14.2007.40
Appello contro la dichiarazione di fallimento
2 luglio 2007Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2007.40
Data decisione, Autorità:
02.07.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2007.40
Lugano
2 luglio 2007
B/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
8 marzo 2007 presentata da
AO 1
contro
AP 1
rappr. dall’ RA 1
sulla quale istanza la Segretaria assessore della
Pretura del Distretto __________, con sentenza 9 maggio 2007 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo da
mercoledì 9 maggio 2007 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
14 maggio 2007 ne postula
l’annullamento;
preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con
ordinanza presidenziale 16/18 maggio 2007 all’appello è
stato concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1
per fr. 2'101.45 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza
di contraddittorio del 25 aprile 2007 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 9 maggio 2007 la Segretaria assessore della __________, ha dichiarato
il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 9 maggio 2007 alle ore 14.00.
D. Con
l’atto di appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione in
oggetto n. __________, producendo una ricevuta 14 maggio 2007 __________
relativa al versamento di fr. 2'367.15
(plico doc. D). A dimostrazione della sua solvibilità l’appellante ha poi
sostenuto di avere
pagato tutte le ulteriori procedure esecutive pendenti nei suoi confronti,
presentando ulteriori 9 ricevute 14 maggio 2007 __________ (plico doc. D).
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26
ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174.
E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________ (plico
doc. D) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa da AO 1 è
stata saldata il 14 maggio 2007, e quindi posteriormente alla dichiarazione di
fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv.
2.
n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni __________ emerge che il 10 maggio 2007 erano pendenti nei
confronti dell’appellante ulteriori 9 esecuzioni per complessivi fr. 18'426.35
(doc. E). Queste procedure sono state tutte saldate con versamenti 14 maggio
2007, come risulta dalle relative ricevute __________ (plico doc. D). Ciò porta
a concludere che l’appellante non si trova in uno stato di illiquidità e che
dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza può
essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile la sua
solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere
annullato.
2.
L'appello
14.
maggio 2007 di AP 1 va pertanto accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le
spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174
LEF
pronuncia: I. L'appello 14 maggio 2007 di AP 1, __________,
è accolto.
“1. La dichiarazione di
fallimento 9 maggio 2007 pronunciata dalla Segretaria assessore della Pretura __________,
inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, è annullata.
2. La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.
3. Le spese dell’Ufficio __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione
a:
-
RA 1;
-
AO 1, __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio __________.
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto __________.
Comunicazione
alla Pretura __________
terzi
implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
terzi implicati
terzi implicati
timplicati
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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