. M) e

recante la stessa data, nonché un elenco cronologico delle prestazioni

effettuate dal proprio studio nello svolgimento del mandato (doc. N). A

proposito di questi documentiAO 1, con le osservazioni 18 ottobre 2006

all'appello, si limita a contestarne la proponibilità. E' però evidente che,

pur offrendo con tali documenti una descrizione più dettagliata dell'attività

svolta, nonché dando un'immagine di serietà al proprio agire e alla conseguente

pretesa creditoria, assumendosi il rischio di una causa giudiziaria, il

procedente esibisce unicamente atti redatti da lui stesso e quindi allineabili

ad allegazioni di parte; ma ciò che più conta, in assenza di qualsiasi contestazione

(neppure a titolo subordinato) da parte dell'opponente, è il fatto che quegli

stessi documenti non sono in grado di offrire alcun indizio per quantificare

l'attività svolta dallo studio d'architettura, come nessun elemento di

verosimiglianza offre l'elencazione che sarebbe stata redatta dal mandante

(doc. L). Se non è solo verosimile, ma addirittura pacifico che vi siano state

prestazioni d'architetto in favore di AO 1, non v'è nessun indizio quanto

all'entità del credito di AP 1. Per questo motivo l'appello non può trovare

accoglimento.

Non

è invece in discussione, poiché l'opponente non ha impugnato la decisione del

Pretore, il credito di fr. 6'036.36 limitatamente al quale il

sequestro è stato confermato.

Motivi per quali,

richiamati gli art. 271

e segg. LEF, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

pronuncia: 1. L'appello 25 settembre 2006 dell'AP 1, __________,

è respinto.

2.

La

tassa di giustizia della presente decisione di fr. 300.–, già anticipata

dall'appellante, rimane a suo carico. L'AP 1, rifonderà a AO 1, __________, fr.

800.

– a titolo di indennità.

3.

Intimazione

a:

RA 2,

RA 1,.

Comunicazione alla Pretura del Distretto __________.

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 16'396.65,

non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.–, contro la presente decisione

è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000.

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la

controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.

74.

cpv. 2 lett. a LTF).

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster