14.2007.15
Appello contro la dichiarazione di fallimento
18 aprile 2007Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2007.15
Data decisione, Autorità:
18.04.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2007.15
Lugano
18 aprile
2007
B/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 21 novembre 2006 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. da RA 1
sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza 13 febbraio 2007 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a
far tempo da martedì
13 febbraio 2007 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
26 febbraio 2007 ne
postula l’annullamento;
preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con
ordinanza presidenziale 1. marzo 2007 all’appello è stato
concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1
per fr. 1'172.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza
di contraddittorio del 24 gennaio 2007 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 13 febbraio 2007 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di
AP 1 a far tempo da martedì 13 febbraio 2007 alle ore 14.00.
D. Con
l’atto di appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto,
producendo una ricevuta 20 febbraio 2007 __________ relativa al pagamento di
fr. 938.25 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa da AO 1 (doc. C).
L’appellante rileva poi di avere saldato un altro debito nei confronti
dell’escutente e pure debiti d’imposta (doc. B e e D), osservando che il
ritardo nel pagamento è in parte dovuto al fatto che attendeva, tramite la
propria società __________, il riconoscimento da parte di AO 1 dei bonus di
produzione e di fedeltà per il 2006, che intendeva compensare con gli scoperti
(doc. I). La debitrice osserva che dall’estratto delle sue esecuzioni risulta
un debito di fr. 18'609.15 (doc. F), per il quale dovrebbe venire concluso un
accordo. Inoltre è comproprietaria di una casa monofamigliare in cui risiede a __________,
il cui valore di stima ufficiale è di fr. 237'975.-- (doc. H) ed è socia al 50%
della __________ (doc. G).
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, op. cit.,
n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174.
E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta
dell’UE __________ (doc. C) risulta che l’appellante ha pagato fr. 938.25 a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ il 20 febbraio 2007, e pertanto
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui ha ossequiato l’art.
174.
cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
27.
marzo 2007 dell’UE __________ emerge che nei confronti di AP 1 sono pendenti
3.
procedure esecutive per un valore complessivo di fr. 20'404.05. Di queste
esecuzioni una è stata pagata, mentre una è giunta allo stadio di opposizione
totale, per cui non essendo, in questa fase di procedura, il debito ancora
accertato non può essere ritenuto che l’appellante sia effettivamente debitrice
dell’importo posto in esecuzione. Nell’ambito della terza esecuzione n. __________
promossa da __________ per fr. 18'609.15 il 10 novembre 2006 è stata emessa la
comminatoria di fallimento. A questo proposito l’appellante ha dichiarato che
tra le parti dovrebbe venire concluso un accordo. Nessun documento è stato però
prodotto da AP 1 a conferma di quanto asserito. In merito allo scritto 22
febbraio 2007 di AO 1 relativo al bonus di produzione e di fedeltà per l’anno
2006.
ammontante a fr. 8'337.60 (doc. I), fatto valere da AP 1, che ritiene pertanto
di avere un credito nei confronti della creditrice da far valere in
compensazione, va osservato che il citato scritto 22 febbraio 2007 (doc. I) concerne
la __________, __________ a __________, società che ai sensi dell’art. 783 CO
ha acquistato la personalità giuridica con l’iscrizione a Registro di commercio
avvenuta il 16 dicembre 2003 (doc. G) e non AP 1 personalmente.
L’appellante
non può pertanto far valere in compensazione alcun credito nei confronti di AO
1, per mancanza di reciprocità, non essendo le parti debitrici una verso
l’altra (cfr. art. 120 CO). Il fatto poi che AP 1 sia socia al 50% della citata
__________ e che dall’estratto RC (doc. G) risulti che la sua quota ammonta a
fr. 10'000.--, non significa che essa disponga di mezzi liquidi sufficienti a
coprire il suo debito nei confronti di __________. L’escussa ha poi fatto valere
di essere comproprietaria per ½ della casa monofamigliare part. n. __________,
il cui valore ufficiale di stima è di fr.
237'975.--.
Dall’estratto del Registro fondiario al 23 febbraio 2007 (doc. H) emerge che
l’immobile è gravato da una cartella ipotecaria di 1. grado con diritto di
subingresso per fr. 550'000.--. L’appellante non ha prodotto alcun documento indicante
il valore commerciale dell’immobile, né alcun documento è stato prodotto in
relazione al debito effettivo nei confronti della banca detentrice della
cartella ipotecaria, per cui non è possibile determinare quanto sia elevato
effettivamente il debito ipotecario dell’appellante. Dal citato estratto del
Registro fondiario (doc. H) risulta inoltre che la quota di comproprietà di __________
(quota A) è gravata dalla restrizione del diritto di alienazione a norma della
LPP. La carente documentazione non permette pertanto di valutare quale sia la
reale situazione debitoria dell’escussa, ossia se gli attivi superano i passivi
e pertanto se l’appellante dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai
suoi impegni. Non avendo pertanto la debitrice fornito i necessari riscontri
oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l’art. 174 cpv. 2 LEF
non può essere applicato. Il fallimento di __________ non può quindi essere
annullato.
2.
L'appello
26.
febbraio 2007 di AP 1 va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L'appello
26 febbraio 2007 di AP 1, è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1__________, a far tempo da
mercoledì
25 aprile 2007 alle ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione
a:
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Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.
terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
Il presidente La
segretaria
rzi implicati
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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