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Decisione

14.2007.15

Appello contro la dichiarazione di fallimento

18 aprile 2007Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1

per fr. 1'172.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza

di contraddittorio del 24 gennaio 2007 nessuno è comparso.

C. Con

sentenza 13 febbraio 2007 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di

AP 1 a far tempo da martedì 13 febbraio 2007 alle ore 14.00.

D. Con

l’atto di appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto,

producendo una ricevuta 20 febbraio 2007 __________ relativa al pagamento di

fr. 938.25 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa da AO 1 (doc. C).

L’appellante rileva poi di avere saldato un altro debito nei confronti

dell’escutente e pure debiti d’imposta (doc. B e e D), osservando che il

ritardo nel pagamento è in parte dovuto al fatto che attendeva, tramite la

propria società __________, il riconoscimento da parte di AO 1 dei bonus di

produzione e di fedeltà per il 2006, che intendeva compensare con gli scoperti

(doc. I). La debitrice osserva che dall’estratto delle sue esecuzioni risulta

un debito di fr. 18'609.15 (doc. F), per il quale dovrebbe venire concluso un

accordo. Inoltre è comproprietaria di una casa monofamigliare in cui risiede a __________,

il cui valore di stima ufficiale è di fr. 237'975.-- (doc. H) ed è socia al 50%

della __________ (doc. G).

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

superiore a disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.

L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare

i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di

una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, op. cit.,

n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,

Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.

174.

E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta

dell’UE __________ (doc. C) risulta che l’appellante ha pagato fr. 938.25 a

saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ il 20 febbraio 2007, e pertanto

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui ha ossequiato l’art.

174.

cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

27.

marzo 2007 dell’UE __________ emerge che nei confronti di AP 1 sono pendenti

3.

procedure esecutive per un valore complessivo di fr. 20'404.05. Di queste

esecuzioni una è stata pagata, mentre una è giunta allo stadio di opposizione

totale, per cui non essendo, in questa fase di procedura, il debito ancora

accertato non può essere ritenuto che l’appellante sia effettivamente debitrice

dell’importo posto in esecuzione. Nell’ambito della terza esecuzione n. __________

promossa da __________ per fr. 18'609.15 il 10 novembre 2006 è stata emessa la

comminatoria di fallimento. A questo proposito l’appellante ha dichiarato che

tra le parti dovrebbe venire concluso un accordo. Nessun documento è stato però

prodotto da AP 1 a conferma di quanto asserito. In merito allo scritto 22

febbraio 2007 di AO 1 relativo al bonus di produzione e di fedeltà per l’anno

2006.

ammontante a fr. 8'337.60 (doc. I), fatto valere da AP 1, che ritiene pertanto

di avere un credito nei confronti della creditrice da far valere in

compensazione, va osservato che il citato scritto 22 febbraio 2007 (doc. I) concerne

la __________, __________ a __________, società che ai sensi dell’art. 783 CO

ha acquistato la personalità giuridica con l’iscrizione a Registro di commercio

avvenuta il 16 dicembre 2003 (doc. G) e non AP 1 personalmente.

L’appellante

non può pertanto far valere in compensazione alcun credito nei confronti di AO

1, per mancanza di reciprocità, non essendo le parti debitrici una verso

l’altra (cfr. art. 120 CO). Il fatto poi che AP 1 sia socia al 50% della citata

__________ e che dall’estratto RC (doc. G) risulti che la sua quota ammonta a

fr. 10'000.--, non significa che essa disponga di mezzi liquidi sufficienti a

coprire il suo debito nei confronti di __________. L’escussa ha poi fatto valere

di essere comproprietaria per ½ della casa monofamigliare part. n. __________,

il cui valore ufficiale di stima è di fr.

237'975.--.

Dall’estratto del Registro fondiario al 23 febbraio 2007 (doc. H) emerge che

l’immobile è gravato da una cartella ipotecaria di 1. grado con diritto di

subingresso per fr. 550'000.--. L’appellante non ha prodotto alcun documento indicante

il valore commerciale dell’immobile, né alcun documento è stato prodotto in

relazione al debito effettivo nei confronti della banca detentrice della

cartella ipotecaria, per cui non è possibile determinare quanto sia elevato

effettivamente il debito ipotecario dell’appellante. Dal citato estratto del

Registro fondiario (doc. H) risulta inoltre che la quota di comproprietà di __________

(quota A) è gravata dalla restrizione del diritto di alienazione a norma della

LPP. La carente documentazione non permette pertanto di valutare quale sia la

reale situazione debitoria dell’escussa, ossia se gli attivi superano i passivi

e pertanto se l’appellante dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai

suoi impegni. Non avendo pertanto la debitrice fornito i necessari riscontri

oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l’art. 174 cpv. 2 LEF

non può essere applicato. Il fallimento di __________ non può quindi essere

annullato.

2.

L'appello

26.

febbraio 2007 di AP 1 va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

26 febbraio 2007 di AP 1, è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1__________, a far tempo da

mercoledì

25 aprile 2007 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a

carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

3. Intimazione

a:

-,;

-,;

-;

-;

-;

-,;

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente La

segretaria

rzi implicati

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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