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Decisione

14.2006.90

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

15 gennaio 2007Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 3'833.95 compresi interessi e

spese.

B. All’udienza di contraddittorio del 16 ottobre 2006 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 19 ottobre 2006 il Pretore __________ ha pronunciato il

fallimento di AP 1 a far tempo dal 19 ottobre 2006 alle ore 15.00.

D. Con atto d’appello 20 ottobre 2006 AP 1 ha dichiarato la sua intenzione

di pagare tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi

impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv.

2.

n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il

debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre

che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in

senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di

evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può

tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,

concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve

impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro

crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore

deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un

indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni

pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute

posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere

in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve

essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi

concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre

semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al

debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere

troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più

verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già

con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione

della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione

dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,

Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und

Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.

446.

ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;

SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) L’appellante non

ha dimostrato di avere, dopo la dichiarazione di fallimento, estinto

l’esecuzione in oggetto (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), né di avere depositato

presso la scrivente Camera l’importo dovuto a disposizione della creditrice (art.

174.

cpv. 2 n. 2 LEF) e ancor meno ha provato che da parte di quest’ultima sia

stata ritirata la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF), per cui non

risultando adempiuto nessuno dei presupposti previsti all’art. 174 cpv. 2 LEF,

la dichiarazione di fallimento non può essere annullata.

d) In

via abbondanziale va ritenuto che dall’estratto 2 gennaio 2007 __________ emerge

che nei confronti dell’appellante sono pendenti 33 esecuzioni per un valore

complessivo di fr. 101'869.40, di cui 2 promosse nel 2003, 15 nel 2004, 8 nel

2005.

e 8 nel 2006. Nel caso di specie determinante è che nel corso del 2006

sono stati emessi 2 avvisi di pignoramento e 4 comminatorie di fallimento, il

che porta a concludere che l’escussa non dispone della liquidità sufficiente

per far fronte ai suoi impegni. Va poi osservato che a carico di AP 1 sono già

stati emessi 19 attestati di carenza di beni per un importo complessivo di fr.

84'518.89. Nemmeno il presupposto della solvibilità appare di conseguenza reso sufficientemente

verosimile.

2.

L'appello

20.

ottobre 2006 di AP 1 va quindi respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

20 ottobre 2006 di AP 1è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

martedì

16 gennaio 2007 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione

a:

RA 1AP 1AP 1, __________;

AO

1AO 1, __________;

– Ufficio __________

Comunicazione alla Pretura __________.

Comunicazione

alla Pretura __________ i implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30(trenta)

giorni dalla notificazione.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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