14.2007.50
Appello contro la dichiarazione di fallimento
26 luglio 2007Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2007.50
Data decisione, Autorità:
26.07.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 LEF
Incarto n.
14.2007.50
Lugano
26 luglio
2007
B/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
27 marzo 2007 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 22 maggio 2007 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a
far tempo da
martedì 22 maggio 2007 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
31 maggio 2007 ne
postula l’annullamento;
preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con
ordinanza presidenziale 5/6 giugno 2007 all’appello è stato
concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
__________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'825.-- oltre
accessori, dedotti eventuali acconti.
Fatti
B. All’udienza
di contraddittorio del 9 maggio 2007 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 22 maggio 2007 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP
1 a far tempo da martedì 22 maggio 2007 alle ore 14.00.
D. Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato AP 1 asserendo che avrebbe
presentato una documentazione dettagliata.
Considerato
Considerandi
1.
Secondo
l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere
deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla
notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono
verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
L’appellante
non si è avvalso di fatti nuovi verificatisi anteriormente alla decisione di
fallimento, per cui l’art. 174 cpv. 1 LEF non può essere applicato.
2.
a) La decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF
l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento
se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e
prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità
è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo. Se
esistono atti di carenza di beni, la solvibilità è esclusa, a meno che il
debitore provi di avere estinto anche questi debiti posteriormente all’emissione
dell’estratto e anteriormente alla scadenza del termine di 10 giorni (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172; Cometta,
Commentaire Romand, Poursuite et Faillite, Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 10
ad art. 174 LEF).
c) L’appellante non ha provato che il
debito compresi gli interessi è stato estinto (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), né ha
depositato l’importo dovuto presso questa camera a disposizione del creditore
(art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) e nemmeno la creditrice ha ritirato la domanda di
fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF), per cui neppure l’art. 174 cpv. 2 LEF può
essere applicato. Ne consegue che il fallimento di AP 1 non può essere
annullato.
In
via abbondanziale va osservato che dall’estratto 9 luglio 2007 __________
risulta che oltre alle 42 esecuzioni pendenti nei confronti dell’appellante, di
cui 29 ancora aperte, a suo carico nel periodo dal 29 agosto 2003 al 21 aprile
2006.
sono stati emessi 11 attestati di carenza di beni per un importo
complessivo di fr. 85'669.45, il che porta a escludere che l’escusso disponga
di liquidità e sia solvibile.
3.
L'appello
31.
maggio 2007 di AP 1 va quindi respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174
LEF
pronuncia: 1. L'appello 31 maggio 2007 di AP 1, è
respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da
martedì 7 agosto 2007
alle ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia di fr. 110.-- e le spese di fr. 10.--, già anticipate
dall'appellante, restano a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
-
AP 1, __________;
-
AO 1, __________, __________;
-
Ufficio esecuzione di __________;
-
Ufficio fallimenti di __________;
-
Ufficio cantonale del Registro di commercio,__________
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________
Comunicazione
alla Pretura __________
terzi implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg.
LTF).
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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